Moasca

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Moasca
comune
Moasca – Stemma Moasca – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Asti-Stemma.png Asti
Sindaco Maurizio Bologna (lista civica Parità Trasparenza) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°45′52″N 8°16′46″E / 44.76444°N 8.27944°E / 44.76444; 8.27944 (Moasca)Coordinate: 44°45′52″N 8°16′46″E / 44.76444°N 8.27944°E / 44.76444; 8.27944 (Moasca)
Altitudine 260 m s.l.m.
Superficie 4,14 km²
Abitanti 462[1] (31-12-2010)
Densità 111,59 ab./km²
Comuni confinanti Agliano Terme, Calosso, Canelli, Castelnuovo Calcea, San Marzano Oliveto
Altre informazioni
Cod. postale 14050
Prefisso 0141
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 005063
Cod. catastale F254
Targa AT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 627 GG[2]
Nome abitanti moaschesi
Patrono san Pietro
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Moasca è posizionata in Italia
Moasca
Mappa di localizzazione del comune di Moasca nella provincia di Asti
Mappa di localizzazione del comune di Moasca nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Moasca (Moasca o Muasca in piemontese) è un comune di 461 abitanti della provincia di Asti, fa parte della Comunità Collinare tra Langa e Monferrato comprendente anche i Comuni di Canelli, Calosso, Castagnole delle Lanze, Coazzolo, Costigliole d'Asti, San Marzano Oliveto, Montegrosso d'Asti.

Indice

Geografia modifica

Il comune è situato tra i fiume Belbo e Nizza, a circa 25 km a sud di Asti. Arrivando da Calosso, lungo la valle che scende da Canelli (distante 6 km da Moasca) il paese appare appoggiato dolcemente su un colle verdeggiante, dalla sommità vasta e piatta. Il territorio si estende per circa 4.13 km quadrati sui rilievi collinari.

Luoghi di interesse modifica

La Chiesa Parrocchiale modifica

Nel centro paese, sorgono la chiesa Parrocchiale dedicata a San Pietro ed il municipio. La parrocchiale è della fine del Seicento e presenta notevoli motivi di interesse. A sinistra della parrocchiale, della stessa epoca, sorge la pregevole Chiesetta di San Rocco, in cotto, con campanile e portico, sede della confraternita dei Battuti.

Il Castello modifica

Le parti attualmente esistenti del castello di Moasca sono quanto rimane dell'edificio costruito nel 1351 così come apprendiamo da un'enigmatica scritta posta ancora oggi sulla sommità del portale d'ingresso. La precedente fortificazione fu rasa al suolo nel 1308, dopo un lungo e difficile assedio, non sono note né l'origine né la forma. Al fine di comprendere le vicende che portarono alla distruzione del primitivo castello è doveroso ricordare le sanguinose lotte intestine che turbarono il comune di Asti nel Trecento. Queste ultime si collegavano agli scontri fra Guelfi e Ghibellini. La ricostruzione del nuovo castello, sulle rovine del precedente, avvenne solo nel 1351. Sotto la proprietà dei Secco Suardo l'interno della costruzione medioevale era stato sicuramente abbellito e reso più confortevole. Di particolare interesse era, senza dubbio, la cantina: essa occupava tutta la zona interrata del castello; da quest'ultima si accedeva ancora ai sotterranei cunicoli definiti dallo storico astigiano “assai profondi” adibiti a prigioni. L'attuale amministrazione comunale ha avviato un programma di recupero e valorizzazione della struttura ancora esistente proponendo, dopo aver attuato gli urgenti interventi di restauro conservativo, il recupero della vasta cantina interrata.

Economia modifica

L'economia è basata principalmente sull'agricoltura: la coltivazione della vite costituisce la fonte di reddito primaria per gli agricoltori. I vini Barbera d'Asti, il Moscato d'Asti e l'Asti Spumante sono, senza dubbio, il fiore all'occhiello dell'enologia del luogo.

Amministrazione modifica

Evoluzione demografica modifica

Abitanti censiti[3]

Note modifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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