Associazione Calcio Monza Brianza 1912

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A.C. Monza Brianza 1912
Calcio Football pictogram.svg
Stemma AC Monza 2013.png
Brianzoli, Biancorossi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Rosso con corona e spada (grande).png Rosso · Bianco
Simboli Corona Ferrea
Inno Monza Alè
Amusia (2006)
Dati societari
Città Monza
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro Seconda Divisione
Fondazione 1912
Rifondazione 2004
Presidente Inghilterra Anthony Armstrong Emery
Allenatore Italia Antonino Asta
Stadio Brianteo
(18.568 posti)
Sito web www.acmonzabrianza.it
Palmarès
Trofei nazionali 4 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Trofei internazionali 1 Coppa Anglo-Italiana
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcio Monza Brianza 1912, nota semplicemente come Monza, è la principale società calcistica della città di Monza. Disputa il campionato di Lega Pro Seconda Divisione ed è inserita nel girone A. I colori sociali sono il bianco e il rosso. Il campo di gioco è lo Stadio Brianteo (18.568 posti)[1], mentre la sede e le strutture per gli allenamenti si trovano al Centro Sportivo Monzello, un impianto all'avanguardia e di categoria superiore, situato nella periferia est della città.

Fu fondata il 1º settembre 1912 come Monza F.B.C. e in seguito alla successiva fusione con Pro Monza, Pro Italia e Juventus, divenne A.C. Monza. Fondendosi con la A.S. Simmenthal del presidente Sada diventò nel 1955 A.S. Simmenthal-Monza. Ritornata nel 1964 alla vecchia denominazione A.C. Monza, la mantenne malgrado la trasformazione in S.p.A. dal 1967 fino al 1980. Dalla stagione 1980-81 fino alla stagione 2003-04, anno del fallimento, ha partecipato al campionato col nome di Calcio Monza. All'asta giudiziaria la società è stata aggiudicata alla famiglia Begnini, operante nel campo delle costruzioni, che ha chiamato la nuova società A.C. Monza Brianza 1912 per rendere la squadra più vicina alla nuova provincia di Monza e Brianza.

Il Monza è una delle squadre italiane più presenti nel campionato cadetto, avendo disputato la Serie B 38 volte, l'ultima volta nella stagione 2000-01. Nella sua storia, il club brianzolo non ha mai raggiunto la massima serie: è la squadra italiana che ha partecipato al maggior numero di tornei cadetti senza mai conseguire la promozione. Detiene il record di vittorie nella Coppa Italia di Serie C: 4 affermazioni.

Indice

Storiamodifica | modifica sorgente

Gli esordimodifica | modifica sorgente

« Si è costituita in Monza, dal primo settembre, una nuova società per l’incremento del gioco del calcio, sotto il nome di Monza F.B.C. La nuova società ha fissato la sua sede presso il caffè-pasticceria Roma, sulla piazza omonima »
(Il Cittadino, 1 settembre 1912)

Il calcio a Monza arrivò nei primi anni del Novecento quando vennero fondate le prime società cittadine, tra cui Pro Victoria, Pro Monza e la Pro Italia. Queste ultime due società poi si fusero dando vita alla sezione calcistica del Veloce Club Monzese. Il 1º settembre 1912 venne fondato il Monza F.B.C.. La prima sede del neonato club trova spazio presso il Caffè Pasticceria Roma. La prima vittoria ufficiale è datata 20 settembre, pochi giorni dopo la fondazione, quando i biancazzurri (colori utilizzati nelle prime apparizioni) batterono la Juventus Italia per 2-1 sul campo di Triante[2], allora chiamato Fuori porta perché situato fuori dai limiti daziari cittadini di Via Cavallotti.

Nel 1913 la sezione calcio si staccò dalla polisportiva ciclistica: cambiò nome in Pro Monza e fondendosi con i dissidenti della Forti e Liberi sotto il nome di Juventus F.C. e con il Monza F.B.C. nacque l'A.C. Monza. Le prime partite vennero disputate contro squadre della Brianza e del Ticino. Il primo trofeo conquistato dalla squadra monzese fu la Coppa Colli, battendo in finale per 3-2 il Saronno.

Esordì nel campionato di Terza Categoria e al termine della stagione regolare ottenne il terzo posto nel girone B del campionato lombardo. Nel 1914 prese parte al campionato lombardo di Promozione e si classificò al 6º posto nel girone B. La guerra imperversava e i campionati ufficiali vennero interrotti ma non tutte le società sospesero l'attività alla partenza dei giocatori con la chiamata alle armi: la squadra monzese rimase in vita perché aveva abbastanza giovani (nati dopo il 1895, perché bisognava avere almeno 20 anni per essere chiamati alle armi) per prendere parte ad alcuni tornei gestiti da società affiliate alla F.I.G.C approvati dal Comitato Regionale Lombardo. Nel 1917 accade un fatto piuttosto grave: il 2 dicembre (ultima partita dei gironi eliminatori), dopo la sconfitta interna per 2-3 contro il Legnano nella Coppa Saronno, il Monza venne punito per aver tirato dei sassi all'arbitro e ai giocatori della squadra ospitata all'uscita del campo mentre questi si avviavano verso la Stazione, subendo la squalifica del campo per 5 mesi e un'ammenda di 50 lire, sanzione che se reiterata le sarebbe valsa la definitiva messa al bando da tutti i campionati ufficiali. La società brianzola non riuscì a pagare la multa di 50 lire (come disse il cassiere Giuseppe Verderio che invano cercò di recuperarli) e scappò dalla F.I.G.C. per partecipare i tornei U.L.I.C., supplendo alla mancanza dei giocatori richiamati al fronte con quelli delle squadre ospitate oppure concederli agli avversari, perché questo era il patto di fratellanza stretto dalle squadre uliciane. Il suo regime di clandestinità nei confronti della Federazione durò fino al 1919 quando alla prima assemblea regionale, dovendo cancellare con un colpo di spugna le colpe del Commissario Mario Trinchieri e del Reggente della F.I.G.C. Francesco Mauro per lo scandalo della partita della Coppa Mauro Legnano-Inter 1-0 annullata "a tavolino" dopo aver torchiato all'arbitro Rigoletto Trezzi per fargli ammettere che il gol era in fuori gioco, le venne condonato il debito e i brianzoli tornarono a disputare i campionati ufficiali.

Il 5 ottobre 1919 il Monza tentò l'assalto alla Prima Categoria, nello spareggio di Milano contro la Trevigliese, i brianzoli cedettero per 3-2 ma vincendo il girone B di Promozione ottenne l'accesso alle finali: si classificò al 2º posto e venne promosso al massimo campionato dell'epoca. L'anno successivo il Monza si classificò all'ultimo posto nel girone eliminatorio, rimanendo a secco di punti e subendo ben 18 reti a fronte delle sole 2 marcature messe a segno nelle partite contro Milan e Pro Patria. Nella stagione 1921-1922 il Monza prende parte al campionato organizzato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio ma non riescì a qualificarsi per le semifinali interregionali. La squadra si classifica al 2º posto, con 5 punti frutto di due vittorie (contro la Juventus Italia e il Casteggio), un pareggio (in casa della capolista Enotria Goliardo) e di tre sconfitte, di cui una rimediata tra le mura amiche. Con la riforma del campionato di calcio nella stagione 1922-1923 il Monza venne ammesso al campionato di Seconda Divisione assieme alle altre società di più recente formazione, categoria che mantenne fino al 1926, anno in cui una nuova ristrutturazione dei tornei confinò il sodalizio brianzolo nella Seconda Divisione gestita dal Direttorio Divisioni Inferiori Nord di Genova. Nel 1926-1927 i brianzoli conquistarono comunque la promozione alla Prima Divisione gestita dal Direttorio Divisioni Superiori di Milano, e all'inizio del campionato 1933-1934 il club monzese cambiò i colori sociali, assumendo il bianco e il rosso.

La serie C e il record in Coppa Italiamodifica | modifica sorgente

Del Signore mette a segno una rete in un derby con la Pro Lissone degli anni cinquanta
« Allora, qui in zona, erano solo il Monza e la Pro Lissone, a tener banco »
(Giuseppe Verderio, cassiere del Monza tra il 1917 e il 1966)

Tra gli anni trenta e cinquanta il Monza militò stabilmente nel campionato di Prima Divisione che successivamente nel 1935 divenne il campionato di Serie C. Il 18 settembre del 1932 i dirigenti monzesi, per festeggiare i vent’anni dalla nascita della società, organizzarono la Coppa del Ventennio[3]: nella prima finale la Falck agguantò il terzo posto sconfiggendo il Fanfulla 4-2, mentre tra Monza e Pavia finì 2-2. I bassaioli si aggiudicheranno la vittoria in una successiva gara dato che non erano ancora previsti i calci di rigore. Nel 1938-1939 il Monza stabilì il record per compagini di Serie C in Coppa Italia arrivando fino ai quarti di finale dove venne eliminato in casa dal Genova 1893 per 2-1[4]. Il record venne battuto solo nel 1984 dal Bari che raggiunse le semifinali.

La truppa monzese veniva inserita in un girone prettamente milanese-brianzolo e molto spesso venivano incontrate squadre limitrofe: epici i derby contro i rivali della Pro Lissone, quando le trasferte venivano effettuati dai primi tifosi a bordo degli autocarri e dei furgoni utilizzati durante la settimana per le esigenze lavorative. Con il passare del tempo, crebbero i mezzi a disposizione del club e gli obiettivi si fecero sempre più grandi. Con l'arrivo alla presidenza di Giuseppe Borghi nel 1949 vennero gettate le basi per la promozione in serie cadetta. Sotto la guida di Annibale Frossi, con gli innesti di numerosi giocatori di notevole caratura e trascinati dai gol di Bruno Dazzi (29 nella stagione 1950-1951), due anni dopo ad Omegna, il 4 giugno 1951 scoppiò la gioia dei monzese che conquistarono la matematica promozione in serie B al termine di una cavalcata durata 38 giornate.

L'approdo in serie Bmodifica | modifica sorgente

Giovanni Cuzzoni, centravanti del Monza dal 1951 al 1954
Nordhal in Monza-Roma del 1952; sullo sfondo le tribune del Sada
Umberto Colombo, ha militato nel Monza dal 1952 al 1954
Carlo Tagnin, difensore del Monza dal 1954 sl 1957, poi Campione d'Italia con l'Inter per ben 2 volte

L'esordio tra i cadetti avvenne in una stagione difficile come quella del 1951-52. A contendersi l'unico posto valido per la promozione diretta nella massima serie c'erano le neoretrocesse Roma e Genoa insieme al Brescia. Il campionato venne vinto dai giallorossi mentre i brianzoli si salvarono solamente all'ultima giornata. A Monza si registrò il primo "tutto esaurito" l'8 dicembre 1951 in occasione del match contro la Roma[5]. Allo stadio comunale erano numerosi i sostenitori giunti da ogni parte d'Italia per sostenere la squadra capitolina ma l'orgoglio dei fedelissimi ai colori biancorossi fece stracolmare gli spalti: oltre 12.000 furono le persone presenti al San Gregorio. Il risultato premiò gli ospiti che si imposero per 2-0 ma i padroni di casa non sfigurarono. La formazione di Frossi riuscì però nell'impresa di sconfiggere l'armata rossoblu del Genoa il 4 maggio del 1952 grazie un gol allo scadere del primo tempo realizzato da Cuzzoni[6].

L'arrivo di Sada e del marchio Simmenthalmodifica | modifica sorgente

Dopo un campionato tranquillo conclusosi in ottava posizione, nel 1954-55 scoppiò una crisi dirigenziale all'interno della società, al termine di una stagione difficile e travagliata. Al comando del sodalizio venne posto Gino Alfonso Sada, titolare dell'industria alimentare Simmenthal. Per dieci anni il marchio venne abbinato ai colori biancorossi e il connubio portò a conseguire ottimi risultati, tra i migliori nella storia del club brianzolo. Dopo appena un anno il Monza fu di nuovo in prima linea, ma l'amarezza per la mancata promozione in serie A è molta: terzo posto in coabitazione con il Como. I brianzoli tentarono ancora la promozione ma i risultati non arrivarono. Nel 1962 ricorre il cinquantesimo della fondazione e in quella occasione il "presidentissimo" rassegna le sue dimissioni: ciò lascia tutta la Brianza in apprensione per le sorti del club monzese ma il primo cittadino dell'epoca, Giovanni Centemero, riuscì nell'intento di far tornare Sada sui propri passi il quale rimase alla guida ancora per una stagione.

La retrocessione e l'immediata risalitamodifica | modifica sorgente

Il rammarico per l'esito negativo della stagione del 1965-66, che portò i brianzoli a lasciare la cadetteria dopo 15 anni consecutivi di permanenza, dura ben poco, infatti dopo appena un anno ci fu il ritorno in Serie B. Il Monza subì un ringiovanimento dell'organico e questa scelta portò i frutti desiderati: la squadra rimase nelle prime posizioni per l'intero arco della stagione e a suon di vittorie giunse allo spareggio con il Como nella cornice dello stadio comunale di Bergamo. Un gol di Maggioni mandò in delirio i diecimila tifosi giunti dalla Brianza; la notizia giunse a Monza via telefono e si diffuse a macchia d'olio nell'intera città la quale accolse il pullman di ritorno dalla trasferta in un tripudio di gioia.

L'arrivo di Radice in panchinamodifica | modifica sorgente

Il Monza della stagione 1969-70 fu pronto a lottare per un posto in serie A. Alla guida dei brianzoli venne chiamato Luigi Radice, alle prime esperienze come allenatore. Il tecnico di Cesano Maderno svolse un ottimo lavoro e alla penultima giornata i biancorossi, di scena a Varese, erano al secondo posto; a ruota seguivano Foggia, Catania e l'avversario di giornata. All'iniziale vantaggio di Caremi, Bettega e Braida ribaltano il risultato e a gioire furono i varesini. Al Monza rimasero solo numeri da record, come i gol subiti in casa: solo 7 volte Luciano Castellini venne battuto tra le mura amiche.

La presidenza Cappelletti e la stagione dei trofeimodifica | modifica sorgente

La Coppa Italia di serie C del 1974

Il sodalizio brianzolo si rinnovò nella stagione 1972-73, acquisendo un assetto tattico all'avanguardia. Alla presidenza arriva Giovanni Cappelletti, ex calciatore e noto industriale. Un'altra figura di spicco che entrò nell'organico societario fu Italo Allodi, precursore degli odierni general manager del calcio italiano. I risultati conseguiti sul campo non ripagarono inizialmente il notevole lavoro portato avanti dal club brianzolo e sul terreno di gioco del Bari il Monza abbandonò nuovamente la serie B. Ciò provocò una reazione d'orgoglio da parte del presidente che decise di non gettare la spugna ma di accettare la nuova sfida.

Con la retrocessione in serie C il Monza scoprì un nuovo torneo che nel corso degli anni successivi gli consegnerà diverse soddisfazioni: la Coppa Italia di Serie C. I brianzoli si giocarono il loro primo trofeo di categoria il 29 giugno 1974 nella finale del Porta Elisa di Lucca contro il Lecce. I pugliesi consegnarono la coppa nelle mani del capitano biancorosso Roberto Anzolin mettendo a segno un'autorete con Di Somma. L'errore del difensore salentino permise ai biancorossi di gioire per il primo trofeo nazionale messo in bacheca. Il Monza centò il bis nell’edizione 1974-75, sconfiggendo il Sorrento il 29 giugno 1975. Il trofeo si decise alla lotteria dei rigori, terminata 4 a 3 con realizzazione decisiva di Sanseverino.

Nell'annata successiva (1975-76) il Monza fu determinato a conquistare la serie B e si dimostra un autentico rullo compressore, tant'è vero che al termine della stagione il distacco dalla seconda classificata (la Cremonese) è di ben 12 punti. I brianzoli possono festeggiare la promozione con 5 turni di anticipo.

La vittoria nel Torneo Anglo-Italianomodifica | modifica sorgente

La stagione si chiuse con il successo nel prestigioso Torneo Anglo-Italiano. Le squadre iscritte al torneo solo per l'Italia Teramo, Pistoiese, Udinese, Benevento e Siracusa e per l'Inghilterra Wimbledon, Nuneaton B., Wycombe W., Scarborough, Stafford R. ed Enfield. Il Monza giocò le prime due partite fuori casa contro Scarborough (0-0) e Stafford Rangers (0-1) e il ritorno in casa sempre contro le medesime avversarie (vittoria 2-1 e pareggio 1-1). In seguito ai risultati ottenuti il Monza risultò essere la migliore squadra italiana e dovette affrontare il Wimbledon (migliore squadra inglese) in finale. La partita, molto dura, si giocò allo stadio Sada e venne decisa da un gol siglato da Casagrande nel finale della partita.

Serie A: sogno proibitomodifica | modifica sorgente

Il Monza del campionato 1977-78

Il Monza si presentò ai nastri di partenza della stagione 1976-77 con l'etichetta di matricola ma ben presto se la scollò di dosso diventando una delle protagoniste di un campionato difficile con formazioni blasonate quali il Vicenza di Paolo Rossi e il Cagliari di Virdis. Le parate di Terraneo e i gol di Silva portarono il Monza a un soffio dalla promozione: la sconfitta all'ultima giornata a Modena tagliò fuori la squadra brianzola dagli spareggi con Atalanta, Cagliari e Pescara.

« Il Monza si specchia nell’Ascoli e vede la A »
(Titolo del Corriere della Sera del 29/05/1978)

La stagione successiva arrivò la seconda scottatura per i tifosi biancorossi; la trasferta di Pistoia, come quella di Modena dell'anno precedente, si concluse con un terribile esito. Dopo aver condotto egregiamente la stagione e convinto anche i giornalisti con una prova di carattere contro l'Ascoli già promosso (4-2 il finale)[7], l'ambiente monzese venne scosso nella settimana decisiva da un atto di vandalismo presso lo stadio Sada: ignoti si erano introdotti nell'impianto sportivo nella notte tra lunedì e martedì e segarono i pali di una porta; la società per evitare ripercussioni sull'andamento delle partita e del campionato decise di portare la squadra in un ritiro top secret in Emilia, all'oscuro dei riflettori della stampa e dei tifosi. Intanto gli ultras si prepararono alla trasferta organizzata: £ 8.000 il costo del biglietto per il treno speciale e per l'ingresso allo stadio[8]. L'accoglienza nella città toscana non fu delle migliori, infatti i tifosi vennero presi a sassate appena scesi dai vagoni. La squadra perse 2-0 ed esplode la rabbia che sfociò in un assalto alla sede di via Manzoni: solo con l'intervento delle forze dell'ordine vennero placati gli animi verso la notte inoltrata.

Il Monza del campionato 1978-1979

Ma fu nella stagione 1978-79 che il Monza si avvicina più che mai alla Serie A. La squadra brianzola iniziò a suscitare simpatia in diversi angoli del Paese e l'idea di un triplice derby milanese nella massima serie affascinò i giornalisti sportivi dell'epoca. Al penultimo turno di campionato basterebbe un pareggio in casa con il Lecce per raggiungere il traguardo della massima serie, ma successe l'imprevedibile. La formazione pugliese giocò alla morte nonostante la salvezza già acquisita e il Monza restò in 10 per l'espulsione di Corti, quindi la formazione leccese passò in vantaggio a 5 minuti dalla fine del primo tempo con un gran tiro dalla distanza di Loddi. Il Monza avrebbe l'occasione di pareggiare, ma il rigore calciato da Massimo Silva (per un fallo su Scaini) non fu irresistibile e il portiere riuscì a respingere. Il Pescara, poche settimane prima dato per spacciato nei giochi relativi alla promozione, vinse e agguantò al terzo posto in classifica i biancorossi a 46 punti. Nell'ultima giornata le due squadre vincono entrambe. Si va così allo spareggio sul campo neutro di Bologna: gli abruzzesi vennero supportati da quasi trentacinquemila tifosi contro i poco più di tremila monzesi[9]. Finì 2-0 per il Pescara con i gol di Pavone e autorete di Giusto.

Il Monza del campionato 1979-80
« Abbiamo incassato a San Siro quanto a Monza in tre partite. Così abbiamo dimostrato agli increduli che il Monza può far richiamo e calamitare la sua brava fetta di spettatori »
(Giovanni Cappelletti dopo Monza-Bari)

L'ultima stagione di Cappelletti alla presidenza del Monza (1979-80) fu anche l'ultima nella quale i brianzoli avevano le potenzialità per raggiungere la massima serie. La squadra brianzola cercò di puntare sui giovani talenti, ottenendo ottimi risultati: è l'anno della coppia M&M, Paolo Monelli e Massaro, due ragazzi lanciati nel calcio grazie alla convinzione del presidente monzese. Lo stesso Cappelletti fu il precursore del progetto dello stadio Brianteo, un nuovo impianto più agevole e dinamico, conforme alle esigenze di una società che puntava in alto. Questa volontà emerse dopo l'esperimento messo in atto allo stadio di San Siro, quando il Monza giocò il match interno contro il Bari: sugli spalti della Scala del calcio accorsero quasi 20.000 spettatori[10].

Massimo Silva
« Dopo la partita andai dai giornalisti e dissi: il rigore non c'era. Agnolin me lo rinfaccia ancora adesso »
(Marco Nicoletti in merito a Monza-Como del 1980)

Il 13 aprile 1980 in un acceso derby Monza-Como accadde uno dei torti arbitrali più incisivi ed eclatanti che la società brianzola abbia mai subito nella sua storia. Il Como, sotto per 3-1, cercò di recuperare e segnò al 73' con Pozzato. I lariani, riversati nell'area monzese, vogliono il pareggio. All'ultimo disperato tentativo Corti servì con un diagonale Nicoletti, tampinato alle spalle da Giusto. L'attaccante ospite si aggiusta il pallone con una mano e l'arbitro, Luigi Agnolin, fischiò clamorosamente un calcio di rigore che fece rimanere esterrefatti gli oltre diecimila presenti: nessuno riuscì a capire come mai un arbitro internazionale non avesse sanzionato un vistoso fallo di mano. Nel dopopartita si scatenò l'ira dei tifosi, dei giocatori e persino dei dirigenti. Il direttore di gara venne aggredito da un consigliere brianzolo e fu costretto a lasciare lo stadio dopo le 20.00, tra due ali di gente inferocita, scortato dalla polizia.

I biancorossi chiusero il campionato in quinta posizione, a soli tre punti dalla zona promozione. Si concluse così un ciclo costellato di trofei e promozioni, al quale però mancò il grande salto verso la Serie A[11].

L'inizio dell'era Giambellimodifica | modifica sorgente

Una fase di gioco di Lazio-Monza del campionato 1982-83
Fasi prima del fischio d'inizio di Monza-Bari del campionato 1984-85

All'inizio della stagione 1980-81 il geometra Valentino Giambelli rilevò la società da Giovanni Cappelletti. L'allenatore non fu più Magni, al suo posto ci fu Sergio Carpanesi, mentre la squadra era sostanzialmente la stessa che l'anno precedente ha sfiorò la promozione. Le cose si misero male fin dall'inizio della stagione; Carpanesi venne esonerato, ma neanche il suo successore, Lamberto Giorgis, riuscì a raddrizzare il campionato. A poche giornate dal termine, con la retrocessione ormai certa, nuovo cambio di allenatore, con la promozione di Franco Fontana (ex giocatore biancorosso) dal ruolo di allenatore della Primavera. Debuttarono in prima squadra due giovani molto promettenti provenienti dal settore giovanile, Fulvio Saini ed Angelo Colombo.

Il Monza della stagione 1981-82 fu completamente diverso da quello visto nella stagione precedente. La retrocessione comportò le cessioni di Monelli e Massaro alla Fiorentina, ma il Monza poté ancora contare su giocatori del calibro di Motta e Ronco, oltre ai confermati Saini e Colombo. Nonostante la squadra fosse completamente nuova, il Monza partì molto bene grazie a un'ottima difesa e a un attacco micidiale formato dal trio Bolis-Galluzzo-Pradella. La promozione arrivò alla penultima giornata con la vittoria contro la Triestina per 1-2 in casa della squadra alabardata, che rese matematico il raggiungimento del secondo posto alle spalle dell'Atalanta.

Loris Pradella in azione nella partita Monza-Lazio della stagione 1982-83

Il ritorno in serie B avvenne in una stagione particolare dove i biancorossi incrociano il proprio destino con quello di due nobili decadute a causa degli scandali del calcioscommesse: il Milan e la Lazio. Nella campagna estiva il Monza confermò in attacco Pradella mentre la partenza di Galluzzo viene rimpiazzatta dall'arrivo di Lorenzo Marronaro, alla prima esperienza in un campionato cadetto. La salvezza matematica arrivò solo all'ultima giornata (2-2 a Bologna), frutto di un buon rendimento tra le mura amiche e dei gol messi a segno dalla coppia d'attacco (23 in due sui 40 gol totali). Alcune soddisfazioni però la formazione brianzola riuscì a togliersele, innanzitutto la posizione finale (7º posto, il migliore risultato della gestione Giambelli) e poi la vittoria contro le "aquile biancocelesti": un netto 2-0 con reti Papais e Pradella, in questa stagione ci fu anche il lancio di giovani promettenti come Riccardo Monguzzi '65, Andreoni Luigi '66, Castellano Giovanni '66, Rossi Carlo '66, Trotta Marcello '65 e Aquilante Luca '67..

Dopo altre due salvezze conquistate in extremis i biancorossi non riuscirono a ripetere le imprese delle passate stagioni concludendo il campionato 1985-86 in ultima posizione. Lo scarso rendimento fuori dalle mura amiche compromise la permanenza in serie cadetta (2 vittorie, 2 pareggi e ben 15 sconfitte). Uniche note positive furono le due vittorie esterne, ottenute su campi ostici, contro l'Empoli (poi promosso in serie A) e all'Olimpico contro la Lazio (rete di "Dustin" Antonelli al 76')[12].

Il Monza dei giovanimodifica | modifica sorgente

Il Monza del campionato 1988-89

La stagione 1986-87 è contrassegnata da un rinnovamento dell'organico. Il settore giovanile brianzolo riesce a sfornare diversi talenti che poi vengono lanciati nel professionismo e la società decide di puntare su giovani promesse provenienti anche da altre squadre. È il caso di Alessandro Costacurta, il quale viene prestato al Monza per una stagione e degli atleti di casa Pierluigi Casiraghi e Francesco Antonioli. Dopo appena due stagioni il Monza riesce a riconquistare la serie cadetta e la sua terza Coppa Italia di Serie C, piegando il Palermo in finale per 2-0 nell'ultima gara disputata dai biancorossi al vecchio impianto cittadino del Sada.

Nell'estate del 1988 avviene il battesimo dello stadio Brianteo: un nuovo impianto da 20.000 posti in grado di regalare alla città brianzola il "grande salto" nella massima serie. Le premesse sono buone e l'esordio è da ricordare: 2-1 in Coppa Italia contro la Roma davanti a 12.000 spettatori. La campagna abbonamenti va a gonfie vele e complice le agevolazioni per gli studenti si raggiunge la quota di 2.642 tessere vendute. Torna l'entusiasmo per una possibile rinascita e ritorno agli antichi splendori ma le speranze svaniscono nell'arco di un biennio. La società nell'estate del 1989 non può cedere alla corte di Milan e Juventus nei confronti di Casiraghi che verrà ceduto alla squadra bianconera per la cifra record di 6 miliardi di lire[13], la cessione più costosa della storia della squadra brianzola. Dopo una salvezza in extremis la squadra di Pierluigi Frosio non riesce a ripetersi l'anno successivo e nello spareggio salvezza di Pescara il Monza viene sconfitto dal Messina per 1-0. Una retrocessione inattesa che rimette in discussione i piani societari.

L'accordo con il Milan e la fine della gestione Giambellimodifica | modifica sorgente

Adriano Galliani, prima di approdare al Milan fu dirigente biancorosso
Christian Abbiati, portiere del Monza dal 1994 al 1998
Il bosniaco Marko Topic, attaccante del Monza dal 1998 al 2000

La retrocessione porta un cambiamento alla guida tecnica della squadra biancorossa, chiamando in panchina il giovane zonaiolo Franco Varrella. Il matrimonio però è molto controverso e la stagione successiva viene optata una scelta interna con la promozione di Giovanni Trainini quale allenatore della prima squadra, dopo aver svolto un ottimo lavoro nel settore giovanile. Fin dall'inizio si nota l'impronta dell'allenatore bresciano il quale porta all'esordio in serie C1 diversi giocatori, tra cui Anselmo Robbiati.

Il Monza torna in serie B il 31 maggio 1992 pareggiando per 1-1 la gara decisiva in casa contro il Chievo davanti a 12.000 spettatori, vincendo così il duello a distanza contro i rivali lariani. La permanenza in Serie B dura l'arco di un biennio; nel torneo 1992-93 la squadra si salva in extremis. Alla trentesima giornata vince 1-0 in trasferta contro la Fidelis Andria e si porta a 27 punti e potrebbe avviarsi verso una salvezza tranquilla, ma durante le ultime otto partite raccoglie solo sei punti (frutto di altrettanti pareggi); la squadra chiude il campionato realizzando appena 24 reti, 18 delle quali realizzate dalla coppia formata da Edoardo Artistico e Anselmo Robbiati (8+10). Nel campionato successivo non riesce a ripetere l'impresa, retrocedendo con alcune giornate d'anticipo. Per il Monza si prospetta un altro mesto ritorno in serie C.

I brianzoli raggiungono i play-off nella stagione 1994-95 e in quella successiva ma in entrambe le occasioni vengono eliminati in semifinale prima dal Fiorenzuola poi dall'Empoli. Nel 1997 il geometra Giambelli stringe un complesso accordo di collaborazione con il Milan che di fatto subordinava il Monza quale società satellite dei rossoneri[14]. Negli anni successivi il club di via Turati manda al Monza una serie di giovani calciatori. La squadra, con Luigi Radice in panchina, conclude la sua rincorsa verso i play-off raggiungendo il 5º posto all'ultima giornata. Dopo aver battuto il Brescello nella doppia sfida delle semifinali, il 15 giugno 1997 il Monza torna in serie B vincendo sul neutro di Ferrara la finale contro il Carpi[15]. La partita finisce 3-2 con le reti di Pietranera, Cancellato e Asta per i biancorossi.

Una fase di gioco di Monza-Fermana della stagione 1999-00

La società monzese torna in serie B e contro i pronostici di inizio stagione riesce a conquistare una salvezza, seppur sofferta. In attacco la squadra brianzola schiera il liberiano Zizi Roberts, primo giocatore di colore a vestire la casacca biancorossa, noto soprattutto per la sua amicizia con la stella rossonera George Weah[16]. La squadra arranca ma nel mercato di riparazione mette a segno un colpo importante, portando a termine la trattativa per il bomber salentino Cosimo Francioso, determinante ai fini della salvezza con i suoi 14 gol in 23 partite. Decisivo sarà il ritorno sulla panchina brianzola di Pierluigi Frosio al posto di Bruno Bolchi e la vittoria per 2-0 sul campo della Reggiana alla penultima giornata. Si mettono in luce diversi calciatori, tra cui un giovane Christian Abbiati, all'esordio tra i professionisti. Si apre un ciclo che vedrà il Calcio Monza in serie B per altri quattro anni, disputando campionati senza gloria e senza infamia con il solo scopo del raggiungimento della salvezza a fine stagione. I rapporti con il Milan si fanno sempre più intensi e intanto in riva al Lambro provengono diversi stranieri, dopo circa ottant'anni di completa autarchia italiana nella gestione della rosa. A Monza giungono i croati Smoje e Brnčić, il bosniaco Topić[17] e il francese Evra[18], giocatori semisconosciuti che però conquistano le simpatie dei tifosi.

Nel 1999 c'è l'addio di Valentino Giambelli alla guida della società biancorossa: un divorzio difficile, causato dalla contestazione continua da parte della tifoseria per i legami con l'ex Adriano Galliani e per costi di gestione diventati eccessivi per una piazza come quella di Monza. Il sodalizio brianzolo viene ceduto all'imprenditore friulano Pierino Fazzolari

Gli anni buimodifica | modifica sorgente

Dopo poco più di 12 mesi di presidenza Fazzolari, nel gennaio del 2001 la dirigenza passa nelle mani di Massimo Belcolle[19], imprenditore locale presidente della Centrale del Latte, e del legale Cesare D'Evant. La squadra, nonostante l'arrivo di Marco Branca e di alcuni elementi scuola Milan come Aliyu, viene data da molti come una delle candidate per la retrocessione in serie C1. La squadra ben figura in estate (vincendo con Perugia e pareggiando 1-1 in amichevole con la Juventus) e nelle prime partite di campionato ma il ruolino di marcia è di molto sotto le aspettative, chiudendo il girone di andata con soli 11 punti. Il clima di contestazione diventa pesante: non solo la curva, ma anche i club dei distinti, esprimono il loro sdegno nei confronti di una società che stava cadendo nel baratro. A fine gennaio arriva una scossa da parte della dirigenza: esonerato Antonelli, al suo posto arriva Gaetano Salvemini. L'allenatore emiliano sortisce l'effetto rivitalizzante e fa conquistare alla compagine brianzola un bottino di 17 punti nelle prime 9 partite del ritorno ma le fievoli speranze di salvezza si esauriscono dopo un filotto negativo di 6 sconfitte. Per il Monza ormai la retrocessione in serie C1 è inevitabile: l'abbandono matematico della categoria cadetta avviene alla terz'ultima giornata con l'Empoli invece l'ultima partita in serie B è datata 10 giugno 2001 quando il Monza, davanti a 104 paganti (record negativo in serie B), imbottito di giovani batte la Pistoiese in una partita senza alcun valore per la classifica.

« I giocatori che sono venuti sono elementi importanti per la Serie C: faranno di questa squadra una protagonista, una delle migliori del torneo »
(Giorgio Vitali, responsabile dell'area tecnica, alla presentazione della squadra - 16 luglio 2001)

Acquisita la retrocessione in terza serie, Belcolle rivoluziona la squadra, dando un netto taglio alle spese, affidandola nelle mani di mister Simone Boldini. L'obiettivo è un immediato ritorno in serie B ma l'iniziale entusiasmo verrà meno nell'arco di poche partite. Alla 4ª giornata il Monza è già ultimo; a parte qualche soddisfazione contro squadre di vertice, i biancorossi non si schioderanno mai dalla zona play-out. Neanche il ritorno di Roberto Antonelli sulla panchina brianzola riesce a dare speranza a una squadra priva di identità e di carattere che precipita verso la serie C2, un disonore per la società monzese che all'alba del suo 90º compleanno vede raggiungere il traguardo più basso della sua storia.

Per il Monza l'onta di un declino è una realtà. La società passa nelle mani di Priamo Atzeni, imprenditore sardo, con D'Evant che rimane alle spalle e osserva l'operato del nuovo presidente. La stagione 2002-03 termina con la squadra a ridosso dei play-off.

Il fallimento e la rinascitamodifica | modifica sorgente

La situazione è ormai al collasso: la società brianzola non ha più una sede, gli allenamenti vengono organizzati autonomamente in quanto il “Monzello” è sotto sequestro e le partite interne sono disputate allo stadio Breda di Sesto San Giovanni perché il comune ha tagliato l’erogazione di acqua e gas al Brianteo[20]. Atzeni si trova tra le mani una società sommersa dai debiti; la strada verso il fallimento e il 18 marzo 2004 il Calcio Monza non esiste più[21].

« Avevo voglia di impegnarmi in prima persona nel calcio, dopo 5 anni come vice presidente dell'Atalanta. E non certo per bisogni di pubblicità, era una sfida personale. Il Monza era fallito, la società allo sbando, la squadra non aveva più a disposizione né il Brianteo, né il Monzello. Abbiamo puntato sulla professionalità, creando una struttura societaria che fa invidia a molte società più grandi e blasonate della nostra »
(Giovan Battista Begnini in merito all'acquisizione all'asta del Calcio Monza)

Grazie all’opera del giudice Maurizio Fontana, sfruttando un decreto legislativo che permette di istituire il regime di esercizio provvisorio di attività, la società viene messa all’asta ripulita dei debiti accumulati dalla precedente gestione[22]. Alla terza convocazione d’asta del 3 giugno 2004 si presenta Gianbattista Begnini[23], imprenditore impegnato nel campo dell’edilizia nonché vicepresidente dell’Atalanta, il quale acquista il sodalizio assegnandogli la denominazione di Associazione Calcio Monza Brianza, in vista della futura istituzione della provincia brianzola, configurando così una società volta ad inglobare il tifo dell’area circostante.

Nella stagione 2004-05 si riparte con un gruppo rinnovato e due ritorni al passato: l'allenatore Giovanni Trainini e il fantasista Anselmo Robbiati. Il gruppo non è giovane, però di qualità composto da giocatori esperti nella categoria. Il Monza naviga nelle parti alte della classifica ma i risultati sono fin troppo altalenanti per una squadra che punta alla promozione. La società decide il cambio di guida tecnica, chiamando sulla panchina biancorossa Antonio Sala, il quale imprime una spinta decisiva nella rincorsa play-off, raggiungendo il terzo posto finale. Negli spareggi il Monza affronta nella doppia sfida la Valenzana: all'andata in terra piemontese finisce 0-0[24] mentre il ritorno in casa è drammatico e i brianzoli vengono sconfitti per 3-2[25], con gli orafi che realizzano i tre penalty assegnati dal direttore di gara. Un epilogo beffardo per una società con grandi ambizioni.

Nell'estate del 2005 avviene il cambio della guida tecnica ma il gruppo rimane pressoché lo stesso della stagione precedente: viene chiamato Giuliano Sonzogni, molto vicino alla famiglia Begnini ed esperto della categoria. Una esperienza nuova per il "baffo di Zogno", abituato alle piazze calde del Sud Italia nonostante sia di origini bergamasche. La squadra parte per il ritiro di Bormio, consapevole di un possibile ripescaggio in serie C1, vista la precaria situazione economica di diverse società in terza serie. La stagione parte con il botto, infatti i brianzoli eliminano nel primo turno di Coppa Italia il Lecce (formazione di serie A) nella gara unica giocata al Brianteo: dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, ai rigori finisce 5-3. L'impresa non si ripete nel turno successivo quando la squadra biancorossa viene fermata dal Pavia dopo i calci di rigore.

Il ripescaggiomodifica | modifica sorgente

All'indomani dell'eliminazione dalla Coppa Italia giunge la notizia dalla federazione che la società aspettava da due mesi: il Monza viene ammesso alla serie C1[26]. I gironi vengono subito compilati e come già successo nella stagione precedente viene adottata una divisione "verticale", diversa rispetto al tradizionale taglio Nord-Sud. I brianzoli sono inseriti nel girone A: tra le squadre più temibili vi sono Padova, Pavia (finalista la stagione precedente), Spezia, Genoa (retrocesso per illecito sportivo) e Salernitana (ripartita dalla C1 grazie al Lodo Petrucci).

L'avvio è sorprendente e dopo quattro giornate i brianzoli si ritrovano da soli in vetta alla classifica a punteggio pieno. La squadra subisce un calo verso la fine del girone d'andata e il cammino verso i play-off sembra ormai compromesso, visto il trend negativo e il valore della rosa. Il gruppo però è forte e conquista 6 vittorie in sette partite, tornando prepotentemente in zona play-off. La matematica qualificazione viene conquistata il 1 maggio sul campo del fanalino di coda Fermana[27]. In semifinale i biancorossi affrontano nella doppia sfida il Pavia. La gara di andata finisce 1-1 con Bertolini che risponde al vantaggio iniziale di Veronese. Il ricordo della stagione precedente è ancora vivo nella mente della dirigenza, la quale fa in modo di caricare al massimo la squadra per affrontare con la giusta determinazione la gara; dopo appena 5' il Monza passa in vantaggio con Bertolini e al 10' l'attaccante lecchese firma il raddoppio, chiudendo in anticipo la pratica qualificazione.

Stemma AC Monza 2013.png
Finale play-off Serie C1 2005-06
18 giugno 2006 - Stadio Luigi Ferraris, Genova

Genoa Genoa - Monza Monza

0 - 1

Genoa: Scarpi, Ambrogioni, De Vezze, Lamacchi, Stellini, Baldini, Rossi (53' Botta), Coppola, Zaniolo (71' Grabbi), Moretti, Iliev (88' Bacis). Allenatore: Vavassori

Monza: Carrara, Campi, Barjie, Espinal, Dos Santos, Zaffaroni, Coti (77' Guidone), Menassi (67' Magrin), Bertolini, Tricarico, Pontarollo (56' Egbedi). Allenatore: Sonzogni

Arbitro: Damato di Barletta

Marcatori: 60' Egbedi

Spettatori: 31.000

Il Monza affronta in finale il Genoa, una squadra che poco o nulla ha a che fare con la serie C. Il match di andata è contraddistinto dalle forti misure di sicurezza per fronteggiare l'invasione dei tifosi liguri, limitando la capienza a 9.900 posti[28]. La lotta è impari e i rossoblu vincono per 2-0. Il ritorno sembrerebbe una pura formalità ma invece la partita è vera e i brianzoli con una prova di carattere cercano di riaprire il discorso promozione; Egbedi porta in vantaggio i biancorossi, ammutolendo lo stadio di Marassi, ma negli ultimi minuti viene alzata una barricata dalla difesa genoana che mantiene il risultato invariato. Al Monza non rimane che il ricordo di un'annata sopra le righe e di aver sfatato il "tabù Genova"[29]. All'indomani della sconfitta nella finale play-off, la società si mette al lavoro per allestire una squadra in grado di confermare i risultati della stagione precedente. Alcune pedine dell'undici titolare vengono cedute a società di serie maggiore ma vengono prontamente sostituite da valide alternative. Come nella stagione precedente, il Monza prende parte alla Coppa Italia maggiore e sorprende nuovamente: dopo aver eliminato il Bari al 1º turno (1-0 con rete di Egbedi), lotta alla pari con la Lazio per oltre 120' (nei novanta minuti la partita termina 1-1 con Beretta che a pochi minuti dal termine risponde al vantaggio iniziale siglato da Zauri) ma viene fermato dai biancocelesti ai calci di rigore[30].

La nuova partenza contente alla squadra di rimanere in testa per undici giornate nelle prime tredici partite. Un calo nei mesi di dicembre e gennaio (5 punti in sette partite) allontana i brianzoli dalla zona play-off. La squadra di Sonzogni raggiunge la matematica certezza della partecipazione agli spareggi solo all'ultima di campionato: il successo sul Pizzighettone vale il 5º posto, in virtù degli scontri diretti favorevoli con il Cittadella, giunto anch'esso a 54 punti.

All'andata il Monza viene sconfitto dal Sassuolo per 1-0 ma al ritorno i biancorossi con una grande prova di carattere vincono per 4-2. Nella finale d'andata contro il Pisa, in una gara molto combattuta, i brianzoli vincono per 1-0 con Fabiano che trasforma il rigore assegnato dal direttore di gara per fallo su Beretta. Un risultato che però non basta a realizzare il sogno promozione, in quanto all'Arena Garibali di Pisa, i nerazzurri vincono per 2-0 ai tempi supplementari, dopo ben tre invasioni di campo Pisane. Secondo regolamento il Monza avrebbe dovuto vincere a tavolino assicurandosi quindi un posto in serie B. Nel dopopartita si registrano dei tafferugli fra alcuni tifosi pisani e monzesi sotto lo sguardo delle forze dell'ordine che non intervennero e lasciarono fare ai violenti tifosi nerazzurri i quali rischiarono di assaltare anche molte famiglie monzesi in curva e nel settore ospiti[31]. Alla fine la società toscana verrà multata per 5.000 euro e nel comunicato ufficiale non viene minimamente fatto alcun accenno agli scontri avvenuti al termine del match[32].

Il ridimensionamentomodifica | modifica sorgente

Nella stagione 2007-08 il Monza torna nell'anonimato di centro classifica e conclude il girone A di serie C1 al 9º posto una stagione senza acuti e senza grandi ambizioni. Il 19 giugno, dopo un susseguirsi di conferme e smentite, viene ufficialmente presentato alla stampa e ai tifosi il nuovo allenatore Dario Marcolin[33]. Questi viene esonerato a causa degli scarsi risultati ottenuti sotto la sua guida; al suo posto viene richiamato Giuliano Sonzogni, profondo conoscitore della categoria ed esperto di salvezze miracolose. Dopo un girone di ritorno molto travagliato, la salvezza giunge sì ma solo all'ultima giornata, grazie al 3-3 in casa del Lumezzane: viene così scongiurato il baratro dei play-out.

Il cambio societario del 2009modifica | modifica sorgente

Clarence Seedorf nel 2012 con la maglia del Milan, fu uno dei soci entranti del cambio societario del 2009

Il 18 giugno 2009 alcuni giornali hanno riportato la notizia dell'acquisizione del Monza da parte di Salvo Zangarisenza fonte, socio di Reply S.p.A., e del gruppo On International, con a capo il giocatore del Milan, Clarence Seedorf[34]. Assieme a quest'ultimo anche Giuseppe Bergomi, ex calciatore dell´Inter e della nazionale italiana, mentre Salvo Zangari ha guidato una cordata comprendente, tra gli altri, l'avvocato Stefano Salaroli (che ha assunto la carica di presidente).

La prima stagione della nuova gestione si è conclusa con un decimo posto frutto di un iter altalenante, con qualche acuto con le big del campionato ma con molte occasioni sprecate e parecchi pareggi (quattordici).

2010-2011: la crisi societaria e il cambio di CdAmodifica | modifica sorgente

Il 16 novembre 2010, a seguito di una spaccatura tra Clarence Seedorf e il Consiglio di Amministrazione circa la decisione del nuovo allenatore che avrebbe dovuto subentrare ad Alessio De Petrillo - nel frattempo esonerato e sostituito dalla coppia Vito Tammaro-Riccardo Monguzzi -, nonché a seguito di altri dissidi sempre concernenti la gestione della società, si sono dimessi irrevocabilmente dalle loro cariche il presidente Stefano Salaroli, il vicepresidente Pier Angelo Mainini e il consigliere Salvo Zangari.

Questa è la principale ragione dell’improvviso terremoto societario: mentre la maggioranza dei membri del CdA erano a favore della scelta, come allenatore della prima squadra, dell’italiano Fulvio Saini (peraltro già ex giocatore biancorosso), Seedorf aveva proposto invece il nome di un olandese a lui vicino e, messo in minoranza, aveva tentato di allargare il numero di membri del Consiglio di Amministrazione da 5 a 7, con l’evidente scopo di ottenere la maggioranza.

Si è inizialmente pensato che avrebbe lasciato il Monza anche Beppe Bergomi, allenatore della squadra allievi[35], ma non si sono più avute notizie in merito.

Voci insistenti hanno inizialmente dato come possibile nuovo presidente il figlio dell’imprenditore Valentino Giambelli, già presidente del Monza negli anni ottanta[36], e Valerio Fiori come uno dei nuovi consiglieri[37], affermazioni poi risultate false.

È da segnalare il generale attaccamento manifestato nei confronti dei membri dimissionari, amati e benvoluti dai tifosi, e il dispiacere per le loro dimissioni[38][39] (anche il presidente della provincia di Monza Dario Allevi si è congratulato con i tre membri per il lavoro svolto), mentre Seedorf è stato pesantemente contestato con striscioni durante la partita Monza-Cremonese del 21 novembre 2010[40].

La gestione Magnoni e l'interim di Rigamontimodifica | modifica sorgente

Dalle ore 12 di sabato 27 novembre 2010 è entrato in funzione il nuovo CdA, formato da Alberto Mascaretti, da Luca Magnoni (uno dei figli di Giorgio Magnoni, la cui famiglia è la maggiore azionista della Sopaf), dall’avvocato Antonello Martinez del Foro di Milano e dal professor Maurizio Leonardo Lombardo dell’Università Bocconi di Milano; per il 12% di proprietà di Salvo Zangari è stato nominato Francesco Vincelli, agente di Groupama. L'11 dicembre 2010 il CdA ha eletto presidente Luca Magnoni[41].

Dopo vari altri addii, il 18 giugno 2011 ha lasciato il Monza anche Beppe Bergomi[42][43], allenatore della squadra Berretti; Bergomi allenerà le giovanili dell'Atalanta. Il 24 giugno 2011 si è diffusa la notizia secondo cui Clarence Seedorf sarebbe in procinto di lasciare anch'egli il Monza[44].

Il 19 luglio la società ha ufficialmente dichiarato di essere in vendita e di non poter sostenere le spese necessarie al ripescaggio in Serie C1, avendo un debito di oltre 3,9 milioni di €[45]. L'annuncio ha causato indignazione nel mondo dei tifosi biancorossi, che già da mesi avevano ipotizzato questo scenario, ma che mai si sarebbero aspettati che in soli otto mesi di gestione Magnoni si potesse originare un debito di queste proporzioni. Il fatto di avere un bilancio in forte passivo, inoltre, pregiudicherebbe, secondo le norme previste dal diritto sportivo, l'iscrizione stessa al campionato, a prescindere dalla serie in cui si milita. Inoltre, molti hanno sollevato dubbi in merito all'acquisto del Monza, ritenendo che nessuno comprerebbe un club appena retrocesso e con un debito tale.

Malgrado tutto, a seguito della retrocessione dell'Alessandria e del Ravenna in quanto implicate nello scandalo Scommessopoli, il 27 agosto il Monza ha ufficialmente annunciato di essere stato iscritto dalla FIGC al campionato 2011-12 in Prima Divisione[46].

Nel bel mezzo di un campionato con molti pareggi, molte sconfitte e pochissime vittorie, il 26 gennaio 2012 si diffonde la notizia che l'imprenditore lissonese Davide Erba, già presidente della Fiammamonza, sarebbe intenzionato ad acquistare il Monza, coprendo anche i debiti societari (oltre 4.000.000 di euro)[47]. Erba ha tuttavia in seguito abbandonato le trattative[48].

La stagione prosegue con risultati deludenti; a poche partite dalla fine del campionato l'allenatore Gianfranco Motta viene esonerato e sostituito dal vice Riccardo Monguzzi, nella speranza che il Monza riesca a salvarsi nei play-out[49]. Tuttavia la partita con il Viareggio si conclude con un pesante 4-1 a svantaggio del Monza, che retrocede in Lega Pro Seconda Divisione, proprio nell'anno del suo centenario[50].

Negli stessi giorni della retrocessione, inoltre, l'A.C. Monza e Brianza 1912 viene deferito insieme ad alcuni suoi giocatori dal procuratore federale Stefano Palazzi nell'ambito dell'inchiesta sul Calcioscommesse[51]. In primo grado la giustizia sportiva condanna la società a partire da -5 nel corso della stagione 2012-2013[52]. Il Monza, ricorso in appello, ha visto la sua penalità venir ridotta a -4[53].

In questo contesto, il 20 giugno 2012 si diffonde la notizia di un probabile passaggio del presidente Magnoni al Siena Calcio e della possibile uscita di Clarence Seedorf dal gruppo degli azionisti, in vista anche del suo passaggio dal Milan al Botafogo[54][55]. Il 3 luglio Luca Magnoni si è dimesso dalla carica di presidente del club, assunta ad interim dall'amministratore delegato Nicola Rigamonti[56].

Dopo un inizio di stagione non esaltante, segnato da un'accelerazione nelle trattative per la vendita del club biancorosso, a seguito di ulteriori difficoltà economiche (a causa delle quali non sono peraltro stati pagati i giocatori per oltre due mesi), il 15 ottobre 2012 i membri del CdA hanno rassegnato le dimissioni[57]. Il 25 ottobre è stato eletto amministratore unico Maurizio Carlo Prada[58].

Anno del Centenario (1912-2012)modifica | modifica sorgente

Il primo settembre 2012 viene festeggiato il Centenario della società: dopo le celebrazioni iniziate con la Santa Messa in Duomo, la festa è proseguita al teatro Manzoni (nel cuore della città). Presenti alcuni personaggi delle vecchie glorie del Calcio Monza (dai presidenti, ai calciatori, allo staff). Inaugurata la nuova maglia del 100º anniversario[59] con sponsor tecnico Adidas, che prende spunto dalla maglia degli anni '70, cioè rossa con a lato sinistro una banda bianca verticale a finto cuoio che si protrae anche sui pantaloncini. Adottato anche un logo apposito per la stagione centenaria.

La fine dell'Era Seedorf e l'acquisizione del Monza da parte di Armstrong Emerymodifica | modifica sorgente

Mezzi pubblici a Monza sponsorizzati da Anthony Armstrong Emery contro il razzismo

Il 12 maggio 2013, dopo un mese di indiscrezioni, il Monza ha ufficialmente comunicato l'avvenuto passaggio di proprietà tra Clarence Seedorf e il costruttore anglobrasiliano Anthony Armstrong Emery, già proprietario della squadra brasiliana Alecrim Futebol Clube. Deborah Martins, incaricata da Seedorf di condurre le trattative per la cessione del club, ha specificato che la vecchia proprietà ha ceduto la totalità delle azioni del Monza[60]. La nuova proprietà si è presentata alla stampa il 17 maggio 2013[61].

Nel frattempo la squadra, penalizzata di 6 punti, arriva quinta nel campionato di Lega Pro Seconda Divisione 2012-2013 e si qualifica ai play-off. Ai play-off il Monza, guidato dall'allenatore Antonino Asta al primo anno tra i professionisti dopo aver allenato nelle giovanili del Torino, elimina il Bassano con due vittorie (1-0 e 2-1), ma si arrende in finale all'Unione Venezia (0-0 in casa e 2-3 in trasferta).

Nella stagione in corso 2013-2014 il presidente Anthony Armstrong Emery ha iniziato una forte campagna contro il razzismo negli stadi. Il Monza per tutta la stagione giocherà con la maglia senza sponsor, ma con la scritta "Stop racism".

Il 6 aprile 2014, grazie alla vittoria 4-0 sulla Torres, conquista la promozione alla serie C unica con tre turni d'anticipo.

Cronistoriamodifica | modifica sorgente

Cronistoria dell'Associazione Calcio Monza Brianza
  • 1910 - Nascono due società di studenti: la Pro Italia e la Pro Monza.
  • 1911 - A novembre, Pro Italia e Pro Monza vanno a costituire la sezione calcio del Veloce Club Monzese, una società di tipo polisportivo.
  • 1912 - Il 1º settembre nasce il Monza Foot Ball Club.
  • 1913 - Dalla fusione della ex V.C.M. (a nome Pro Monza), la Juventus (ex atleti Forti e Liberi) e il Monza F.B.C. sorge l'Associazione Calcio Monza.
  • 1913-14 - 3º nel girone B di Terza Categoria Lombarda.
  • 1914-15 - 6º nel girone B di Promozione Lombarda.
  • 1915/17 - Partecipa a tornei gestiti da società affiliate alla F.I.G.C.
  • 1917 - Ha il proprio campo squalificato dal Comitato Regionale Lombardo[62] per 3 mesi e 2 giocatori squalificati per 1 anno perché dopo la sconfitta interna del 16 dicembre subita con il Legnano (2-3) nella "Coppa Saronno" i giocatori del Legnano e l'arbitro che tornavano alla stazione sono stati raggiunti e colpiti con dei sassi. Non paga la multa di 50 lire e scappa dalla F.I.G.C. per giocare i tornei U.L.I.C..
  • 1917/19 - Non ha mai smesso di giocare.[63] Disputa i tornei U.L. I.C. utilizzando anche giocatori delle squadre avversarie.
  • 1919 - Condonato il debito non pagato, rientra nella F. I.G.C. e chiede l'iscrizione al campionato di Prima Categoria.

  • 1919-20 - Non si qualifica al campionato di Prima Categoria (sconfitto per 3-2 dalla Trevigliese) ma vincendo il girone B di Promozione accede alle finali. Promosso in Prima Categoria come 2º classificato nelle finali.

  • 1920-21 - 4º nel girone B della Prima Categoria Lombarda, riammesso a causa delle defezioni delle società maggioni che fondano la C.C. I.
  • 1921-22 - 2º nel girone A della Prima Categoria Lombarda. Declassato in Seconda Divisione a seguito del Compromesso Colombo.
  • 1922-23 - 6º nel girone C di Seconda Divisione, salvo dopo aver vinto lo spareggio-retrocessione col Chiasso.
  • 1923-24 - 4º nel girone C di Seconda Divisione.
  • 1924-25 - 6º nel girone B di Seconda Divisione.
  • 1925-26 - 10º nel girone A di Seconda Divisione. Retrocesso in Terza Divisione, torneo che la Carta di Viareggio ridenomina 2ª Divisione Nord ed assegna al Direttorio di Genova.
  • 1926-27 - 1º nel girone B della Seconda Divisione Nord. Alle finali battendo la Ponziana è Campione di Seconda Divisione Nord ed è promosso in Prima Divisione Nord.
  • 1927-28 - 6º nel girone B della Prima Divisione Nord.
  • 1928-29 - 7º nel girone B della Prima Divisione Nord declassata per riforma dei tornei.
  • 1929-30 - 4º nel girone B di Prima Divisione Nord.

  • 1930-31 - 7º nel girone C di Prima Divisione Nord.
  • 1931-32 - 4º nel girone C di Prima Divisione. Assume i colori biancorossi.[64]
  • 1932-33 - 12º nel girone A di Prima Divisione.
  • 1933-34 - 1º nel girone B, 4º nel girone finale C della Prima Divisione.
  • 1934-35 - 3º nel girone B di Prima Divisione.
  • 1935-36 - 6º nel girone B di Serie C.
  • 1936-37 - 12º nel girone B di Serie C.
  • 1937-38 - 9º nel girone B di Serie C.
  • 1938-39 - 9º nel girone B di Serie C.
  • 1939-40 - 11º nel girone C di Serie C.

  • 1940-41 - 16º nel girone B di Serie C. Retrocesso ai campionati regionali di Prima Divisione.
  • 1941-42 - 2º nel girone C della 1ª Divisione Lombarda[65], 5º nel girone finale. Promosso in Serie C.
  • 1942-43 - 9º nel girone C di Serie C.
  • 1943-44 - 8º nel Torneo Misto C - 1ª Divisione organizzato dal Direttorio II Zona Lombardia.
  • 1944-45 - 3º nel girone C del Torneo delle squadre Minori organizzato dal Direttorio II Zona Lombardia.
  • 1945-46 - 8º nel girone E della Serie C Alta Italia.
  • 1946-47 - 1º nel girone E e 3º nel girone finale B della Lega Interregionale Nord di Serie C.
  • 1947-48 - 2º nel girone F della Lega Interregionale Nord di Serie C, agli spareggi supera l'Asti e la Libertas Trieste ed è ammesso nella Lega Nazionale.
  • 1948-49 - 12º nel girone A di Serie C.
  • 1949-50 - 5º nel girone A di Serie C.



  • 1970-71 - 15º in Serie B.
  • 1971-72 - 17º in Serie B.
  • 1972-73 - 19º in Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1973-74 - 3º nel girone A di Serie C - Vince la Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1974-75 - 2º nel girone A di Serie C - Vince la Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1975-76 - 1º nel girone A di Serie C. Promosso in serie B - Vince la Coppa Anglo-Italiana.
  • 1976-77 - 5º in Serie B.
  • 1977-78 - 4º in Serie B.
  • 1978-79 - 4º in Serie B dopo aver perso lo spareggio col Pescara.
  • 1979-80 - 5º in Serie B.

  • 1980-81 - 20º in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
  • 1981-82 - 2º nel girone A di Serie C1. Promosso in Serie B.
  • 1982-83 - 7º in Serie B.
  • 1983-84 - 13º in Serie B.
  • 1984-85 - 9º in Serie B.
  • 1985-86 - 20º in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
  • 1986-87 - 5º nel girone A di Serie C1.
  • 1987-88 - 1º nel girone A di Serie C1. Promosso in Serie B - Vince la Coppa Italia di Serie C.
  • 1988-89 - 15º in Serie B.
  • 1989-90 - 17º in Serie B dopo aver perso lo spareggio col Messina. Retrocesso in Serie C1.


  • 2000-01 - 18º in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
  • 2001-02 - 18º nel girone A di Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
  • 2002-03 - 7º nel girone A di Serie C2.
  • 2003-04 - 8º nel girone A di Serie C2.
  • 2004 - A seguito del fallimento, cambia la denominazione in Associazione Calcio Monza Brianza 1912.
  • 2004-05 - 3º nel girone A di Serie C2. Perde la semifinale play-off col Valenzana. Ammesso in Serie C1 per altrui fallimento come migliore escluso.
  • 2005-06 - 3º nel girone A di Serie C1. Perde la finale play-off con il Genoa.
  • 2006-07 - 5º nel girone A di Serie C1. Perde la finale play-off col Pisa.
  • 2007-08 - 8º nel girone A di Serie C1.
  • 2008-09 - 13º nel girone A di Prima Divisione Lega Pro.
  • 2009-10 - 10º nel girone A di Prima Divisione Lega Pro.

  • 2010-11 - 16º nel girone A di Prima Divisione Lega Pro. Perde i play-out con il Pergocrema. Retrocesso in Seconda Divisione, ma ripescato in Prima Divisione per retrocessione a tavolino dell'Alessandria.
  • 2011-12 - 17° nel girone A di Prima Divisione Lega Pro, perde i play-out con il Viareggio. Retrocesso in Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2012-13 - 5° nel girone A di Seconda Divisione Lega Pro, perde la finale play-off con l'Unione Venezia. Senza i 6 punti di penalizzazione, avrebbe vinto il Campionato.
  • 2013-14 - Campionato in corso di Seconda Divisione Lega Pro, girone A. Ammessa in Serie C.

Colori e simbolimodifica | modifica sorgente

Stemmamodifica | modifica sorgente

Il primo logo, in uso dagli anni venti fino al 1933, della squadra monzese era rappresentato da uno scudetto a sfondo blu e bordo rosso, contenente la raffigurazione della corona ferrea, il più noto simbolo della città monzese, di colore rosso, sormontato da A.C. MONZA una scritta nera su sfondo bianco.

Un'incisione raffigurante la Corona Ferrea

Con il cambio nel 1933 dei colori sociali, il blu lascia spazio al bianco e nel secondo stemma, questa volta a forma di cerchio, lo sfondo è equamente diviso verticalmente tra il rosso e il bianco. Nella parte inferiore rimane presente la corona ferrea, colore oro, mentre sopra di essa vi sono tre grosse lettere maiuscole A, sopra C e M anch’esse dorate. Nel 1938 il logo rimane lo stesso con delle piccole modifiche: la forma diventa ovale, allungata in altezza, con le tre lettere che ricalcano il colore opposto allo sfondo: la A metà bianca e metà rossa, la C rossa su sfondo bianco e la M bianca su sfondo rosso.

Nel 1945 viene rivoluzionato l’emblema della squadra biancorossa. La forma è rettangolare, con il lato più lungo in altezza, sfondo bianco e rosso, contornato di rosso. Nella parte bianca, in alto in corsivo, la scritta “a.c.”, sotto con una lettera per riga la scritta MONZA, in fondo per la prima volta, su un’unica riga, compare la data di fondazione della società: 1912. Nella parte a sfondo rosso, a metà, è presente nuovamente la corona ferrea, senza i contorni neri, ma con le diverse tonalità del giallo e dell’ocra.

Logo dell'A.C. Monza Brianza 1912 in uso fino a settembre 2013

Nel 1951, con l’approdo in serie B, il simbolo sociale torna ad essere ovale, con sfondo bianco e rosso in diagonale, la corona ferrea, identica al logo predicente, nella parte inferiore, tra la scritta A.C. MONZA e l’anno di fondazione, 1912. La rivoluzione avviene nel 1956, con il connubio Simmenthal Monza. Ritorna lo scudetto, con sfondo bianco e rosso diagonale, con il contorno dorato, e le due lettere S e M dorate, sormontate da una miniatura della corona ferrea. Nel 1966, il simbolo è rappresentato unicamente dalla corona ferrea, dorata e con rifiniture in rosso, non più rappresentata monodimensionale, ma in profondità, con la banda sottostante che riporta la scritta A.C. MONZA.

Cambio decisamente radicale nel logo avviene nel 1984, quando torna ad essere di forma rettangolare, unicamente a tinte bianche e rosse, con una V che taglia il logo sulle due diagonali e con la scritta CALCIO MONZA posizionata trasversalmente. Al centro, nella parte superiore, non compare più la corona ferrea, bensì la spada di Estorre Visconti, un altro dei simboli della città custodito presso il Museo e tesoro del Duomo di Monza. Nel 2000 torna la corona ferrea, a tinte bianche e rosse, nella parte superiore dello scudetto, con la scritta bianca su sfondo rosso CALCIO MONZA 1912 distribuita su due righe. Il doppio contorno è bianco e rosso, con quest’ultimo che fa da cornice esterna. Nel 2004, con la costituzione della nuova società sulle ceneri del vecchio Calcio Monza, viene elaborato un nuovo scudetto, con una predominante presenza del rosso. Al centro, per la prima volta, compaiono la spada e la corona in forma stilizzata, sormontate dalla scritta AC MONZA e la dicitura BRIANZA in piccolo, visto il cambio di denominazione, rifinito con delle curve bianche su sfondo rosso.

Nel 2013 il logo viene nuovamente cambiato con l'avvio della nuova gestione di Anthony Armstrong Emery[66].

Innomodifica | modifica sorgente

L’inno del Monza si intitola Monza Alè, canzone ideata, composta e prodotta nel 2006 dal gruppo Amusia, fondato l’anno precedente con a capo l’ex centrocampista biancorosso Michele Magrin. Il testo è stato curato dal cantautore Gio Fattoruso e dal giocatore monzese, con la sua voce unita a quella di altri giocatori brianzoli, tra cui Vinicio Espinal, Valerio Capocchiano, Alberto Bertolini e Marco Guidone. L’inno, dal momento della presentazione, è stato sempre utilizzato in tutte le occasioni ufficiali in cui figura il Monza, nonché allo stadio al momento dell’ingresso delle squadre in campo e dopo ogni gol della squadra di casa.

Strutturemodifica | modifica sorgente

Stadimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Gino Alfonso Sada e Stadio Brianteo.

Il primo campo di gioco dove l'F.B.C. Monza iniziò l'attività di allenamento, disputando i primi incontri, fu quello dei Boschetti Reali, dove già erano presenti altre società calcistiche (il Convitto Fumagalli e il Veloce Club Monzese). Per gentile concessione della Pro Victoria[67] gioca sul terreno sito in via Vittorio Veneto angolo via Duca d'Aosta a Triante, dove ora sorge la Parrocchia del Sacro Cuore e il suo oratorio[68]. Lì disputò il campionato di Terza Categoria 1913-1914, ma quando la Pro Victoria lo abbandona perché si trasferì in via Carlo Cattaneo[69] rinunciando a rinnovare l'affitto annuale il Monza dovette chiedere il subentro precisando di essere intenzionata a cintarlo con una palizzata in legno[70].

Il campo delle "Grazie Vecchie" (1919).

Il campo di Triante apparteneva al Comune e fu già difficile ottenere la concessione della recintatura, che avrebbe permesso di far pagare il biglietto d'ingresso e poter iscriversi al campionato di Promozione come stabilito dai regolamenti FIGC dell'epoca[71], perdipiù era scomodo e troppo lontano dal centro: la tranvia più vicina passava da via Borgazzi e o lo si raggiungeva a piedi oppure ci si arrivava pagando una carrozza, cosa improponibile per lo sparuto pubblico dell'epoca. È per questo motivo che i dirigenti si danno da fare e, dopo ottenuto il benestare da parte della Curia, ottengono di per poter utilizzare il campo situato dietro il Santuario delle Grazie Vecchie che si trova attaccato alla cinta del Parco di Monza oltrepassato il Lambro[72][73], raccolte 3.000 lire[74] con una pubblica sottoscrizione per la costruzione della tribunetta lo inaugurano il 13 maggio 1915[75] ospitando Milan, Chiasso e Juventus Italia.

Inaugurazione del nuovo campo di Via Ghilini (1923).

L'evento suscitò l'interesse da parte anche dei giornali dell'epoca che dedicarono ampio spazio all'evento[76].

La società cresceva e le esigenze per affrontare l'attività sportiva richiedevano strutture adeguate. Il vecchio terreno delle Grazie Vecchie iniziava a risultare troppo stretto, così che si progettò la realizzazione di un nuovo terreno di gioco, questa volta di propria proprietà[77] costituendo la "Società Cooperativa Campo Sportivo" per raccogliere i fondi con azioni da 100 lire[78]. Il 23 febbraio 1923, con l'amichevole contro il C.S. Gloria di Fiume venne inaugurato il campo di Via Ghilini, dotato di una tribuna in legno in grado di accogliere circa 1.000 spettatori seduti.

Il Monza gioca in via Ghilini fino al 1945 disputando anche il "Torneo Misto Serie C-Prima Divisione 1943-1944" organizzato dal Direttorio II Zona (Lombardia). È tra la terza e la quinta giornata d'andata che il Monza, tornato a disputare in casa dopo tre settimane la quinta partita il 5 marzo contro la Falck (non giocava in casa dal 13 febbraio e si era recato in trasferta a Lecco il 20 febbraio), trova la sgradita sorpresa di trovare completamente smontata la propria tribuna ed asportate tutte le travi di legno per poterle bruciare (i colpevoli non furono rintracciati)[79].

Visione dall'alto dello Stadio Sada

Dopo la liberazione, a conflitto concluso, il club rispolvera un vecchio progetto pubblicato prima dell'inizio della guerra su "Il Popolo di Monza"[80] e chiede di poter ottenere lo spazio libero dietro alla stazione di Monza essendo rimasto abbandonato il piazzale, precedentemente utilizzato come camposanto e poi dal 1930 per le adunate fasciste, tra la chiesa di San Gregorio e della vecchia Casa del Balilla (G.I.L.). La G.I.L. fu in parte recuperata come cine-teatro ed il Comune si impegnò a dare all'A.C. Monza un campo nuovo che venne inaugurato il 21 ottobre 1945.

Per i primi 3 campionati in Serie C gli spettatori si accalcavano lungo la rete di recinzione ed una collinetta con un piccolo tubolare e legno fungeva da tribuna. Ma poi per il Monza arrivò la promozione in Serie B e il San Gregorio, come era stato battezzato il campo, aveva bisogno di una tribuna nuova e capiente, di modo tale da realizzare un vero e proprio stadio. I soci del Monza, cedendo al Comune il vecchio campo di Via Ghilini, ottennero in cambio la costruzione di una tribuna costruita col cemento armato, quella che ancora oggi troviamo al Sada. Lo stadio conservò il nome di San Gregorio fino alla fine della stagione sportiva 1952-1953. Dalla stagione successiva fino alla fine del 1964-1965 fu chiamato "Stadio Città di Monza" sebbene la cappelletta di San Gregorio fosse ancora lì alla fine del piazzale adibito a parcheggio. Lo stadio fu poi definitivamente intitolato la mattina del 3 dicembre 1965 allo scomparso Gino Alfonso Sada, presidente onorario[81] che a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta portò la formazione brianzola a sfiorare diverse volte la promozione in massima serie.

La struttura però a metà degli anni settanta diventò insufficiente per quella che era ormai diventata una delle più popolose città della Lombardia e per una delle formazioni più ambiziose del campionato cadetto, tant'è che una partita di campionato, nelle stagione 1979-80 contro il Bari, venne disputata allo stadio di San Siro per permettere al sempre più crescente pubblico brianzolo ma soprattutto ai numerosi pugliesi presenti in Lombardia di assistere al match in quella che viene considerata "la Scala" del calcio. Nel 1979 viene progettato il nuovo impianto sportivo monzese. Il 13 novembre 1982 venne depositata, ai bordi del viale delle Industrie, la prima pietra del futuro stadio della cittadina brianzola. I lavori subiranno dei ritardi negli anni (compreso l'allentamento dei tiranti della tensostruttura al pilone destro con un parziale cedimento della copertura), con il progetto rivisto in corso d'opera e ridimensionato, portando la capienza agli effettivi 20.000 posti. Lo stadio Brianteo venne inaugurato il 28 agosto 1988 con la partita di Coppa Italia Monza-Roma terminata con il punteggio di 2-1 in favore dei brianzoli con reti di Casiraghi, Giannini e Mancuso. L'impianto si dimostrò subito anacronistico perché sovradimensionato per la realtà monzese, non più in grado di attirare un pubblico numeroso come quello della fine degli anni settanta. Numerose sono state le proposte di riqualificazione dell'area, creando la cosiddetta cittadella dello sport monzese, ma a causa della mancanza di fondi da parte delle istituzioni il progetto non è mai partito.

Centro d'allenamentomodifica | modifica sorgente

Il centro d'allenamento della formazione brianzola, a partire dal 1992, è diventato il Centro Sportivo Monzello. Situato in via Ragazzi del '99 nella periferia nord di Monza, il centro sportivo è dotato di 8 campi di allenamento, due dei quali con tribune scoperte da 600 e 900 posti, 12 spogliatoi, una palestra predisposta per la preparazione fisica degli atleti, una sala dedicata ai test medici e un edificio che ospita gli uffici, la segreteria e la sede della società. Una delle strutture più all'avanguardia nella categoria, in grado di ospitare gli allenamenti della Prima Squadra nonché l'attività agonistica dell'intero Settore Giovanile, dagli allenamenti agli incontri di campionato.

Societàmodifica | modifica sorgente

Organigramma societariomodifica | modifica sorgente

Dal sito ufficiale della società:[82]

Stemma AC Monza 2013.png
Staff attuale dell'area amministrativa
  • Presidente: Anthony Armstrong Emery.
  • Amministratore Unico: Maurizio Carlo Prada.
  • Consigliere Delegato Cristiano Perrotti.
  • Responsabile Area Tecnica: Gianluca Andrissi.
  • Sicurezza e Sviluppo Infrastrutture: Giuseppe Rizzello, Paolo Facchetti (Infrastrutture).
  • Contabilità e Amministrazione: Marinella Farina (Segreteria Generale), Pieralma Fanoni (Contabilità).
  • Ufficio Stampa: Marco Ravasi.
  • Marketing e Commerciale: Benedetta Piccini (Organizzazione Eventi).
  • Segreteria Organizzativa: Dino Oggioni, Giuseppe Brumana, Fabio Sacco, Ettore Pasca.
  • Servizi Generali e Manutenzione: Carmine Bonfrisco, Antonio Giardini, Luigi D'Agostino.
  • Magazzino Materiali e Lavanderia: Ivano Isauri.


Il Monza nella cultura di massamodifica | modifica sorgente

Sabato 8 ottobre 1955 alle ore 15.00 venne trasmesso il primo anticipo di calcio del campionato italiano in diretta dalla Rai[83]. In base ad un accordo siglato tra Lega Nazionale ed ente di stato, le telecamere della televisione pubblica potevano riprendere un incontro a scelta tra i campionati di Serie A, B e C. La partita scelta era l'incontro di serie B tra Simmenthal Monza e Verona. Un’autentica novità che aprì l’era del calcio in televisione, fruttando alla squadra brianzola la somma di 700.000 lire. La partita venne commentata da Nicolò Carosio, di fronte ad un pubblico di appena 1.500 spettatori. Un numero giustificato dalle altre migliaia di persone radunate nei bar cittadini, affascinati dalla novità dell’evento.

Il periodo d’oro della squadra brianzola coincise anche con l’epoca di maggior interesse nei confronti dei colori biancorossi. Negli anni settanta la squadra, forte dei successi ottenuti nella neonata Coppa Italia Semiprofessionisti e delle stagioni da protagonista nella categoria cadetta, per il suo gioco spumeggiante venne soprannominata il Borussia di Brianza o anche il Chelsea di Milano, proprio in riferimento alle due compagini che stavano facendo grandi cose nei rispettivi campionati. Ezio Luzzi, storico commentatore della serie B per la trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto, era spesso collegato dal Sada per raccontare il match più importanti della giornata di serie B, tanto da incidere nel 1977 un LP che raccontava proprio gli anni d’oro della squadra brianzola: Monza - un documentario sonoro sulle vicende romantiche e sportive dei 65 anni del Monza Calcio. Renato Pozzetto nel film Agenzia Riccardo Finzi... praticamente detective interpreta l'investigatore privato Riccardo Finzi, appassionato del Monza Calcio, che in una frase dichiara “Io sono del Monza, non riusciremo mai a venire in serie A”, mostrando da un lato la rivalità campanilistica, essendo lui originario del Lago Maggiore e quindi filo-varesino, e dall’altro lato una celata verità, ovvero l’impossibilità quasi congenita della squadra monzese per raggiungere il massimo campionato italiano.

Allenatori e presidentimodifica | modifica sorgente

Allenatorimodifica | modifica sorgente

Nils Liedholm, allenatore del Monza tra il 1968 e il 1969
Stemma AC Monza 2013.png
Gli allenatori del Monza


Presidentimodifica | modifica sorgente

Stemma AC Monza 2013.png
I presidenti del Monza


Giocatorimodifica | modifica sorgente

Talenti cresciuti nel vivaio del Monzamodifica | modifica sorgente

La società brianzola, pur non avendo mai disputato la massima serie, può vantarsi del fatto di aver sfornato numerosi talenti, che negli anni si sono fatti valere sia in serie A che in nazionale. Particolarmente attiva è stata la scuola dei portieri: in ordine cronologico possiamo notare Luciano Castellini, Giuliano Terraneo, Francesco Antonioli, Luca Castellazzi e Christian Abbiati. Ancora oggi rimane una delle peculiarità del settore giovanile monzese, tanto da organizzare dei corsi specifici per l'allenamento dei portieri e per formare nuovi istruttori.

Le altre stelle che possiamo citare come prodotti del vivaio biancorossi Claudio e Patrizio Sala che furono protagonisti nel Torino negli anni settanta, i talenti di Paolo Monelli, Daniele Massaro, Roberto Antonelli e Angelo Colombo nella prima metà degli anni ottanta, Pierluigi Casiraghi e Anselmo Robbiati tra la fine degli anni ottanta e gli inizi degli anni novanta.

Hall of Famemodifica | modifica sorgente

Il seguente è l'elenco dei giocatori facenti parte della Hall of Fame presente sul sito ufficiale del club[108].


Recordmodifica | modifica sorgente

Aurelio Milani, capocannoniere di Serie B nel 1955/56

I giocatori che hanno indossato più volte la maglia del Monza e quelli che hanno segnato più reti in biancorosso. Sono segnalati in grassetto calciatori in attività.

Stemma AC Monza 2013.png
Presenze
Stemma AC Monza 2013.png
Marcature
Stemma AC Monza 2013.png
Capocannonieri


Stranieri del Monzamodifica | modifica sorgente

Patrice Evra, con il Monza colleziona solo 3 presenze in Campionato nella stagione 1999/00

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Il Monza della stagione 1987-88, vincitore della Coppa Italia Serie C e promosso in serie B

Competizioni nazionalimodifica | modifica sorgente

1974, 1975, 1988, 1991

Competizioni internazionalimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio Monza Brianza 1912 nelle competizioni internazionali.
1976

Altri piazzamentimodifica | modifica sorgente

1951, 1967, 1976, 1982, 1988, 1992, 1997
1942

Statistiche e recordmodifica | modifica sorgente

Partecipazione ai campionatimodifica | modifica sorgente

Campionati nazionalimodifica | modifica sorgente

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 2 1920-1921 1921-1922 2
Seconda Divisione 4 1922-1923 1925-1926 44
Prima Divisione 2 1927-1928 1928-1929
Serie B 38 1951-1952 2000-2001
Seconda Divisione 1 1926-1927 40
Prima Divisione 6 1929-1930 1934-1935
Serie C 17 1935-1936 1975-1976
Serie C1 12 1981-1982 2007-2008
Lega Pro Prima Divisione 4 2008-2009 2011-2012
Serie C2 3 2002-2003 2004-2005 5
Lega Pro Seconda Divisione 2 2012-2013 2013-2014

Campionati regionalimodifica | modifica sorgente

  • 1 campionato di Prima Divisione del Comitato Regionale Lombardo (1941-42).
  • 2 campionati di Promozione del Comitato Regionale Lombardo (1914-15 e 1919-20).
  • 1 campionato di Terza Categoria del Comitato Regionale Lombardo (1913-14).

Altri torneimodifica | modifica sorgente

  • Partecipazione al Torneo Misto C - Prima Divisione organizzato dal Direttorio II Zona Lombardia (1943-44)
  • Partecipazione al Torneo delle squadre Minori organizzato dal Direttorio II Zona Lombardia (1944-45).

Tifoseriamodifica | modifica sorgente

« Il nostro Calcio Monza è in C1, e non andremo mai in serie A,
ma io non mollerò, questa è la mia mentalità
segui anche tu la squadra della tua città »
(Coro della Curva Davide Pieri)

Alla fine degli anni ottanta il gruppo trainante del tifo in Curva Sud erano gli Eagles Monza[112]. Dopo lo scioglimento degli Eagles nel 1992, dall'unione dei gruppi rimasti del tifo più estremo, nacque la Gioventù Brianzola nel 1993. Nel 1994 poi nacquero i S.A.B. (che significa Sempre Al Bar) : la scissione era dovuta a un modo diverso di intendere il tifo e per divergenze di base. In principio era un gruppo chiuso e goliardico, dedito al mangiar bene (e soprattutto al bere) e che affrontava le trasferte in disparte, organizzandosi con macchine o pulmini privati; era usanza capovolgere lo striscione se il bar dello stadio era sprovvisto di bevande alcooliche. Nel 2001 la Gioventù Brianzola si sciolse e il S.A.B. rimase l'unico gruppo della Curva Davide Pieri: da quel momento iniziò l'organizzazione delle trasferte in pullman e con treni speciali. Nel 1999 venne affiancato dal Graziosa Group, con cui c’è un appoggio reciproco e più recentemente dal C.U.B., gruppo giovane formatosi nel 2006. Oggigiorno il S.A.B. è ritornato nuovamente ad essere l'unico gruppo della curva. La Curva Sud del Brianteo, è chiamata anche Curva Davide Pieri in ricordo di un giovane tifoso morto prematuramente nel dicembre del 1998[113]. La tribuna stampa dello stadio è invece stata intitolata, a tempo di record, alla memoria di Claudio Parma, giornalista e tifoso biancorosso, deceduto il 3 luglio del 2008[114].

Gemellaggimodifica | modifica sorgente

I monzesi sono gemellati da parecchi anni (fin dai primi anni ottanta) con i tifosi triestini, in particolar modo con il gruppo Ultras Trieste. La tifoseria alabardata è sempre stata vicina agli ultras biancorossi nei momenti di difficoltà e soprattutto negli ultimi spareggi play-off, Altro gemellaggio è quello con i foggiani (ormai decennale) soprattutto con il gruppo degli Indiavolati. Esiste un'amicizia anche con il gruppo dei Cani Sciolti di Lecco, dettata dai buoni rapporti tra i due gruppi ma anche dalla comune avversità nei confronti della tifoseria comasca.

Rivalitàmodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Lombardia.

Le rivalità storiche dei tifosi monzesi sono quelle vissute nei confronti dei tifosi di Como e Varese, specie negli anni settanta, quando le squadre lottavano per l'approdo nella massima serie. Rivalità più recente è quella con i tifosi pisani causata dall'ultima eliminazione ai play-off della squadra monzese quando i tifosi nerazzurri cercarono il contatto con la curva biancorossa. Altre rivalità minori oppure appartenenti al passato sono quelle con Novara, Casale, Massese, Brescia e Pistoiese.

Organicomodifica | modifica sorgente

Rosa 2013-2014modifica | modifica sorgente

Aggiornata al 31 gennaio 2014

N. Ruolo Giocatore
Italia P Stefano Chimini
Italia P Alex Teodorani
Italia P Paolo Castelli
Inghilterra D Myles Anderson
Italia D Marco Briganti
Italia D Davide Cattaneo
Italia D Gabriele Franchino
Italia D Jacopo Galimberti
Italia D Tiziano Polenghi
Italia D Walter Zullo
Italia C Riccardo Allegretti
Italia C Marco Anghileri
Italia C Nicolò Bianchi
Inghilterra C Fergus Bell
Italia C Amedeo Calliari
Italia C Roberto Candido
Italia C Claudio Grauso
N. Ruolo Giocatore 600px Rosso con corona e spada (grande).png
Italia C Umberto Miello
Italia C Marco Morao
Italia C Matteo Pessina
Italia C Luca Santonocito
Italia C Paolo Valagussa
Italia C Alessio Vita
Italia A Mattia Finotto
Inghilterra A Alex Fisher
Italia A Andrea Gasbarroni
Italia A Giovanni Laraia
Italia A Nicolò Martino
Italia A Riccardo Ravasi
Italia A Said Ahmed Said
Italia A Davide Sinigaglia
Italia A Giovanni Terrani
Brasile A Caio De Cenco

Staff tecnicomodifica | modifica sorgente

Stemma AC Monza 2013.png
Staff attuale dell'area sportiva
  • Responsabile Area Tecnica: Gianluca Andrissi
  • Allenatore: Antonino Asta
  • Allenatore in seconda: Francesco Farina
  • Preparatore atletico: Mario Familari
  • Allenatore portieri: Pierluigi Brivio
  • Responsabile sanitario: Dott. Gabriele Cirillo
  • Fisioterapisti: Simone Gallo, Alessandro Pozzoli
  • Recupero infortunati: Andrea Curzi


Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Elenco degli stadi e capienza della Lombardia
  2. ^ Accadde oggi: 20 settembre 1912 arriva la prima vittoria!. Articolo di Monza News del 18 settembre 2009 in riferimento alla prima vittoria biancorossa e ad altre date storiche
  3. ^ Accadde oggi: 1970 l'Inter "messicana" bloccata dal Monza in Coppa. Articolo di Monza News del 12 settembre 2009 in riferimento alla Coppa del Ventennio e ad altre date storiche
  4. ^ I risultati della Coppa Italia 1938/39 sul sito RSSSF.com URL consultato il 2 gennaio 2009.
  5. ^ La cronaca della partita e le immagini nella sezione storica del sito www.asromaultras.org
  6. ^ Il tabellino nella sezione storica del sito degli Akaiaoi
  7. ^ La partita venne seguita da vicino dai quotidiani nazionali che iniziarono a prendere in simpatia la squadra biancorossa Il ricordo presente sul sito Monelle & Monelli
  8. ^ Rassegna stampa, Pistoiese-Monza - Il treno speciale per Pistoia. I tifosi monzesi accolti a sassate
  9. ^ Fonti ufficiose parlano di cinquemila tifosi brianzoli presenti al Dall'Ara. In realtà la cifra esatta dei tifosi biancorossi stipati in un angolo della curva San Luca a Bologna non si seppe mai: stando a testimonianze dei presenti la cifra non supera le tremila unità e c'è molta discordanza sui dati
  10. ^ Il Monza chiese la disponibilità dello stadio di San Siro in quanto la serie A il 16 marzo 1980 era ferma per la sosta in concomitanza con l'amichevole della nazionale italiana contro l'Uruguay, che si doveva disputare il giorno prima nello stesso impianto.
  11. ^ Nel corso degli anni si sono susseguite diverse voci riguardo alla mancata promozione monzese nella massima serie: la volontà di una permanenza nella serie cadetta, in quanto la serie A era ritenuta troppo onerosa, o un complotto tra le due grandi milanesi che ritenevano il Monza un potenziale concorrente in merito a pubblico e visibilità.
  12. ^ Accadde oggi: 1986 Lazio – Monza 0-1 - Articolo di Monza News del 22 aprile 2010
  13. ^ Il Monza Calcio va a fondo nell' indifferenza della città - Articolo del Corriere della Sera del 29 maggio 2001 in cui viene fatto riferimento ai mancati obiettivi raggiunti negli anni dalla società biancorossa e alla cessione di Casiraghi alla Juventus
  14. ^ Adriano Galliani mosse i primi passi proprio nella squadra brianzola. Il suo legame con le origini viene rinsaldato da un rapporto di collaborazione poco chiaro e i cui retroscena sono sempre rimasti nascosti
  15. ^ I play off rendono felice l' Ancona. Lecco, Livorno e Turris: volo in C1 - Articolo del Corriere della Sera del 16 giugno 1997
  16. ^ Zizi Roberts, il destino nel nome "sì, mi sento forte come il legno" - Articolo de La Gazzetta dello Sport del 16 gennaio 1998
  17. ^ Il difensore Smoje dal Milan al Monza calcio- Articolo del Corriere della Sera del 19 luglio 1998
  18. ^ Evra è una favola Marsala, Monza e ora la Champions- Articolo de La Gazzetta dello Sport del 23 maggio 2008
  19. ^ Monza Calcio, si cambia - Articolo del Corriere della Sera del 30 gennaio 2001
  20. ^ Calcio Monza in crisi Tagliati gas e luce allo stadio Brianteo - Articolo del Corriere della Sera del 31 dicembre 2003
  21. ^ Il Monza ha fatto crac - Articolo de La Gazzetta dello Sport del 19 marzo 2004
  22. ^ Calcio Monza, fallimento alla sbarra - Articolo in riferimento alla costituzione del Calcio Monza come parte civile nel processo del fallimento
  23. ^ Il Monza trova un padrone - Articolo de La Gazzetta dello Sport del 4 giugno 2004
  24. ^ Il Monza fa il massimo col minimo - Articolo de La Gazzetta dello Sport del 30 maggio 2005
  25. ^ La Valenzana vince da fermo - Articolo de La Gazzetta dello Sport del 6 giugno 2005
  26. ^ Campionato tra calendari e udienze - Il Genoa diffida la Federazione. Articolo di Repubblica.it del 16 agosto 2005 in merito a ripescaggi e calendari
  27. ^ 2 maggio 1976 a Bolzano il Monza riconquista la serie B! Nell'articolo di Monza News riferimento ad alcune date importanti della storia biancorossa
  28. ^ Monza, il capo Ultras compra i biglietti per due genoani - Articolo de Il Giornale dell'9 giugno 2006
  29. ^ Il Monza nella sua storia non aveva mai battuto né GenoaSampdoria in campo avversario
  30. ^ Coppa Italia, Juve in rimonta - Articolo de La Gazzetta dello Sport dell'8 agosto 2006
  31. ^ Articolo apparso su Il Tirreno in merito agli scontri a fine partita
  32. ^ Nell'ultimo comunicato ufficiale della Lega Professionisti di Serie C per la stagione 2006-2007 apparso sul sito c'è solo un riferimento all'invasione finale
  33. ^ Il Ravenna ha scelto Atzori. Assegnate altre due panchine: il Monza presenta Marcolin, Fusi al Marcianise - Articolo de La Gazzetta dello Sport del 20 giugno 2008
  34. ^ Il gruppo Seedorf ha preso il Monza - Articolo de La Gazzetta dello Sport dell'18 giugno 2009 di Matteo Delbue
  35. ^ Monza, rottura fra il Cda e Clarence Seedorf - Legapro - TUTTO MERCATO WEB
  36. ^ http://www.monza-news.it/breaking/il-ritorno-del-grande-giambelli
  37. ^ Monza, dopo Seedorf un altro ex rossonero nel CdA - Milan - TUTTO MERCATO WEB
  38. ^ Monza News, tutte le notizie sportive di Monza e Brianza
  39. ^ Monza-news - Onore al vicepresidente
  40. ^ Terremoto in società: Si dimettono Salaroli, Mainini e Zangari
  41. ^ Luca Magnoni è il nuovo Presidente Biancorosso
  42. ^ Monza, il progetto Seedorf continua a perdere pezzi: via anche Bergomi - Milan - TUTTO MERCATO WEB
  43. ^ Sport - Notizie - MSN Italia
  44. ^ Clamoroso: Seedorf Lascia Il Monza? La Società Resta In Silenzio - Monza News
  45. ^ La Resa È Arrivata: "Siamo In Vendita. Il Ripescaggio Non Possiamo Permettercelo" - Monza News
  46. ^ C'è l'ufficialità, Il Monza è in Prima Divisione
  47. ^ Erba vuole comprare il Monza C'è lui per il dopo Seedorf - Monza - Il Cittadino di Monza e Brianza - Notizie di Monza Brianza e provincia
  48. ^ Monza, trattativa di cessione del club: botta e risposta tra società e Davide Erba - MonzaNews
  49. ^ Addio mister Motta, Monza affidato a Riccardo Monguzzi - L'Esagono web
  50. ^ Il Monza retrocesso in Lega Pro2, un ferita aperta per la città - Il Giorno - Monza e Brianza
  51. ^ Ora anche l'incubo Calcioscommesse: Monza deferito con tre giocatori - MonzaNews
  52. ^ Calcioscommesse: il Monza partirà da -5. Tre anni e sei mesi a Iacopino - MonzaNews
  53. ^ Calcioscommesse, secondo grado: al Monza da 5 a 4 punti di penalizzazione, mbnews
  54. ^ Partita la rivoluzione al Monza Via Magnoni, Seedorf pure? - Il Cittadino di Monza e Brianza
  55. ^ Ufficiale: Magnoni va a Siena - MonzaNews
  56. ^ Il Presidente Magnoni lascia l'incarico - AC Monza Brianza 1912
  57. ^ UFFICIALE: SI DIMETTE IL CDA DEL MONZA! - MonzaNews
  58. ^ Maurizio Carlo Prada è il nuovo Amministratore Unico - AC Monza Brianza 1912
  59. ^ Foto delle celebrazioni del Centenario - MonzaNews
  60. ^ Il Monza è di Armstrong! Seedorf ha venduto tutto il Monza - MonzaNews, 12 maggio 2013
  61. ^ Armstrong: "Vogliamo vincere i play off". Ecco la conferenza stampa integrale - MonzaNews, 17 maggio 2013
  62. ^ Comunicato ufficiale e resoconto pubblicato il 29 dicembre 1917 dalla Gazzetta dello Sport.
  63. ^ Sono poche le società che rimasero in vita durante tutta la Prima Guerra Mondiale: Inter, Milan, Saronno, Legnano e diverse altre adesso non più in vita.
  64. ^ Come risulta da evidenti documenti fotografici pubblicati sul libro "Bianco su rosso, la storia del Calcio Monza" l'ultima foto con la maglia bianco-azzurra divisa a metà è del 1931-32. Poi, per due stagioni consecutive, si passa ad una larga banda verticale rossa in mezzo al bianco.
  65. ^ Non va confuso l'A.C. Monza (2° nel girone C, ammesso alle finali quale prima squadra non riserve) con il Dopolavoro Singer, altra squadra monzese (1° nel girone G) anch'essa ammessa alle finali.
  66. ^ Nuovo logo per l'AC Monza Brianza 1912, acmonzabrianza.it
  67. ^ Comune di Monza, Archivio Comunale di Via Annoni angolo Via Santuario delle Grazie Vecchie, cartella delle società sportive 1910-1930 - Capitolato di affitto del campo di Triante e di Via Sempione datato 11 agosto 1911 sottoscritto dal Presidente della Pro Victoria Giuseppe Vismara (il capitolato stabiliva che non era possibile subaffittare nessuno dei due campi).
  68. ^ Mappa della Parrocchia del Sacro Cuore, italiamappe.it.
  69. ^ Dal libro "La Pro Victoria compie 90 anni, piccola ma grande società sportiva 1909-1996" pag.37.
  70. ^ Comune di Monza, Archivio Comunale di Via Annoni angolo Via Santuario delle Grazie Vecchie, cartella delle società sportive 1910-1930 - Capitolato di affitto del campo di Triante sottoscritto dal Presidente dell'A.C. Monza, Mario Tagliabue in data 10 ottobre 1914, il quale paga Lire 50 per l'affitto annuale.
  71. ^ Archivio del Comitato Regionale Lombardia, comunicati ufficiali della stagione 1914-1915.
  72. ^ Passato l'attuale ponticello di via Boccaccio (che all'epoca non esisteva perché si arrivava lì da via Santuario delle Grazie Vecchie) il Santuario delle Grazie Vecchie è ubicato all'inizio di via Montecassino.
  73. ^ La mappa di Monza che mostra dove si trovano "Le Grazie Vecchie", da legrazievecchie.org.
  74. ^ Lino Rocca, Giorgio Vegetti, op. cit., pag.25 e 220.
  75. ^ Lino Rocca, Giorgio Vegetti, op. cit., pag.220, dove gli autori hanno retrodatato l'evento al 1914 confondendo il Sacro Cuore (dove non c'era la tribuna, il Comune non la concesse) con le Grazie Vecchie (dove fu costruita la tribunetta).
  76. ^ Gazzetta dello Sport di venerdì 14 maggio 1915 pag.3 (conservato microfilmato dalla Biblioteca Nazionale Braidense presso la Mediateca di Via della Moscova).
  77. ^ Lino Rocca, Giorgio Vegetti, op. cit., pag.28, dove cita "... a lire mille la pertica viene acquistato un appezzamento di terreno in fondo a Via Ghilini, oltre la "Buca Lua" ... A conti fatti ne esce una spesa finale aggirantesi sulle sessantamila lire ..."
  78. ^ Lino Rocca, Giorgio Vegetti, op. cit., pag.28.
  79. ^ Storia raccontata dal giocatore del Monza Aurelio Piazza ad un giornalista di Monza.
  80. ^ Conservato microfilmato dalla Biblioteca Nazionale Braidense e dalla Biblioteca Comunale di Monza.
  81. ^ Onorario, non effettivo, perché sebbene fosse stato lui a volere la fusione con la Simmenthal, alla presidenza della società andò il figlio Claudio.
  82. ^ Organigramma, acmonzabrianza.it. URL consultato il 30 gennaio 2013.
  83. ^ Pino Frisoli, La Tv per sport, Edizioni Tracce, 2007, p. 144. ISBN 9788874333929.
  84. ^ Arriva sulla panchina il 10/12/1953
  85. ^ Arriva sulla panchina il 20/11/1954
  86. ^ Arriva sulla panchina il 2/12/1956
  87. ^ Arriva sulla panchina il 17/3/1964
  88. ^ Arriva sulla panchina il 3/5/1965
  89. ^ Arriva sulla panchina il 2/6/1966
  90. ^ a b Arriva sulla panchina il 28/2/1968
  91. ^ Arriva sulla panchina il 1/12/1973
  92. ^ Arriva sulla panchina il 21/1/1975
  93. ^ Arriva sulla panchina il 17/11/80
  94. ^ Arriva sulla panchina il 22/4/1981
  95. ^ Arriva sulla panchina il 10/11/1982
  96. ^ Arriva sulla panchina il 6/12/1983
  97. ^ Arriva sulla panchina il 10/1/1986
  98. ^ Arriva sulla panchina il 5/5/1991
  99. ^ Esonerato il 22/01/2001
  100. ^ Mario Tagliabue è nominato quale Presidente del Monza F.B.C. presente alla fusione del 1913 fra Monza F.B.C. e Juventus (ex sezione calcio del Veloce Club Monzese) presso la Trattoria "Cappello Vecchio" sull'articolo pubblicato in occasione dei festeggiamenti del "trentennale" dal settimanale "Il Popolo di Monza" a titolo "Trentanni di attività dell'Associazione Calcio Monza" sul n. 18 del 6 maggio 1943 (Biblioteca Comunale di Monza).
  101. ^ Non c'è la certezza perché il Monza rimase attivo durante tutta la Guerra
  102. ^ Non c'è la certezza perché il Monza rimase attivo anche durante il "Torneo delle Società Minori" organizzato dal Direttorio II Zona Lombardia (1944-45). È necessario per questo motivo consultare il giornale "Brianza Repubblicana" conservato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (Opac Sbn).
  103. ^ Sotto la presidenza Sada, la società fondendosi con l'A.S. Simmenthal cambia nome in A.S. Simmenthal - Monza
  104. ^ A causa della scomparsa del presidente Sada, Filippo Amico, Aurelio Cazzaniga, Ambrogio Ferrazzi, Marco Fumagalli, Amerigo Gatti, Luigi Pavia, Enzo Redaelli, Giulio Rodino e Gian Marco Tagliabue formano un "Comitato di Reggenza".
  105. ^ D’Evant riveste la carica di Amministratore Unico mentre Atzeni quella di azionista di maggioranza
  106. ^ Il 18 marzo 2004 dichiarato il fallimento la gestione passa sotto l’egida del giudice Roberto Fontana e dei curatori Maurizio Oggioni e Pino Sorrentino.
  107. ^ Vincendo l'asta fallimentare, rimane in carica dal 3 giugno 2004 al 7 luglio 2009.
  108. ^ Hall of Fame - I più grandi biancorossi di tutti i tempi - Official Site A.C. Monza Brianza
  109. ^ Ex: Dimas tre reti alla tristezza monzese Articolo di Monza News del 5 marzo 2010 in cui vengono citati i brasiliani che hanno indossato la maglia biancorossa
  110. ^ Elenco dei trasferimenti internazionali dei giocatori del Brasile - Anno 2002
  111. ^ Scheda di Nicolás Cotera
  112. ^ Articolo sulla squadra monzese e sulla sua tifoseria presente sul sito Bustocco.it
  113. ^ Il ricordo di Davide Pieri sul sito del SAB Monza
  114. ^ Il ricordo degli amici
  115. ^ I gemellaggi della tifoseria monzese sul sito del SAB Monza

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Lino Rocca e Giorgio Vegetti, BIANCO SU ROSSO - la storia del Calcio Monza, Monza, Angelo Brasca Editore, 1977.
  • Matteo Delbue, Carlo Fontanelli, Stefano Peduzzi E non andremo mai in Serie A... 100 anni di Monza Empoli, Geo Edizioni, 2012.
  • Fabrizio Melegari, Almanacco Illustrato del Calcio - La storia, Modena, Panini e Gazzetta dello Sport, 2005.
  • Alfio Tofanelli, Tuttocalcio, Firenze, Alsaba Edizioni, 2004.
  • Calciatori - La raccolta completa degli album Panini, Modena, Panini e Gazzetta dello Sport, 2004.
  • Massimo Dutto e Giorgio Vegetti, 80 anni di Monza, supplemento al periodico quindicinale "Brianteo", Monza, 1992.
  • Calcio Monza 1984/85, supplemento al Corriere di Monza e Brianza, Monza, 1984.
  • Guerin Sportivo, anni 1976-1990.
  • Gazzetta dello Sport, anno 1942.
  • Il Giorno, anni 1970-2007.
  • Il Cittadino di Monza e Brianza, anni 1912-2007.
  • Bruno Giove, Accadde Oggi. Monza News.
  • AA. vv., Rassegna stampa. Sab Monza.

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