Motore bialbero FIAT

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Il motore bialbero FIAT è stato un propulsore costruito dalla FIAT e dalla Lancia dal 1966 al 2000. Il nome deriva dall'installazione di due alberi a camme sul sistema di distribuzione (bialbero). Progettato da Aurelio Lampredi (da cui derivò l'altro nome con cui fu conosciuto, il “bialbero Lampredi”), fu sostituito dai motori famiglia B, che comprendono propulsori a benzina, diesel ed i Twin Spark dell'Alfa Romeo.

Il debuttomodifica | modifica sorgente

All'epoca del debutto in produzione (montato sulla Fiat 124 Sport Coupé), il bialbero apparve all'avanguardia, in quanto per il comando degli alberi a camme utilizzava una cinghia dentata in gomma, in quel periodo soluzione inedita. La cilindrata era compresa tra i 1297 ed i 1995cc, e l'ampia gamma prodotta fu montata da modelli FIAT, Lancia, Morgan e Alfa Romeo.

La tecnicamodifica | modifica sorgente

Negli anni sessanta la FIAT fu pioniera nello sviluppo di questa tipologia di propulsore, trasferendo l'esperienza dalle corse (dove tale tipologia di distribuzione, nata negli Stati Uniti, era già massicciamente utilizzata) alla produzione di serie, al fine di dare vita a motori brillanti destinati a berline di classe medio-alta. Inoltre sulle Fiat 1500 S e 1600 S erano già stati montati dei motori bialbero ideati e prodotti dalla OSCA basandosi sul motore 1500 aste e bilancieri della FIAT. La Casa torinese utilizzò anche il bagaglio di quest'esperienza per la progettazione del nuovo motore. Il bialbero FIAT venne sviluppato sul monoblocco del motore 124 ad aste e bilancieri (montato sulla Fiat 124 normale e Special), di cui inizialmente manteneva la cilindrata di 1438 cm³ (superquadro).

Le caratteristiche principali erano:

  • alberi a camme in testa agenti direttamente sulle valvole con punterie a bicchiere e regolazione con piattelli intercambiabili;
  • albero motore con cinque supporti di banco;
  • alberi a camme comandati da una cinghia dentata in gomma, con armatura di acciaio;
  • testata polisferica in alluminio;
  • valvole di grosso diametro disposte con angolatura tra loro di 90°;
  • cielo dei pistoni con ricavate due lunette per l'alloggiamento delle valvole completamente aperte.

Tutte le versioni del motore furono create sullo stesso basamento. Di conseguenza, con l'aumento dell'alesaggio dei cilindri, fu facile aumentare la cilindrata senza stravolgere l'architettura di base del motore. Furono anche prodotte versioni ad iniezione, sovralimentate, a quattro valvole per cilindro, con contralberi d'equilibratura.

Una prima famiglia di motori bialbero ebbe origine dal basamento di alesaggio di 80 mm., con cilindrate di 1438 cm³ (corsa 71,5 mm.) e 1608 cm³ (corsa 80 mm.): dopo la fine della produzione della "125" il motore 1.6 sviluppò 1592 cm³ (corsa 79,2 mm). Durante gli anni '70, questo basamento si sviluppò con un nuovo alesaggio di 84 mm. e progressivamente rimpiazzò l'edizione precedente in Fiat e Lancia. Esso ora poteva dare origine alle cilindrate di 1756 cm³ (corsa 79,2 mm.), poi 1585 cm³ (corsa 71,5 mm.) e infine 1995 cm³ (corsa 90 mm.), raggiungendo così la soglia dei "2 litri". A quest'ultimo gruppo si aggiunse, nei primi anni '70 in pieno clima di "austerity", un bialbero da 76 mm. di alesaggio che realizzò la cilindrata di 1297 cm³ (corsa 71,5 mm.), poi leggermente incrementata a 1301 cm³ (alesaggio 76,1 mm., per poter toccare il limite di 140 km/h imposto allora sulle autostrade italiane a vetture di 1300 cm³ e oltre) e infine aumentata a 1367 cm³ (alesaggio 78 mm., per le ultime Fiat "131 Supermirafiori").

Nei rally la Fiat-Abarth "124 Spider" adottò un motore da 1839 cm³, di alesaggio 86 mm. e corsa 79,2 mm. (poi incrementato a 1946 cm³), mai utilizzato con questa cubatura nella produzione di serie. Altra cilindrata sperimentale fu realizzata per il prototipo Abarth 035 con compressore volumetrico: alesaggio 82 mm., corsa 67,5 mm. e cilindrata di 1425 cm³.

La Lancia "Delta S4" invece, contrariamente a quanto spesso riportato, non utilizzava un'evoluzione del bialbero Lampredi ma un motore del tutto inedito completamente in lega di alluminio, appositamente progettato per l'utilizzo in questa avveniristica auto e con dimensionamenti tali da rendere questo motore in grado di sopportare pressioni di sovralimentazione vicine alle Formula 1 turbo in configurazione gara.

Curioso fu il fatto che dal basamento del bialbero Lampredi fu derivato il motore Diesel che poi equipaggiò numerosi modelli Fiat.

Caratteristiche di funzionamentomodifica | modifica sorgente

Caratteristiche peculiari del bialbero Lampredi erano l'elasticità, la coppia, la brillantezza e la robustezza, tanto che venne intensamente utilizzato nelle competizioni. Nota pregevole era la regolarità di erogazione della potenza, che non dava luogo a "buchi" di carburazione. Unico neo era il consumo elevato delle versioni alimentate a carburatore. Con l'adozione dell'iniezione elettronica, nel 1981, migliorarono anche i consumi e le prestazioni generali. Caratteristica famosa era anche la rumorosità (piuttosto elevata) unitamente al rombo "rotondo" che gli conferiva una tipica sonorità.

Applicazionimodifica | modifica sorgente

Su vetture Lanciamodifica | modifica sorgente

Cilindratemodifica | modifica sorgente

Cilindrata
(cc)
Alesaggio
(mm)
Corsa
(mm)
Impiego
1297 76 71.5 Lancia Beta
1301 76.1 71.5 Fiat 131, Lancia Beta
1367 78 71.5 Fiat 131, Lancia Beta
1438 80 71.5 Fiat 124 Special T/Sport/Spider, Lancia Beta
1585 84 71.5 Fiat 131, Fiat 132, Fiat Ritmo, Fiat Regata, Fiat Croma, Lancia Beta, Lancia Trevi, Lancia Delta, Lancia Prisma
1592 80 79.2 Fiat 124 Special T/Sport, Fiat 132, Lancia Beta
1608 80 80 Fiat 124 Sport/Spider, Fiat 125
1756 84 79.2 Fiat 124 Sport/Spider, Fiat 132, Fiat Tempra, Fiat Tipo, Lancia Beta, Lancia Dedra, Lancia Delta 2
1995 84 90 Fiat Spider 2000, Fiat 132/Argenta, Fiat Campagnola, Fiat Croma, Fiat 131, Fiat Ritmo Abarth 125TC, Fiat Ritmo Abarth 130TC, Fiat Tipo, Fiat Coupé, Lancia Beta, Lancia Beta Montecarlo, Lancia Trevi, Lancia Delta, Lancia Prisma, Lancia Thema, Lancia Dedra, Lancia Delta 2, Lancia K, Alfa Romeo 155Q4, Alfa Romeo 164 TURBO (versione 8 valvole) Rayton Fissore Magnum

Competizioni sportivemodifica | modifica sorgente

Il motore fu intensamente utilizzato nelle corse. Fu uno dei propulsori più vincenti nella storia del campionato del mondo di rally, conquistando dieci titoli iridati.

  • Campionato del mondo
Costruttore Modelli usati nel campionato Vittorie Stagioni
Italia FIAT Fiat 131 Abarth 3 1977-1978, 1980
Italia Lancia Lancia 037 1 1983
Italia Lancia Lancia Delta HF 4WD e Delta Integrale 6 1987-1992
  • Campionato europeo piloti
Costruttore Modelli usati nel campionato Vittorie Stagioni
Italia Fiat Fiat 124 Abarth Rally 1 1972
Italia Fiat Fiat 124 Abarth Rally 1 1975
Italia Fiat Fiat 131 Abarth 1 1981
  • Campionato italiano piloti
Costruttore Modelli usati nel campionato Vittorie Stagioni
Italia Fiat Fiat 124 Spider 1 1970
Italia Fiat Fiat 124 Abarth Rally 1 1974
Italia Fiat Fiat 124 Abarth Rally 1 1975
Italia Fiat Fiat 131 Abarth 1 1980

Oltre all'utilizzo nei rally, il motore equipaggiò la Lancia Beta Montecarlo Turbo, che vinse il Campionato del Mondo Sport Prototipi per due anni consecutivi, nel 1980 - 1981.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente








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