Murialdo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Murialdo (disambigua).
Murialdo
comune
Murialdo – Stemma Murialdo – Bandiera
La chiesa di Sant'Antonio Abate e l'abitato di Valle
La chiesa di Sant'Antonio Abate e l'abitato di Valle
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Sindaco Bruno Odella (Lista civica "Insieme per Murialdo") dal 07/06/2009
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°18′58.22″N 8°09′40.71″E / 44.316172°N 8.161308°E44.316172; 8.161308 (Murialdo)Coordinate: 44°18′58.22″N 8°09′40.71″E / 44.316172°N 8.161308°E44.316172; 8.161308 (Murialdo)
Altitudine 524 m s.l.m.
Superficie 37,49 km²
Abitanti 842[1] (31-12-2011)
Densità 22,46 ab./km²
Comuni confinanti Calizzano, Castelnuovo di Ceva (CN), Massimino, Millesimo, Osiglia, Perlo (CN), Priero (CN), Roccavignale
Altre informazioni
Cod. postale 17013
Prefisso 019
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009040
Cod. catastale F813
Targa SV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 518 GG[2]
Nome abitanti murialdesi
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Murialdo
Posizione del comune di Murialdo nella provincia di Savona
Posizione del comune di Murialdo nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Murialdo (Moriaodo in ligure[3]) è un comune italiano di 842 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria. La sede comunale è ubicata presso la borgata di Piano.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Il comune, ai confini con la provincia di Cuneo e quindi con il Piemonte, è formato unicamente dalle diverse e numerose borgate: Almarossa, Altivo, Azzini, Brigneta, Conradi, Costa (dove si trova il castello), Ferriera Nuova, Grassi, Isolagrande, Isoletta, Massimina, Odelle, Pallareto, Pastori, Poggi, Piano (sede comunale), Piani, Piavata, Poggi, Ponte (sede della parrocchia di San Lorenzo), Valle (sede della parrocchia di Sant'Antonio Abate) e Riofreddo per una superficie territoriale di 37,49 km². Il territorio è dominato dal monte Camulera alto 1.224 m.

Nel territorio murialdese diffuse erano le attività legate all'estrazione mineraria: a Riofreddo vi era una miniera di grafite, mentre a Pastori furono le estrazioni di rame, solfuri, argento ed oro le principali attività, ora non più attive da oltre un secolo.

Confina a nord con i comuni di Millesimo, Roccavignale, Castelnuovo di Ceva (CN) e Priero (CN), a sud con Calizzano, ad ovest con Perlo (CN) e Massimino, ad est con Millesimo e Osiglia. Dista circa 43 km ad ovest di Savona e 92 km ad ovest di Genova. Attraverso il Colle dei Giovetti (912 m s.l.m.), ai confini amministrativi con Calizzano, è possibile il collegamento con la val Tanaro e Massimino.

Storiamodifica | modifica sorgente

Le origini del nome

Padre Arcangelo Ferro riporta, nell'ambito delle questioni del marchesato di Ceva, l'origine del toponimo Murialdo. Risalirebbe all'epoca della dominazione longobarda, con l'unione del termine latino mirus, "meraviglioso" e del germanico wald, "selva". La forma Muroaldo (variante di Miravaldo e Miroaldo) dal quale proviene l'attuale Murialdo, è già presente in un documento del 1321.

Forse già presente in epoca preromana, Murialdo fu un antico possedimento dei monaci Benedettini dell'abbazia di Santa Maria di Castiglione di Parma, possedimento confermato nel 1032 con il diploma del marchese Adalberto degli Obertenghi[4]. Proprietà quindi degli Aleramici, quest'ultimi lo compresero nella loro marca aleramica nel X secolo. Nel 1091 appartenne a Bonifacio del Vasto e, alla morte di questi, passò nelle mani del figlio Anselmo del Marchesato di Ceva.

Nel 1347 entrò a far parte nei domini feudali dei Del Carretto del Marchesato di Finale[4], che ingrandirono il già presente castello. Nel corso della guerra del Finale, nel XV secolo, gli abitanti di Murialdo ottennero benefici e privilegi dal marchese Galeotto Del Carretto per la fedeltà prestata alla causa carrettesca[4]. Il 21 aprile 1434 gli uomini di Murialdo furono convocati dal nunzio pubblico del luogo per concordare col marchese di Finale, Galeotto Del Carretto, un documento di convenzione che concesse loro numerosi diritti ed esenzioni.

Murialdo nel 1445 visse uno dei suoi momenti migliori con la ricostruzione della nuova chiesa parrocchiale; di contro, si attirarono le ire del vicino borgo di Calizzano che, alleato fedele della Repubblica di Genova, lo saccheggiò per vendetta[4]. Il doge di Genova Giano Fregoso ricordò in un suo scritto quanto il luogo di Murialdo sia stato ostile:

« ...che bene sarea metere la parola fine a la coxe de Merualdo, sia per levar via in perpetuo a Galeoto del Carretto, cum quale nun se pò expetar mai più alcuna benevolentia, acioché cum quello logo, che è vicino a Finaro, non abia materia cum lo tempo turbare lo pacifico de questa Republica e darghe spesa, sia per satisfare a meser Marcho et a li compagni del Carretto, a li quali se à pure certo oblighi da le coxe de Finale essendo loro intradi in questa guerra comune con noi; especialmente de questo logho de Merualdo »

La diffidenza verso il marchese Marco di Calizzano, però, prevalse e Murialdo restò al sicuro. Dopo un lungo peregrinare, nel 1450 giunse a Saliceto il marchese Giovanni Del Carretto. Giovanni portò con sé le genti di Murialdo e il 20 dicembre 1450 travolgeranno le difese genovesi. Il doge aveva visto giusto nell'indicare Murialdo quale via di intervento verso il Finale e Galeotto aveva ben operato concedendo diritti e privilegi a questa gente che aveva onorato il giuramento aiutando Giovanni a riconquistare il feudo.

Nel XVII secolo la comunità di Murialdo conobbe una nuova fase di prosperità legata all'attività delle ferriere[4].

Tracce degli scontri delle truppe napoleoniche, avvenute in val Bormida nel 1796, sono ancora oggi visibili in alcune trincee presso la località di San Giovanni[4].

Con la dominazione francese il territorio di Murialdo rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fece parte del X Cantone, capoluogo Calizzano, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V Cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 Murialdo fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel II mandamento di Millesimo del Circondario di Savona facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale murialdese passò sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Alta Val Bormida, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[5] e in vigore dal 1º maggio 2011[6].

Simbolimodifica | modifica sorgente

Murialdo-Stemma.png
Murialdo-Gonfalone.png


« Troncato: nel primo d'azzurro all'aquila al naturale, linguata di rosso, nel secondo d'argento alle tre bande di rosso. Ornamenti esteriori da Comune »
(Descrizione araldica dello stemma[7])
« Drappo di giallo... »
(Descrizione araldica del gonfalone[7])

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Presidente della Repubblica datato al 5 settembre del 1995[7].

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

La chiesa parrocchiale di San Lorenzo nella borgata di Ponte

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

  • Chiesa di San Pietro nella borgata di Piano, sede comunale. Edificata nel corso del Quattrocento[8] presenta un portale in arenaria e un interno ad unica navata, in stile barocco, con abside circolare.
  • Cappella dei Santi Gervasio e Protasio nella borgata di Piano. Già esistente nella visita pastorale di monsignor Vincenzo Marino - vescovo della diocesi di Alba - del 1573[10], nella parete absidale è collocato un dipinto ritraente i due santi (vestiti con abiti romani) ai piedi della Madonna col Bambino.
  • Cappella di Sant'Antonio di Padova nella borgata di Almarossa. Nel 1667 risulta già esistente[11] come proprietà della famiglia di Guglielmino Odella; contestualmente la cappella dovrebbe essere stata fondata intorno al 1650. Un atto notarile del 1695[11], redatto dal notaio Giovanni Angelo Callieri, attesta il lascito di 500 lire all'edificio religioso dai fratelli Giovanni, Bartolomeo e Pietro Odella; altre 100 lire verranno lasciate alla cappella da Pietro Odella nel 1710, con atto registrato dal notaio Francesco Salvagno[11].
  • Cappella di San Giacomo e Sant'Agata nella borgata di Azzini. Le sue origini sono controverse, ma sicuramente anteriori al 1605[12] e di proprietà della famiglia Ghisolfo[12] secondo la relazione del 1760 di monsignor Enrichetto Virginio Natta[12]. A navata unica e coperta da una volta a botte lunettata, con presbiterio voltato a crociera. La superficie interna misura 3,5 metri di larghezza per 7,5 metri di lunghezza. La facciata è dotata di una porta centrale, affiancata da due finestre e sovrastata da una monofora; ogni apertura è arricchita da cornici decorative e da inferiate in ferro con incastro maschio-femmina. Un setto murario contenente la campana si innalza oltre la copertura, a filo della facciata principale.
  • Cappella della Madonna di Loreto nella borgata di Brigneta, anteriore al 1573. Al suo interno un dipinto, fortemente deteriorato, che raffigura la Madonna con il Bambino e ai suoi lati san Michele Arcangelo che pesa le anime e san Biagio in abiti vescovili che regge nella mano destra il pettine di ferro con cui venne straziato durante il martirio[13].
  • Cappella della Madonna dell'Annunziata o dell'Assunta nella borgata di Isolagrande. Già menzionata nella visita pastorale del 1573, la chiesa si presenta a navata unica e con un interno in stile barocco. Il campanile verrà edificato tra il 1779 e il 1792. Internamente è conservato il dipinto dell'Assunta con Bambino, forse opera ligure del Seicento, che, come da tradizione popolare, verrà sfregiato da un soldato napoleonico in segno di disprezzo e ira[14].
La chiesa di San Pietro nella borgata di Piano
  • Cappella dei Santi Giacomo e Filippo nella borgata di Pallareto. Costruzione a pianta rettangolare ad una navata. All'interno affreschi plausibilmente databili al maturo Cinquecento che confermerebbero che la distruzione della cappella dei Santi Mauro e Gottardo, sicura traccia dell'antica presenza benedettina a Murialdo, avvenne verso la fine del XVI secolo[15].
  • Cappella di San Sebastiano nella borgata di Piani.
  • Cappella di San Rocco e di San Giuseppe nella borgata di Piavata. La struttura unica incorpora in realtà due diversi edifici di culto; la cappella di San Giuseppe verrà infatti fondata alla metà del XVIII secolo dalla famiglia Mazza[16].
  • Cappella della Madonna della Neve nella borgata di Poggi.
  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo nella borgata di Ponte. Risalente al 1445[17], su progetto del maestro Francesco Garone, che adattò ad un precedente edificio del XIV secolo e ripreso in stile barocco successivamente. Della precedente costruzione originale sono il portale ogivale a colonnine e il rosone della facciata gotica in cotto, oltre che all'alto campanile cuspidato. All'interno sono conservati affreschi siti nella sacrestia della chiesa.
  • Oratorio di Sant'Agostino nella borgata di Ponte. Costruito sul pendio sovrastante la chiesa di San Lorenzo ed anteriore al 1573. Edificio a pianta rettangolare, con navata unica, ripartita in tre campate mediante l'utilizzo di doppie lesene accostate, ognuna sormontata da un capitello composito. La decorazione pittorica, da quanto rimane, doveva essere vivace e fortemente emotiva e doveva coprire probabilmente tutte le pareti laterali. Nel presbiterio è collocata un'edicola contenente la statua di sant'Agostino[18].
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena nella borgata di Ponte, all'esterno delle mura del castello. Risalente al XV secolo, ma rifatta a metà del XVI secolo, presenta un piccolo portico affrescato, raffigurante la Madonna col Bambino fra le sante Marta e Maria Maddalena, e un blocco di arenaria scolpito con figure animalesche[19].
  • Cappella di San Bernardo nella borgata di Ponte, risalente al XVII secolo. Anticamente esisteva un omonimo edificio di culto, ora non più esistente, lungo il crocevia tra le località di Murialdo e Perlo[20].
  • Cappella di San Tommaso nella borgata di Ponte, fondata da don Tommaso Percivalle nel 1660[21].
  • Chiesa parrocchiale della Beata Vergine degli Angeli nella borgata di Riofreddo.
  • Chiesa di San Rocco nella borgata di Riofreddo. Anticamente già esisteva nella borgata una chiesa sempre intitolata al santo, ma oggi di proprietà privata e adibita a magazzino. L'attuale chiesa è stata costruita negli anni sessanta del Novecento.

Architetture militarimodifica | modifica sorgente

La chiesa dei Santi Rocco e Giuseppe
  • Castello di Murialdo. Costruito in località Costa nel Medioevo dalla famiglia Del Carretto, si presenta ad oggi in stato di rudere e con parte dell'antica cinta muraria. L'edificio fu probabilmente ricostruito dalla famiglia carattesca nel XIV secolo, anche se alcuni elementi della struttura potrebbero essere risalenti ad un periodo anteriore, mentre alla seconda metà del XVI secolo (1533) risalirebbe la distruzione del castello compiuta su ordine di Gerolamo Sacco, governatore di Ceva.

Aree naturalimodifica | modifica sorgente

Nel territorio comunale di Murialdo sono presenti e preservati due siti di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il primo sito - condiviso con Roccavignale - è collocato nell'area boschiva della Croce della Tia e del rio Barchei, ai confini con il Piemonte, in cui insistono faggete (Fagus sylvatica) e formazioni miste di latifoglie; tra le particolarità di quest'area figura l'uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi), molto rara in Liguria[22].

Il secondo - condiviso con Calizzano e Massimino - è collocato nell'area boschiva del Bric Zerbì e zone adiacenti in cui insistono faggete e castagneti. Oltre ad alcune specie di orchidee, sono segnalate in questa area la calta palustre (Caltha palustris) e l'aquilegia scura (Aquilegia atrata). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e i rapaci sparviero (Accipiter nisus) e falco pecchiaiolo (Pernis apivorus)[23].

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[24]

Etnie e minoranze stranieremodifica | modifica sorgente

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[25] i cittadini stranieri residenti a Murialdo sono 61, pari al 7,24% della popolazione comunale.

Culturamodifica | modifica sorgente

Museimodifica | modifica sorgente

  • Museo storico "C'era una volta", in borgata Riofreddo, allestito nel 2002.
  • Centro espositivo "Wilderness" presso l'edificio comunale in borgata Piano.
  • Centro d'arte e cultura "Romeo Drago", allestito privatamente in una cascina del XVI secolo, ospita mostre contemporanee.

Eventimodifica | modifica sorgente

  • Festa patronale di san Lorenzo, il 10 agosto.
  • Festa di san Rocco il 14, 15 e 16 agosto, nella borgata di Valle, organizzata dall'Associazione "Amici di Valle".
  • Sagra della fragola, la terza domenica di giugno.
  • Sagra del coniglio, la seconda domenica di luglio.
  • Mostra del libro antico e rassegna di pubblicazioni sulla val Bormida, la prima settimana di settembre.
  • Castagnata, l'ultima domenica di ottobre.

Persone legate a Murialdomodifica | modifica sorgente

Economiamodifica | modifica sorgente

Basa la sua principale attività economica sull'agricoltura, grazie alla coltivazione di patate, pesche e raccolta di castagne e funghi. Nella zona sono presenti piccole aziende locali dedite alla lavorazione del legno (maggiormente segherie) e cartiere costituendo le uniche risorse industriali del paese.

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

Strademodifica | modifica sorgente

Il territorio di Murialdo è attraversato principalmente dalla strada provinciale 51 Bormida di Millesimo che permette il collegamento stradale con Millesimo, ad est, e Calizzano a sudovest.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Secondo Strazzarino Sindaco
1946 1950 Carlo Ferro Sindaco
1950 1955 Carlo Decastelli Sindaco
1955 1960 Carlo Decastelli Sindaco
1960 1965 Luigi Ferraro Sindaco
1965 1970 Luigi Ghisolfo Sindaco
1970 1975 Luigi Ghisolfo Sindaco
1975 1980 Pierluigi Bellone Sindaco
1980 1982 Edi Giacosa Sindaco
1982 1985 Giuseppe Cravea Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1990 Giuseppe Cravea Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Giuseppe Cravea Lista civica Sindaco
1995 1999 Bruno Odella Partito Popolare Italiano Sindaco
1999 2004 Bruno Odella Lista civica Sindaco
2004 2009 Carlo Bertone Lista civica Sindaco
2009 in carica Bruno Odella Lista civica "Insieme per Murialdo" Sindaco

Gemellaggimodifica | modifica sorgente

Murialdo è gemellata con:

Sportmodifica | modifica sorgente

Calciomodifica | modifica sorgente

La società calcistica locale è la Società Calcio Murialdo fondata nel 1988, attualmente militante nel campionato di Terza Categoria del girone di Savona.

Galleria fotograficamodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Dati Istat al 31-12-2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d e f Fonte dal sito dell'ex comunità montana alta val Bormida-Mallare. URL consultato il 4 settembre 2012.
  5. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  6. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  7. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  8. ^ Fonte dal sito del comune di Murialdo-chiesa di San Pietro. URL consultato il 13 settembre 2012.
  9. ^ a b c d Fonte dal sito del comune di Murialdo-cappella di San Giovanni della Langa. URL consultato il 13 settembre 2012.
  10. ^ Fonte dal sito del comune di Murialdo-cappella dei Santi Gervasio e Protasio. URL consultato il 13 settembre 2012.
  11. ^ a b c Fonte dal sito del comune di Murialdo-cappella di Sant'Antonio di Padova. URL consultato il 13 settembre 2012.
  12. ^ a b c Fonte dal sito del comune di Murialdo-cappella di San Giacomo. URL consultato il 13 settembre 2012.
  13. ^ Fonte dal sito del comune di Murialdo-cappella della Madonna di Loreto. URL consultato il 13 settembre 2012.
  14. ^ Fonte dal sito del comune di Murialdo-cappella della Madonna dell'Annunziata. URL consultato il 13 settembre 2012.
  15. ^ Fonte dal sito del comune di Murialdo-cappella dei Santi Giacomo e Filippo. URL consultato il 13 settembre 2012.
  16. ^ Fonte dal sito del comune di Murialdo-cappella di San Rocco e di San Giuseppe. URL consultato il 13 settembre 2012.
  17. ^ Fonte dal sito del comune di Murialdo-chiesa di San Lorenzo. URL consultato il 13 settembre 2012.
  18. ^ Fonte dal sito del comune di Murialdo-oratorio di Sant'Agostino. URL consultato il 13 settembre 2012.
  19. ^ Fonte dal sito del comune di Murialdo-chiesa di Santa Maria Maddalena. URL consultato il 13 settembre 2012.
  20. ^ Fonte dal sito del comune di Murialdo-cappella di San Bernardo. URL consultato il 13 settembre 2012.
  21. ^ Fonte dal sito del comune di Murialdo-cappella di San Tommaso. URL consultato il 13 settembre 2012.
  22. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 15 novembre 2012.
  23. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 15 novembre 2012.
  24. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  25. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Liguria Portale Liguria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Liguria







Creative Commons License