Muzi Epifani

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Muzi Epifani

Maria Luisa Gabriella Epifani detta Muzi (Bengasi, 18 marzo 1935Roma, 12 febbraio 1984) è stata una scrittrice e poetessa italiana.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Studiò Lettere e Filosofia alle Università di Heidelberg e di Roma “La Sapienza”, dove si laureò in Filosofia estetica con Emilio Garroni. Fu particolarmente influenzata dall'ermeneutica di Hans-Georg Gadamer e dalle ricerche antropologiche di Ernesto De Martino, con cui collaborò nelle sue missioni in Lucania e nel Salento.[1] Tra i suoi compagni di studi all'Università di Roma ci furono Alex Duran (cui dedicò il suo romanzo Pazzi & creature), Gabriele Giannantoni, Enzo Siciliano e Franco Voltaggio. Fu una delle prime autrici italiane ad interessarsi alla scrittura femminile insieme a Natalia Ginzburg, Dacia Maraini, Gabriella Sobrino e Angiola Sacripante.

Collaborò a varie testate giornalistiche, tra le quali l'Unità, l'Avanti!, Paese Sera. Fu convinta ambientalista e tenne sul quotidiano Il Globo una pionieristica rubrica sulla difesa del paesaggio e dell'ambiente italiano intitolata Articolo 9, con riferimento alla Costituzione della Repubblica Italiana ("La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione"). Fu giornalista della RAI, seguendo per il GR1 (Giornale Radio 1) teatro, spettacoli e letteratura.

Con la commedia La fuga, vinse il Premio Teatro Giovane nel 1976. In questa sarcastica opera, la Epifani intrecciava una vicenda personale con il dibattito politico dell'epoca sulla legge sulla interruzione volontaria di gravidanza. L'autrice denunciava l'ipocrisia italiana che consentiva l'aborto in privato e allo stesso tempo lo condannava in pubblico.

Il pensiero femminista che si rintraccia nella sua lirica fu contraddistinto da un elogio della differenza piuttosto che della uniformità.

Curiositàmodifica | modifica sorgente

Muzi Epifani è ricordata dalla poetessa Gabriella Sobrino come sempre “attorniata dai suoi bambini” (“Il Premio Viareggio? La mia vita”)[2], dove descrive le notti di lavoro passate insieme “quando finalmente riuscivamo a mettere a letto i bambini che ci giravano attorno festosi come cuccioli nei loro pigiamini colorati”[3].

È la madre della celebre regista cinematografica Francesca Archibugi e dell'economista Daniele Archibugi, professore alla London School of Economics.

Operemodifica | modifica sorgente

Narrativa e poesia:

  • Muzi Epifani, Cloto. Poesia, Antonio Lalli Editore, Poggibonsi, 1977.
  • Muzi Epifani, “Infanzia di una casalinga emancipata”, Prospetti, anno XII, n. 48, dicembre 1977.
  • Muzi Epifani, Pazzi & creature, Rebellato, Venezia, 1982.
  • Muzi Epifani, “L'adulterio. (Il lato comico)”, Nuovi Argomenti, n. 16, ottobre-dicembre 1985.

Per il teatro:

  • Muzi Epifani, La fuga, Roma, 1976.
  • Muzi Epifani e Francesca Pansa, Di madre in madre, Teatro della Maddalena, Roma, 1979.
  • Muzi Epifani e Gabriella Sobrino, Flou, Roma.
  • Muzi Epifani e Gabriella Sobrino, Contrada lunare, Roma.

Traduzioni:

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Clara Gallini e Francesco Faeta (a cura di), I viaggi nel Sud di Ernesto De Martino Torino, Bollati Boringhieri, 1999, p. 17. Vedi anche Vittorio Lanternari, La mia alleanza con Ernesto De Martino, Napoli, Liguori, 1997, pp. 24-27.
  2. ^ intervista a Gabriella Sobrino di Paola Bolaffio Il refuso, 21 settembre 2008
  3. ^ “Custode del Viareggio”, Il cantone, 1º maggio 2008







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