Nabíl-i-A`ẓam

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Nabíl-i-A`ẓam

Nabíl-i-A`ẓam, (persiano نبيل أعظم), Il grande Nabíl[1], o Nabíl-i-Zarandí, (persiano نبيل زرندي), Nabíl di Zarand, al secolo Mullá Muḥammad-i-Zarandí (Zarand, 29 luglio 18311892), è stato uno storico iraniano bahai contemporaneo di Bahá'u'lláh, il fondatore della religione Bahai, e uno dei diciannove Apostoli di Bahá'u'lláh.

Nabíl è noto per essere l'autore di The Dawn-breakers, uno dei più importanti e completi scritti sul Báb e sulla sua opera.

Ebbe i primi contatti con il Babismo all'età di 16 anni e incontrò Bahá'u'lláh nel 1851.

Fece diversi viaggi per conto di Bahá'u'lláh, fu imprigionato in Egitto; fu la sola persona che fece i due pellegrinaggi prescritti da Bahá'u'lláh alla Casa del Báb a Shiraz e alla casa di Bahá'u'lláh a Bagdad.

Dopo il trapasso di Bahá'u'lláh scrisse, su richiesta di `Abdu'l-Bahá, la Tavola della Visita, derivandola dagli scritti di Bahá'u'lláh. La Tavola viene letta nel Mausoleo di Bahá'u'lláh.

Indice

Primi anni modifica

Nabíl era un pastore che si sforzò di migliorare la propria cultura povera. Accompagnò diverse volte il padre a Qom dove imparò a leggere il Corano.

Nel 1847 mentre si trovava nel villaggio di Rubat-Karim gli capitò di ascoltare una discussione sul Báb e ne fu immediatamente interessato.

Successivamente approfondì la propria conoscenza sul Babismo e ne divenne un fedele.

Trasferitosi a Teheran riprodusse gli scritti del Báb. A Teheran incontrò altri seguaci del Báb, compreso Bahá'u'lláh[2]

Nel 1852 vi fu un attentato, fallito, contro lo scià Nasser al-Din Shah Qajar a cui seguì una violenta repressione e persecuzione contro i seguaci del Báb

In questo periodo Nabíl pretese, a seguito di una ispirazione divina, la leadership della comunità babista, ma successivamente dopo avere incontrato Bahá'u'lláh ne riconobbe e accettò la rivelazione di essere lui Colui che Dio renderà manifesto e ritirò la propria pretesa[2].

Viaggi modifica

Bahá'u'lláh inviò diverse volte Nabíl presso le comunità babiste della Persia, di Baghdad e di Adrianopoli per tenerle unite.

Durante gli anni 1867 e 1868 si prodigò nell'informare le comunità babiste che Bahá'u'lláh era Colui che Dio renderà manifesto.

Durante uno di questi viaggi compì il pellegrinaggio alla casa del Báb a Shiraz e alla casa di Bahá'u'lláh a Baghdad[2].

Nel 1868 fu inviato da Bahá'u'lláh in Egitto, dove fu imprigionato. Dopo la liberazione si recò ad Acri, ma, dopo essere stato riconosciuto da seguaci di Ṣubḥ-i-Azal, avversario di Bahá'u'lláh, si allontanò dalla città.

Viaggiò attraverso la Palestina, soggiornando sul Monte Carmelo e a Nazaret finché non fu in grado di rientrare ad Acri dove rimase 81 giorni e poté incontrare Bahá'u'lláh[2].

Successivamente, Bahá'u'lláh lo inviò nuovamente in Persia per sostenere i suoi seguaci[2].

Nel 1888 iniziò a scrivere The Dawn-breakers con l'aiuto personale di Mírzá Músá, il fratello di Bahá'u'lláh.

Completò l'opera in circa un anno e mezzo; parte della stessa furono riviste e approvate da Bahá'u'lláh, altre da `Abdu'l-Bahá.

Oltre alla storia della fede bahai scrisse diverse poesie sulla religione e sugli eventi storici vissuti.

Bahá'u'lláh in una tavola a lui dedicata lo inserì tra i suoi più amati seguaci il cui nome era stato scritto dal Dito di Dio[3]

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Dopo il suo ritorno dalla Persia visse ad Acri fino al trapasso di Bahá'u'lláh nel 1892.

Sopraffatto dal dolore, si lasciò morire annegandosi nel mare di Acri; il suo corpo fu ritrovato sulla spiaggia in prossimità della città[2].

Note modifica

  1. ^ Traduzione persiana dall'arabo النبيل الأعظم, proveniente da Memorials of the Faithful.
  2. ^ a b c d e f H.M. Balyuzi, Eminent Bahá'ís in the time of Bahá'u'lláh, The Camelot Press Ltd, Southampton, 1985, 268–270. ISBN 0853981523
  3. ^ La tavola

Bibliografia modifica

  • A. Taherzadeh, The Revelation of Bahá'u'lláh, Volume 1: Baghdad 1853-63, Oxford, UK, George Ronald, 1976, 201–206. ISBN 0853982708

Voci correlate modifica


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