Nicola Fierro

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Nicola Fierro (dopo il 191530 ottobre 2009[1]) è stato uno storico e archeologo italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Fu per molto tempo amministratore di Bisaccia, ed era iscritto al partito socialista. Negli anni 70 si batté affinché il castello ducale, ridotto a stalla, venisse acquistato dal comune, cosa che avvenne nel 1977.

Insegnante, si dedicò all'archeologia, diventando Ispettore Onorario della Sovrittendenza Archeologica di Salerno e di Avellino. Fu fondatore del Gruppo Archeologico Salernitano e della rivista Sal(t)ernum[2]. Fu lui a segnalare il ritrovamento dei primi resti della necropoli di Bisaccia, e a rinvenire la "tomba della principessa di Bisaccia". Insieme a Werner Johannowsky, ispezionò l'Irpinia orientale scoprendo nuovi siti archeologici. Ha collaborato con varie riviste tra cui La Torre, Il Postiglione e l'Eco di Andretta.[3]

Insieme ad Antonio Asprea avanzò la sua ipotesi che l'Aquilonia sannita citata da Tito Livio sia da identificare con Lacedonia. Cercò di ricostruire anche il percorso del viaggio diplomatico di Orazio a Brindisi citato nelle sue Satire. È stato anche professore di letteratura latina all'università di Salerno.[4]

Dopo la morte, nel febbraio 2011, è stata dedicata alla sua memoria una sala espositiva del Museo civico archeologico di Bisaccia.[5] Inoltre il Gruppo Archeologico Salernitano ha indetto, per ricordare la sua figura, il premio "Nicola Fierro".[6]

Ricerchemodifica | modifica sorgente

Il viaggio di Orazio narrato nelle sue Satiremodifica | modifica sorgente

Nicola Fierro ha cercato di ricostruire il percorso del viaggio diplomatico di Orazio a Brindisi narrato nelle sue Satire.

Dopo accurate ricerche è giunto alla conclusione che la Trivici villa citata da Orazio come luogo di sosta non sia da identificare con l'odierna Trevico ma piuttosto con un sobborgo di Mirabella Eclano, tuttora oggi chiamato dagli abitanti Trevico. Infatti l'odierna Trevico si chiama così solo dal 1547, mentre prima si chiamava semplicemente Vico. Quindi Trevico non può essere la stessa Trevico menzionata da Orazio[7] . Inoltre Orazio dice che a Trevico cominciava a vendere i monti della Puglia e Mirabella Eclano si trova appunto tra i confini tra Campania e Puglia. Inoltre Orazio narra che dalla Trevici villa alla tappa successiva andarono spediti (rapimur), ciò rende improbabile che la Trevici villa sia l'odierna Trevico perché l'alta quota in cui si trova (1089 m) renderebbe impossibile un andamento spedito per un carro di trasporto a quattro ruote. Al contrario il tragitto Mirabella Eclano-Bisaccia percorre la Valle dell'Ofanto, quindi una zona pianeggiante.[8]

Nei versi successivi Orazio menziona un oppidulum quod versu dicere non est (un fortino che non è possibile citare nel verso). Fierro identifica questo fortino innominabile con Sub Romula. Alla fine delle ricerche ha ricostruito il suo viaggio.

Fierro ha escluso che Orazio abbia scelto di percorrere la via mulattiera per il tratto Benevento-Brindisi: infatti se avesse scelto questa via, all'epoca dissestata e lenta, non avrebbe mai usato nei versi il termine rapimur (voliamo via, veniamo rapiti) che indica che il viaggio fu veloce. Quindi dovrebbe aver scelto la via Appia antica, veloce e più pianeggiante.

Guerre sannitichemodifica | modifica sorgente

Fierro sostiene che il luogo dove si combatté la Battaglia di Aquilonia (terza guerra sannitica) sia l'odierna Lacedonia. A favore della tesi vi sono vari indizi.[9]

Altre ricerchemodifica | modifica sorgente

Già dagli anni 1970 si dedica all'archeologia, infatti insieme a Giancarlo Bailo Modesti, ha ritrovato una necropoli con centinaia di tombe di Fossakultur[10].

Operemodifica | modifica sorgente

  • La Via Appia da Benevento a Canosa nella Satira di Orazio, Rassegna storica irpina nn. 13-14, Graphic Way, Avellino, 1999[3]
  • Aquilonia in Hirpinis - Lacedonia in età sannitica e romana, Gruppi archeologici d'Italia.[3]
  • Gli Stati tribali irpini in epoca sannitica e romana, in “Rassegna Storica Irpina”, 1992.[3]
  • Le guerre sannitiche e gli Irpini, Roma, a cura del Circolo ‘La Torre 1992[3]
  • Il castello di Bisaccia, 'La Torre', 1995[3]
  • La transumanza, in "La Torre", 2003[3]
  • Marcina, Amina e Salerno nella Campania antica, supplemento alla rivista "Salternum", 1999.[3]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ L'omaggio di Bisaccia a Nicola Fierro, corriereirpinia.it. URL consultato il 04-02-2012.
  2. ^ Bisaccia- Prima edizione del Premio Fierro, irpinianews.it. URL consultato il 04-02-2012.
  3. ^ a b c d e f g h In ricordo del nostro Fondatore, Nicola Fierro su gruppoarcheologicosalernitano.org
  4. ^ Resti di villa rustica romana in località Migliano di Scampitella, calaggio.it. URL consultato il 04-02-2012.
  5. ^ Comunicato della Soprintendenza Archeologica di SA/AV/BN/CE in occasione dell'inaugurazione della "nuova sala espositiva nel Museo Civico Archeologico di Bisaccia, dedicata al compianto Ispettore Onorario Nicola Fierro, la cui instancabile attività ha permesso l’individuazione di importanti contesti archeologici del territorio di Bisaccia, oltre ad assicurare al patrimonio dello Stato materiali di grande valenza recuperati nei contesti stessi.". URL consultato il 5-2-2012.
  6. ^ Premio Nicola Fierro, gruppoarcheologicosalernitano.org. URL consultato il 04-02-2012.
  7. ^ Orazio 'satiro', liceosacromonte.it. URL consultato il 04-02-2012.
  8. ^ La vicina Trevico, villa di cui parla Orazio…, conilcarro.com. URL consultato il 04-02-2012.
  9. ^ La romanizzazione dell'Irpinia postbellica, corriereirpinia.it. URL consultato il 04-02-2011.
  10. ^ Omaggio all'archeologo Bailo, quel legame con l'Irpinia, corriereirpinia.it. URL consultato il 04-02-2011.







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