Oscar Schmidt

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Oscar Schmidt
Schmidtoscar.jpg
Oscar Schmidt nel 2006
Dati biografici
Nome Oscar Daniel Bezerra Schmidt
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 205 cm
Peso 110 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Ala
Ritirato 2003
Hall of Fame Naismith Hall of Fame (2013)
FIBA Hall of Fame (2010)
Carriera
Squadre di club
1974-1979 Palmeiras Palmeiras
1979-1982 Esporte Clube Sírio Sírio
1982 América RJ America RJ
1982-1990 Juvecaserta Juvecaserta 284 (9143)
1990-1993 Pall. Pavia Pall. Pavia 119 (4814)
1993-1995 Valladolid Valladolid 66 (1841)
1995-1997 Corinthians Paulista Corinthians Paulista
1997-1998 Col. Bandeirantes Col. Bandeirantes
1998-1999 Grêmio Barueri Grêmio Barueri
1999-2003 Flamengo Flamengo
Nazionale
1978-2002 Brasile Brasile 150+ (3763+)
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Bronzo Filippine 1978
 Campionati Americani
Oro Brasile 1984
Oro Uruguay 1988
Bronzo Messico 1989
Bronzo Stati Uniti 1992
Bronzo Argentina 1995
Flag of PASO.svg  Giochi Panamericani
Bronzo San Juan 1979
Oro Indianapolis 1987
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Oscar Daniel Bezerra Schmidt (Natal, 16 febbraio 1958) è un ex cestista brasiliano.

Dal 2013 fa parte del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame[1].

Alto 2,05 m per 110 kg, Oscar giocava nel ruolo di ala, guadagnandosi il soprannome di Mão Santa ("mano santa") per la sua precisione al tiro. Ha avuto una carriera agonistica lunghissima, durata 26 anni. Ha partecipato a cinque edizioni delle Olimpiadi, da Mosca 1980 a Atlanta 1996, recordman di presenze dei cestisti (assieme al portoricano Teo Cruz). Ai Giochi detiene diversi altri record, tra i quali: totale dei punti segnati (1093); punti segnati in un solo incontro (55 vs. Spagna a Seoul nel 1988); media punti più alta in una edizione: 42,2 ppg (Seoul 1988, 338 punti in otto incontri).

Detiene il record mondiale assoluto di punti segnati in carriera (49.737) [2].

È lo zio di Bruno Oscar Schmidt, giocatore di beach volley di alto livello[3].

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nel 2011 è stato sottoposto a un primo intervento al cervello per un tumore, si è ripreso, ma il 30 aprile 2013 ha dovuto subire un secondo intervento all'ospedale Albert Einstein di San Paolo e iniziare la chemioterapia[4].

Carrieramodifica | modifica sorgente

Nel 1984 fu scelto nel draft NBA dai New Jersey Nets al 6º giro con il n.15, ma non arrivò mai a giocare nella NBA.

Oscar nel 1985 durante un torneo amichevole

Ha militato per 11 stagioni nel campionato italiano, con Caserta dal 1982 al 1990 (dove fu portato dall'allora coach del club Bogdan Tanjević) e con la Pallacanestro Pavia dal 1990 al 1993. Nelle file del club campano vinse una Coppa Italia nel 1988 e disputò due finali scudetto (entrambe perse contro l'Olimpia Milano, nell'86 e nell'87) e una memorabile finale di Coppa delle Coppe contro il Real Madrid di Dražen Petrović nell'89, partita finita ai supplementari e nella quale non bastarono i suoi 44 punti (Petrović dall'altra parte ne segnò 62). I tifosi casertani lo soprannominarono "O rey" (il re) e quando andò via, la dirigenza dell'allora Juvecaserta basket, decise di ritirare il numero 18, la sua maglia da titolare, dalla squadra.

Detiene il secondo posto nella classifica assoluta di punti segnati nel campionato italiano, essendo stato scalzato dal primo posto dalla bandiera della Pallacanestro Cantù Antonello Riva, il quale ha però giocato quasi il doppio delle partite del brasiliano. Rimane comunque il giocatore straniero che ha segnato di più (13.957 punti, alla stratosferica media di 34,6 punti per gara, con ripetuti high oltre i 60 punti - la prima volta nel 1984[5]). È il giocatore (statistica sui cestisti con almeno 100 presenze nel campionato italiano) che più volte ha superato quota 50 punti segnati in una sola gara: 28 volte su 403 gare disputate (circa 7%), davanti ad altre due leggende come Dražen Dalipagić (15/241 pari al 6,2%) e Joe Bryant (14/247, circa il 5,7%).

La sua carriera agonistica si è chiusa il 26 maggio 2003. Per l'occasione, in Italia disputò due incontri di basket, uno organizzato appositamente per lui a Caserta l'8 dicembre 2003 insieme ai migliori giocatori italiani (Antonello Riva, Dino Meneghin, Sandro Dell'Agnello, Pierluigi Marzorati) e stranieri dei suoi tempi, e l'altro il giorno dopo in occasione dell'All Star Game italiano, nel quale vinse, come suo solito, la gara di tiri da 3 punti. Dopo il ritiro dalle gare si è dedicato all'attività manageriale nell'ambito della pallacanestro brasiliana. Si è fatto promotore della creazione di una lega indipendente dalla federazione brasiliana, la Nossa Liga de Basquetebol ("nostra lega di pallacanestro"), che intende gestire direttamente i campionati nazionali maschili e femminile, lasciando alla federazione la gestione delle nazionali.

In riconoscimento della sua sensazionale carriera, nel 2013 Schmidt è stato introdotto nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

EC Sírio: 1979
Caserta: 1988

Individualemodifica | modifica sorgente

1983-84, 1984-85, 1985-86, 1986-87, 1988-89, 1989-90, 1991-92

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ (EN) Naismith Memorial Basketball Hall of Fame Announces Class of 2013, hoophall.com. URL consultato il 9 aprile 2013.
  2. ^ (EN) FIBA Hall of Fame Announces Class of 2010. URL consultato il 9 marzo 2014.
  3. ^ Mario Salvini, Bruno Oscar Schmidt, il beach nel nome dello zio in La Gazzetta dello Sport, 20 febbraio 2010. URL consultato il 5 luglio 2013.
  4. ^ Oscar Schmidt, ex stella del basket operato di tumore al cervello in Il Mattino, 28 maggio 2013. URL consultato il 29 maggio 2013.
  5. ^ Almanacco illustrato del basket 1990. Panini, Modena, 1989, p. 26.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Controllo di autorità VIAF: 224133523








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