Palazzo del Laterano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Palazzo Lateranense)

Coordinate: 41°53′12.94″N 12°30′21.15″E / 41.886927°N 12.505875°E41.886927; 12.505875

Palazzo Pontificio del Laterano
Western facade Palazzo del Laterano 2006-09-07.jpg
Facciata occidentale del Palazzo del Laterano.
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Informazioni
Condizioni In uso
Realizzazione
Proprietario Santa Sede
 
La Basilica Laterana - Il Palazzo e l'entrata laterale della basilica
Palazzo del Laterano con l'obelisco. Costruito per Tutmosis III a Karnak, prima di essere posto qui si trovava al Circo Massimo
L'obelisco Lateranense oggi
Il "Nicchione" del Triclinio Leonino
Il mosaico del Triclinio Leonino
Targa che proclama l'extraterritorialità dall'Italia del Palazzo del Laterano

Il Palazzo del Laterano, costruito distruggendo il Patriarchio Costantiniano, è un antico palazzo la cui storia risale alla Roma imperiale e che è stato Sede Papale e residenza ufficiale dei Romani Pontefici per più di mille anni, fino a papa Benedetto XI (1303-1304). È adiacente alla basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma in quanto contiene la Santa Sede o Cathedra Romana. Il Palazzo del Laterano ospita ora il Museo Storico dello Stato Pontificio, gli uffici del Vicariato di Roma e l'Appartamento del Cardinale Vicario di Sua Santità per Roma e Distretto.

Il Palazzo del Laterano, insieme alla basilica ed altri edifici adiacenti, gode del diritto di extraterritorialità, essendo sotto la piena ed esclusiva giurisdizione della Santa Sede.

Costituisce parte di un complesso più ampio di cui fanno parte anche la Basilica, il Battistero, i resti del medioevale Palazzo Papale con la Scala Santa e con la Cappella Papale detta Sancta Sanctorum. Vicino al Palazzo, accanto alla Scala Santa, si trova il Triclinio Leonino e nella piazza antistante c'è l'Obelisco Lateranense, il più grande degli Obelischi di Roma.

Una pianta di Giuseppe Vasi, risalente alla metà del XVIII secolo, è visibile qui.

Dall'inizio del IV secolo, è stata ininterrottamente la residenza principale dei papi, come detto, per circa mille anni.

Il complesso fortificato del Laterano, creava una cittadella intorno al Palazzo Papale, includendovi anche la Cattedrale e il Battistero e partiva dalla Porta Asinaria e dalle Mura Aureliane terminando col Castrum dei Santi Quattro Coronati, dove i pontefici si rifugiavano in caso di pericolo.

Storiamodifica | modifica sorgente

Storia precristianamodifica | modifica sorgente

La zona prendeva il nome dai proprietari originali, la famiglia Romana dei Plauzi Laterani che vi possedevano un grande palazzo. Due famiglie romane usarono il cognome di Laterani: i Sestii ed i Plauzi. Lucio Sestio Laterano fu il primo plebeo a raggiungere la carica di console.

Un Plauzio Laterano, console designato, fu accusato verso il 66 di aver preso parte alla cospirazione di Pisone contro Nerone (Tac. Ann. XI 30, 36, XIII 11, XV 49, 60 ; Arrian, Epictet. Dissert, I 1). Le proprietà dei Laterani, con l'annesso palazzo, che Giovenale (Sat. X, 15) definì "egregias Lateranorum ædes", furono confiscate.

Nel 161 Marco Aurelio costruì un palazzo nella zona. Nel 226 Settimio Severo restituì una parte dei possedimenti ai Laterani. Il nome della famiglia rimase comunque alla zona.

Sviluppo sotto Costantino Imodifica | modifica sorgente

All'inizio del IV secolo, a ridosso delle Mura Aureliane si trovavano i quartieri delle truppe scelte di Massenzio, gli equites singulari. Costantino, dopo aver sconfitto Massenzio (312), ordinò di distruggere queste caserme, secondo il costume romano che voleva la damnatio memoriae dei traditori della patria.

Poiché l'area era all'interno della città - al contrario dell'area vaticana -, Costantino permise di costruirvi una basilica cristiana monumentale ed un battistero. La Basilica Laterana era l'unica delle tre grandi basiliche costantiniane situata dentro le mura della città. L'edificio originario non era lontano dal Palazzo imperiale (parti del quale sono ancora identificabili nella chiesa di Santa Croce in Gerusalemme).

Nella zona si trovava anche la villa di Fausta, seconda moglie di Costantino e sorella di Massenzio. Nel 313 Fausta concesse la Domus Faustae al vescovo di Roma, Milziade, perché vi tenesse un sinodo episcopale, convocato per combattere lo scisma donatista. Durante il sinodo il Donatismo fu condannato come eresia.[1]

La ricerca fino ad oggi non è riuscita a scoprire l'anno in cui la residenza del vescovo di Roma sia stata posta al Laterano. L'unica data certa è quella relativa alla consacrazione ufficiale di palazzo e basilica. Ciò avvenne nel 324 ad opera di papa Silvestro I, che dichiarò entrambi Domus Dei (casa di Dio).

In conseguenza del suo primato nel mondo come chiesa madre di tutte le chiese, sulla facciata dell'edificio sono incise le parole: Sacrosancta Lateranensis ecclesia omnium urbis et orbis ecclesiarum mater et caput" (Santissima Chiesa Lateranense, madre e capo di tutte le chiese nell'Urbe e nel Mondo).

Medio Evo e inizio dell'Evo modernomodifica | modifica sorgente

Il palazzo e la basilica furono dedicati altre due volte. Papa Sergio III li dedicò a san Giovanni Battista nel X secolo in onore del nuovo battistero. Nel XII secolo papa Lucio II dedicò il Palazzo Laterano e la basilica anche a san Giovanni Evangelista.

La chiesa divenne il più importante santuario in onore dei due santi che sono raramente venerati insieme (ma vedi anche la Cappella Peruzzi, nella chiesa di Santa Croce a Firenze). In seguito fu creato nel palazzo un monastero benedettino, per servire nella basilica.

Nel V secolo gli edifici nel Laterano furono più volte danneggiati gravemente dalle invasioni, nel 896 furono danneggiati da un terremoto e furono di nuovo riparati. L'897 qui ebbe luogo in cosiddetto Sinodo del cadavere, quando papa Stefano VI fece processare il cadavere del suo predecessore Formoso che fu condannato e gettato nel Tevere.

Nel X secolo papa Sergio III restaurò il palazzo dopo un disastroso incendio e successivamente fu notevolmente abbellito da papa Innocenzo III. Questo fu il periodo della maggiore magnificenza, quando Dante dice che il palazzo era superiore a tutti i successi umani. In quel tempo il centro della piazza davanti all'attuale palazzo, in cui ora si leva in piedi l'obelisco, era occupato dal palazzo e dalla torretta degli Annibaldeschi. Fra questo palazzo e la Basilica di San Giovanni c'era la statua equestre di Marco Aurelio, che allora si credeva che rappresentasse Costantino, che ora è al Campidoglio. Tutta la facciata del palazzo era occupata con l'"Aula Concilii", un corridoio magnifico con undici absidi, in cui furono tenuti vari Concili Laterani durante il medioevo. Le stanze private dei papi in questo palazzo erano situate fra questo "Triclinium" e le mura della città.

Tra il clero del Vaticano e quello del Laterano si sviluppò subito una concorrenza, in cui entrambe le parti affermavano di possedere la medesime reliquie oppure che la propria chiesa già dall'antichità avesse la priorità sull'altra. Il clero del Vaticano non esitò ad insultare quello del Laterano come Giudei infedeli. Tuttavia il posto principale per le devozioni era sempre il Vaticano, con la tomba di San Pietro; il Laterano non poteva offrire nulla di ugual valore e di conseguenza acquisì un incredibile numero di reliquie del Vecchio e del Nuovo Testamento come l'arca dell'alleanza, le Tavole delle Leggi, il sangue di Cristo ed un altare di Pietro.

Tutti i papi a partire da Milziade occuparono il palazzo e lo usarono come residenza. Ma nel 1309 il papa francese Clemente V, decise di trasferire la sede ufficiale del Papato ad Avignone, una proprietà che costituiva una enclave all'interno della Francia.

Finché i papi desiderarono presentarsi principalmente come vescovi romani e padroni della città, il complesso Laterano, costruito su un terreno imperiale, serviva loro come punto di controllo della città, ed anche, in misura minore, come sede per la loro consacrazione ed incoronazione. Con l'universalizzazione del papato tuttavia cominciarono a dare maggior importanza al Vaticano, anche se la concorrenza fra i due poli si risolse solo con il Giubileo del 1300 gradualmente a favore del Vaticano.

Tra le conseguenze della Cattività avignonese ci fu la perdita d'importanza del palazzo e della basilica, che cominciarono a declinare. Due incendi devastanti, nel 1307 e nel 1361, fecero danni irreparabili ed anche se ampie somme furono inviate da Avignone al Vescovo per la ricostruzione, il palazzo non raggiunse mai lo splendore precedente.

Quando i papi tornarono a Roma il palazzo e la basilica furono ritenuti inadeguati a causa delle pessime condizioni in cui si trovavano. Di conseguenza il papa mise la sua residenza in primo luogo a Santa Maria in Trastevere, poi alla basilica di Santa Maria Maggiore. Infine fu costruito un nuovo palazzo oltre il Tevere ed i papi del Vaticano fissarono la loro residenza al Vaticano nel 1377. Ciò fu reso necessario non solo per le condizioni strutturali del Palazzo Laterano, ma anche per il desiderio dei papi di enfatizzare più nettamente, con la vicinanza alla tomba di Pietro, la loro pretesa alla guida universale.

Nella piazza antistante il Palazzo si trovava nel Medioevo la statua equestre di Marco Aurelio, che si riteneva fosse un monumento di Costantino o di Teodorico. Il cosiddetto caballus Constantini era contemporaneamente un monumento del potere ed anche il posto per le esecuzioni; per questo papa Giovanni XIII fece appendere un prefetto urbano ribelle ai capelli della statua. La statua era solo una del ricco patrimonio, di cui fa parte anche la Lupa Capitolina, i cui originali si trovano ora ai Musei Capitolini. La statua di Marco Aurelio fu spostata per volere di papa Paolo III nella Piazza del Campidoglio.

Evo modernomodifica | modifica sorgente

Più tardi Sisto V fece distruggere ciò che era ancora rimasto dell'antico palazzo del Laterano e fece costruire al suo posto l'attuale edificio molto più piccolo, progettato da Domenico Fontana che si era ispirato all'architettura di Palazzo Farnese.

Dal 1586 il Palazzo del Laterano, ricostruito, venne usato nuovamente come residenza papale estiva. Fino al XIX secolo i papi venivano incoronati nella Basilica del Laterano.

Oggimodifica | modifica sorgente

La Piazza davanti al Palazzo ospita un obelisco di granito rosso alto più di 30m, forse il più grande esistente. L'obelisco fu realizzato all'epoca dei faraoni Tutmosis III e Tutmosis IV (XV secolo a.C.) e proveniente dal tempio di Ammone a Tebe (Karnak) in Egitto. Fu portato a Roma dall'imperatore Costanzo II nel 357 e collocato sulla spina del Circo Massimo, dove già si trovava l'obelisco Flaminio. Fu ritrovato rotto in tre pezzi nel 1587, insieme all'obelisco Flaminio, e fu eretto nel 1588 dall'architetto Domenico Fontana per volontà di papa Sisto V nella Piazza San Giovanni.

Un'abside decorata con mosaici ed aperta all'aria, situata accanto a San Salvatore della Scala Santa, conserva ancora la memoria di una delle più grandi sale del palazzo antico, "il Triclinium" di papa Leone III, che era la sala per i banchetti di stato. La struttura attuale non è antica, ma è possibile che alcune parti dei mosaici originali siano state conservate in un mosaico in tre parti: Nel centro Cristo affida agli Apostoli la loro missione, a sinistra consegna le chiavi a san Silvestro ed il Labaro a Costantino, mentre sulla destra san Pietro dà la stola a Leone III e le insegne a Carlo Magno.

Nel 1929 i Patti Lateranensi, stipulati nella sala dei papi (Conciliazione) dello stesso Palazzo, assicurarono la sovranità alla Città del Vaticano e, tra le altre cose, lo status extraterritoriale al Laterano, a diverse basiliche ed a Castel Gandolfo che, come pertinenze della Santa Sede, sono sottomessi alla sua giurisdizione. Nella citata zona- a regime particolare- del Laterano è ubicata anche la Pontificia Università Lateranense (PUL).

Il 28 luglio 1993 l'entrata laterale, le logge sovrastanti e parte della facciata del palazzo furono danneggiati gravemente da un attentato dinamitardo: esplose un'auto bomba. Anche se la statica della facciata fu danneggiata, fu possibile riparare i danni rapidamente. Questo attentato fu considerato come un avvertimento al Papa che poco prima in Sicilia aveva parlato duramente contro la Mafia. Per motivi di sicurezza, il luogo è ora sottoposto a limiti di circolazione e divieto di sosta e fermata.

Il palazzo lateranense, nella versione dell'epoca di papa Sisto V, è normalmente visitabile (ad orari fissi) in molte mattinate della settimana. Si possono così ammirare numerosi saloni affrescati in genere negli ultimissimi anni del Cinquecento e molti arazzi spesso della Manifattura dei Gobelins. Gli appartamenti sono la residenza ufficiale del pontefice con il titolo storico di vescovo di Roma. Dopo alcune modifiche apportate sotto il pontificato di Paolo VI, alcune sale sono riservate al Museo Storico Vaticano che ovviamente ha altre esposizioni anche all'interno dei musei vaticani. Per i turisti l'accesso è appena laterale a quella della Basilica. Da qui uno scalone con il soffitto affrescato porta ai saloni aperti al pubblico e nella prima sala del circuito è visibile un affresco dedicato all'incontro di Costantino il Grande e Papa Silvestro I. Gli altri affreschi sono dedicati spesso a personaggi della Bibbia, ad episodi del Cristianesimo, ad imperatori e papi.

Gli altri edificimodifica | modifica sorgente

Concili Lateranimodifica | modifica sorgente

Delle tante assisi sinodali svoltesi in Laterano nel corso nel Medioevo, cinque sono stati ritenuti come Concili Ecumenici dalla Chiesa cattolica:

Curiositàmodifica | modifica sorgente

  • Esiste un falso etimo della parola Laterana secondo un'antica leggenda medioevale: Nerone avrebbe minacciato la vita di alcuni medici se non lo avessero fatto rimanere gravido e poi partorire. I medici gli fecero bere una pozione con una rana microscopica. La rana crebbe e quando Nerone, che aveva dolori, costrinse i medici a farlo partorire, quelli lo fecero vomitare e la rana uscì fuori. Da cui il termine lata rana, cioè rana che è stata portata. La leggenda narra anche che Nerone assegnò alla rana una bambinaia e per compagni di scuola tutti i figli degli uomini più in vista della città. La rana, accompagnata della bambinaia, girava per Roma su un carro d'argento con ruote d'oro che era trainato da un cervo. Infine, la rana passando su un ponte, fece un salto e si tuffò nel Tevere.[2]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Non è comunque certo che questa abitazione privata sia poi andata a far parte del futuro palazzo pontificio.
  2. ^ Claudio Rendina, Sulle orme archeologiche di Nerone tra la Domus Aurea e S. Eustachio, articolo de La Repubblica, 25 luglio 2004

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Angeli Diego, Le chiese di Roma, Roma, 1903
  • Blasi Benedetto, Stradario Romano. Roma 1923
  • Julian Gardner (a cura di): Sancta Sanctorum. Milano, 1996
  • Mario Cempanari, Tito Amodei, La Scala Santa (Le Chiese di Roma Illustrate, n. 23), Roma, 1989;
    • Scala Santa et Sancta Sanctorum, Storia Arte Culto del Santuario, Roma 1999.
  • Carlo Pietrangeli (a cura di), Il palazzo apostolico Lateranense, Roma 1992
  • Armando Ravaglioli: Vedere e capire Roma, Roma, 1980
  • Philippe Lauer: Le palais de Latran. Étude historique et archaéologique, Paris 1911.
  • G. Rohault de Fleury: Le Latran au moyen-age. Paris 1877
  • Herbert Kessler/ Johanna Zacharias: Rome 1300. On the path of the pilgrim. New Haven/ London, 2000
  • Peter Paul Ausserer: Pilger-Führer oder Wegweiser nach Rom und durch die Heiligthümer der heiligen Stadt. Mainz 1873
  • Walter Buchowiecki: Handbuch der Kirchen Roms., Wien 1967-74
  • Bettina Burkert: Der Lateran Sixtus V. und sein Architekt Domenico Fontana. Tesi di laurea, Bonn 1989
  • Heinz-Joachim Fischer: Rom. Zweieinhalb Jahrtausende Geschichte, Kunst und Kultur der Ewigen Stadt. DuMont Buchverlag, Köln 2001
  • Hartmann Grisar: Die römische Kapelle Sancta Sanctorum und ihr Schatz. Meine Entdeckungen und Studien in der Palastkapelle der mittelalterlichen Päpste. Freiburg 1908
  • Anton Henze: Kunstführer Rom. Philipp Reclam GmbH, Stuttgart 1994
  • Buonaiuti Ernesto: Storia del Cristianesimo, Roma, 2ª ed.2003

Collegamentimodifica | modifica sorgente

Logo Metropolitane Italia.svg  È raggiungibile dalle stazioni: San Giovanni e Manzoni - Museo della Liberazione.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








Creative Commons License