Palazzo Rospigliosi

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Palazzo Rospigliosi

Palazzo Rospigliosi è un importante edificio che domina la città di Zagarolo.

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La sua origine si perde nel tempo. Si sa con certezza che nel 1151, epoca in cui i Colonna vendettero al Papa Eugenio III i diritti sulla Contea di Tuscolo (fu esclusa Zagarolo che della Contea faceva parte) esisteva già il primo nucleo del Palazzo attuale. Si conosce che il nucleo originario era un castello dei principi Colonna che fino al 1100 aveva funzioni esclusivamente militari. Esso fu al centro di contese fra i Colonna e il Papato e subì varie devastazioni. Nel 1439 subì gravissimi danni ad opera delle truppe di comando del noto condottiero Giovanni Vitelleschi.

Gli affreschi che decorano le meravigliose sale e i locali di rappresentanza sono opera di manieristi del tardo Cinquecento. Affreschi dello stesso ciclo decorano le pareti del piano nobile, tra i quali fregi con figure allegoriche. In uno si nota la battaglia di Lepanto, in altri scene di caccia. Questi sono attribuiti dai più alla mano di Antonio Tempesta e ai fratelli Zuccari. L'arredamento era sontuoso. Un meraviglioso quadro che era nel palazzo raffigurava Aquilino un magnifico cavallo da corsa dei Rospigliosi. Quadri e suppellettili di ingente valore erano conservati in ambienti di delicata fattura. Tuttora i soffitti presentano figure imponenti di donne sedute e putti rappresentanti allegorie e stemmi vari dei Colonna, Rospigliosi e Pallavicini. Sulle pareti si notano paesaggi della campagna locale, che indicano possedimenti dei Colonna e dei Rospigliosi tra i quali spicca la mole dell'attuale Palazzo. Questi quadri ariosi dì vita campestre danno all'ambiente un tono di freschezza ineguagliabile. Interessanti sono gli stucchi del tardo Settecento. In un cortiletto interno troviamo un ninfeo ricco dì decorazioni varie e conchiglie; ai lati presenta due cariatidi e si conclude con un timpano spezzato nel cui centro è sistemato uno stemma.

Nel 1622 i Colonna vendettero il Palazzo al Cardinale Ludovico Ludovisi. Tracce di questo fugace passaggio di proprietà si notano sui portali dell'atrio. Sopra di essi si leggono infatti le iscrizioni: L. Card. Ludovisius S.R.E. Viceeancellarius. I pittori Domenichino e Giovanbattista Viola vi eseguirono vari dipinti su tela per decorare le sue splendide sale. Ospitò, per benevolenza del duca Marzio Colonna, il pittore Michelangelo Marisi detto il Caravaggio, fuggito da Roma, ove aveva ucciso un amico in una rissa. Durante la sua permanenza in questo castello dipinse vari capolavori tra i quali La Maddalena e Idiscepoli di Emmaus.

Nel teatro all'interno del castello recitò più volte i suoi versi immortali Vittorio Alfieri. Nel 1591, data significativa per la storia della Chiesa vi si riunì un consiglio di teologi presieduto dai Padre Roberto Bellarmino, elevato in seguito all'onore degli altari, per la revisione della volgata della Bibbia. II principe fece completare vari lavori e fece inoltre eseguire ulteriori decorazioni con affreschi che rivelano chiaramente l'epoca settecentesca.

Subì notevoli danni in seguito agli eventi bellici degli anni '40-45. Il Palazzo infatti ospitò prima una fabbrica di paracadute poi un ospedale militare tedesco ed infine numerose famiglie, rimaste senza casa a seguito dei bombardamenti aerei subiti da Zagarolo nell'anno 1944.

Negli anni sessanta per interessamento della Principessa [Elvina Pallavicini, con l'assistenza della Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti e della Soprintendenza ai Monumenti del Lazio, furono iniziati i lavori di restauro per riportare il Palazzo all'antico splendore. Da alcuni anni il palazzo, diventato proprietà del Comune, è utilizzato come sede del Museo del Giocattolo, oltre che per convegni culturali, mostre, biblioteche e sedi amministrative.

Il Palazzo conserva prestigiosi affreschi testimonianza dei pittori manieristi che ci hanno lavorato nel tardo Cinquecento (XVI secolo). Paesaggi bucolici, scene di caccia, scene di battaglia sono raffigurate nel piano nobile del palazzo, tra le altre la battaglia di Lepanto. Sono opere di artisti olandesi, di Antonio Tempesta, degli Zuccari.

In questo palazzo Caravaggio fu attivo e vi creò vari capolavori come La Maddalena ed I Discepoli di Emmaus. Il poeta Vittorio Alfieri recitò più volte le sue opere all'interno del teatro del Castello. In questo palazzo trovo ispirazione W. Day che vi eseguì una serie di litografie[1].

Nel 1591 per ordine di papa Gregorio XIV vi si riunì, ospitata dal cardinale Marcantonio Colonna, una commissione composta dal card. Alano e da otto teologi, tra i quali il gesuita padre Roberto Bellarmino, per curare la revisione della Vulgata della Bibbia, che con i secoli aveva subito errori di trascrizione e tipografici. Papa Clemente VIII ne dispose la pubblicazione nel 1592. Un affresco all'interno del palazzo perpetua l'evento.

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  1. ^ Sito Ufficiale Comune di Zagarolo







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