Palazzo della Prefettura (L'Aquila)

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Palazzo della Prefettura
L'Aquila eathquake prefettura.jpg
Il palazzo dopo il terremoto del 2009.
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Località L'Aquila
Indirizzo piazza della Repubblica
Informazioni
Condizioni completamente crollato nel terremoto del 2009
Costruzione 1707 - XIX secolo
Stile neoclassico
Uso teatro (1820-1854)
sede di Prefettura e Archivio di Stato (1861-2009)
Realizzazione
Architetto Giovan Battista Contini
Proprietario Provincia dell'Aquila
 

Il Palazzo della Prefettura, noto anche come Palazzo del Governo, è un edificio storico dell'Aquila, parte del convento agostiniano della città. Il palazzo, fino al 2009 sede di Prefettura e Archivio di Stato, è stato completamente distrutto dal terremoto del 6 aprile, diventando uno dei simboli di quell'evento.

Storiamodifica | modifica sorgente

La sua realizzazione si inserisce nell'ambito della ricostruzione successiva al terremoto del 1703 che aveva praticamente distrutto il complesso fondato nel 1282 da Carlo D'Angiò e in cui si era stabilita la comunità agostiniana[1]. Nel 1707 giovan Battista Contini, allievo del Bernini, mette a punto il progetto di ricostruzione della chiesa disponendo la nuova pianta ellittica frontalmente alla Piazza San Marco. La chiesa venne completata nel 1727 mentre i lavori sul complesso conventuale cominciarono solamente all'inizio del XIX secolo, secondo il nuovo stile architettonico neoclassico in opposizione al barocco della chiesa adiacente, costituendo uno degli interventi di riqualificazione architettonica e urbanistica di questo periodo all'Aquila[2].

Il convento, che subì numerose modificazioni nel corso del secolo, divenne dapprima teatro con la costruzione della cosiddetta Sala Olimpica operativa tra il 1820 e il 1854, quindi sede stabile della Prefettura e, successivamente, dell'Archivio di Stato[3]. Nel 1942 ospitò il re Vittorio Emanuele III che vi declamò uno degli ultimi discorsi pubblici prima della fuga di Brindisi del 1943[4].

Il palazzo durante il summit dei G8.

Nel 2009, in seguito al terremoto del 6 aprile, il palazzo ha subito il crollo della copertura e dell'intero piano superiore nonché lesioni gravissime per quanto riguarda le strutture portanti e il portico d'ingresso: le immagini della facciata sventrata e della piazza ricoperta da macerie sono state prese a simbolo della tragedia.

Inserito nell'elenco dei 45 monumenti da salvare, il palazzo è stato poi visitato dai capi di stato ospiti del summit dei G8 tenutosi nel 2009 nel capoluogo abruzzese. Nel 2010 il presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, ha presentato un progetto di ricostruzione del complesso che in origine sembrava destinato a divenire sede del Museo della Memoria e della Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi[5]; successivamente è stato deciso di ospitare nei locali del palazzo la nuova sede della Provincia e, nel 2011, è stato presentato il nuovo progetto preliminare per un costo totale stimato di 50 milioni di euro[6].

Descrizionemodifica | modifica sorgente

Il palazzo è situato in Piazza della Repubblica[7], a poca distanza dalla Piazza del Duomo. Costruito all'inizio del XIX secolo venne dotato, su intuizione del tenente Gennaro Loiacono, di una struttura teatrale destinata a sostituire l'obsoleto Teatro San Salvatore. La cosiddetta Sala Olimpica era considerata l'unico esemplare aquilano di architettura autenticamente neoclassica presente in L'Aquila ed era strutturata su pianta romana con cavea semicircolare e due ordini di posti; il livello superiore (Galleria) poggiava su un sistema di 20 colonne doriche disposte su due file[2]. Il teatro, inaugurato il 30 maggio 1820, fu poi chiuso e distrutto nel 1854, probabilmente per la vicinanza con la chiesa di Sant'Agostino, ritenuta non idonea e poco rispettosa[2]. L'architettura della sala è ancora visibile nel modello in legno conservato presso l'Auditorium del Forte spagnolo.

L'edificio è strutturato una pianta trapezoidale, adiacente la chiesa di Sant'Agostino, con corte interna rettangolare ed è disposto su due livelli. La facciata, ruotata rispetto all'intero complesso, si presenta sobria con un elemento aggettante in corrispondenza del portico d'ingresso rivestito in pietra e caratterizzato da una piccola balconata sospesa su due paia di colonne doriche. All'interno, scandito ancora da colonne doriche, era una piccola collezione d'arte dell'amministrazione provinciale contenente anche due dipinti di Teofilo Patini, Bestie da soma (1881) e Pulsazioni e palpiti (1888), trasferiti dopo il crollo del 2009[3].

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Abruzzo Cultura, Chiesa di Sant'Agostino. URL consultato il 07-12-10.
  2. ^ a b c Clementi, Piroddi, op. cit., pag.145
  3. ^ a b Regione Abruzzo, Palazzo della Prefettura. URL consultato il 07-12-10.
  4. ^ Abruzzo Web, Storia del Palazzo della Prefettura. URL consultato il 07-12-10.
  5. ^ Abruzzo Web, Palazzo della Prefettura ospiterà il Museo della memoria. URL consultato il 07-12-10.
  6. ^ Aquila Tv, L'Aquila. Oltre 50 milioni di euro per la nuova sede della Provincia.. URL consultato il 07-11-12.
  7. ^ Anche nota come Piazza della Prefettura

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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