Paolisi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Paolisi
comune
Paolisi – Stemma
Paolisi – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Sindaco Carmine Montella (lista civica Solidarietà) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 41°02′00″N 14°35′00″E / 41.033333°N 14.583333°E41.033333; 14.583333 (Paolisi)Coordinate: 41°02′00″N 14°35′00″E / 41.033333°N 14.583333°E41.033333; 14.583333 (Paolisi)
Altitudine 270 m s.l.m.
Superficie 6,1[1] km²
Abitanti 1 983[2] (dicembre 2012)
Densità 325,08 ab./km²
Comuni confinanti Airola, Arpaia, Roccarainola (NA), Rotondi (AV)
Altre informazioni
Cod. postale 82011
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062048
Cod. catastale G318
Targa BN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti paolisani
Patrono sant'Andrea Apostolo
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Paolisi
Posizione del comune di Paolisi nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Paolisi nella provincia di Benevento
Sito istituzionale


Paolisi è un comune italiano di 1983 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Dista dal capoluogo di provincia circa 26 km. Confina sia con la provincia di Avellino (est-sud-est), sia con la Provincia di Napoli (sud-sud-ovest). Il paese si sviluppa in direzione Est-Ovest per circa 1,5 km, lungo il lato "manco" della Valle Caudina, ad una altitudine di 270 m s.l.m. e su una superficie di 607 ettari; è sovrastato dal Monte Paraturo (927 m), propaggine occidentale della catena del Partenio; la maggior parte del territorio agricolo deriva dai depositi alluvionali-lacustri del fiume Isclero, mentre la zona montana è costituita da complessi calcarei, talvolta fratturati, con copertura piroclastica di pomici, conseguenti all'attività del Somma-Vesuvio.

Economiamodifica | modifica sorgente

La fiorente economia di tipo agricolo-forestale (cereali e frutta a valle, pioppete lungo il corso dell'Isclero, boschi di castagno in montagna), e le numerose attività artigiane che hanno contraddistinto il paese per oltre mezzo secolo, nonché l'alto numero di professionisti, che un tempo costituivano peculiarità rara e patrimonio di "cervelli", oggi ha ceduto il passo ad una attività di tipo industriale, (manufatti in cemento, prodotti termoplastici, stabilimento di zincatura) che impattano notevolmente col territorio rurale, comportando un ulteriore abbandono delle attività agricole estensive a vantaggio di poco lusinghiere operazioni edilizie di tipo speculativo. L'attività terziario-commerciale, si concentra lungo il tratto della Strada statale 7 Via Appia.

Storiamodifica | modifica sorgente

Lo si trova menzionato per la prima volta nel secolo IX in forma di Paulisi[3] e precisamente nel testamento di Rateprando[4], il quale, in data 31 gennaio 800, dona i suoi possedimenti « in finibus Paulisi » al Monastero di San Vincenzo al Volturno.

"Chiana Stajie", area religiosa rupestre

La radice etimologica più convincente è quella che farebbe derivare il nome da "pau", contrazione altomedievale di " pagus" come per Paupisi e quindi con significato di " villaggio", tale toponimo appare anche in diverse località, soprattutto rurali, della Sardegna.

Altra ipotesi alquanto attendibile farebbe derivare il nome da " palus-paludis " ovvero "palude " in latino, e più propriamente dalla deformazione tardo-latina "padulis", come per Padula e Paduli, presente anche nei toponimi della Toscana occidentale (Padule di Fucecchio)[5], ad indicare la limacciosità del territorio della Valle Caudina che, ricordiamo, in epoca sannitica, risultava ancora non prosciugato dalla remota presenza di un bacino alluvionale. A supporto di questa tesi, nelle zone intorno a Fucecchio, tra Cappiano e Massa, troviamo anche il toponimo di "iscla"[6] ad indicare una zona rilevata di terreno posta in mezzo alle acque (limacciose o meno) che la circondano, ed il toponimo "faventia" ad indicare zona di produzione di vasellame e laterizio, dunque associato alla creta che si estrae lungo i corsi d'acqua. Entrambi i toponimi sono presenti sul territorio di Paolisi (fiume Isclero e mulino Faenza).

Seguì le sorti feudali di Arpaia, e fu posseduto dalle seguenti famiglie: Stendardo, Boffa, Leonessa, Guevara, Comite, Palagano, Carafa, Ceva, Grimaldi, Maddaloni, Caracciolo, e infine dalla R. Corte. Fu casale di Arpaia, nel circondario di Airola nella provincia di Principato Ultra (Avellino). Nel 1809 fu aggregato alla provincia di Terra di Lavoro fino al 1861, quindi passò alla provincia di Benevento.

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

  • Chiesa di Sant'Andrea (sec. XVII);
  • Chiesa di San Tommaso e Cappella del SS. Rosario (fine Seicento);

Nella zona « fòr'e ttùrre»:

  • Palazzo de' Mauro (cortile lastricato con splendido puteale in pietra lavorata -XVII sec.) e Cappella della Madonna delle Grazie (metà Settecento);
  • Palazzo Bove (di fronte alla Cupa Morti);
  • Palazzo Inglese (ora Papa) e Palazzetto Inglese (1622)

Nella zona detta « capo 'e vascio »:

  • Palazzo Bifani (perfetta architettura stereometrica, classico impianto tipologico a corte, fine XIX sec.);
  • Palazzo Petrella con facciata in tufo a vista (inizio sec. XX)
  • Palazzetto Romano (con bel balconcino tardo barocco e splendido arco in pietra finemente lavorato),
  • arco in pietra di eccezionale ampiezza del 1612;
  • Palazzo Tirone in stile pseudo-liberty (inizio XX sec.);
  • cortile Massaro e Palazzo Gallo (portali lavorati di ottima fattura e cornici in pietra, del 1741).

Nella zona « capo 'e 'copp'  »:

  • Palazzo Gallo (fine XIX sec.);
  • Palazzo Bifani (detto vecchio),
  • Palazzo Ianniello (splendido arco lavorato).
  • Palazzo Nardini della marchesa di Castel di Sangro (datato 1714),
  • Palazzo Bifanielli in cima ad una rampa carrabile, attraversato il portale del 1787 si entra nello splendido cortile lastricato, con pozzo in pietra, circondato dalla struttura edilizia originaria del '600);

Altri luoghi di interesse sono la Badia di S. Fortunato di epoca longobarda, sita in oppido Paulisorum ora in territorio di Arpaia, e la piana montana di S. Berardo, presso cui si trova la Fontana di S. Berardo e i ruderi di una costruzione di epoca tardo medievale che avvalora la tesi dell'insediamento di un eremitaggio.

Galleria fotograficamodifica | modifica sorgente

Panorama paolisi.jpg

Magnify-clip.png
Panorama di Paolisi e della valle Caudina dal monte Paraturo.

Personaggi illustrimodifica | modifica sorgente

  • Francesco Bove (1803-1884) (Paolisi 1803 - Napoli 17 novembre 1884) Fin dalla giovinezza, si batté contro le oppressioni politiche. Fu fervente attivista liberale in Valle Caudina. Aderì al programma mazziniano sostenuto in Montesarchio da Giuseppe M. de Ferrariis. Non sfuggi, perciò, al reazionismo borbonico e fu ripetutamente arrestato senza perdere mai i suoi ideali di libertà, che trovarono degno riconoscimento nel 1860, accogliendo Garibaldi trionfale che entrava in Napoli. Nel 1861 collaborò con Pasquale Stanislao Mancini e Raffaele Conforti, al riordinamento politico e civile delle province meridionali; fu commissario per l'attuazione del plebiscito e consigliere nei provvedimenti legislativi del periodo della luogotenenza. Venne eletto deputato al Parlamento italiano nel 1865 e fu riconfermato fino al 1876, occupò i banchi liberali al cui programma rimase tenacemente fedele, opponendosi alle vessazioni fiscali del nuovo governo nazionale.
  • Eugenio Bove (-1945), eroe di guerra. Alla caduta del governo fascista, 25 luglio 1943, e all'incalzare delle truppe anglo-americane, Paolisi era presidiato da un distaccamento tedesco; caso volle che nel mese di ottobre del 1943 fu rinvenuto un soldato tedesco ferito alla testa. Poiché era stata emanata la legge di rappresaglia, per quel "delitto" furono presi dieci uomini di Paolisi per essere fucilati, se non si fosse presentato il colpevole. Come potevano quei dieci innocenti svelare un nome se non sapevano chi era stato il colpevole? Tuttavia, per salvarsi fu fatto un nome: Fortunato Bove, colpevole solo di essere un povero demente. Il capitano tedesco trattenendo gli ostaggi davanti la Chiesa per l'esecuzione, con un drappello si recò a casa del Bove. Qui però trovarono il di lui fratello Eugenio, sano di mente e sposato con figli. Senza sentir ragioni e senza accertarsi della sua identità, fu freddato con un colpo di pistola alla nuca. La vita di un innocente aveva salvato altre dieci vite innocenti!
  • Arcangelo Bove ( 1927). Ciclista professionista, eccellente scalatore, era soprannominato "la stella del Sud"; Nato a Paolisi (BN) il 21 aprile 1927, è stato il miglior corridore campano degli anni '50. Soprannominato "la stella del Sud" ha corso, nella categoria maggiore, tra la fine del 1950 ed il 1958 con al suo attivo una quindicina di successi sia pure tutti in competizioni regionali (tra queste la Coppa Vesuviana del 1952). Come indipendente ha partecipato anche al Giro d'Italia. Attualmente risiede ad Airola a pochi km da Paolisi.
  • Raffaele Inglese (1902-1962). Fu a lungo Medico Condotto ed Uff.Sanitario di Paolisi. Consultato in tutta la Valle Caudina per la sua perizia professionale e la generosità nei rapporti con i pazienti. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche tra cui "Occhio Basedowiano: un nuovo segno"(1932). Dopo questa pubblicazione in molti trattati di medicina questo segno semeiotico viene riportato come "segno di Inglese". Notizie tratte da "Panorama Biografico degli Italiani di oggi" pag.812.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[7] abitanti censiti al 31 dicembre 2012

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Il comune fa parte della Comunità montana del Taburno e del Parco regionale del Partenio.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ 607
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente come pubblicato in G.U. n°294 18 dicembre 2012 .
  3. ^ (Meom.,29)
  4. ^ (Muratori,375)
  5. ^ da: "il Padule di Fucecchio: la lunga storia di un ambiente naturale" a cura di Adriano Prosperi, roma 1995
  6. ^ da: "il Padule di Fucecchio: la lunga storia di un ambiente naturale" -le risorse del Padule di Fucecchio nel basso medioevo- Alberto Malvolti, 1995
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente








Creative Commons License