Paolo Angioy

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Paolo Angioy (Alghero, 7 aprile 1890Roma, 2 settembre 1975) è stato un generale e dirigente del SIM italiano.

Paolo Angioy
7 aprile 1890 - 2 settembre 1975
Nato a Alghero
Morto a Roma
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regio Esercito
Grado Generale di corpo d'armata
Guerre Prima guerra mondiale
Guerra d'Etiopia
Guerra civile spagnola
Seconda guerra mondiale
Campagne Invasione italiana della Grecia
Comandante di 52º Reggimento fanteria "Alpi"
157º Reggimento "Liguria"
59ª Divisione fanteria "Cagliari"
Decorazioni tre Medaglie d'argento al valor militare
Ordine militare di Savoia

senza fonte

voci di militari presenti su Wikipedia

È stato insignito di tre Medaglie d'argento al valor militare e dell'Ordine militare di Savoia.

Carrieramodifica | modifica sorgente

Dopo la Scuola di Guerra (1919-1920) entra nel Servizio Informazioni Militare, diventandone vice caposervizio sotto il colonnello Mario Roatta. Durante il primo conflitto mondiale, è promosso maggiore nel 1916, ed è ferito riportando una grave mutilazione.
Capo ad interim dall'ottobre 1936 al giugno 1937.
Partecipa alla guerra d'Etiopia e a quella di Spagna con compiti informativi, guadagnando la quarta Medaglia d'Argento al Valore Militare. Lascia il Servizio nei giorni successivi all'assassinio dei fratelli Rosselli e viene sostituito dal colonnello Donato Tripiccione.
Dal 1937 al 1939 è comandante prima del 52º Reggimento fanteria "Alpi", poi del 157º Reggimento "Liguria", ed infine a disposizione dello Stato maggiore con incarichi speciali.
Promosso generale di brigata, dal 1941 all'8 settembre 1943 è comandante della 59ª Divisione fanteria "Cagliari" prima in Albania (fronte della Vojussa, dove ottiene le insegne di Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia) e poi in Grecia, in qualità di Comandante Superiore del Peloponneso.
Dopo l'armistizio resiste fino al 14 settembre, quando è catturato dalle truppe tedesche ed internato in Polonia presso l'Offlager 64/Z. Rifiuta di collaborare con la RSI.
Nel 1945 gli occupanti del campo vengono liberati, nel corso di un sanguinoso trasferimento, da truppe russe e avviati in un campo di libertà presso Charkov, in Ucraina, dal quale vengono rimpatriati a guerra conclusa. All'atto del rimpatrio apprende della condanna quale mandante dell'omicidio Rosselli.
A seguito di revisione del processo, viene prosciolto con formula piena nel 1949 e riammesso nella carriera militare, dove termina col grado di Generale di corpo d'armata.

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
«Fronte della Vojussa, Albania, 1941»
— 15 novembre 1941[1]
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— 20 settembre 1920[1]
Medaglia di argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di argento al valor militare
— Prima guerra mondiale, 1915-18
Medaglia di argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di argento al valor militare
— Prima Guerra Mondiale, 1915-18
Medaglia di argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di argento al valor militare
— Prima guerra mondiale, 1915-18
Medaglia di argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di argento al valor militare
— Guerra d'Etiopia, 1935-36

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.







Creative Commons License