Paolo Pietroni

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Paolo Pietroni (Parma, 1940) è un giornalista e scrittore italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Carriera giornalisticamodifica | modifica sorgente

Dopo aver iniziato la carriera come art director di periodici, è entrato negli anni settanta nel gruppo RCS dove è stato direttore del settimanale Amica (che ha rilanciato cambiandogli completamente formula) e ha inventato diverse testate come Salve, Insieme, il Corriere Medico e Max. Nel 1987 ha fondato Sette, settimanale illustrato del Corriere della Sera.

Entrato nel 1990 nel gruppo Condé Nast, è stato il primo direttore di Vanity Fair in Italia e per lo stesso editore ha fondato il mensile Mystere. In seguito è passato alla guida del mensile Class, edito da Class Editori.

Nel 1995 è stato chiamato a La Stampa per realizzare l'inserto Specchio.

Lo stile con cui Pietroni ha diretto i periodici è considerato molto innovativo dagli storici del giornalismo, in particolare per quanto riguarda le esperienze di Amica, Max e Sette.

Nel caso di Amica, Pietroni ha trasformato una vecchia testata femminile per casalinghe in un settimanale aggressivo, moderno e spregiudicato, con una grande attenzione prima al femminismo poi al conseguimento di obiettivi privati e di carriera delle donne italiane. Il mensile Max è nato invece come galleria di personaggi trasgressivi e assertivi che, nella proiezione del lettore, dovevano rappresentare l'esaltazione dell'individuo tipica di una certa cultura degli anni ottanta (di qui lo slogan Io esiste con cui Max è stato lanciato e pubblicizzato per anni). Infine, il supplemento Sette sotto la direzione di Pietroni ha rilanciato il giornalismo d'immagine, fondato sulla fotografia d'autore e sulla convinzione che un periodico illustrato nell'era televisiva potesse conquistare un suo pubblico solo proponendosi alla lettura «come un film», per usare le parole dello stesso Pietroni.

In generale, Pietroni ha sempre teorizzato la rilevanza della veste grafica dei periodici, utilizzando anche le innovazioni via via consentite dall'introduzione dei software informatici (come Photoshop) nei giornali. Nel periodo in cui ha diretto Amica e Max ha rappresentato anche una delle prime figure di direttore-manager, intrattenendo direttamente rapporti con gli inserzionisti e portando queste testate a un successo non solo in edicola, ma anche pubblicitario.

Non mancano tuttavia, tra le creazioni di Pietroni, anche i fallimenti. Tra questi, il suo Vanity Fair (che ha chiuso dopo meno di due anni) e il mensile Myster realizzato sempre per Condé Nast e anch'esso dalla breve vita.

Attività letterariamodifica | modifica sorgente

Come scrittore Pietroni è noto soprattutto per essere autore del romanzo Sotto il vestito niente, pubblicato con lo pseudonimo di Marco Parma: da questo libro nel 1985 è stato tratto l'omonimo film diretto da Carlo Vanzina. Per anni Pietroni ha negato di essere Marco Parma, probabilmente perché (come direttore di Amica) temeva possibili conseguenze negative nei rapporti con gli inserzionisti della moda italiana. Con lo stesso pseudonimo Pietroni ha poi scritto I segreti di una piccola città (1992) e Ciao Max. 100 storie sotto il cuscino (2000).

Curiositàmodifica | modifica sorgente

  • Per sua stessa ammissione, il suo primo scoop come giornalista lo realizzò quando, giovane inviato di una testata locale emiliana al Festival di Sanremo, inviò una lettera anonima a una famosa cantante per poi pubblicare in esclusiva mondiale le minacce da questa ricevute.
  • Nel tempo libero svolge tuttora l'attività di autore teatrale.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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