Parco nazionale della Majella

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Coordinate: 42°04′12″N 14°04′12″E / 42.07°N 14.07°E42.07; 14.07

Parco nazionale della Majella
Italien vicino Majella 03 (RaBoe).jpg
Tipo di area Parco nazionale
Codifica EUAP EUAP0013[1]
Class. internaz. IUCN category II
Stati Italia Italia
Regioni Abruzzo Abruzzo
Province Chieti Chieti
L'Aquila L'Aquila
Pescara Pescara
Comuni 39
Superficie a terra 62.838 ha
Provvedimenti istitutivi L. 394 del 6.12.1991 - DD.MM. 04.12.92 / 04.11.93 / 22.11.94 - D.P.R. 05.06.95
Gestore Ente parco nazionale della Majella
Presidente Gianfranco Giuliante
Sito istituzionale

Il Parco nazionale della Majella, istituito nel 1991, è uno dei tre parchi nazionali dell'Abruzzo compreso tra le province di L'Aquila, Pescara e Chieti.[1]

Generalitàmodifica | modifica sorgente

È uno dei 24 parchi nazionali italiani con la peculiarità di presentarsi compatto dal punto di vista territoriale. Infatti, la sua area si raccoglie attorno al grande massiccio calcareo della Majella e alle montagne del Morrone ad ovest e ai monti Pizi e Porrara ad est. La maggiore vetta compresa nell'area del parco è quella del monte Amaro (2.793 metri).

Nel parco sono state censite oltre 2.100 specie vegetali che rappresentano all'incirca un terzo di tutta la flora italiana; alcune specie sono state per la prima volta identificate dai botanici proprio in loco. Le specie animali sono invece oltre 150, tra cui posto di rilievo spetta al piviere tortolino.

All'interno del parco si trovano ben sette riserve naturali statali e alcuni beni d'interesse culturale, tra i più rilevanti d'Abruzzo.

Territoriomodifica | modifica sorgente

La Majella vista dal Blockhaus

Il territorio del parco è situato a cavallo del 42º parallelo. Si estende per una superficie di circa 62.838 ettari[1], su un terreno prevalentemente montagnoso.

La Majella propriamente detta, così come il contiguo massiccio del Morrone, è un imponente massiccio calcareo-dolomitico di età mesozoica e cenozoica. È caratterizzato da una serie di vasti pianori sommitali, dolcemente tondeggianti per effetto dell'azione millenaria dei ghiacciai che qui erano molto estesi durante le ere glaciali, tra cui emerge il vallone di Femmina Morta ad oltre 2500 m di altitudine.

I suoi versanti, soprattutto quelli orientale e nord-occidentale, sono solcati da lunghissimi ed aspri valloni:

Il fiume Orta, che raccoglie le acque di un vasto bacino, separa con un'ampia valle il massiccio della Majella dal Morrone. La valle è profondamente incisa nei territori dei comuni di Bolognano e San Valentino, formando un vero e proprio canyon.

Il massiccio del Morrone è costituito da una dorsale stretta ed allungata, compatta ed aspra al contempo, costituita da rocce calcaree e dolomitiche, che precipita nella piana di Sulmona tra balze rocciose scoscese. A sud, ai piedi del monte Pizzalto, i piani carsici noti come "altipiani Maggiori d'Abruzzo", detti anche "quarti" (Santa Chiara, Barone, Grande e Molino), posti a circa 1.250 m s.l.m., fanno da cerniera con l'area dei monti Pizzi-monte Secine, con boschi di faggi, acero di Lobel e diverse altre specie.

Comunità montane e comunimodifica | modifica sorgente

Comunità montane: Peligna, Alto Sangro e altopiano delle Cinquemiglia, Majella e Morrone, Majelletta, Aventino-Medio Sangro, Medio Sangro.

Province: L'Aquila, Chieti, Pescara.

Comuni: Civitella Messer Raimondo, Fara San Martino, Gamberale, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Lettopalena, Montenerodomo, Palena, Palombaro, Pennapiedimonte, Pizzoferrato, Pretoro, Rapino, Taranta Peligna, Ateleta, Campo di Giove, Cansano, Corfinio, Pacentro, Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Pratola Peligna, Rivisondoli, Rocca Pia, Roccacasale, Roccaraso, Sulmona, Abbateggio, Bolognano, Caramanico Terme, Lettomanoppello, Manoppello, Popoli, Roccamorice, Salle, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Sant'Eufemia a Maiella, Serramonacesca, Tocco da Casauria.

Riserve naturali statalimodifica | modifica sorgente

All'interno del Parco nazionale sono state incluse alcune riserve naturali statali e regionali[2]:

Accessimodifica | modifica sorgente

Le più comode località di accesso sono: la città di Sulmona (AQ) sul versante ovest, il paese di Pescocostanzo (AQ) sul versante sud, Guardiagrele (CH) sul versante est e Lettomanoppello (PE) sul versante nord.

Geologiamodifica | modifica sorgente

Da più di un secolo e mezzo, la geologia dell'area della Montagna della Majella è stata studiata da numerosi studiosi italiani ed esteri. Soprattutto per la ricostruzione delle sequenze sedimentarie carbonatiche, la Majella è conosciuta, per un motivo particolare: si tratta di una delle poche località dove un margine depositionale di una piattaforma carbonatica può essere osservata nella sua completezza in affioramento. L'area è stata recentemente soggetto di studio in un progetto scientifico internazionale di grande estensione, la TaskForceMajella.

Ambientemodifica | modifica sorgente

Floramodifica | modifica sorgente

Il 37% delle specie italiane è presente sul territorio del parco, tra le endemiche ricordiamo la soldanella del calcare ed il fiordaliso della Majella.

Faunamodifica | modifica sorgente

Gestionemodifica | modifica sorgente

Provvedimenti istitutivimodifica | modifica sorgente

L'iter per l'istituzione del parco era già iniziata nel 1991 quando la "Legge quadro sulle aree protette" ha indicato espressamente tra le aree da tutelare la Majella. L'istituzione effettiva è avvenuta nel giro di qualche anno, con il D.P.R. 5 giugno 1995.

Ente gestoremodifica | modifica sorgente

Ente parco nazionale della Majella con sede a Guardiagrele (CH), istituito con D.P.R. 5 giugno 1995. Presidente è, dal 12 ottobre 2012, Franco Iezzi[3].

Luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

Aree faunistichemodifica | modifica sorgente

Giardini botanicimodifica | modifica sorgente

Centri visita e museimodifica | modifica sorgente

Foresterie del parcomodifica | modifica sorgente

"Casa del Lupo" a Caramanico Terme (PE) e "Casa dell'Orso" a Palena (CH).

Stazioni sciistichemodifica | modifica sorgente

All'interno del parco sono comprese in tutto 5 stazioni sciistiche poste su differenti versanti della Majella, geograficamente non collegate tra loro: la più nota e frequentata è la stazione di Passolanciano-Maielletta sul versante chietino, le altre sono quelle di Passo San Leonardo, Pescocostanzo, Pizzoferrato e Gamberale e Campo di Giove in territorio aquilano. Il loro bacino d'utenza tipico è fondamentalmente il basso Abruzzo con le province di Chieti e Pescara e il basso aquilano.

Eremimodifica | modifica sorgente

Gli eremi situati all'interno dei confini del parco[7] sono:

Artigianatomodifica | modifica sorgente

Lavorazione dei metallimodifica | modifica sorgente

Della lavorazione dei metalli abbiamo tracce dal XV secolo con le scuole orafe di Guardiagrele, nata con Nicola da Guardiagrele, e di Sulmona. Tuttora si mantiene con le medesime tecniche di lavorazione a Guardiagrele, Sulmona e Pescocostanzo (ciondoli presentosa, orecchini a navicella e a sciacquaie, collane cannatora, anelli a curniola), affiancata da produzioni artigianali di gusto moderno.

A Pescocostanzo e Guardiagrele è inoltre presente la lavorazione del ferro battuto, del rame, martellato e sbalzato a mano, e dell'acciaio.

Ceramicamodifica | modifica sorgente

La produzione ceramica è stata favorita dall'abbondanza di argilla, acqua e folti boschi. L'attività sopravvive nel paese di Rapino (CH) dove operò Fedele Cappelletti (1847-1920), esponente della ceramica dello Storicismo. Attualmente la produzione riprende motivi decorativi tradizionali, quali il fioraccio, le roselline, il galletto, la decorazione a paese, quella a quartieri e quella ad uccelletti.

Merletti e tessutimodifica | modifica sorgente

In passato la tessitura veniva praticata dalle contadine nelle serate invernali secondo tecniche di lavorazione tramandate di madre in figlia. Con la lavorazione al telaio le donne realizzavano il proprio corredo e i tessuti per la famiglia. La produzione oggi prosegue nei lanifici di Fara San Martino, Taranta Peligna e Sulmona dove vengono (coperte abruzzesi).

Nella zona era presente anche la lavorazione del merletto ed in particolare nei merletti a tombolo, tuttora presente a Pescocostanzo (AQ).

Legnomodifica | modifica sorgente

Era tradizionale opera dei pastori l'intaglio, scultura e incisione del legno, con la creazione di oggetti da lavoro, per uso domestico e per la cura della persona.

Ad Ateleta e a Montenerodomo vengono ancora costruiti tipici mobili rustici come culle, madie, sedie e panche. A Pretoro gli artigiani continuano a creare col tornio e secondo le antiche tecniche mortai, matterelli, sedie, chitarre per la pasta, mestoli, e ad Abbateggio, Guardiagrele e Roccamorice si dedicano ancora alla produzione di mobili d'arte. La tradizione è testimoniata negli arredi di alcune chiese quali l'Annunziata e San Panfilo di Sulmona, la Collegiata di Pescocostanzo e la parrocchiale di Campo di Giove.

Pietramodifica | modifica sorgente

Gli scalpellini di Pescocostanzo, Manoppello, Lettomanoppello e Pennapiedimonte creavano elementi architettonici e mortai ed acquasantiere. Tuttora diversi laboratori lavorano la tenera pietra della Majella per realizzare caminetti, portali, capitelli, fontane, bassorilievi ed altri oggetti.

Gastronomia e prodotti tipicimodifica | modifica sorgente

La cucina e le produzioni alimentari tipiche sono caratterizzate dalla produzione di olio extravergine d'oliva e del vino. A Fara San Martino è presente una tradizionale produzione di pasta e altrove la produzione di salumi e formaggi. Sulmona è nota per la tradizionale produzione di confetti e dolciumi

Tradizionale è anche la produzione del farro, capace di resistere ai climi freddi, di legumi, tartufi e funghi.

Presenza immancabile nella cucina tradizionale è il peperoncino.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.
  2. ^ Abruzzo: il parco nazionale della Majella - ProntoItalia Itinerari
  3. ^ Iezzi nominato presidente del Parco della Majella Rete5.tv
  4. ^ [1].
  5. ^ Majambiente - Servizi Turistici, Didattica, Turismo Sostenibile nel Parco Nazionale della Majella
  6. ^ :[2]
  7. ^ WebGIS del Parco

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Ente Parco Nazionale della Majella - Carta turistica ufficiale.
  • AA.VV. - Piano del Parco, Schema direttore - Guardiagrele, febbraio 1999.
  • Guida al Parco nazionale della Majella - Carsa Edizioni '97.
  • AA.VV. - Il Parco Nazionale della Majella - Guida ai 38 paesi del parco - Multimedia Edizioni '00 - Collana ai parchi d'Abruzzo Direttore Editoriale Prof. Avv. Mauro D'Amico - Art Director Anna Mosca.
  • Mauro D'Amico - Campo di Giove - I 38 paesi del Parco Nazionale della Majella - Multimedia Edizioni '00.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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