Parco di Villa Finzi

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Parco di villa Finzi
Milano Villa Finzi albero.jpg
Un gingko biloba in veste autunnale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Indirizzo Milano zona 2
Informazioni generali
Tipo parco urbano
Superficie 51.3000 m <up>2
Inaugurazione 1934
Apertura orari
  • ott. dic. e gen. mar. 8-19
  • apr. giu. e sett. 7-21
  • lug. ago. 7-22
Ingressi via sant'Erlembardo

Il Parco di Villa Finzi è un parco di Milano, situato a Gorla, nella zona 2 della città.

Un muro di cinta e una strada lo dividono dal naviglio della Martesana e il suo ingresso è in via Sant'Erlembardo[1], una traversa a sinistra di viale Monza. È uno dei più antichi della città, costruito, con grande dovizia, per abbellire la villa. È ricco di alberi di alto fusto e al suo interno sono numerosi i servizi per i cittadini.

Cenni storicimodifica | modifica sorgente

Agli inizi dell'Ottocento, la villa, allora in piena campagna, era di proprietà del conte Batthyàny, ungherese, ufficiale degli ussari, che nel 1829 fece costruire il giardino. Questo era attraversato dall'Acualunga, un fontanile che sgorgava a Precotto e che al margine della proprietà sottopassava la Martesana; prima formava un laghetto, impreziosito da barca e da due tempietti neoclassici, uno dei quali, in superficie, il tempio dell'Innocenza e un secondo ipogeo il tempio della notte[2], in una grotta artificiale ora difficilmente praticabile, un padiglione per il caffè e le serre.

Nella seconda metà del secolo, la nuova proprietaria della villa, Fanny Finzi Ottolenghi, destinò il parco a scopi benefici, facendovi edificare una "casa-giardino per i bambini di Gorla", seguita, nei primi anni del XX secolo, da un "rifugio per ragazzi inabili", in collaborazione con l'Istituto ortopedico Gaetano Pini[3] che divenne in pochi anni la più grande struttura per il recupero motorio in Italia. Nel 1934, dopo che la struttura fu trasferita, l'intera proprietà fu acquisita dal comune che la destinò a parco pubblico.

Alberi e attrezzaturemodifica | modifica sorgente

Tra le numerose essenze, ricordiamo: Robinia, mirabolano, pioppo nero, tiglio selvatico, ailanto, carpino bianco, ciliegio, faggio, ippocastano, quercia rossa, noce nero, olmo, pioppo cipressino, numerosi gingko biloba e diverse varietà di acero. Da segnalare un ippocastano particolarmente maestoso e, per la sua rarità, un gelso da carta. All'interno dell'area, un centro sociale per anziani, un asilo nido, una scuola dell'infanzia e una elementare, oltre al Servizio veterinario della ASL di Milano. Due gli spazi gioco per i bambini.

Il fontanile Acqualuga, da tempo interrato, corre sotto la superficie del parco ed è stato oggetto di ispezioni sia delle guardie ecologiche sia del gruppo volontario speleologico[4] per possibili sversamenti di solventi. Gli speologi dello SCAM si sono anche interessati dell'esplorazione del tempietto ipogeo, giungendo alla conclusione che fu costruito su una preesistenteghiacciaia.

Notemodifica | modifica sorgente

Il vecchio centro per il recupero delle disfunzioni motorie
  1. ^ Tradizioni. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  2. ^ sotterranei. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  3. ^ istituto/presentazione. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  4. ^ milano_sotterranea. URL consultato il 22 febbraio 2011.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • AA. VV., Enciclopedia di Milano, Milano, Franco Maria Ricci Editore, 1997.
  • Liliana Casieri, Lina Lepera, Anna Sanchioni, Itinerari nel verde a Milano, Comune di Milano, settore ecologia, GAV, 1989.
  • Alma Lanzani Abbà, Pia Meda, Alberi a Milano, Milano, CLESAV, giugno 1985. ISBN 978-88-7064-118-9.
  • Ippolito Edmondo Ferrario, Gianluca Padoan, Milano sotterranea e misteriosa, Milano, Mursia.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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