Parma Football Club
| Parma FC Calcio |
||||
|---|---|---|---|---|
| Crociati, Gialloblù, Ducali, Parmensi | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
|
||||
| Colori sociali | ||||
| Inno | Il grido di battaglia I cadetti di Gigi Stok & Franco Dini |
|||
| Dati societari | ||||
| Città | Parma | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Serie A | |||
| Fondazione | 1913 | |||
| Rifondazione | 1968 | |||
| Rifondazione | 2004 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Ennio Tardini (27.906 posti) |
|||
| Sito web | www.fcparma.com | |||
| Palmarès | ||||
| Trofei nazionali | 3 Coppe Italia 1 Supercoppe italiane |
|||
| Trofei internazionali | 1 Coppe delle Coppe 2 Coppe UEFA/Europa League 1 Supercoppe UEFA |
|||
| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
Il Parma Football Club è la principale società calcistica della città di Parma e milita nel campionato italiano di Serie A, nella cui classifica perpetua, che tiene conto di tutte le squadre di calcio che hanno militato nella massima serie nazionale almeno una volta, si colloca al 15º posto. Dalla stagione 2011-2012 è uscito dal Ranking UEFA[1](dopo 5 anni senza gare europee) dopo essere stato classificato ininterrottamente dal 1992 al 2011 (e dopo aver raggiunto il 2º posto nel 1996 alle spalle dell'A.F.C. Ajax)[2].
Nel suo palmarès figurano 3 Coppe Italia, una Supercoppa italiana e quattro titoli internazionali: 1 Coppa delle Coppe, 2 Coppe UEFA e una Supercoppa europea. Dopo Milan, Juventus e Inter, il Parma è il quarto club italiano (e il 15° in Europa) nella Classifica Generale delle coppe calcistiche UEFA vinte.
Il Parma Football Club è anche uno dei membri dell'ECA – Associazione dei Club Europei[3], organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14[4], e composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.
Storia modifica
| Per approfondire, vedi Storia del Parma Football Club. |
Il Parma nasce in ossequio ad uno dei più grandi maestri della musica: Giuseppe Verdi. È infatti in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita del grande compositore parmense che il 27 luglio 1913 viene fondato il Verdi Foot Ball Club, che aderirà il 16 dicembre successivo al nuovo progetto Parma Foot Ball Club. Dopo vari campionati disputati nelle categorie regionali e dopo che, nel 1922, l'avvocato Ennio Tardini dà avvio alla costruzione dello stadio (poi a lui intitolato, dopo la sua precoce morte), nel 1924-1925 arriva la prima promozione nella massima serie nazionale. Permanenza che dura solo un anno, per poi proseguire nella categoria cadetta. Nel 1930 la società assume un carattere polisportivo e viene denominata Parma Associazione Sportiva. Da qui in poi la squadra gareggerà tra Serie B e Serie C. Fino a che nella stagione 1953-1954, grazie anche alle 15 reti del bomber cecoslovacco Július Korostelev e alla guida del suo connazionale compagno (e poi allenatore) Čestmír Vycpálek, ottiene la prima promozione (sul campo) in Serie B, dove rimane negli 11 anni successivi. Due giocatori importanti di questi anni sono stati il goleador Paolo Erba (che nella stagione 1956-1957 si laurea capocannoniere della serie cadetta con 16 reti) ed Ivo Cocconi, che in quegli anni colleziona 308 presenze con la maglia crociata. Nella stagione 1964-'65 il Parma retrocede in Serie C, e l'anno dopo in Serie D. Mentre gli spalti del Tardini sono deserti (come le casse societarie), il Parma A.S. viene messo in liquidazione[5] e un manipolo di imprenditori parmigiani lo acquista e lo rinomina in Parma Football Club. Novità che non sortisce effetti positivi: in una stagione da dimenticare, culminata nella sconfitta interna contro i cugini "provinciali" del S.Secondo, il Parma si salva solamente nelle ultime giornate[6], lasciato solo dai tifosi (e dai finanziatori). L'agonia del neonato Parma F.C. è presto conclusa: alla vigilia della stagione 1969-'70, la dirigenza rinuncia all'iscrizione, lasciando il testimone del calcio cittadino all'altra società di Parma (nel frattempo salita in Serie D e più attrezzata economicamente), la Parmense[7].
L'Associazione Calcio Parmense, nata l'anno prima (1968) dalla collaborazione tra l'imprenditore edile Ermes Foglia e Ermes Ghidini, dirigente del Gruppo Sportivo Salvarani di Baganzola (evoluzione della squadra del Circolo Golese[8]), che sfiorò per quattro volte la promozione in Serie D[9] (nel 1964-'65, 1965-'66, 1966-'67, 1967-'68), nel frattempo vince la Prima Categoria 1968-'69 e raggiunge il Parma in Serie D. Dopo il fallimento dello storico club si concretizza, così, la missione della Parmense promessa alla propria nascita, cioè quella di rilanciare il calcio a Parma in caso di decadenza, diventando di fatto la squadra rappresentativa della città in sostituzione della vecchia società. La Parmense iniziò la stagione 1969-'70 con il proprio nome[10]. Ma, dal 1° gennaio 1970, cambiò denominazione in Parma Associazione Calcio 1968[11], vestendo la livrea delle divise crociate e il simbolo, proseguendo la tradizione sportiva del vecchio club, caro ai tifosi Parmigiani[12].
Il ritorno in Serie C è immediato. Gli anni '70 del nuovo Parma sono caratterizzati da continui saliscendi dalla terza divisione alla cadetteria con due promozioni risolte agli spareggi entrambi giocati a Vicenza: nel 1972-'73 contro l'Udinese (2-0)[13], e nel 1978-'79 contro la Triestina (3-1, con doppietta di un giovane Carlo Ancelotti, che in quella stessa estate viene ceduto alla Roma)[14][15]. Anche negli anni '80 il Parma coglie due promozioni dalla Serie C: la prima nel 1983-'84[16] grazie alle reti di un attaccante ancora oggi molto amato (Massimo Barbuti) e la seconda (e ultima) nel 1985-'86[17] con alla guida il giovane allenatore Arrigo Sacchi voluto poi da Berlusconi al Milan due anni più tardi. Sono gli anni della presidenza dell'indimenticato Ernesto Ceresini che, dopo il nuovo contratto di sponsorizzazione con la Parmalat[18] sperimenta, senza troppo successo, la guida tecnica del giovane allenatore boemo Zdeněk Zeman, ma che poi si affida al più pratico Giampiero Vitali, per ricavarne due salvezze[19]. Ma è nel 1989 che Ceresini darà una svolta alla storia del Parma, chiamando in panchina il promettente tecnico Nevio Scala[20]. Suo malgrado, è stato l'ultimo dei suoi colpi di mercato: il presidente muore improvvisamente, a stagione in corso, dopo un brillante avvio della squadra[21]. Il contraccolpo dura qualche gara, ma la squadra rimonta e coglie nella partita più significativa (il derby contro la Reggiana, il 27 maggio 1990, vinto per 2-0) quel quarto posto, utile per la prima promozione in Serie A della sua storia, con una giornata di anticipo[22].
Dopo la promozione in serie A, la società diviene proprietà della multinazionale di Collecchio, la Parmalat di Calisto Tanzi[23]. Alla presidenza della squadra viene chiamato Giorgio Pedraneschi.
Da neopromosso, il Parma esordisce in Serie A con un ottimo sesto posto finale che gli consentirà di esordire in Europa nella Coppa U.E.F.A.. La stagione successiva conquista il primo trofeo nazionale della sua storia: la Coppa Italia: il 14 maggio 1992 batte in finale la Juventus per 2-0, (Melli e Osio), dopo aver perso all'andata per 1-0. L'anno dopo il Parma conquista il primo trofeo europeo: la Coppa delle Coppe, vincendo in finale per 3-1 contro l'Anversa a Wembley (reti di Minotti, Melli e Cuoghi). Gli acquisti di Faustino Asprilla prima e di Gianfranco Zola poi, confermano la voglia di vincere del club e della proprietà. Il Parma conquista nel febbraio del 1994 la sua prima Supercoppa europea, battendo a San Siro il Milan 2-0, con gol vittoria nei tempi supplementari di Massimo Crippa, dopo aver perso all'andata 1-0 in casa. Fallisce però il bis in Coppa delle Coppe perdendo in finale 1-0 contro gli inglesi dell'Arsenal. La stagione 1994-95 è caratterizzata dalla sfida infinita con la Juventus su tre fronti: in campionato e in Coppa Italia, appannaggio dei torinesi, e in Coppa UEFA vinta invece dal Parma nella doppia finale con Dino Baggio marcatore in entrambe le gare. Nella stagione 1995-'96 arriva il Pallone d'oro 1994, Hristo Stoičkov, che però delude. Al termine di una stagione sotto tono, si chiude il ciclo di Nevio Scala, e di Giorgio Pedraneschi, sostituito poi da Stefano Tanzi, figlio di Calisto.
Con l'allenatore (ed ex giocatore gialloblù) Carlo Ancelotti, arrivano il giovane argentino Hernán Crespo ed Enrico Chiesa. In Campionato il Parma chiude secondo dietro la Juventus con la prima qualificazione per la Coppa dei Campioni (Champions League) 1997-1998, in una stagione in cui si affermeranno le qualità difensive del francese Lilian Thuram e dei giovani Fabio Cannavaro e Gianluigi Buffon. Nel 1998 con l'arrivo di Alberto Malesani in panchina, il Parma si aggiudicherà la Coppa UEFA battendo l'Olympique Marsiglia per 3-0 (reti di Crespo, Chiesa e Vanoli), e la Coppa Italia superando la Fiorentina dopo un 1-1 interno (gol di Crespo) ed un 2-2 a Firenze (ancora di Crespo e Vanoli le marcature). La stagione 1999-'00 si apre con la vittoria in Supercoppa Italiana, 2-1 contro il Milan a San Siro, rete allo scadere di Alain Boghossian.
Le due stagioni successive sono caratterizzate da un'alternanza continua di allenatori: da Malesani per Arrigo Sacchi, da Renzo Ulivieri, a Daniel Passarella e infine al "traghettatore" Pietro Carmignani. Con lui il Parma vince la sua terza Coppa Italia, superando la Juventus grazie alle reti di Hidetoshi Nakata a Torino (sconfitta 1-2) e del brasiliano Junior a Parma (vittoria 1-0). L'anno dopo sulla panchina arriva Cesare Prandelli, coadiuvato da Arrigo Sacchi, insieme ad Adriano e Mutu. Il Parma raccoglie, nonostante un organico ridimensionato e più giovane, un buon quinto posto. La stagione successiva, l'improvvisa grave crisi della Parmalat, travolta dal Crack finanziario, per il quale viene arrestato il patron Calisto Tanzi, segna la stagione del Parma. Il 25 giugno 2004, per evitare la ripartenza dal calcio dilettantistico, nasce il Parma Football Club, che assume e mantiene vivi tutti i diritti del Parma A.C., nonostante il fallimento della Parmalat da cui è svincolato[24]. La nuova società, a cui sono stati trasferiti anche i debiti del Parma A.C., temporaneamente proprietaria del nuovo club, viene posta in amministrazione straordinaria da parte di Enrico Bondi e della Parmalat ed usufruisce della "Legge Marzano", in attesa di un compratore. Il nuovo tecnico Silvio Baldini viene esonerato e la squadra è di nuovo affidata al "traghettatore" Pietro Carmignani che la condurrà alla salvezza nel doppio spareggio contro il Bologna (0-1 e 2-0, reti di Cardone e Gilardino). La ricerca di un acquirente, prima Gaetano Valenza (imprenditore svizzero di origini partenopee), e poi Lorenzo Sanz (ex presidente del Real Madrid) va a vuoto. Nel frattempo la guida di Mario Beretta (grazie anche ai verdetti di "Calciopoli") porta il Parma alla qualificazione in Coppa UEFA tornando di nuovo in Europa dopo una stagione di assenza.
Nel 2007 arriva sulla panchina Stefano Pioli, ma soprattutto una notizia determinante: il 25 gennaio la società viene rilevata e gestita dalla "Eventi Sportivi S.r.l.", a capo della quale c'è il trentunenne industriale bresciano Tommaso Ghirardi[25]. Pioli viene esonerato per Claudio Ranieri che salverà il Parma, prima di passare alla Juventus. L'anno successivo è tribolato: l'allenatore Domenico Di Carlo viene sostituito malamente dall'argentino ed ex allenatore dell'Inter, Héctor Cúper, che lascia il posto all'allenatore della "Primavera" Andrea Manzo. Il Parma perde contro l'Inter (2-0), che vince lo scudetto e, contemporaneamente, condanna la squadra alla prima retrocessione in Serie B della sua storia.
In Serie B dopo un negativo avvio con la guida di Gigi Cagni, arriva Francesco Guidolin, che con gioco e risultati, dopo un solo anno, riporta la società nella Serie A 2009-2010, stagione che il Parma finirà all'ottavo posto. Il Direttore Generale Leonardi affida la squadra, per la stagione successiva, prima a Pasquale Marino e, visti gli scarsi risultati, a Franco Colomba che porterà il Parma alla salvezza.
Lo stesso Colomba inizia la stagione 2011-2012 sulla panchina degli emiliani e vi resta fino al 10 gennaio 2012; paga la pesante sconfitta a Milano contro l'Inter per 5-0 e viene sostituito da Roberto Donadoni. Nella stagione 2011-2012, grazie alla vittoria per 2-0 sull'Udinese del 20 novembre 2011, il Parma supera quota 1.000 punti nella classifica perpetua della Serie A con la formula del girone unico[26]. Nell'ultima giornata della stagione 2011-2012, grazie alla vittoria per 1-0 sul Bologna del 13 maggio 2012, il Parma vince la sua settima partita consecutiva, stabilendo un nuovo record.
Cronistoria modifica
| Cronistoria del Parma Football Club | |
|---|---|
|
|
Colori e simboli modifica
Loghi e stemmi modifica
Di loghi ufficiali da apporre sulle divise, fino agli anni '40 il Parma non ne fece uso in quanto, per i dirigenti della squadra, la maglia crociata stessa, era già un simbolo (infatti il piccolo stemma crociato appariva sulle maglie da trasferta o su quelle dei portieri, quando sprovviste di croce). Nell'immediato dopoguerra e ancor maggiormente dopo l'abbandono temporaneo della croce negli anni '50, faceva la sua comparsa uno stemma molto simile all'attuale (croce bianco-nera sulla sinistra e striscie gialloblù sulla destra). Poi abbandonato nuovamente al ritorno delle maglie crociate fino al fallimento del 1969.
La Parmense applicò, sulle nuove divise del '68, un logo a cerchi concentrici bianchi-gialloblu. Dopo il fallimento del Parma F.C., ci fu l'aggiunta di una piccola croce nera su fondo bianco. Emblematica quindi la volontà, da parte della nuova società, di prendere il testimone dal vecchio Parma. Questo, fino al 1° gennaio del '70 quando, unitamente alla maglia crociata, la Parmense (diventando Parma A.C.) adottò il logo attuale (con l'acronimo A.C. al posto dell'odierno F.C., a capo dello stemma) anche se, prima dell'83, raramente venne apposto sulla maglia. Rimase quello fino alla stagione 2000-'01 quando, per un'operazione di marketing della società, il logo venne stravolto: alla parte sinistra, una croce azzurra su fondo giallo-parma e, alla parte destra, un toro giallo-parma in campo azzurro, per ricordare il podestà di Parma del XIII secolo, Torello De Strada, autore delle citazioni "Aurea Parma" e "Hostis turbetur quia Parmam Virgo tuetur", motti latini della città Ducale. La novità non piacque ai tifosi e, già dalla stagione successiva, si tornò alla versione classica. Nel 2004, il logo cambiò aspetto solo nell'acronimo (da A.C. a F.C., come già detto) per il cambio di denominazione sociale in Parma F.C. 1913 S.p.A.
In occasione del centenario del Parma Calcio, il progetto "Parma Brand" del Parma F.C. ha dato vita a un nuovo logo che richiama il classico stemma, coronato dalla cifra "100", per ricordare l'importante ricorrenza[27].
Evoluzione della divisa modifica
I primi colori ufficiali della squadra nata con il nome di Verdi Foot Ball Club nel 1913 erano quelli della città (il giallo e il blu) disposti sulla divisa, a scacchi. Dopo la "Grande guerra" si torna a giocare a calcio in città. I giocatori e dirigenti del Parma Foot Ball Club, Ugo Betti e Torquato Rossini, idearono una nuova divisa, unica e austera: la maglia bianca con croce nera sul petto. Le prime maglie da trasferta furono invece blu con croce gialla (a richiamare i colori cittadini). La maglia crociata (a volte gialla con croce blu) sarà quella che accompagnerà la storia del Parma fino al 1951, quando si decise di sostituirla dapprima con una divisa a strisce verticali gialloblù e poi con una divisa blu con inserti gialli (maniche o colletto). La "snaturazione" terminò nel '58 con il rispristino della maglia bianca e croce nera, indossata mestamente anche sui polverosi campi della Serie D, prima del fallimento e la radiazione dalla FIGC del 1969.
Le divise dal Verdi F.B.C. al 1969 modifica
La Parmense e le sue radici modifica
La Parmense del 1968 (che ne riceverà il testimone) adottava una maglia, a volte, a striscie verticali gialloblù, oppure blu con una "V" gialla sul petto. Spesso però era bianca con una banda gialloblù orizzontale. Fu un cambiamento radicale da quelli che erano i colori sociali delle società genitrici della Parmense: la Salvarani (rossonero, come il logo dell'azienda) o prima ancora il Golese (rossoblu, dai colori sociali del Circolo omonimo). Ancor più significativa per la Parmense fu l'acquisizione dal Parma ormai fallito (a suon di quattrini) del diritto di indossare la storica maglia crociata. Il nuovo Parma A.C. dal 1º gennaio del 1970 sostituì anche nei colori e nei simboli il vecchio Parma. La maglia crociata resistette fino al 1983, quando il marketing e la pubblicità, cominciarono a imporre le proprie leggi: lo sponsor di allora gradiva poco l'abbinamento con la croce. E così ci fu il cambiamento radicale. La maglia divenne bianca (con maniche gialloblù) e calzoncini e calzettoni gialli. Rimase quella per una decina d'anni. Fu la divisa della prima storica promozione in Serie A del 1990. Poco cambiò sulle divise del Grande Parma anni '90, fino al 1998, quando si adottarono le maglie a bande orizzontali gialloblù, in diverse versioni. Nel 2004 (dopo una fugace apparizione nel 2000 in un Parma-Lecce 4-1) la maglia crociata torna definitivamente sulle spalle del Parma, anche se in svariate tinte (dalla incomprensibile rossa con croce bianca, alla suggestiva nera con croce oro). Il 2012 vede il ritorno, sulla terza uniforme, delle bande orizzontali gialloblu.
Dal nuovo Parma A.C. 1968 a oggi modifica
Inni ufficiali modifica
Nelle partite interne del Parma Football Club, giocate all'Ennio Tardini, durante l'ingresso delle squadre in campo suona la marcia trionfale dell'Aida, capolavoro del compositore parmense Giuseppe Verdi, simbolo della città e del Parma Calcio, che nel 1913 nacque in suo nome (Verdi Foot Ball Club). Anche se l'inno ufficiale della squadra è "Il grido di battaglia" di Gigi Stok e i suoi Cadetti (brano poi ripreso in chiave moderna dalla "Antonio Benassi Band").
Stadio modifica
| Per approfondire, vedi Stadio Ennio Tardini. |
|
Evoluzione dello Stadio Tardini
|
Lo stadio Ennio Tardini è il più grande impianto sportivo di Parma. Il Parma Calcio si trasferì lì nel 1923, dopo aver disputato le prime partite nella cosiddetta "Piazza d'armi", ricavata dai lavori per il "Lungoparma a Sud". Nacque come "Stadio Comunale" ma venne intitolato postumo al costruttore ed ex Presidente del Parma Foot Ball Club Ennio Tardini, che non vide mai terminata la propria opera. Progettato dall'architetto Ettore Leoni (compreso l'arco trionfale d'ingresso ancora esistente, in stile "Liberty") è il terzo stadio più antico d'Italia dopo il Ferraris di Genova e l'Arena Garibaldi di Pisa.
Utilizzato fino agli anni '60 sia per il Rugby, che per le partite casalinghe del Parma Calcio, nel 1968 divenne anche il campo della Parmense (dopo che, come Golese e Salvarani giocava a Baganzola, dapprima nel campo dentro gli argini della Parma e, proprio per i continui allagamenti, dal 1965 al nuovo Campo Fratelli Mordacci).
Lo stadio, negli anni '70 e '80, subì continuamente delle modifiche: le curve, da legno a cemento, e i distinti, da scoperti a coperti. Dopo la promozione in Serie A del 1990, si era prospettata la progettazione di un nuovo stadio nei pressi di Baganzola. Alla fine si decise invece di modificare lo stadio esistente, dapprima con un incremento temporaneo della capienza con strutture elevate in tubi innocenti, e dal 1991 cambiando radicalmente forma (da quella ovale a quella rettangolare) e con una nuova e più capiente "Tribuna Centrale Petitot". Oggi lo stadio può contenere 27.906 spettatori, ma dopo l'incidente mortale occorso al diciannovenne vicentino Eugenio Bortolon precipitato dagli spalti, parte della Curva Sud è stata resa inagibile, riducendo la capienza a 22.885 spettatori.
Società modifica
Sponsor modifica
Sponsor ufficiali modifica
|
Il Parma Football Club e le Nazionali di calcio modifica
| Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Parma F.C.. |
Giocatori che hanno conseguito successi o piazzamenti a livello mondiale ed europeo durante il periodo di militanza nel Parma.
Mondiali modifica
Europei modifica
Copa America modifica
Coppa d'Africa modifica
Confederations Cup modifica
Allenatori e presidenti modifica
Il vecchio Parma (F.C.) fallisce, e continua la sola Parmense (che poi cambierà nome in Parma A.C.)
|
Il vecchio Parma (F.C.) fallisce, e continua la sola Parmense (che poi cambierà nome in Parma A.C.)
|
Giocatori modifica
| Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Parma F.C.. |
Palmarès modifica
Il Parma è una delle quattro squadre - le altre sono il Real Saragozza, il West Ham e il Bayer Leverkusen - capaci di aggiudicarsi almeno una delle tre coppe principali organizzate dalla UEFA (Coppa dei campioni/UEFA Champions League, Coppa UEFA/Europa League, Coppa delle Coppe UEFA) senza aver mai conquistato un titolo relativo al campionato nazionale. Relativamente alla Supercoppa UEFA, il primato stabilito dai ducali è assoluto.
Competizioni nazionali modifica
Coppa Italia: 3
- Serie C: 4
- 1953-1954 (Parma A.S.), 1972-1973, 1983-1984, 1985-1986
- Promozioni per piazzamento: 1942-1943 (Parma A.S.), 1978-1979
- Serie D: 1
- 1924-1925 (Parma F.B.C.)
Competizioni internazionali modifica
Coppa UEFA: 2
Competizioni non ufficiali modifica
- Trofeo Colombino: 1
- Trofeo Naranja: 2
Statistiche e record modifica
Partecipazione ai campionati modifica
Il Parma (nato dal Verdi F.B.C.) dal 1913 al 1969 modifica
Qui di seguito, la tabella delle partecipazioni ai campionati nazionali del vecchio Parma, dal 1913 al 1969, anno dello scioglimento per fallimento:
- Parma Foot Ball Club (1913 - 1930);
- Parma Associazione Sportiva (1930 - 1968);
- Parma Football Club (1968 - 1969).
In 45 stagioni sportive disputate, dall'esordio a livello nazionale nella Lega Nord il 12 novembre 1922, compresi 1 torneo di Prima Divisione (A) e 7 tornei di Seconda Divisione e Alta Italia (B). In precedenza il Parma afferiva al Comitato Regionale Emiliano in cui militò per tre anni.
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 1º | Prima Divisione | 1 | 1925-1926 | 1925-1926 | 1 |
| 2º | Seconda Divisione | 3 | 1922-1923 | 1924-1925 | 24 |
| Prima Divisione Nord | 3 | 1926-1927 | 1928-1929 | ||
| Serie B | 18 | 1929-1930 | 1964-1965 | ||
| 3º | Prima Divisione | 3 | 1932-1933 | 1934-1935 | 17 |
| Serie C | 14 | 1935-1936 | 1965-1966 | ||
| 4º | Serie D | 3 | 1966-1967 | 1968-1969 | 3 |
Il Parma (ex A.C. Parmense) dal 1968 al 2012 modifica
Qui di seguito, invece, la tabella delle partecipazioni del nuovo Parma dal 1968 ad oggi:
- Associazione Calcio Parmense (1968 - Dicembre 1969);
- Parma Associazione Calcio (Gennaio 1970 - 2004);
- Parma Football Club (2004 - oggi).
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 1º | Serie A | 22 | 1990-1991 | 2012-2013 | 22 |
| 2º | Serie B | 9 | 1973-1974 | 2008-2009 | 9 |
| 3º | Serie C | 6 | 1970-1971 | 1977-1978 | 12 |
| Serie C1 | 6 | 1978-1979 | 1985-1986 | ||
| 4º | Serie D | 1 | 1969-1970 | 1969-1970 | 1 |
| 5° | Prima Categoria | 1 | 1968-1969 | 1968-1969 | 1 |
In dettaglio dal 1990 alla scorsa stagione modifica
| Stagione | Camp. | Pos. | G | V | N | P | GF | GS | Pt. | Coppa Nazionale | Europa | Altre Competizioni | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1990-1991 | Serie A | 5º | 34 | 13 | 12 | 9 | 35 | 31 | 38 | 2º turno | - | |||
| 1991-1992 | Serie A | 6º | 34 | 11 | 16 | 7 | 32 | 28 | 38 | Campione | Coppa UEFA | Trentaduesimi di finale | ||
| 1992-1993 | Serie A | 3º | 34 | 16 | 9 | 9 | 47 | 34 | 41 | Quarti di finale | Coppa delle Coppe | Campione | Supercoppa Italiana | Finale |
| 1993-1994 | Serie A | 5º | 34 | 17 | 7 | 10 | 50 | 35 | 41 | Semifinale | Coppa delle Coppe | Finale | Supercoppa UEFA | Campione |
| 1994-1995 | Serie A | 2º | 34 | 18 | 9 | 7 | 51 | 31 | 63 | Finale | Coppa UEFA | Campione | ||
| 1995-1996 | Serie A | 5º | 34 | 16 | 10 | 8 | 44 | 31 | 58 | 2º turno | Coppa delle Coppe | Quarti di finale | Supercoppa Italiana | Finale |
| 1996-1997 | Serie A | 2º | 34 | 18 | 9 | 7 | 41 | 26 | 63 | 2º turno | Coppa UEFA | Trentaduesimi di finale | ||
| 1997-1998 | Serie A | 5º | 34 | 15 | 12 | 7 | 55 | 39 | 57 | Semifinale | Champions League | 1º turno | ||
| 1998-1999 | Serie A | 4º | 34 | 15 | 10 | 9 | 55 | 41 | 55 | Campione | Coppa UEFA | Campione | ||
| 1999-2000 | Serie A | 5º | 34 | 16 | 10 | 8 | 52 | 37 | 58 | Ottavi di finale | Champions League Coppa UEFA |
Preliminare Ottavi di finale |
Supercoppa Italiana | Campione |
| 2000-2001 | Serie A | 4º | 34 | 16 | 8 | 10 | 51 | 31 | 56 | Finale | Coppa UEFA | Ottavi di finale | ||
| 2001-2002 | Serie A | 10º | 34 | 12 | 8 | 14 | 43 | 47 | 44 | Campione | Champions League Coppa UEFA |
Preliminare Ottavi di finale |
||
| 2002-2003 | Serie A | 5º | 34 | 15 | 11 | 8 | 55 | 36 | 56 | 2º turno | Coppa UEFA | 2º turno | Supercoppa Italiana | Finale |
| 2003-2004 | Serie A | 5º | 34 | 16 | 10 | 8 | 57 | 46 | 58 | Quarti di finale | Coppa UEFA | 3º turno | ||
| 2004-2005 | Serie A | 17º | 38 | 10 | 12 | 16 | 48 | 65 | 42 | Ottavi di finale | Coppa UEFA | Semifinale | ||
| 2005-2006 | Serie A | 7º | 38 | 12 | 9 | 17 | 46 | 60 | 45 | Ottavi di finale | - | |||
| 2006-2007 | Serie A | 12º | 38 | 10 | 12 | 16 | 41 | 56 | 42 | Quarti di finale | Coppa UEFA | Sedicesimi di finale | ||
| 2007-2008 | Serie A | 19º | 38 | 7 | 13 | 18 | 42 | 62 | 34 | 3º turno | - | |||
| 2008-2009 | Serie B | 2º | 42 | 19 | 19 | 4 | 65 | 34 | 76 | 3º turno | - | |||
| 2009-2010 | Serie A | 8º | 38 | 14 | 10 | 14 | 46 | 51 | 52 | 3º turno | - | |||
| 2010-2011 | Serie A | 12º | 38 | 11 | 13 | 14 | 39 | 47 | 46 | Quarti di finale | - | |||
| 2011-2012 | Serie A | 8º | 38 | 15 | 11 | 12 | 54 | 53 | 56 | 4º turno | - | |||
| 2012-2013 | Serie A | 10º | 38 | 13 | 10 | 15 | 45 | 46 | 49 | Ottavi di finale | - | |||
Partecipazioni alle coppe europee modifica
| Competizioni UEFA | G | V | N | P | GF | GS | Miglior Risultato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 12 | 6 | 3 | 3 | 15 | 10 | Fase a gironi (UEFA Champions League 1997-1998) | |
| 24 | 14 | 4 | 6 | 23 | 10 | Campione (1992/93) | |
| 87 | 50 | 16 | 21 | 131 | 77 | Campione (1994/95) / (1998/99) | |
| 2 | 1 | 0 | 1 | 2 | 1 | Campione (Supercoppa UEFA 1993) | |
| Totale | 125 | 71 | 23 | 31 | 171 | 98 |
Statistiche di squadra modifica
Piazzamenti nel ranking UEFA modifica
Di seguito sono riportati i piazzamenti nel Ranking UEFA.
| Piazzamenti U.E.F.A. | |
|---|---|
Piazzamenti nelle coppe modifica
- 1 edizione di UEFA Champions League disputata più 2 preliminari persi
- 3 edizioni di Coppa delle Coppe disputate
- finalista 1993-1994
- 11 edizioni di Coppe UEFA disputate
Statistiche individuali modifica
Il giocatore del Parma che ha totalizzato più presenze in Serie A è Antonio Benarrivo: il terzino crociato infatti ha giocato tra il 1991 e il 2004 258 partite nel campionato maggiore. Il giocatore che ha realizzato più reti in campionato è invece Hernán Crespo, che tra il 1996-2000 e il 2010-2012 ha segnato 72 gol.
|
|
Di seguito le tabelle con marcatori e presenze in Campionato nel Parma Calcio dal 1920 a oggi (in tutte le categorie).
|
|
In grassetto, i giocatori ancora in attività.
Tifoseria modifica
La tifoseria del Parma è composta da varie associazioni: il Centro di Coordinamento dei Parma Club (che riunisce la maggior parte dei club) e l'Associazione Petitot. Il gruppo ultras locale è denominato Boys Parma ed è stato fondato nel 1977. Inoltre pur essendo una squadra di provincia vanta numerosi tifosi in tutta Italia.
Allo Stadio "Ennio Tardini" di Parma gli ultras e i sostenitori più caldi del tifo gialloblù occupano la curva Nord, che gli stessi tifosi dal 4 maggio 2008 hanno intitolato a Matteo Bagnaresi, ragazzo appartenente ai Boys Parma tragicamente deceduto il 30 marzo 2008 in un autogrill sull'autostrada A21 Piacenza-Torino, mentre si recava a Torino per assistere a Juventus-Parma.
I Boys Parma 1977 sono attualmente gemellati con gli Ultras Tito Cucchiaroni (Sampdoria), con i Rangers e con i Desperados (Empoli).
In passato ci sono state amicizie con gli ultras del Barletta, del Cesena, dell'Hellas Verona (Brigate e Inferno) e dello Spezia, nonché buoni rapporti poi sfociati in accese rivalità con il Modena ed il Piacenza.
Storico il campanilismo con i cugini della Reggiana e del Bologna, mentre, con il passare degli anni, si è sviluppata un'aspra rivalità con la Juventus e con altre tifoserie di squadre importanti come Genoa, Roma e Fiorentina.
Nonostante la differenza di categorie è rimasta una forte rivalità con le tifoserie di Carrarese e Cremonese.
Dal 2007 è stata ritirata la maglia numero 12, in omaggio al pubblico del Tardini come dodicesimo uomo in campo.
Organico 2012-2013 modifica
| Per approfondire, vedi Parma Football Club 2012-2013. |
Rosa modifica
Rosa aggiornata al 2 febbraio 2013.[28].
|
|
Staff tecnico modifica
|
Note modifica
- ^ Ranking U.E.F.A. Clubs 2011-'12. it.uefa.com
- ^ (EN) Ranking U.E.F.A. Clubs 1996. Bert Kassies
- ^ (EN) Membri ECA. European Club Association
- ^ . lastampa.it
- ^ Il 2 gennaio del '68 il Tribunale di Parma metteva in liquidazione il Club Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 73
- ^ Il Parma si salva a stento, superato di un punto dal San Secondo, dopo aver perso al Tardini coi "cugini" della Bassa. Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 73
- ^ Con due squadre teoricamente in Quarta Serie (serie D) diventa inevitabile trovare un accordo: la Parmense metteva mano al portafoglio acquistando per 20 milioni alcuni giocatori del Parma F.C. che si ritirava signorilmente. Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 73
- ^ "Dal Golese alla Parmense". arcigolese.com
- ^ [...] la Salvarani, reduce da due mancati assalti alla Serie D, lasciava il posto alla Parmense [...] Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 73
- ^ [...] ma c'era anche la Parmense, che aveva preso il posto della Salvarani e vinse la Prima Categoria. Potevano esserci due squadre di Parma nella Serie D '69-70. Ma il Parma fallì in estate, e solo la Parmense giocò quell'anno in quarta serie. Dapprima con la sua denominazione; poi dal 1º gennaio 1970, chiamandosi Parma e giocando con la maglia crociata. Cfr. Fabrizio Melegari, Calciatori del Parma - I Crociati nelle figurine Panini (Vol. I), Edizioni Panini 2007, pag. 6
- ^ Figurina che indica che il Parma è "A.C. 1968" (anno di fondazione della Parmense)
- ^ Riferimenti storici sul cambio di nome da Parmense a Parma
- ^ "Una splendida cavalcata verso la Serie B". storiadelparmacalcio.com
- ^ "Ritorno in Serie B: lo spareggio di Vicenza con la Triestina". storiadelparmacalcio.com
- ^ "Ancelotti alla Roma per 1700 milioni". storiadelparmacalcio.com
- ^ "Il Parma di Perani torna in Serie B". storiadelparmacalcio.com
- ^ "È il Parma di Arrigo Sacchi che torna in Serie B". storiadelparmacalcio.com
- ^ "La Parmalat nuovo sponsor". storiadelparmacalcio.com
- ^ "Da Sacchi a Vitali, passando per Zeman". storiadelparmacalcio.com
- ^ "Arriva Nevio Scala". storiadelparmacalcio.com
- ^ [...] una domenica mattina, in una stanza dell'ospedale dove era stato ricoverato per il peggioramento delle sue già precarie condizioni si spegne il presidente Ernesto Ceresini [...] Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 108
- ^ Con i gol di Osio e Melli il Parma si aggiudica il derby, mette quattro punti fra sé e la quinta, l'Ancona [...] Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 108
- ^ "Dai Ceresini a Tanzi". storiedicalcio.altervista.org
- ^ Nascita Parma F.C. 1913 S.p.A.. fcparma.com
- ^ , op. cit.
- ^ FootStats, Parma 1.002 punti nella sua storia in Serie A
- ^ "Presentato il nuovo logo". fcparma.com
- ^ Rosa. Fcparma.com. URL consultato in data 18 settembre 2012.
- ^ Acquistato nella sessione invernale del calciomercato
- ^ Organigramma. www.fcparma.com. URL consultato in data 14 gennaio 2011.
Bibliografia modifica
- Gian Franco Bellè – Giorgio Gandolfi: 90 anni del Parma Calcio 1913-2003, Azzali Editore S.n.c. - Parma.
- Fabrizio Melegari: Calciatori del Parma (I Crociati nelle figurine Panini), Edizioni Panini S.p.A.
Voci correlate modifica
Altri progetti modifica
Collegamenti esterni modifica
- Sito ufficiale
- Parma Football Club su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Parma Football Club")
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it










