Passione d'amore

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Passione d'amore
Passione d'amore.JPG
Fosca (Valeria D'Obici)
Titolo originale Passione d'amore
Paese di produzione Italia
Anno 1981
Durata 117 min
Colore colore
Audio
Genere drammatico
Regia Ettore Scola
Soggetto Iginio Ugo Tarchetti (romanzo)
Sceneggiatura Ettore Scola, Ruggero Maccari
Fotografia Claudio Ragona
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Fiorenzo Senese
Interpreti e personaggi

Passione d'amore è un film del 1981 diretto da Ettore Scola, tratto da Fosca, il più famoso romanzo dello scrittore Iginio Ugo Tarchetti, uscito a puntate sulla rivista «Il Pungolo» nel 1869 e raccolto in volume nello stesso anno. È uno dei più rappresentativi romanzi della Scapigliatura. Tarchetti morì prima di terminare il terzultimo capitolo, che fu completato dall’amico Salvatore Farina.

Fu presentato in concorso al 34º Festival di Cannes.[1]

Tramamodifica | modifica sorgente

A cinque anni di distanza, Giorgio, militare di carriera, decide di affidare alla carta le memorie di un periodo particolarmente doloroso della sua vita, caratterizzato dall’amore per due donne dai caratteri antitetici: Clara e Fosca.

I ricordi iniziano quando il giovane militare, in congedo per malattia, decide di abbandonare il suo odiato villaggio natio per recarsi a Milano, a far visita a un amico. Qui Giorgio incontra Clara, una giovane donna ricca di bellezza e virtù con la quale intrattiene una tenera relazione amorosa (Clara è però sposata con un impiegato di un’amministrazione governativa). L’idillio dura solo due mesi, quando Giorgio viene promosso capitano e destinato ad un nuovo incarico.

Di stanza in un piccolo villaggio, Giorgio è spesso ospite nella casa del colonnello, comandante della guarnigione. È proprio in questa casa che il giovane fa conoscenza con la cugina del colonnello, Fosca, descritta dal proprio medico come «la malattia personificata, l’isterismo fatto donna, un miracolo vivente del sistema nervoso». Fosca è una donna di rara bruttezza affetta da una grave malattia, ma allo stesso tempo dotata di un’acuta sensibilità e di una raffinata cultura: Giorgio presto ne inizia a subire l’oscuro fascino, tanto da non riuscire ad evitarla e da essere costretto ad instaurare con la donna un morboso legame sentimentale.

Da questa relazione Fosca sembra trarre nuovo vigore e quasi guarire dalla sua malattia, a scapito però di Giorgio, che si sente deperire e avvicinare alla morte. Con la complicità del medico, il giovane riesce a ottenere un trasferimento provvisorio a Milano, che in seguito dovrà diventare definitivo. Tuttavia, negli ultimi giorni di soggiorno in casa del colonnello succede l’irreparabile: Fosca, alla fine del romanzo, muore logorata dalla malattia in seguito ad una morbosa nottata trascorsa con l’amato, mentre Giorgio, sfidato a duello dal colonnello, è colto da un malore e si rende conto di essere vittima della stessa malattia della donna.

Riconoscimentimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ (EN) Official Selection 1981, festival-cannes.fr. URL consultato il 12 gennaio 2014.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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