Associazione Calcio Pavia

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Associazione Calcio Pavia
Calcio Football pictogram.svg
Paviastemma.png
Azzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali borders Azzurro
Inno I Nostri Eroi
La Chitarrata
Dati societari
Città Pavia-Stemma.png Pavia
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro Prima Divisione
Fondazione 1911
Scioglimento 1957
Rifondazione 1960
Presidente Italia Pierlorenzo Zanchi
Allenatore Italia Patrizio Bensi
Stadio Pietro Fortunati
(5.000 posti)
Sito web www.paviacalcio.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionato Prima Divisione
1 Campionato Seconda Divisione
1 Campionato Serie C
2 Campionati Serie C2
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L'Associazione Calcio Pavia, nota semplicemente come Pavia, è una società calcistica italiana con sede nella città di Pavia. È stata fondata nel 1957 sulle fondamenta del previgente club risalente al 1911.

Attualmente milita nel campionato di Prima Divisione e disputa le proprie gare interne allo Stadio Pietro Fortunati. Nel corso della sua storia la squadra pavese vanta sei partecipazioni al campionato nazionale di Serie B, l'ultima nella stagione 1954-1955, oltre alla vittoria di un campionato di Seconda Divisione, un campionato di Prima Divisione, un campionato di Serie C e due campionati di Serie C2.

Storiamodifica | modifica sorgente

Fondazione del clubmodifica | modifica sorgente

Nel 1907 il football sbarca a Pavia con la fondazione della Goliardica, squadra nata intorno alla locale università; l'iniziativa non fu particolarmente seguita e durò quattro anni; il 3 novembre 1911 nasce il primo vero sodalizio calcistico. Fautori dell'inizio della saga calcistica pavese sono Emilio Piatti, Achille Pecci e Giovanni Ferrari che danno vita al Pavia F.B.C. La prima partita di cui si ha notizia è una vittoria ai danni del Casteggio per 3-0 ma la storia appena intrapresa non sarà lucente come il debutto sul prato verde perché, per ragioni economiche, si provvede quasi subito alla fusione con la Società Ginnastica Pavese ed al conseguente cambio di nome in “Società Ginnastica Pavese - Sezione Calcio”, nel 1912.

La fusione dura una sola stagione: partiti alcuni giocatori per la leva obbligatoria nella primavera 1913, la società si sfalda e l'attività calcistica langue. Staccatasi dalla “Società Ginnastica Pavese” e costituito un nuovo direttivo con l'Ingegnere Cartasegna, l'Avvocato Ferrari ed il Ragionier Bianchi, la società ritorna alla vecchia denominazione Pavia F.B.C. iscrivendosi ai campionati lombardi F.I.G.C.[1]. Rimediato un campo di fortuna, non rispondente agli standard prescritti per l'iscrizione alla Promozione, si è costretti a partire dalla Terza Categoria e dopo una partenza col botto (4-0 all'Ausonia Pro Gorla) si perdono tutte le rimanenti partite comprese quelle a cui il Pavia è costretto a dare forfait a causa della partenza per la leva militare di alcuni dei migliori giocatori. Il 24 marzo 1914 sul campo di Piazza d'Armi, in amichevole, il Pavia viene sconfitto dalla seconda squadra dell'Internazionale per 4 reti a 3[2]. Terminato il 1º marzo il campionato, c'è già qualcuno pronto a rimediare alla brutta figura: Mario Calcagni dona alla società il terreno in località San Giuseppe che dopo appena 40 giorni vede sorgere lo Stadium. Viene inaugurato il 13 settembre 1914 con due gare amichevoli: in apertura si gioca Pavia-Enotria (1-2) e a seguire Internazionale-Genoa (2-2). L'avvenimento richiama la folla delle grandi occasioni.

La promozione in I Categoriamodifica | modifica sorgente

L'occasione d'oro del calcio pavese arriva al 1915: gli azzurri vengono ammessi al campionato di Promozione 1914-15 mercé l'ottimo impianto sportivo omologato e la garanzia di una notevole solidità finanziaria. La vittoria del torneo permette l'accesso alla I Categoria. Dopo aver superato il girone eliminatorio alle finali la vittoria è schiacciante: con la prima guerra mondiale alle porte ed alcuni giocatori già sul piede di partenza per il fronte il Pavia precede in classifica l'Ausonia Pro Gorla e sbarca nella massima divisione calcistica. Passeranno, però, 4 anni prima di vedere il rinnovato Pavia F.C. tornare a calcare i campi di gioco: purtroppo in tutto il mondo si sta giocando una partita ben più triste.

Dopoguerra (1919)modifica | modifica sorgente

Nel 1919, finalmente inizia l'avventura in I Categoria e, dopo due anni a buoni livelli, nel '22 arriva la retrocessione, seguita nel '24 dalla caduta in Terza Divisione Regionale e dal definitivo e mesto ritiro dall'attività agonistica. La fame di calcio è tanta e da umili origini 1919 spuntano i nero-verdi dell'Arduino F.C., decisi a tenere alto il nome di Pavia nel mondo del pallone. Partiti dal campionato provinciale U.L.I.C., di successo in successo e rilevato il titolo sportivo del defunto Pavia (nel 1927) cambiando nome in Arduino Pavia F.C., giungeranno fino alla 2.a Divisione. Accanto all'Arduino nasce anche la S.S. Vittoria (maglia rosso-verde) sempre militante in Terza Divisione ed infine ammessa alla Seconda Divisione quando ormai la fusione tra le due compagini cittadine era praticamente decisa: è il 1928 quando torna a chiamarsi Pavia F.B.C. Gli obiettivi sono ambiziosi e l'approdo in Serie B nel 1933 ne è la prova: il campionato cadetto si rivela troppo oneroso e nel 1935, per la seconda volta, addirittura nel pieno svolgimento del campionato, gli azzurri lasciano il mondo del calcio. A placare la sete di calcio giocato della città arriva, nel 1936-37, la Associazione Calcio Pavese "Luigi Belli" (maglia bianco-nera) che si stabilisce in Serie C fino al 1942 quando, a seguito della fusione con i cugini del Dop. Aziendale Vittorio Necchi (famosa ditta produttrice di macchine per cucire), con la nuova denominazione di A.C. Pavia si iscrive al campionato di Serie C 1942-43.

Dopoguerra (1945)modifica | modifica sorgente

Passando attraverso la seconda guerra mondiale ed il Torneo Benefico Lombardo del 1945, si ritorna in Serie C adottando le famose maglie granata. Arrivano gli anni del Cav. Fortunati e, nel 1953, anche la storica promozione in serie B. Due campionati vedono i granata nella serie cadetta prima del ritorno in serie C. Ma la retrocessione è nulla rispetto a quello che aspetta il Pavia: l'11 settembre 1957 la società si ritira dal campionato di Serie C per fallimento e viene sciolta, pertanto radiata dai ruoli federali FIGC per la terza volta.

Rinascitamodifica | modifica sorgente

Il calcio pavese ricomincia quindi a fine settembre 1957 con l'Unione Sportiva Pro Pavia che si affilia alla Lega Regionale Lombarda, fornendo le dovute garanzie per iscriversi al campionato Prima Divisione per la stagione 1957-1958.[3][4] Nel 1959 si aggiunge l'Associazione Sportiva Pavia, ridenominazione di un previgente club locale,[5] mentre l'US Pro Pavia ritocca la sua ragione sociale in Foot Ball Club Pavia. Le due squadre si ritrovano nella neoistituita Prima Categoria, e nel 1960 convengono di unire gli sforzi procedendo alla fusione che permette all'Associazione Calcio Pavia di disputare la Prima Categoria 1960-1961. Bisogna aspettare 6 anni per rivedere il Pavia in Serie D: gli azzurri superano sul filo di lana l'Asti ma la permanenza è molto breve, dato che l'annata successiva la società di via Alzaia si ritrova in Promozione dopo un campionato veramente deludente. Le difficoltà, anche a livello societario, dopo l'addio del Cav. Fortunati, non mancano ma, con l'arrivo al timone di Mario Migliorini si comincia ad intravedere uno spiraglio di luce.

Con il nuovo presidente ed il suo staff nel campionato 1976-1977 arriva la promozione in serie D seguita l'anno dopo dal salto in serie C che, proprio in quell'anno, si trasformerà in C2, l'attuale Seconda divisione della lega pro. Gli azzurri trovano una loro dimensione e si stabilizzano nella nuova categoria; nella stagione 1983-84, sotto la presidenza Riboni ed ai comandi del mister Villa, la squadra conquista la C1 precedendo il Piacenza dopo un duello durato tutto l'arco del campionato. La nuova categoria si dimostra particolarmente indigesta ai pavesi: il primo anno si conclude a metà classifica ma il secondo segna la retrocessione ed il ritorno in C2. Gli azzurri ci riprovano e centrano la rivincita al primo colpo: solo l'Ospitaletto di Gigi Maifredi sopravanza gli azzurri ma la seconda piazza significa ritorno immediato nelle terza serie nazionale. La stagione seguente è a dir poco travagliata ed il finale è da bufera: un gol di Ricky Massara alla Reggiana nell'ultima giornata di campionato sancisce la vittoria degli azzurri e la salvezza ma l'estate porta brutte notizie. Il presidente Achilli viene squalificato a vita dalla FIGC con l'accusa di aver corrotto un giocatore del Fano in occasione della vittoriosa trasferta degli azzurri sul campo dei granata. Alla squadra vengono comminati 5 punti di penalizzazione che ne sanciscono l'ennesima retrocessione. In C2, fuori gioco da ogni carica ufficiale Achilli, ricopre il ruolo di presidentessa la moglie Giusy: dopo un discreto 4º posto arriva ancora la promozione dopo il secondo posto alle spalle del Siena tra le cui riserve figura un giovanissimo Moreno Zocchi. L'ennesimo ritorno in C1 è entusiasmante: gli azzurri vivono un campionato da protagonisti e solo due sconfitte, rimediate nelle ultime due giornate di campionato da Venezia e Chievo impediscono al Pavia di approdare nella Coppa Italia insieme alle società di A e B.

La crisi degli Anni '90modifica | modifica sorgente

L'anno successivo è agli antipodi del precedente: la squadra è rivoluzionata, i pezzi migliori sono andati in A e B ed i nuovi non sono all'altezza. Il risultato è un penultimo posto che rispedisce il sodalizio di via Alzaia in C2. È l'inizio del declino. Dopo tre deludenti campionati vissuti a metà classifica (ma intrapresi con ben altre ambizioni) arriva la mazzata della retrocessione in D dopo ben 18 anni passati tra i professionisti. Arriva provvidenziale il ripescaggio ma dopo un inizio brillante e qualche giornata in testa alla classifica la squadra inizia un veloce declino. Si decide tutto ai play-out ed a sorridere è la Solbiatese che condanna gli azzurri ai dilettanti e, stavolta, senza il salvagente del ripescaggio. Nel frattempo ad Achilli, emigrato a Livorno con una massiccia dote di giocatori pavesi, è subentrato Walter Rampini che prende in mano una situazione societaria disastrosa. Tuttavia si pensa che il Pavia in C.N.D. sia solo di passaggio: niente di più sbagliato. In una drammatica ultima partita contro l'Atletico Sirio gli azzurri affondano: il gol di Facchetti non è sufficiente ed i sardi passano per 2-1. Incredibilmente è Eccellenza.

L'era Calistimodifica | modifica sorgente

Si riparte da zero ed il rischio di sparire per l'ennesima volta è quanto mai concreto: a salvare la situazione ci pensa la famiglia Calisti.

Secondino Calisti, chiamato anche Sig. Dino, con i figli Armando Calisti e Roberto Calisti, segnano una pagina amata della storia del Pavia, vengono ripianati i debiti ed il primo concreto segnale è la vittoria nel campionato di Eccellenza. Il compito di rifondare la squadra viene affidato a Marco Torresani, allenatore cremonese già vincitore a Fiorenzuola, Legnano e Montichiari, e al direttore sportivo Massimo Londrosi, pavese purosangue.

2000-2001: la promozione in Serie C2modifica | modifica sorgente

Il primo anno di serie D vede l'arrivo di Omar Nordi, che diventerà il miglior bomber di tutti i tempi della storia azzurra. Il secondo posto è il prologo alla stagione dell'anno seguente: gli azzurri, con il trio Rossini-Nordi-La Cagnina, dominano la stagione ed in soli tre anni ritornano tra i professionisti.

2002-2003: ritorno in Serie C1 dopo 11 annimodifica | modifica sorgente

L'obiettivo dichiarato è la C1: dopo aver sfiorato i play-off al primo tentativo, la squadra di Torresani vince ancora alla sua maniera: rimonta, sorpasso e distacco di 10 punti rifilato ai rivali del Novara. È C1, ma l'anno seguente non porterà le soddisfazioni sperate e si concluderà con un mesto ultimo posto che significherà restrocessione in C2. Gli azzurri vincono a sorpresa sul campo della favorita Reggiana, ma i diretti concorrenti dei pavesi, il Prato, riescono ad espugnare il Silvio Piola di Novara.

2004-2005: ad un passo dalla Serie Bmodifica | modifica sorgente

Fortunatamente, grazie all'oculata gestione finanziaria della dirigenza, la squadra viene ripescata in C1 e si rivela essere la sorpresa del campionato: si classifica al 3º posto, miglior risultato degli ultimi 50 anni. Ciliegina sulla torta, il bomber Ciullo si laurea capocannoniere) e si qualifica ai play-off. In semifinale vince meritatamente con il Grosseto (1-1 all'andata in Maremma con rete di Chiaretti e 2-0 al ritorno grazie a Zizzari e Fasano). In finale gli azzurri trovano l'ostacolo Mantova che si rivela insuperabile: gli uomini di Torresani rimediano due sconfitte, 1-3 tra le mura amiche (rete di Sciaccaluga) e 0-3 a Mantova.

2005-2006: sfide con il Genoa e disfatta di Monzamodifica | modifica sorgente

Il sogno Serie B svanisce ma il Pavia è pronto a riprovarci ed infatti l'anno successivo, nonostante una squadra profondamente rinnovata, gli uomini di Torresani riescono a centrare ancora una volta i play-off anche se il cammino sarà più breve del campionato passato. Avversario è il Monza di Sonzogni: all'andata della semifinale un gol di Veronese illude gli azzurri, ripresi però nel finale (1-1). Il ritorno è da dimenticare: dopo 8 minuti il Pavia è già sotto 2-0, risultato che non cambierà fino alla fine decretando la non promozione dei pavesi.

Da ricordare, durante il campionato, la doppia sfida contro il Genoa, retrocesso dalla Serie B per illecito sportivo; nella gara d'andata (2 ottobre 2005) al Ferraris i grifoni s'impongono per 1-0 mentre nella gara di ritorno al Fortunati (22 marzo 2006) il risultato rimane inchiodato sullo 0-0 con due legni per parte.

2006-2007: retrocessione in Serie C2modifica | modifica sorgente

Una squadra troppo giovane viene costruita dalla dirigenza che prova a rimediare nel mercato invernale con l'acquisto di due giocatori esperti, Maniero e Savino. Tutto inutile, la squadra tenuta in piedi dalle prodezze del bomber Marco Veronese ceduto al Venezia ha la peggior difesa del campionato e retrocede in C2 con una giornata d'anticipo a Pisa. A gennaio il Pavia per cambiare marcia aveva esonerato dopo nove anni di panchina Marco Torresani. Al posto dell'allenatore cremonese arrivò Massimo Morgia da Roma con il vice Madocci (allenatore della stagione 2007/2008, esonerato alla 7ª giornata), poi sostituito dal tecnico della Berretti Amedeo Mangone.

2007-2008: il Pavia rischia la Serie Dmodifica | modifica sorgente

Nonostante il buon lavoro svolto da tecnico e squadra, forte del nuovo acquisto Benito Carbone e di giovani e promettenti giocatori, il Pavia deve disputare i play-out contro la Caravaggese. A complicare le cose alla compagine di Mangone c'è una classifica decisamente anomala: dato che gli azzurri si classificano quartultimi pur con 42 punti guadagnati che in altri gironi avrebbero dato alla squadra la salvezza. Il Pavia supera l'avversario con uno 0-1 e uno 0-0 (gol di Emanuele Giaccherini) rimanendo tra i professionisti.

2008-2009: una salvezza nel segno di Benny Carbonemodifica | modifica sorgente

È proprio il capitano longobardo a dare la salvezza al Pavia con due magie contro la Sambonifacese all'ultima giornata(partita finita 2-1). La fortuna pare proprio non voler mai sorridere al Pavia in questi due anni di Seconda Divisione, dato che la squadra viene penalizzata di 6 punti per una svista della società che, nell'acquisto di Michele Menicozzo, centrocampista preso dall' Alghero, non si accorge che il giocatore, in stato di diffida, era stato ammonito durante l'ultima giornata del campionato precedente. Deve quindi saltare una partita per squalifica. La pena non viene però scontata, essendo Menicozzo sempre in campo o in panchina. I primi ad accorgersene sono i trentini del Mezzocorona che, in occasione della gara contro il Pavia della terza giornata di ritorno (finita 0-0 al Fortunati), fanno ricorso al giudice sportivo che annulla la partita infliggendo agli azzurri uno 0-3 a tavolino. Altri 5 punti di penalizzazione vengono poi aggiunti alla pena, secondo molti, esagerata del Pavia. Tornando al campionato, i longobardi guadagnano la salvezza all'ultima giornata con 40 punti: una salvezza già meritata sul campo, dati i 46 punti complessivi.

La presidenza Zanchimodifica | modifica sorgente

Al termine della stagione 2008-2009, il Pavia Calcio sperimenta un avvicendamento al vertice: il socio di minoranza della famiglia Calisti, Pierlorenzo Zanchi, commercialista milanese con la passione dell'automobilismo e del calcio, diviene azionista di maggioranza e presidente del club. La famiglia Calisti rimane come socio di minoranza con il 30% delle quote. La presidenza Zanchi si caratterizza sin dall'inizio per l'estrema oculatezza gestionale, che consente al club azzurro di superare una fase critica del calcio professionistico, in cui numerose piazze, anche più importanti di quella lombarda, sono costrette al fallimento[6].

2009-2010: playoff persi al primo turno e ripescaggiomodifica | modifica sorgente

Il Pavia parte bene in campionato, restando a ridosso della vetta nelle prime giornate e conquistandola in alcuni periodi. La squadra, basata sull'affidabile vecchia guardia e sull'innesto di alcuni promettenti giovani, mostra un gioco lucido e ben impostato che permette ai tre attaccanti di riferimento (Pavoletti, Ferretti e il capitano Carbone) di mettere a segno una grande quantità di goal. I Longobardi chiudono il campionato quinti in classifica a 57 punti con 49 goal segnati, record condiviso col Legnano che vince 5-1 l'ultima di campionato col Rodengo Saiano, potendo quindi disputare gli agognati playoff. Gli accoppiamenti decisi dai sorteggi danno agli Azzurri l'avversario forse più ostico: lo Spezia, secondo in classifica, battuto in campionato 2-0 al Fortunati. La partita di andata mostra un Pavia svogliato e in balia del gioco avversario nel primo tempo, ma molto più determinato e pericoloso nel secondo. A complicare le cose per la compagine di mister Mangone, l'espulsione del portiere Mandrelli per fallo in chiara occasione da rete. Il goal dello Spezia non tarda ad arrivare con Chianese. Da segnalare la grande quantità di tifosi bianconeri giunti a Pavia. Non vogliono essere da meno i tifosi azzurri, che credono nel ribaltone. Il Pavia, nella gara di ritorno, tiene il pallino del gioco per oltre un'ora, creando tanto per poi non capitalizzare, ma il crollo arriva nel modo peggiore: uno sfortunatissimo autogoal di Alessandro Fogacci, colonna della difesa, mette la parola fine ai sogni di gloria pavesi. Pavia-Spezia 0-1; Spezia-Pavia 1-0. Questa stagione ha avuto un buono svolgimento e un brutto finale, ma restituisce un Pavia tonico e maturo, che crede di più nelle proprie possibilità. Però, ad agosto, il Pavia viene ripescato per occupare posti lasciati vuoti da alcune società che militavano nella ex Serie C1 e che sono fallite, e riesce quindi a risalire in Prima Divisione dopo 3 anni. Nuove facce si presentano al Fortunati: freschi acquisti giovani e di prospettiva e mister Gianluca Andrissi che prende il posto di Amedeo Mangone, passato sulla panchina della Reggiana.

2010-2011: salvezza in Prima Divisionemodifica | modifica sorgente

Il Pavia viene inserito nel girone A della Lega Pro Prima Divisione 2010-2011. Il girone di andata è piuttosto deludente e, nonostante l'acquisto di alcuni ottimi giocatori nel mercato invernale (tra cui Umberto Eusepi, in prestito dal Varese, quarto in Serie B, che realizza ben 7 reti nella seconda metà di campionato), a marzo la squadra si ritrova in area playout, attorno al 14º posto. Dopo una sconfitta per 2-0 sul campo del Ravenna, il 15 marzo 2011 il mister Andrissi viene esonerato. Al suo posto subentra l'allenatore della Berretti ed ex capitano della squadra, Benny Carbone, alla sua prima esperienza sulla panchina di una prima squadra. Carbone esordisce con una vittoria interna contro i rivali provinciali del Pergocrema per 1-0 e ottiene anche alcuni altri risultati utili, che sembrano alzare le speranze, poi una sconfitta per 2-0 sul campo del Südtirol-Alto Adige condanna i pavesi ai playout ma improvvisamente tutto cambia: all'ultima giornata il Ravenna, piazzato al 13º posto, appena sopra la zona a rischio, riceve 7 punti di penalizzazione che, anche con la vittoria sul campo, lo fanno sprofondare al 14º posto; di conseguenza il Pavia (che ha vinto anch'esso rifilando un sonoro 2-0 casalingo alla Reggiana allenata dall'ex Mangone) sale di una posizione, salvandosi direttamente per poco e all'ultimo secondo, mentre i romagnoli disputeranno i playout in luogo dei pavesi.

2011-2012: una salvezza insperatamodifica | modifica sorgente

Il Pavia viene inserito nel girone A della Lega Pro Prima Divisione 2011-2012. Ancora prima dell'inizio del campionato, l'allenatore Benny Carbone lascia l'incarico per tentare l'avventura in Serie B, sulla panchina del Varese Calcio. In sua sostituzione viene chiamato Manuele Domenicali, che dota la squadra di un modulo molto offensivo. L'avvio in campionato è discreto: nelle prime 6 giornate il Pavia raccoglie 7 punti, compreso un pareggio fuori casa contro il Sorrento, una delle favorite per la promozione. Dopo la sconfitta nel turno infrasettimanale con la SPAL (4-0), la squadra si blocca e inanella una serie di prestazioni gravemente insufficienti, con due sconfitte interne contro avversari diretti per la salvezza (Viareggio e Lumezzane). Domenicali viene esonerato alla 9ª giornata, e il suo posto viene preso da Rosario Pergolizzi. Dopo un buon pareggio sul campo della forte Ternana, riprende una serie di risultati negativi con 5 sconfitte consecutive che costringono Pergolizzi alle dimissioni e relegano il Pavia agli ultimi posti in classifica. Il ruolo di allenatore viene assunto da Claudio Sangiorgio, già nel ruolo tecnico societario come allenatore in seconda. I risultati però non cambiano, e alla fine del girone di andata il Pavia è ultimo con 9 punti, il bottino più esiguo di tutto il calcio professionistico italiano. Dopo 1 pareggio e 4 sconfitte anche Sangiorgio viene esonerato; al suo posto viene chiamato Giorgio Roselli. La campagna di rafforzamento invernale porta alcuni calciatori di categoria, tra cui Alessandro Cesca, Giuseppe Statella e Enrico Pezzi, che daranno un contributo decisivo. Ma è tutta la squadra che trae giovamento dall'arrivo di mister Roselli: questi ricompatta una squadra sfiduciata, la dota di una grande solidità difensiva e di rapide ripartenze in contropiede. Dopo alcuni pareggi, proprio contro la SPAL (crocevia di una stagione) il Pavia torna alla vittoria (7^ di ritorno). Seguono le vittorie esterne a Viareggio, Lumezzane, Vercelli (in posticipo televisivo) e all'ultima giornata contro il Foggia, oltre alla vittoria casalinga con il Como e ad alcuni buoni pareggi (tra cui quello esterno ad Avellino). Alla fine della stagione regolare, il Pavia compie l'impresa di evitare l'ultimo posto (che rimane al Foligno) che sembrava scontato alla fine del girone di andata, e accede ai play-out. Dovrà affrontare la SPAL, contro cui la stagione ha conosciuto le sue svolte principali. La gara di andata, al Fortunati, termina in un 0-0 senza grandi emozioni; il Pavia dovrà vincere a Ferrara se vuole salvarsi (la SPAL era meglio piazzata al termine della stagione regolare). Il 27 maggio 2012 la squadra di Roselli completa l'impresa: vince 2-0 a Ferrara con gol di Cesca e Marchi, relegando la SPAL in Seconda Divisione (categoria che poi non disputerà, andando incontro al fallimento) e centrando una salvezza contro ogni previsione.

2012-2013: una stagione a due facce, coronata dalla salvezzamodifica | modifica sorgente

La stagione 2012-2013 riparte con alcuni punti fermi rispetto alla precedente. In panchina è confermato mister Giorgio Roselli,autore di un autentico miracolo l’anno prima, quando ha condotto alla salvezza una squadra che a metà campionato sembrava spacciata. L’amministratore delegato Alessandro Zanchi e il direttore sportivo Aldo Preite non possono prescindere dai contributi della Lega per l’utilizzo dei giovani, e costruiscono un gruppo in cui alcuni veterani affiancano giovani provenienti dalle squadre Primavera di grandi club. Sono partiti Filippo Falco, talentuoso gioiellino leccese che torna alla base; il capitano Lorenzo Carotti, che si accasa al Benevento, squadra con ambizioni di alta classifica nel girone B; il portiere titolare Davide Facchin, che si gioca una chance in B, alla Reggina. Sono confermati: Statella, in prestito dal Bari, che ha giocato un grande girone di ritorno l’anno precedente; Gaetano Capogrosso, in prestito dal Siena, vera e propria riscoperta di Roselli dopo che era stato accantonato dagli allenatori precedenti; Cesca, centravanti-boa con grande esperienza in categoria; e il veterano Gianluca Fasano, che diventa il nuovo capitano. Rimane fuori Riccardo Fissore, fermato per illecito sportivo[7]. I ruoli chiave lasciati liberi sono coperti con: Adam Kovacsik, portiere di belle speranze, titolare della nazionale under 21 ungherese che arriva dalla Reggina; Raffaele D’Orsi, centrale di difesa; Giovanni La Camera, cui vengono affidate le chiavi del centrocampo e che tanto bene ha fatto in questo ruolo a Benevento; Giacomo Beretta, giovane centravanti di scuola Milan. Il Pavia inizia male in Coppa Italia, pareggiando ad Alessandria e perdendo 1-4 al Fortunati contro il Savona, compagine di Seconda Divisione. Gli Azzurri sono inseriti nel girone A del campionato di Lega Pro; il girone comprende le squadre del Centro-Nord Italia assieme a due formazioni del Sud: Lecce e Trapani. Proprio queste ultime sono le più accreditate per la promozione in B. L’obiettivo del Pavia è quello di raggiungere una salvezza tranquilla, confermando per il terzo anno consecutivo la categoria. Il campionato inizia con un passo falso casalingo contro una diretta concorrente, il FeralpiSalò (1-2), seguito dalla sconfitta a Bolzano contro il Südtirol. Aleggiano gli spettri del girone di andata dell’anno precedente, ma le sconfitte sono attribuibili a peccati di inesperienza da parte di alcuni giovani e non a un impianto errato di squadra. Alla 4ª giornata arriva la prima vittoria, in esterna a San Marino; poi tre pareggi consecutivi preludono a una nuova vittoria in trasferta, vero e proprio marchio di fabbrica della squadra di Roselli, che batte il Como 2-1. Dopo una brillante vittoria con il Treviso in casa, che sembrerebbe lanciare gli Azzurri verso la zona nobile della classifica, arriva la brutta caduta (2-0) a Cuneo contro una neopromossa. Numerosi infortuni a centrocampo suggeriscono a mister Roselli di rinforzare la fase difensiva, varando una linea a 5 per la successiva partita in casa con il Lecce. Grande cornice di pubblico, sia locale sia ospite, per una partita che non delude le attese: Lecce due volte in vantaggio, sempre raggiunto da Beretta, per il finale 2-2. Il Pavia non sfigura davanti alla grande favorita del campionato (retrocesso direttamente dalla  serie A per colpa del calcioscommesse) e rischia addirittura di vincere nel finale[8]. Sulle ali dell’entusiasmo, dopo pochi giorni il Pavia va a vincere in anticipo notturno a Cremona (0-1), con una grande prova di squadra coronata dal rigore trasformato da La Camera, concesso per un fallo del portiere grigiorosso (che viene espulso) su Alessandro Cesca lanciato a rete[9]. A questo punto, il Pavia è in zona play-off. Il trittico terribile si chiude con il pareggio (2-2) in casa contro il  Trapani, altra corazzata del girone (sarà promossa in B a fine stagione) in una nuova, entusiasmante prova corale. Gli Azzurri rischiano grosso in casa dell’AlbinoLeffe, dove strappano un pareggio a reti bianche grazie al proprio estremo difensore Kovacsik[10], e battono in casa la Reggiana (1-0). Dopo il turno di riposo, il Pavia pareggia a Portogruaro una partita che sembrava alla portata, rimanendo in zona play-off al termine del girone di andata. Questo risultato al di sopra delle aspettative è frutto di una straordinaria compattezza di squadra, in cui tutti i protagonisti che vengono man mano chiamati in causa riescono a dare il 100% del potenziale[11]. Su tutti, svettano le prestazioni di Kovacsik, La Camera, Cesca, e di alcuni giovani come Beretta e Di Chiara; ottimo anche l’esordio da professionista del giovane Zanini[12], prodotto del vivaio azzurro che però sarà poi bloccato da un serio infortunio. Alla ripresa di gennaio, sembra che il Pavia non abbia nessuna intenzione di fermarsi: batte in trasferta il FeralpiSalò (3-0) e in casa il Südtirol[13]. La squadra però inizia a denunciare un debito di ossigeno, soprattutto a centrocampo (dove i ricambi sono contati)[14]: così arrivano tre sconfitte consecutive contro Lumezzane, San Marino e Virtus Entella. Il Pavia cerca di mantenere un posto a metà classifica, mentre i primi 5 posti sono ormai lontani: pareggia in casa con la Tritium, sconfitta senza storia a Carpi (altra promossa a fine stagione), e vittoria in casa col Como. Ma gli azzurri non riescono più a esprimere il gioco redditizio, e a tratti brillante, dell’andata[15]: pareggio scialbo a Treviso contro l’ultima in classifica, poi 5 sconfitte consecutive che troncano definitivamente i sogni play-off. Il Pavia scivola nella seconda metà della classifica, ed è costretto a guardarsi indietro per evitare i play-out. Le energie sono quasi esaurite, alcuni giocatori chiave (Beretta e Statella su tutti) hanno avuto infortuni che li hanno costretti lontano dal campo di gioco; altri hanno una flessione fisiologica, forse anche distratti dai richiami di mercato. Alla quindicesima di ritorno, il Pavia coglie una vittoria fondamentale contro la Reggiana (2-0) che, grazie ai risultati degli altri campi, allontana definitivamente il rischio play-out e sancisce la tanto agognata salvezza[16]. La sconfitta casalinga all’ultima giornata contro il Portogruaro è ininfluente, e serve solo come passerella per giocatori e allenatore, protagonisti comunque di una stagione al di sopra delle aspettative. Il Pavia termina all’11º posto con 40 punti, a -11 dalla zona play-off e a +2 da quella play-out.

Stagione 2013-2014: la riforma dei campionati di Lega Promodifica | modifica sorgente

Il campionato di Lega Pro Prima Divisione 2013-2014 non prevede retrocessioni in Seconda Divisione, a causa della riforma che prevede la riorganizzazione del calcio professionistico in una terza serie nazionale unica dalla stagione successiva. La squadra azzurra viene rivoluzionata: della rosa dell'anno precedente rimangono i soli Lussardi, Redaelli, Reato e Zanini. Davide Facchin rientra dal prestito alla Reggina. Soprattutto, l'allenatore Giorgio Roselli rescinde consensualmente il contratto che lo lega alla società pavese e viene sostituito da Alessio Pala, che l'anno precedente ha portato l'AlbinoLeffe alle soglie dei play-off pur con una pesante penalizzazione. Il nuovo mister, cresciuto nei quadri tecnici delle giovanili dell'Atalanta, chiama numerosi suoi ex giocatori (tra cui Rinaldi, Pirovano e Arrigoni). La stagione inizia fra mille difficoltà, dovute al fatto che i numerosi giocatori nuovi non hanno ben assimilato l'impianto di gioco del nuovo tecnico. Come nelle due precedenti stagioni, il Pavia esce al primo turno di coppa Italia di Lega Pro, essendo sconfitto sia in casa dal Castiglione Calcio sia in trasferta dal Mantova, entrambe compagini di Seconda Divisione.

Cronistoriamodifica | modifica sorgente

Cronistoria dell'A.C. Pavia
  • 3 novembre 1911 - Nasce il Pavia Football Club. il quale entra subito nella Società Ginnastica Pavese, andandone a costituire la Sezione Calcio.
  • 1913 - Si stacca dalla Società Ginnastica Pavese, riassumendo la denominazione Pavia F.B.C.
  • 1913-14 - 7º nel girone B della Terza Categoria Lombarda. Ammesso in Promozione lombarda dopo aver inaugurato il nuovo Stadium.
  • 1914-15 - 1º nel girone B della Promozione Lombarda. 1º nel girone finale. Promossa in Prima Categoria.[17]
  • 1915/19 - Attività sospesa per motivi bellici.
  • 1919-20 - 5º nel girone B lombardo della Prima Categoria.

  • 1920-21 - 2º nel girone C lombardo della Prima Categoria.
  • 1921-22 - 2º nel girone D lombardo della Prima Categoria. Retrocesso in Seconda Divisione a seguito del Compromesso Colombo.
  • 1922-23 - 4º nel girone A della Seconda Divisione.
  • 1923-24 - 8º nel girone C della Seconda Divisione. Retrocesso in Terza Divisione.
  • 1924 - Non si iscrive al campionato di Terza Divisione lombarda e cessa l'attività sportiva.
  • 1927 - L' Arduino F.C., neopromosso in Seconda Divisione, paga i debiti e rileva il titolo sportivo del defunto Pavia F.B.C. cambiando nome in F.C. Arduino Pavia. Nel frattempo, un'altra società pavese, la S.S. Vittoria, disputa la Terza Divisione Lombarda.
  • 1927-28 - F.C. Arduino Pavia - 8º nel girone D della Seconda Divisione Nord
    S.S. Vittoria - 1º nel girone A della Terza Divisione lombarda, si ritira dal girone B delle finali Nord.
    A fine stagione, le due società vengono fuse dalle autorità fasciste nel Pavia F.B.C..
  • 1928-29 - 1º nel girone C della Seconda Divisione Nord. Promosso in Prima Divisione.
  • 1929-30 - 11º nel girone B della Prima Divisione.

  • 1930-31 - 2º nel girone D della Prima Divisione. 3º nel girone finale A.
  • 1931-32 - 2º nel girone B della Prima Divisione. 3º nel girone finale C.
  • 1932-33 - 1º nel girone A della Prima Divisione. 3º nel girone finale B. Promosso d'ufficio in Serie B.
  • 1933-34 - 10º nel girone A della Serie B.
  • 1934-35 - Partecipa nel girone A della Serie B ma si ritira alla 20ª giornata a campionato in corso e si scioglie.
  • 1935-36 - Periodo d'inattività.
  • 1936-37 - La società A.C. Pavese "Luigi Belli" milita nel girone B della Prima Divisione lombarda. Ammesso in Serie C.
  • 1937-38 - 10º nel girone C della Serie C. Eliminato alle qualificazioni di Coppa Italia.
  • 1938-39 - 6º nel girone B della Serie C. Eliminato alle qualificazioni di Coppa Italia.
  • 1939-40 - 7º nel girone B della Serie C. Eliminato alle qualificazioni di Coppa Italia.

  • 1940-41 - 15º nel girone C della Serie C. Eliminato alle qualificazioni di Serie C di Coppa Italia.
  • 1941-42 - 15º nel girone B della Serie C. Si fonde con il Dopolavoro Aziendale "Vittorio Necchi", giunto 16º nella stessa serie. Nuova denominazione A.C. Pavia.
  • 1942-43 - 6º nel girone D della Serie C.
  • 1943-44 - 1º nel girone F del Torneo Misto C-1.a Divisione del Direttorio II Zona (Lombardia), 2º nella semifinale dei gironi F-G del Direttorio II Zona, avendo battuto 3-1 la Sartiranese allo spareggio di Sesto San Giovanni, 5º nel girone finale, sospeso alla penultima giornata dal Ministero della Cultura Popolare (Min.Cul.Pop.).
  • 1944-45 - 3º nel Torneo Benefico Lombardo.
  • 1945-46 - 3º nel girone E della Serie C della Lega Nazionale Alta Italia.
  • 1946-47 - 6º nel girone D della Lega Interregionale Nord della Serie C.
  • 1947-48 - 4º nel girone B della Lega Interregionale Nord della Serie C. Ammesso nella Lega Nazionale per rinuncia del Lecco.
  • 1948-49 - 11º nel girone B della Serie C.
  • 1949-50 - 6º nel girone A della Serie C.

  • 1950-51 - 3º nel girone A della Serie C.
  • 1951-52 - 3º nel girone A della Serie C.
  • 1952-53 - 1º in Serie C. Promosso in Serie B.
  • 1953-54 - 13º in Serie B.
  • 1954-55 - 18º in Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1955-56 - 14º in Serie C vincendo lo spareggio straordinario col Colleferro dovuto al Caso Piacenza.
  • 1956-57 - 8º in Serie C.
  • 1957 - A fine campionato, il sodalizio fallì venendo sciolto e radiato dai ruoli federali in data 11 settembre 1957. Successivamente viene fondata l'Unione Sportiva Pro Pavia, affiliata alla Lega Regionale Lombarda e iscritta direttamente in Prima Divisione per adeguato equipaggiamento economico-infrastrutturale.
  • 1957-58 - 13º nel girone G della Prima Divisione Lombarda.
  • 1958-59 - 4º nel girone H della Prima Divisione Lombarda.
  • 1959 - L'Unione Sportiva Pro Pavia cambia nome in Foot Ball Club Pavia, mentre il club locale Gruppo Sportivo Ghinaglia cambia nome in Associazione Sportiva Pavia. Entrambe vengono premiate iscrivendole alla nuova Prima Categoria in virtù della storia sportiva cittadina.
  • 1959-60 - F.B.C. Pavia - 12º nel girone E della Prima Categoria Lombarda.
    A.S. Pavia - 7º nel girone F della Prima Categoria Lombarda.
  • 1960 - A fine stagione le due compagini cittadine dell'F.B.C. Pavia e dell'A.S. Pavia si fondono dando vita all'Associazione Calcio Pavia.

  • 1960-61 - 1º nel girone E della Prima Categoria Lombarda. Promosso in Serie D. Perde la finale per il titolo lombardo di Prima Categoria, battuto nella doppia gara dalla Rizzoli di Milano.
  • 1961-62 - 12º nel girone A della Serie D.
  • 1962-63 - 11º nel girone B della Serie D.
  • 1963-64 - 12º nel girone B della Serie D.
  • 1964-65 - 5º nel girone A della Serie D.
  • 1965-66 - 4º nel girone A della Serie D.
  • 1966-67 - 1º nel girone A della Serie D. Promosso in Serie C.
  • 1967-68 - 18º nel girone A della Serie C. Retrocesso in Serie D.
  • 1968-69 - 9º nel girone B della Serie D.
  • 1969-70 - 9º nel girone B della Serie D.

  • 1970-71 - 5º nel girone B della Serie D.
  • 1971-72 - 12º nel girone B della Serie D.
  • 1972-73 - 15º nel girone B della Serie D.
  • 1973-74 - 16º nel girone B della Serie D. Retrocesso in Promozione.
  • 1974-75 - 6º nel girone C della Promozione Lombarda.
  • 1975-76 - 4º nel girone C della Promozione Lombarda.
  • 1976-77 - 1º nel girone C della Promozione Lombarda. Promosso in Serie D.
  • 1977-78 - 1º nel girone B della Serie D. Promosso in Serie C2.
  • 1978-79 - 5º nel girone B della Serie C2.
  • 1979-80 - 13º nel girone A della Serie C2.

  • 1980-81 - 7º nel girone A della Serie C2.
  • 1981-82 - 10º nel girone A della Serie C2.
  • 1982-83 - 6º nel girone B della Serie C2.
  • 1983-84 - 1º nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1.
  • 1984-85 - 10º nel girone B della Serie C1.
  • 1985-86 - 16º nel girone B della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
  • 1986-87 - 2º nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1.
  • 1987-88 - 17º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
  • 1988-89 - 4º nel girone A della Serie C2.
  • 1989-90 - 2º nel girone A della Serie C2. Promosso in Serie C1.

  • 1990-91 - 9º nel girone A della Serie C1
  • 1991-92 - 17º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
  • 1992-93 - 10º nel girone A della Serie C2.
  • 1993-94 - 6º nel girone A della Serie C2.
  • 1994-95 - 15º nel girone A della Serie C2. Vince i play-out contro l'Olbia.
  • 1995-96 - 15º nel girone A della Serie C2. Perde i play-out contro l'Ospitaletto. Riammesso dalla FIGC a fronte di diverse esclusioni.
  • 1996-97 - 17º nel girone A della Serie C2. Perde i play-out contro la Solbiatese. Retrocesso nel C.N.D.
  • 1997-98 - 15º nel girone B del C.N.D. Retrocesso in Eccellenza.
  • 1998-99 - 1º nel girone B dell'Eccellenza Lombardia. Promosso nel C.N.D.
  • 1999-00 - 2º nel girone B del C.N.D.

  • 2000-01 - 1º nel girone B della Serie D. Promosso in Serie C2.
  • 2001-02 - 6º nel girone A della Serie C2.
  • 2002-03 - 1º nel girone A della Serie C2. Promosso in Serie C1.
  • 2003-04 - 18º nel girone A della Serie C1. Riammesso dalla FIGC.
  • 2004-05 - 3º nel girone A della Serie C1. Vince la semifinale play-off contro il Grosseto ma perde la finale contro il Mantova.
  • 2005-06 - 4º nel girone A della Serie C1. Perde la semifinale play-off contro il Monza. Eliminato al terzo turno di Coppa Italia.
  • 2006-07 - 18º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2. Eliminato al primo turno di Coppa Italia.
  • 2007-08 - 15º nel girone A della Serie C2. Vince i play-out contro il Calcio Caravaggese.
  • 2008-09 - 12º nel girone A della Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2009-10 - 5º nel girone A della Lega Pro Seconda Divisione. Perde la semifinale play-off contro lo Spezia. Ammesso in Prima Divisione a completamento organici.

  • 2010-11 - 13º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione.
  • 2011-12 - 16º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Vince i play-out contro la SPAL.
  • 2012-13 - 11º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione.
  • 2013-14 - nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Ammesso in Serie C.

Strutturemodifica | modifica sorgente

Stadiomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Pietro Fortunati.

L'impianto presenta le seguenti caratteristiche:

  • Posti totali: 4.999
  • Larghezza campo: 65 m
  • Lunghezza campo: 105 m
  • Fondo: Erba
  • Copertura campo: tutti i settori

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Competizioni ufficialimodifica | modifica sorgente

Campionato di Serie C

Campionato di Serie C2

Campionato di Prima Divisione

Campionato di Seconda Divisione

Statistiche e recordmodifica | modifica sorgente

Partecipazioni alle competizionimodifica | modifica sorgente

Campionati nazionalimodifica | modifica sorgente

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Seconda Divisione 2 1922-1923 1923-1924 6
Serie B 4 1933-1934 1954-1955
Seconda Divisione 2 1927-1928 1928-1929 36
Prima Divisione 4 1929-1930 1932-1933
Serie C 17 1937-1938 1967-1968
Serie C1 9 1984-1985 2006-2007
Lega Pro Prima Divisione 4 2010-2011 2013-2014
Serie D 13 1961-1962 1977-1978 32
Serie C2 17 1978-1978 2007-2008
Lega Pro Seconda Divisione 2 2008-2009 2009-2010
C.N.D. 2 1997-1998 1999-2000 3
Serie D 1 2000-2001 2000-2001

In 86 stagioni nei Campionati Regionali, Leghe Nazionali, Lega Nazionale Professionisti, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti ed equivalenti.

Tifoseriamodifica | modifica sorgente

Storiamodifica | modifica sorgente

Il tifo organizzato a Pavia nasce negli anni settanta. I primi ad entrare in scena sugli spalti del Fortunati furono i "Fedelissimi", più che un gruppo ultras rappresentava un club di tifosi. I primi nuclei di tifo organizzato vero e proprio nascono nel 1978 con i gruppi "Vivai Ultras" e "Commando Ultrà".

All'inizio degli anni ottanta il comando della curva passa ai "Forever Fighters", un gruppo massiccio e compatto che dà vita al periodo d'oro del movimento ultras nella città lombarda. Nel 1981 i "Fighters" vengono affiancati dal nuovo gruppo degli "Indians Rebels" che con il passare del tempo conquista il controllo della curva. Altri gruppi degni di nota di quel periodo erano "Gioventù Azzurra", "White Blue Supporters", "Skizzati", "Flip Out".

A partire dal 1992 il declino del calcio nella città pavese porta pesanti conseguenze sul tifo organizzato, gli "Indians" rimasero l'unico gruppo organizzato mentre tutti gli altri scomparvero dalla scena nel giro di poco.

Agli inizi del nuovo millennio gli azzurri tornano nel calcio che conta e gli "Indians" vengono affiancati da numerosi gruppi: "Gruppo Lercio", "Ultras Pavia", "Centro Storico", "Sezione Scala", "Sezione Oltrepò", "Club Maschera". Nel 2004 nascono gli "Skonvolts", gruppo intraprendente composto da numerosi giovani. Gli anni di gestione del presidente Calisti hanno ridimensionato notevolmente l'entusiasmo della tifoseria, portando anche allo scioglimento del gruppo portante della curva, gli "Indians", nel 2007, a causa di una serie di denunce e diffide piovutegli addosso e alla mancanza di ricambio generazionale.

Gemellaggi e amiciziemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Lombardia.

Tra le storiche amicizie, il gemellaggio con gli ultras della Sangiovannese,[18][19][20] con i "Sanitarium" della Cremonese[19][20] con gli scomparsi "Ultras Ghetto" di Reggio Emilia,[20] e con gli ultras del Poggibonsi.[18][20]

Rivalità

Organicomodifica | modifica sorgente

Rosa attualemodifica | modifica sorgente

N. Ruolo Giocatore
Egitto P Ahmed Ghazi
Italia P Paolo Guerci
Italia P Cosimo Pantaleo
Italia P Francesco Rossi
Italia D Emanuele Allegra
Italia D André Bassi Borzani
Italia D Stefano Cozzi
Italia D Raffaele D'Orsi
Italia D Valerio Pirovano
Italia D Fabio Reato
Italia D Federico Sorbo
Italia D Marco Vernocchi
Italia D Matteo Zanini
N. Ruolo Giocatore
Italia C Andrea Arrigoni
Italia C Paolo Bracchi
Italia C Gianluca Cafferata
Italia C Lorenzo Carotti
Italia C Federico Carraro
Argentina C Fernando Spinelli
Italia C Alessio Manzoni
Italia A Pasquale De Vita
Senegal A Pape Ndiaga Dia
Italia A Daniele Ferri
Italia A Marcello Mancosu
Italia A Paolo Procida
Italia A David Speziale

Staff tecnicomodifica | modifica sorgente

  • Allenatore: Italia Patrizio Bensi
  • Allenatore in seconda: Italia Francesco Nicoli
  • Preparatori atletici: Italia Luca Corbellini, Simone Diamantini
  • Fisioterapisti: Italia Dario Setti, Lucio Attardi, Ermanno Degli Alberti
  • Preparatore portieri: Italia Alessandro Bianchessi
  • Responsabile settore giovanile: Italia Stefano Todeschini

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ In piena zona Cesarini - 1911-2001 novanta anni di Associazione Calcio Pavia, pag. 17.
  2. ^ Dalla Provincia Pavese del 25-3-1914
  3. ^ Comunicati Ufficiali dell'Archivio Storico del C.R.Lombardia - Milano Via Pitteri 95/2. Società di nuova affiliazione: in data 29 settembre 1957 è affiliata alla Lega Regionale Lombarda la Unione Sportiva Pro Pavia.
  4. ^ Nella struttura dei campionati dell'epoca la Prima Divisione era la massima competizione in cui ci si poteva iscrivere fornendo le dovute garanzie finanziarie ed infrastrutturali, pur essendo privi di un titolo sportivo.
  5. ^ Archivio Storico del C.R.Lombardia: fondato il 10 ottobre 1949 con la denominazione G.S. F.Ghinaglia si affilia alla Lega Regionale Lombarda all'inizio della stagione 1952-53 partendo dal Campionato Lombardo di Seconda Divisione gestito dal Comitato Pavese. All'inizio della stagione 1959-1960 cambia denominazione in A.S. Pavia.
  6. ^ Auguri Pavia, 100 anni per dominare il futuro - Quotidiano Net - Sport
  7. ^ Calcioscommesse, squalificato Fissore - Cronaca - La Provincia Pavese
  8. ^ Como beffato su rigore al 95', Pavia resiste alla corazzata Lecce - La Gazzetta dello Sport
  9. ^ Cremonese-Pavia 0-1 decide La Camera | Lega Pro
  10. ^ Finale: Albinoleffe - Pavia 0-0
  11. ^ 1ª Divisione, il pagellone di TLP sul Girone A - Tutto Lega Pro
  12. ^ Pavia, Zanini seguito da due club di Serie B - Tutto Lega Pro
  13. ^ 1ª Divisione, Statella lancia in orbita il Pavia - Tutto Lega Pro
  14. ^ Pavia, alla ripresa una moltitudine di acciaccati - Tutto Lega Pro
  15. ^ Pavia, Roselli ammette: "Siamo in flessione" - Tutto Lega Pro
  16. ^ 1ª Divisione, Beretta va in doppia cifra e regala la salvezza al Pavia - Tutto Lega Pro
  17. ^ Il campionato non fu portato a termine domenica 30 maggio, ma il Pavia ottenne il titolo perché aveva 3 punti di vantaggio sulla seconda classificata.
  18. ^ a b c d e f g h Tifonet
  19. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Tifoseria Pavia
  20. ^ a b c d e f g h i j Tifosi pavesi

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Profilo storico del calcio pavese (1907-1952) di Natalino Gaiotti e Tino Schinelli, Tipografia Barbieri, Milano, 1952.
  • Pavia olè! (La C1 degli azzurri) di Gianni Magenta e Angelo Bonacossa, EMI - Editrice in Pavia 1984.
  • In piena zona Cesarini - 1911-2001 novanta anni di Associazione Calcio Pavia di Giovanni Bottazzini, Enrico De Santis, Natalino Gaiotti, Tino Schinelli - Edizioni Cyrano, Pavia 2001.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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