Piero Grima

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Piero Grima (Bari, 1º giugno 1941) è uno scrittore e medico italiano.

Cenni biograficimodifica | modifica sorgente

Figlio di un funzionario del Ministero delle Finanze, trascorre la prima infanzia a Bari. Nel 1950 il padre, viene trasferito a Lecce e tre anni dopo a Pescara, città nella quale Piero Grima inizia a frequentare il ginnasio D'Annunzio, studi che terminerà a Lecce in seguito a un successivo trasferimento del padre per motivi di servizio.

Ultimati gli studi superiori, nel 1959 si iscrive alla facoltà di Medicina dell'Università di Bari dove si laurea nel 1965. Inizia subito a lavorare presso l'Ospedale V. Fazzi di Lecce e contemporaneamente consegue tre specializzazioni presso le Università di Parma (Medicina interna e Microbiologia clinica) e di Pavia (Malattie Infettive). La frequenza degli ambienti scientifici di Parma e Pavia gli permette di entrare in contatto con alcuni esponenti della cultura scientifica italiana.

A Lecce in occasione di un convegno scientifico organizzato dallo stesso Grima nel 1995, incontra Mirko Grmek del quale diventa amico e numerosi sono gli scambi scientifico-culturali con il grande scienziato franco-croato, che influenzano in modo determinante i lavori scientifici di Piero Grima che abbraccia in modo incondizionato il principio della “patocenosi” enunciato da Grmek fin dagli anni ’60. La frequentazione con Grmek condiziona anche il pensiero di Grima che, seguendo l’insegnamento del grande scienziato, approfondisce il concetto di morte non come la fine di un percorso biologico, ma come una fase di un processo evolutivo che sfocia in una concezione aristotelica della vita universale come processo. In questo percorso grande rilievo assumono le antiche memorie che troviamo ben palesi nelle prime opere di Piero Grima. Emerge, di conseguenza, la passione per la letteratura e la psicologia, passione che lo porta a frequentare, in modo discontinuo, redazioni giornalistiche e circoli letterari ed a riprendere lo studio delle opere di Sigmund Freud che aveva intrapreso nel 1961 sotto la guida di Cesare Musatti. Prosegue poi nello studio dell'esistenzialismo, rileggendo tutte le opere di Jean-Paul Sartre e di Albert Camus.

Nel 1968 sposa Ornella Cucci, figlia di un medico brindisino, con cui ha tre figli: Pierfrancesco, Roberta e Deborah.

Dal 1979 al 1989 insegna Microbiologia presso l'Università di Lecce e contribuisce alla nascita della facoltà di scienze. Nel 1990, suggestionato dagli effetti del virus HIV e dalle numerose vittime dell'AIDS, lascia la ricerca per tornare alla medicina praticata. Dirige la divisione di Infettivologia a Galatina, in provincia di Lecce dal 1990 fino al 2007.

L'attività di scrittoremodifica | modifica sorgente

Nello stesso periodo inizia anche la sua attività di scrittore e pubblica i suoi primi libri, tutti di carattere intimistico e incentrati sul rapporto tra l'uomo e il divino, sulla nostalgia del passato e sull'amore come unico rifugio da una società sempre più arida e violenta.

Successivamente si dedica al romanzo di tipo poliziesco, scrivendo una serie imperniata attorno a un unico protagonista, il commissario Santoro.

Produzione letterariamodifica | modifica sorgente

Narrativamodifica | modifica sorgente

Polizieschimodifica | modifica sorgente








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