Pietro Omodeo

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Pietro Omodeo (Cefalù, 1919) è un biologo, docente e saggista italiano.

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Pietro Omodeo è uno studioso, specializzato nell'evoluzionismo e nella tassonomia degli oligocheti. Nato a Cefalù (Palermo) nel 1919, figlio dello storico italiano Adolfo Omodeo, qualche anno dopo con la famiglia si trasferisce a Napoli dove compie gli studi fino a conseguire la maturità classica al Liceo Sannazzaro nel 1936. Studia in seguito Scienze Naturali a Pisa (i primi tre anni alla Scuola Normale) e si laurea sotto la direzione di Giuseppe Colosi nel giugno 1940, con una tesi dal titolo La circolazione del sangue nei lombrichi[1]. Sotto le armi dal 15 luglio 1939, nel dicembre 1940 si trova in nord-Africa e nel novembre 1942 viene fatto prigioniero in Egitto. Rimpatriato nel 1946, viene smobilitato nell'aprile dello stesso anno.

A partire dal 1945 è assistente a Napoli alla cattedra di Zoologia diretta da Umberto Pierantoni. Lavora alla Stazione zoologica di Napoli in embriologia e citologia. Ottiene il perfezionamento in zoologia alla Scuola Normale di Pisa nel 1946 e la libera docenza in zoologia nel 1947. Nel 1949 è assistente a Siena alla cattedra di biologia diretta da Emanuele Padoa; si occupa di citologia, di tassonomia e di storia della biologia. Fra il 1959 e il 1960 è professore straordinario di biologia generale all'Università di Siena.[2]

Nel quinquennio 1951-1955 è assessore alla cultura nell'amministrazione provinciale di Siena.[3] Dal 1952 al 1965 è consigliere anziano (vicepresidente) del Policlinico Universitario locale. Nel quadriennio 1956-1960, è consigliere comunale a Siena e dal 1960 al 1965 presidente del Consiglio di San Marco. Nel 1965-1966 è professore all'Università di Padova, titolare della cattedra di Zoologia dove si occupa dei temi zoologici sopra citati e anche di evoluzionismo e biocibernetica. Nel 1967 cura l'edizione italiana dell' Interpretazione dell Natura di Diderot (Editori Riuniti) e Viaggio di un naturalista intorno al mondo, Autobiografia, Lettere del viaggio di Darwin (Feltrinelli, Milano). Nel 1969 traduce e pubblica le Opere di Lamarck per UTET (Torino). Dal 1969 al 1984 dirige la rivista Bollettino di Zoologia (poi Italian Journal of Zoology). Nel 1977 pubblica Biologia presso l'UTET (seconda edizione 1983).[2] Nel 1980 pubblica con Borsellino, Vecli e Wanke Development in Biohpysical Research (Plenum Press, New York & London).[2] Il presidente della Repubblica Sandro Pertini gli conferisce la Medaglio d'oro dei Benemeriti della Scuola, della Cultura, dell'Arte nel 1979. Si trasferisce nel 1983 all'Università di Roma Tor Vergata; pubblica con Bonvicini Pagliai On earthworms (ed. Mucchi, Modena). Prosegue in quell'università le sue ricerche di tassonomia e di storia della biologia e pubblica Creazionismo e Evoluzionismo (Laterza 1988)[2] e Biologia con rabbia e con amore (UNITOR, poi Aracne, Roma 1989).

A partire dal 1990 ospite dell'Università di Siena[2] lavora sui temi di tassonomia, evoluzionismo e citologia: Gli abissi del tempo (Aracne 2000), Alle origine delle scienze naturali 1492-1632 (Rubettino, Catanzaro 2001). Nel 2011 pubblica Evoluzione della cellula (ed. ETS, Pisa).

Nel 2003 cede la propria biblioteca, precedentemente collocata presso il dipartimento di biologia evolutiva dell'Università di Siena, alla biblioteca del Museo Galileo.[4] Il fondo consta di circa 2000 opere di interesse storico-naturalistico, pertinenti principalmente l'evoluzionismo e la storia della biologia, di cui circa 250 antiche, stampate fra il 1541 e il 1821.[5]

Operemodifica | modifica sorgente

Questi sono alcuni degli scritti che ha pubblicato Pietro Omodeo:[2][1]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b http://omodeo.anisn.it/articolo_omodeo.pdf
  2. ^ a b c d e f La biologia di Pietro Omodeo
  3. ^ I Presidenti onorari* dell’UAAR | UAAR
  4. ^ Stefano Casati, La biblioteca di Pietro Omodeo in Nuncius, vol. 19, n. 1, 2004, pp. 357-373.
  5. ^ Pubblicazioni del Fondo Omodeo.

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