Pina Calì

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Pina Calì (Casteldaccia, 2 dicembre 1905Palermo, 3 giugno 1949) è stata una pittrice italiana.

Il 28 luglio 1937 a Palermo sposò lo scultore Silvestre Cuffaro da cui ebbe due figli, Pasquale Lucio (1939), laureato in Filosofia, e Girolama (1944), laureata in Lettere Classiche e anch'essa pittrice. Nipote di Pina Calì è la costumista teatrale Santuzza Calì.


Pina Calì nel 1921
Pina Calì, Donne (1930 circa)
Pina Calì, Una vita (1934)

La produzione artisticamodifica | modifica sorgente

  • 1926: allieva del pittore Onofrio Tomaselli, espone alla «I Mostra d’Arte» di Palermo. Nello stesso anno partecipa alla «IV Biennale Calabrese» e alla «Mostra nazionale di Caltanissetta».
  • 1928: a Palermo («I Mostra Siciliana di pittura, scultura, bianco e nero») espone le opere Un solitario, Fiori, Servizio rustico e Cortile.
  • 1929: a Roma (Piazza di Spagna) partecipa alla «Mostra dei giovani pittori e scultori siciliani», mentre a Palermo espone alla «I Mostra Siciliana d’Arte sacra» e alla «II Mostra regionale sindacale d’Arte siciliana».
  • 1930: a Roma espone il quadro Galline alla «I Mostra dell’animale nell’Arte», presso il Palazzo del Giardino Zoologico. Partecipa alla «I Mostra d’Arte sacra» (Napoli), alla «Mostra femminile dell’acquerello» (Roma), alla «I Mostra femminile d’Arte decorativa» (Milano) e alla «Mostra d’autunno» (Madrid) con l’opera La Vergine.
  • 1931: a Tunisi («Mostra d’Arte degli artisti siciliani») espone 45 tele.
  • 1932: a Messina partecipa alla «I Mostra sindacale d’Arte femminile»; nello stesso anno espone a Palermo («III Mostra regionale d’Arte sindacale») le opere Gesuiti al bagno, Il macchinista e Zavorriere.
  • 1933: a Catania partecipa alla «IV Mostra regionale d’Arte» con La cena e Natura morta. A Firenze espone alla «I Mostra interregionale».
  • 1934: a Roma («Mostra personale di Pina Calì al Bragaglia fuori commercio») espone 50 tele, tra cui Una vita, Ritratto di bevitore e Bimba siciliana. Sempre a Roma partecipa alla «I Mostra femminile di Belle Arti» al Circolo romano. A Palermo («V Mostra regionale d’Arte») espone l’opera Il nonno e vince il primo premio per il «Concorso ANFDA». A Palermo partecipa alla «V Mostra del Sindacato Belle Arti di Sicilia».
  • 1935: a Palermo vince il premio per la Pittura al «Concorso ANFDA». A Roma espone alla «Mostra delle donne professioniste ed artiste». Partecipa a Palermo alla «VI Mostra d’Arte del Sindacato interprovinciale Belle Arti di Sicilia» con le opere Boccadifalco, Marina e Interno.
  • 1936: a Roma espone alla «Mostra femminile dei Mercati Traianei», e a Siracusa partecipa alla «VII Mostra sindacale siciliana».
  • 1938: a Palermo («VIII Mostra d’arte del Sindacato interprovinciale Belle Arti di Sicilia») espone le opere Pesci rossi, Al balcone e Paese.

Mostre postume:

  • 1996: Arte in Sicilia negli anni Trenta a Marsala, Palazzo del Carmine.
  • 1997: La questione siciliana a Catania, Castello Ursino.
  • 2007: L’arte delle donne a Milano, Palazzo Reale.
Pina Calì, Boccadifalco (1935)

La criticamodifica | modifica sorgente

1934 Pippo Rizzo, Catalogo della Mostra al Bragaglia fuori commercio, Roma.

«C’è nella sua opera una nota melanconica tipicamente siciliana e un fuoco nascosto pronto a divampare alla prima scintilla. Ecco perché Pina Calì è una pittrice sincera e sa raccontare con spontaneità senza mai perdere il controllo della sua origine. Le sue impressioni di mare, di campagna, espresse con selvaggia colorazione, fanno pensare ad artisti orientali, tale è la vigoria cromatica che dà alle sue visioni. La natura è per lei uno spunto assai fiacco per le sue visioni che realizza con materia assai aspra. Dovunque ella trova ombre, ombre intense anche quando il soggetto si presenta assai dolce. È, forse, questo il suo sentimento particolare, la sua tendenza, il suo stato d’animo che noi dobbiamo rispettare ed ammirare perché dettato dalla sincerità.»


1996 Sergio Troisi, Arte in Sicilia negli anni Trenta, Catalogo della Mostra, Salerno.

«Pina Calì esordisce alla prima rassegna sindacale nel 1928 con una pittura ancora legata ai modelli del paesaggismo tardo ottocentesco ma già nei primi anni del decennio successivo matura un linguaggio serrato e incisivo, suggestionato forse da Bevilacqua e dalla Boglino, in cui l'impianto novecentista assume soprattutto nei ritratti una dimensione straniata da Neue Sachlichkeit. Presenza costante delle mostre sindacali, si dedica ugualmente alla pittura di paesaggio e alla natura morta, con una costruzione architettonica dei colori che, alla fine del decennio, si smorza in una stesura più luminosa, meno monumentale e più familiare.»


2006 Vittorio Sgarbi, in Vigorose impronte, Catalogo della Mostra, Bagheria.

«Pina Calì non pratica quasi il disegno, perché la pittura per sua natura è un’emozione del colore che vive senza la necessità della gabbia da disegno (…) nell’esperienza pittorica della Calì si sente (…) l’aria di quegli anni, degli anni Trenta: e questo è dovuto anche ad una osmosi con il mondo della fotografia e della moda.»

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Catalogo della Mostra al «Bragaglia fuori commercio», Roma 1934.
  • Arte in Sicilia negli anni Trenta, Catalogo della Mostra, Napoli 1996.
  • La questione siciliana, Catalogo della Mostra, Catania, 1997.
  • Vigorose impronte, Catalogo della Mostra, a cura di Paolo Ferruzzi e Vittorio Sgarbi, Bagheria 2006.
  • L'arte delle donne, Catalogo della Mostra, Milano 2007.
  • Silvestre Ferruzzi, Sperlinga. Storia di un abitato della Sicilia occidentale, Palermo 2012.







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