Pinus nigra laricio

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Pino laricio
Pino laricio a Lorica.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Pinophyta
Classe Pinopsida
Ordine Pinales
Famiglia Pinaceae
Genere Pinus
Specie P. nigra
J. F. Arnold
Sottospecie P. nigra laricio
Nomenclatura trinomiale
Pinus nigra laricio
(Poir.) Maire
Sinonimi

Pinus laricio Poir.

Nomi comuni

pino nero calabrese
pino corsicano

Il pino laricio (Pinus nigra laricio (Poir.) Maire) è una sottospecie di Pinus nigra diffusa in Corsica, Calabria e Sicilia che si è differenziata in tempi remoti.[1].

Morfologiamodifica | modifica sorgente

Nel corso delle varie glaciazioni, il pino nero, specie nordica, estese il suo areale verso il sud. Col ritiro dei ghiacciai, molti esemplari rimasti sulle montagne meridionali non avendo più rapporti con le piante della stessa specie che si erano di nuovo insediate al nord, iniziarono una evoluzione che li portò ad assumere caratteri peculiari.

Portamentomodifica | modifica sorgente

Il pino laricio ha un portamento più slanciato rispetto al pino nero, infatti raggiunge mediamente i 35 metri di altezza ma che può arrivare benissimo a superare abbondantemente i 40–50 metri. Inoltre, rispetto al pino nero, fornisce legname di migliore qualità.

Fogliamodifica | modifica sorgente

Aghiformi di colore verde scuro, lunghi anche una decina di centimetri. Solitamente si presentano in forma sottile formando palchi di fronde terminali caratteristicamente espansi.

Fiorimodifica | modifica sorgente

Meglio indicati come sporofilli, maturano in marzo-maggio.

Strobilimodifica | modifica sorgente

Gli strobili maschili sono raggruppati nella parte terminale del ramo, e si presentano di forma allungata e appuntita.

Distribuzione e habitatmodifica | modifica sorgente

Sebbene questa sottospecie è diffusa in Corsica, Calabria e Sicilia la diffusione maggiore la si trova sull'altopiano silano in Calabria (Pinus nigra ssp. laricio var. calabrica), dove si trovano estese foreste di pinete ricordate da Plinio, Livio e Virgilio, tanto da essere denominato comunemente "Pino silano". [1]. Una piccola formazione di pino laricio è presente in Toscana all'interno dell'Area naturale protetta di interesse locale Stazione Relitta di Pino Laricio ma probabilmente deriva da un rimboschimento medioevale.

Il pino laricio è una specie che resiste molto bene agli sbalzi di temperatura. Lo si trova dai 800 metri fino ai 2000, e subisce regolarmente escursioni termiche notevoli che possono andare anche dai 30 °C e oltre in estate, ai −15 °C o inferiori in inverno. Sopporta bene anche le numerose e abbondanti nevicate, e riesce a crescere anche su suoli rocciosi e granitici.

Il pino laricio in Calabriamodifica | modifica sorgente

Il pino laricio della Calabria è pressoché diffuso su tutto l'altopiano della Sila, in parte nelle Serre Vibonesi e in Aspromonte, nella fascia che va dai 1100 m ai 1700 m d'altitudine. In Sila si diffonde tra i 4 maggiori laghi di Cecita, Arvo, Ampollino e Ariamacina, formando grandi foreste di alberi sempreverdi intervallati da vallate di estesi pascoli. In Aspromonte è altresì diffuso formando boschi di pinete spettacolari, mentre nelle Serre Vibonesi la sua presenza è più rada.
Appartengono a questa sottospecie i "Giganti della Sila" o "Giganti di Fallistro, pini larici ultracentenari di dimensioni maestose, i cui tronchi formano un perfetto colonnato naturale. Tali tronchi possono innalzarsi fino a 45 metri di altezza e avere un diametro alla base di circa due metri. Tali altezze sono state raggiunte grazie anche al fatto che spesso l’albero si presenta in boschi fitti nella quale la poca luce non dà la possibilità ai rami più bassi di crescere, facendoli deperire e cadere. In questo modo le cime più alte della fronda tendono a svilupparsi in altezza cercando la luce, dando una conformazione molto alta e sottile al fusto, con il tronco praticamente spoglio nelle parti più basse. Alcuni esemplari nati in aree più aperte riescono invece a far crescere il fusto anche diametralmente, raggiungendo diametri che sfiorano i 2 metri.

Il pino laricio silano, assieme al pino loricato tipico del Pollino, è l'albero simbolo della Calabria, tant'è che la Regione Calabria lo ha inserito tra i 4 simboli del proprio stemma e gonfalone insieme al capitello dorico, alla croce bizantina e alla croce potenziata.

Usimodifica | modifica sorgente

La grande quantità di resina prodotta dal tronco, e la robustezza del tronco stesso, ha fatto sì che nei secoli scorsi il legno del pino laricio fosse utilizzato nella fabbricazione di navi, e la resina come isolante e come combustibile per torce. Attualmente questo utilizzo è stato accantonato, ma nei centri visita del Cupone e di Villaggio Mancuso, entrambi in Sila, è comunque possibile vedere, attraverso un percorso turistico, pini intagliati e il metodo utilizzato per l'estrazione e la raccolta della resina.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Pinus nigra J.F.Arnold subsp. laricio (Poir.) Maire in Flora Europea

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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