Piscina (Italia)

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Piscina
comune
Piscina – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Sindaco Edda Basso (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 44°55′00″N 7°26′00″E / 44.916667°N 7.433333°E44.916667; 7.433333 (Piscina)Coordinate: 44°55′00″N 7°26′00″E / 44.916667°N 7.433333°E44.916667; 7.433333 (Piscina)
Altitudine 288 m s.l.m.
Superficie 10 km²
Abitanti 3 435[1] (31-12-2010)
Densità 343,5 ab./km²
Frazioni Baudi, Bruera, Calvetti, Casevecchie, Crotti, Gabellieri, Gastaldi, Martini
Comuni confinanti Airasca, Cumiana, Frossasco, Pinerolo, Scalenghe
Altre informazioni
Cod. postale 10060
Prefisso 0121
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001195
Cod. catastale G705
Targa TO
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti piscinesi
Patrono san Grato
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Piscina
Localizzazione del Comune di Piscina nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Piscina nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Piscina (Pissin-a in piemontese) è un comune italiano di 3.146 abitanti della provincia di Torino.

Storiamodifica | modifica sorgente

Nei tempi più remoti probabilmente Piscina era nota per la grande quantità di serbatoi d'acqua a guisa di peschiere, ove si alimentavano alcune qualità di pesci, da cui forse ne derivò il nome "Pescina". È stato trovato un manoscritto presso il Comune di Frossasco in cui in un lascito testamentario si parlava di Piscinatibus (manoscritto risalente ai tempi di Federico II) A rafforzare questa ipotesi è il fatto che molti nomi della zona fanno pensare che nei tempi antichi il territorio era ricco di acquitrini o paludi: Marsaglia (Marsaia da Mars = Marcio o terra marcia), Bisognette (ora Pascaretto) da Boissonette ossia Boisson = Bussun = fosso), Moje da Mujia vale a dire "terra molle" oppure "a mollo"; Riva, Riva-rossa e Riva-secca che fanno pensare a terreni asciutti in zone umide o ricche di fontanili. Essi sono riportati in un'antica carta degli Stati del Regno di Sardegna del 1693, conservata presso l'archivio comunale, e posti tra Piscina ed Airasca

Attualmente esistono soltanto più pochi terreni acquitrinosi a sud della Borgata Bruera e nella zona del Bivio di Frossasco ma sicuramente in passato ne esistevano molti di più. Tanto e vero che in un documento datato 1163, l'imperatore Federico I Barbarossa confermando ai Conti di Romagnano il Castello di Montecalvetto con la città di Frossasco ed il suo distretto, parla dei beni ivi compresi: «cum terris cultis ed incultis, ... aquarumque, piscationibus..., ecc» (terre colte incolte... le acque e le pescagioni..)

Un'altra teoria è quella che il nome Piscina, così come la quasi totalità delle sue attuali Borgate, sia stato preso dal cognome dei suoi primi abitanti. Secondo il Denina (Storia del Piemonte) è esistito un Conte Pessina, gran ciambellano del Duca Carlo Emanuele I, e sul calendario dei santi il 14 settembre era celebrata la festa del Beato Antonio Piscina di Antignano d'Asti.

In ogni caso il nome Pescina compare su alcune carte degli stati sabaudi dell'inizio del 1600 ed è riportato in documenti precedenti il XVII secolo conservati preso gli archivi Arcivescovili di Torino (in cui si cita anche l'antica Chiesa di San Grato di Pescina).

Forse in ragione della prima ipotesi (sostenuta anche del Casalis nel suo Dizionario Geografico degli stati di S.M. il Re di Sardegna (1860 circa)- che il gonfalone Comunale risalente al secondo dopoguerra è costituito da un drappo bianco su cui compare lo stemma blasonato composto da uno scudo coronato, rappresentante un albero in naturale ed un lago caricato con due pesci d'argento natanti in fascia.

Il Paese si sviluppò attorno all'incrocio tra la strada antica che da Airasca portava a Pinerolo e quella che da Cumiana scendeva verso Scalenghe. Attorno a questo incrocio sorsero una Cappella (citata in documenti del 1598 conservati presso l'archivio parrocchiale di Airasca, il Cimitero e l'Ala del Mercato (fine Seicento, lo stabile più antico del Comune). Nel 1609 la comunità parrocchiale venne ufficialmente costituita, riunendo gli abitanti a cavallo di quattro comuni (Oliva, Cumiana, Airasca, Scalenghe). La prima chiesa parrocchiale, costruita con le offerte dei parrocchiani, venne ampliata attorno al 1660 e completamente rifatta nel 1766-69 ad opera di Gerolamo Buniva, maestro del barocco piemontese.

L'attuale centro storico si trovò inizialmente a far parte del Comune dell'Oliva che comprendeva anche quella che oggi è la borgata di Cumiana denominata "Tavernette". La questione su quale dei due centri dovesse essere capoluogo, abbia portato, in epoca napoleonica, i piscinesi ad effettuare nel 1797 un colpo di mano con il quale asportarono da Tavernette i documenti, le insegne e l'archivio comunale. Dal 1798 le adunzanze si tennero a Piscina, sino al 1801 quando i due comuni vennero divisi.[2] Inizialmente il territorio comunale era molto piccolo, anche rispetto alla Parrocchia, che tutt'oggi comprende anche borgate sotto l'amministrazione di Cumiana. Sin dal 1807 il comune si espanse incorporando la frazione Calvetti (prima sotto Frossasco), quindi nel 1893, dopo un lungo iter cominciato nel 1871[3] le frazioni Bianciotti, Margari (oggi inglobate nel concentrico), Bruera, Baudi, Gabellieri sino ad allora sotto l'amministrazione di Scalenghe, infine nel 1960 le frazioni Casevecchie e Martini, precedentemente sotto Airasca. Un tentativo di incorporare anche le borgate facenti parte della parrocchia ma sotto l'amministrazione di Cumiana (Baite, Listelli) fallì alla fne del XIX secolo, per l'opposizione del senatore Paolo Boselli, residente a Cumiana[4]

Avvenimentimodifica | modifica sorgente

Nel 1693 parte del territorio venne coinvolto nella Battaglia della Marsaglia tra le truppe di Luigi XIV di Francia e Vittorio Amedeo II di Savoia. Vennero profanate la chiesa parrocchiale e la cappella di Casevecchie.

Nel 1799, all'epoca delle guerre napoleoniche, Piscina venne occupata dai Francesi. Sotto la spinta delle truppe Austro-Russe del generale Suvorov, i Francesi furono costretti a ritirarsi. I parrocchiani, istigati dal Prevosto, abbatterrono l'albero della libertà provocando la reazione dei giacobini che, ritornati nei giorni successivi da Pinerolo, didere fuoco alla canocnica distruggendo l'archivio parrocchiale.

Nel 1808 Piscina venne colpita dal terremoto che ebbe epicentro a Fenestrelle, subendo danni di media entità. Negli anni successivi venne dato impulso alla costruzione di canali irrigui, tuttora esistenti, ed opere di bonifica.

Nel periodo di governo di Camillo Benso di Cavour, Piscina ebbe un notevole sviluppo agricolo ed artigianale, favorito dalla realizzazione della ferrovia Torino-Pinerolo (1854) e dal diffondersi della coltivazione del mais.

Tra il 1870 e il 1920 Piscina, come tutti i paesi del Piemonte, subì una forte emigrazione verso il Sudamerica ed ebbe un elevato numero di caduti nella prima guerra mondiale, eventi che non impedirono un miglioramento della situazione economica, anche con l'introduzione dell'industria dei laterizi.

Frazioni e Borgatemodifica | modifica sorgente

  • Casevecchie (sino al 1959 appartenente al comune di Airasca)
  • Martini (sino al 1959 appartenente al comune di Airasca)
  • Bruera (sino al 1893 appartenente al comune di Scalenghe)
  • Crotti
  • Bella
  • Calvetti
  • Baudi (sino al 1893 appartenente al comune di Scalenghe)
  • Gabellieri (borgata divisa a metà con Airasca, la parte Piscinese sino al 1893 era parte di Scalenghe)

Appartiene al comune di Piscina, anche una piccola parte di Pascaretto, borgo diviso fra tre comuni: Piscina, Frossasco e Pinerolo.

Tradizionimodifica | modifica sorgente

Mesdì ëd Pissin-amodifica | modifica sorgente

A Piscina vige la tradizione di suonare l'Angelus alle ore 11.30 anziché alle 12.00, quando le campane suonano invece 12 rintocchi. Non si conosce con certezza l'origine di questa tradizione. Nei paesi dei dintorni si usava in epoche passate indicare le 11.30 come Mesdì ëd Pissin-a (Mezzogiorno di Piscina). La tradizione vuole che i Piscinesi si radunarono all'inizio dell'Ottocento a pregare per scongiurare l'arrivo della peste, che in quei tempi flagellava le campagne pinerolesi e malaria faceva molte vittime essendo presenti molte vasche e risaie in zone]

Anche se il patrono è San Grato, di fatto la vera festa patronale si svolge la prima domenica di ottobre in onore della Madonna del Santissimo Rosario.

L'elezione del Parrocomodifica | modifica sorgente

Avendo finanziato direttamente la costruzione della parrocchiale nel 1609 e nel 1766, i Piscinesi ottennero il privilegio dell'elezione del Parroco, o meglio del Prevosto. Esso veniva votato dai discendenti (nella persona dei capifamiglia) delle famiglie originali. La scelta avveniva su una terna di nomi indicata dall'Arcivescovo di Torino. L'ultimo parroco, così eletto nel 1954 fu Alfonso Mollar. Il privilegio decadde nel 1992 per esplicita rinuncia della maggioranza degli aventi diritto, dopo un periodo di discussioni sull'opportunità di questa prassi e della sua rispondenza al codice di diritto canonico e all'evoluzione della popolazione e dell'organizzazione della Chiesa.

Piscina di Pinerolomodifica | modifica sorgente

La stazione ferroviaria sino ad alcuni anni fa portava la denominazione "Piscina di Pinerolo", assolutamente impropria a livello geografico ed amministrativo. L'unica spiegazione possibile era il rischio di confusione con qualche altra stazione italiana, forse Pescina (AQ) oppure Piscinas (Sardegna)

Piscinesi Illustrimodifica | modifica sorgente

Economiamodifica | modifica sorgente

Il paese ha caratteristiche agricole e artigianali. La tradizionale industria dei laterizi si è estinta recentemente con la chiusura dell'ultima fornace, che peraltro lavorava da molto tempo a produzione ridotta rispetto a quella potenziale. L'edilizia residenziale di piccole dimensioni, ha visto ridursi la sua importanza anche a causa della recente crisi economica

Comuni gemellatimodifica | modifica sorgente

Piscina è gemellata con:

Luoghi di rilievomodifica | modifica sorgente

Museo dell'Arte contadina  'L RUBAT
sito in via Umberto I 64: raccolta di attrezzi e reperti della vita contadina prima della meccanizzazione cui si accompagna un approfondito lavoro di ricerca, conservazione e divulgazione della cultura contadina del territorio. Dal 15/02/2013, Presidente Onorario del Museo Etnografico è Felice Carbone (13/09/1924-01/07/2013), appassionato promotore delle attività del museo fin dalla sua fondazione.
Parrocchiale barocca di San Grato
Parrocchiale di San Grato
Risalente al 1766, è opera dell'architetto Giuseppe Gerolamo Buniva ed è espressione dell'architettura barocca piemontese. Al suo interno è degna di nota la pala collocata dietro l'altar maggiore, rappresentante il patrono del paese, opera coeva all'edificazione della chiesa. Ha subito recentemente restauri importanti alla facciata e al tetto e si sta procedendo ad alcuni lavori di restauro all'interno.
Ala Comunale o antico portico
risale al 1699 ed è sita a fianco della chiesa parrocchiale, fu edificata dalle comunità locali «per riparo dei viandanti», come recita la lapide in latino apposta su uno dei pilastri.Nella delidera di CC n.9 del 18-05-1967 con premessa che la "tettoia"veniva ritenuta priva di valore culturale,si delibero'lo smusso dell'angolo della stessa. La costruzione è stata oggetto nel 2007 di restauro che l'ha riportata per quanto possibile al suo aspetto originario.
Cappella di San Rocco
è forse l'edificio più antico di Piscina (XVI secolo), posta all'ingresso dell'abitato per richiedere la protezione dalle epidemie di peste frequenti nei secoli passati. Sul muro esterno dell'abside è ancora visibile, per quanto rovinato, un affresco rappresentante la Crocifissione, probabilmente tardo-cinquecentesco. Il 28 novembre 2008 il consiglio comunale ha deliberato di accettare l'offerta della Parrocchia e acquisire la proprietà, prevedendo di ripristinare la copertura e l'intonacatura esterna e di destinarlo in futuro ad usi sociali e culturali. Nel 2012, la Parrocchia,che nel lasso di tempo intercorso dal novembre 2008,non aveva mai concluso l'iter di dismissione del bene,ne ha richiesto la proprieta'.Il comune ha accettato in quanto unico scopo era quello di ottenere l'autorizzazione ad intervenire sull'immobile per evitarne l'ulteriore degrado e conseguente possibile crollo. Il restauro è stato completato nel 2012.Ed ora la cappella sara'raggiungibile percorrendo un bellissimo viale alberato che costeggia via Rimembranza.
Arte Aperta
serie di opere di arte moderna (dopo il 1990), in particolare dipinti, poste lungo le vie del centro storico, (a cura dell'associazione "Piscina Arte Aperta"). Tra gli autori: Francesco Tabusso, Giacomo Soffiantino, Francesco Casorati, Giorgio Ramella, Mario Borgna, Giorgio Griffa, Mauro Chessa, Piero Ruggeri, Antonio Carena, Riccardo Cordero, Ezio Gribaudo, Elio Garis, Enzo Sciavolino, Eugenio Comencini e Sergio Saccomandi.
Presepio meccanico
Presepe "Fratelli Panino"
Presepe "Fratelli Panino"
Opera degli anni sessanta-settanta dei fratelli Panino. Donato dagli eredi di questi alla parrocchia, è stato allocato di fianco alle chiesa ed è visitabile nel periodo natalizio.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[5]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Briciole di Storia - Sito del Comune di Piscina
  3. ^ Consiglio Provinciale di Torino del 6 settembre 1871 "Gazzetta Piemontese del 7 settembre 1871
  4. ^ Consiglio Provinciale di Torino del 10 gennaio 1872 "Gazzetta Piemontese dell'11 gennaio 1872
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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