Politecnico di Torino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Politecnico di Torino
Politecnico di Torino - Logo.png
Stato Italia Italia
Città Torino
Altre sedi Alessandria, Biella, Mondovì, Scano di Montiferro, Vercelli, Verrès
Fondazione 1859
Tipo statale
Facoltà Ingegneria, Architettura, Disegno industriale
Rettore Marco Gilli
Studenti 27 325 (di cui 4 300 stranieri) (a.a. 2011/12[1])
Dipendenti 5 817
Sport CUS Torino
Sito web www.polito.it
 

Il Politecnico di Torino è un istituto universitario statale italiano a carattere scientifico-tecnologico. Ultimo erede di una serie di scuole di Ingegneria torinesi istituite a partire dal 1859, il Politecnico dispone di facoltà e corsi di laurea in:

Rilascia i titoli accademici di laurea e laurea magistrale ed è sede di diversi corsi di dottorato di ricerca e master e ospita ogni anno centinaia di studenti provenienti da altri stati e continenti.

La sede centrale di ingegneria si trova in corso Duca degli Abruzzi, mentre la sede centrale di architettura è sita presso il Castello del Valentino. Vi sono inoltre altre sedi in corso Francia (presso l'Alenia Aermacchi), in corso Settembrini, in via Pier Carlo Boggio, in via Oddino Morgari e al Lingotto. Il Politecnico di Torino ha inoltre poli per il trasferimento tecnologico ad Alessandria, Biella, Mondovì e Verrès.

Il Politecnico di Torino intrattiene rapporti con diverse università, soprattutto europee, americane e cinesi, attraverso la partecipazione a reti universitarie che, grazie ad accordi bilaterali, favoriscono il conseguimento di doppie lauree oltre alla partecipazione ai progetti dell'Unione europea come programma Socrates/Erasmus.

Nel 2004 il Politecnico di Torino ed il Politecnico di Milano fondano l'Alta Scuola Politecnica.

Secondo il rapporto SIR 2012 World Report, circa la qualità della ricerca scientifica prodotta, il Politecnico di Torino risulta avere un fattore d'impatto normalizzato (misurato attraverso il numero delle citazioni per paper, rapportato alle medie per ogni ambito di ricerca) pari a 1,3 (1,7 è il valore più alto fra i centri di ricerca pubblici italiani, riportato dal Politecnico di Bari), mentre per quanto riguarda il tasso di eccellenza, ovvero percentuale di lavori che rientrano nel 10% più citato nella bibliografia internazionale, è registrato un valore del 15,2% (19,6%, valore più alto tra le istituzioni italiane, riportato dal Politecnico di Bari).[2].

Indice

Storia modifica

Il Castello del Valentino, sede storica del Politecnico di Torino
L'ingresso principale del Politecnico di Torino

Il Regio Politecnico di Torino nasce come istituzione nel 1906, ma le sue origini sono più lontane. La Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, sorta con la Legge Casati nel 1859 e il Museo Industriale Italiano, nato sotto l'egida del Ministero dell'Agricoltura dell'Industria e del Commercio nel 1862, ne furono i diretti ascendenti. La prima, istituita nell'ambito dell'Università, apriva la ricerca e la formazione superiore agli studi tecnici; il secondo guardava più direttamente al contesto di un Paese che si affacciava alla nuova realtà industriale. Sotto differenti aspetti e con personalità complementari, illustri docenti e ricercatori seppero dare uno statuto a nuovi ambiti disciplinari, come l'Elettrotecnica e la Scienza delle Costruzioni, ed ebbero visioni anticipatrici nei confronti di una Scuola attenta ai problemi dell'uomo e della società.

Nel 1859 la residenza sabauda del Valentino, oggi proprietà del Politecnico, viene ceduta alla Scuola di Applicazione per gli Ingegneri. Sul modello delle grandi scuole politecniche europee, nei primi anni del Novecento il Regio Politecnico di Torino si mosse in più direzioni intessendo relazioni sia con il mondo scientifico europeo, sia con l'industria locale e nazionale. Nasce l'Aeronautica e i nuovi laboratori, dalla Chimica all'Architettura. Successivamente, la Facoltà di Ingegneria venne trasferita in un edificio, oggi scomparso, che occupava l'intero isolato tra via Giolitti, via San Francesco da Paola, via Cavour e via Accademia Albertina (l'attuale piazzale Valdo Fusi). Esso venne gravemente danneggiato e in gran parte raso al suolo da un pesante bombardamento inglese, nella notte tra l'8 e il 9 dicembre del 1942. Invece di ricostruire la Facoltà di Ingegneria lì dov'era, si decise per il suo trasferimento e ampliamento, e nel novembre del 1958 viene inaugurato il grande complesso di corso Duca degli Abruzzi (nel luogo dove nel 1911 era stato edificato lo "Stadium").

Nel 1986 nasce la scuola per esperti della produzione industriale, nel 2000 diventa Laurea. Nasce come scuola d'élite, primo esempio di laurea "europea", coordinata tra Atenei diversi. Uno dei corsi a numero chiuso, che riesce a coniugare gli insegnamenti classici dell'ingegneria allo sviluppo personale ed alle lingue attraverso stage e corsi all'estero. In particolare è possibile la scelta fra: Athlone (Irlanda), Barcellona (Spagna) e Parigi (Francia).

Il 13 Febbraio del 2012, l'e-st@r, un piccolo satellite costruito secondo gli standard dei cubesat (nanosatellite cubico) dagli studenti del Politecnico di Torino, è stato portato in orbita da Vega, il nuovo lanciatore dell'Agenzia Spaziale Europea.

Dalle statistiche Censis in collaborazione con La Repubblica del 2012, il Politecnico di Torino è il miglior politecnico italiano.[3]

Sedi & Organizzazione modifica

In totale il Politecnico di Torino può vantare 7 sedi, così ripartite, 5 in Piemonte, 1 in Valle d'Aosta ed una in Sardegna. Ovviamente la sede centrale si trova a Torino, precisamente in Corso Duca degli Abruzzi. Ma la sede di Corso Duca non è l'unica Torinese, infatti essa è principalmente sede delle facoltà d'Ingengeria, vi sono ben 4 sedi distaccate;

  • Il Castello del Valentino, sede delle facoltà di Architettura e Design.
  • Il Lingotto, principalmente sede di Ingegneria dell'Autoveicolo.
  • Mirafiori, sede di Produzione Industriale.
  • Alenia, lezioni, master, esercitazioni e corsi in lingua inglese.

Le altre sedi piemontesi:

Valdostane:

Sarde:

Didattica modifica

Il Politecnico al passaggio della torcia olimpica nel 2006.

Dall'anno accademico 2010/2011 la didattica e i corsi di laurea del Politecnico di Torino sono stati riorganizzati secondo le linee guida ministeriali. Gli studenti iscritti da quell'anno sono distribuiti in 28 nuove lauree triennali di Ingegneria, 4 nuove lauree triennali di Architettura, 25 lauree magistrali di Ingegneria e 7 di Architettura. Ci sono inoltre 24 corsi di dottorato e 16 master). Per gli iscritti prima dell'anno 2010/2011 sono rimasti attivi corsi di laurea pre-riforma ad esaurimento che sono considerati equivalenti ai nuovi per classe di laurea e possibilità di impiego. A partire dallo stesso anno accademico sono stati, inoltre, ridotti i corsi erogati presso le sedi distaccate di Vercelli, Mondovì e Verrès per una organizzazione più centralizzata a Torino. Anche in questo caso i corsi già iniziati in tali sedi sono proseguiti.

Per l'anno accademico 2008/2009 gli immatricolati sono stati circa 5.600, nel 2008 più di 2.300 studenti hanno conseguito la laurea quinquennale o di secondo livello e oltre 2.000 la laurea di primo livello. Le ore annue di lezioni/esercitazioni/laboratori sono 170.000.

Lo staff è composto da più di 900 docenti/ricercatori e da 875 tecnici e amministrativi.

Prova di ammissione modifica

Per potersi immatricolare ad un qualunque corso di laurea del Politecnico è necessario sostenere una prova selettiva, al fine di rispettare il limite massimo di immatricolazioni annue. Per i corsi di Architettura il test è composto da:

  • 5 quesiti di cultura generale e 25 di ragionamento logico:
  • 12 quesiti di storia;
  • 10 quesiti di disegno e rappresentazione;
  • 8 quesiti di matematica e fisica;

con i seguenti criteri di valutazione:

  • 1,5 punti per ogni risposta esatta;
  • -0,4 punti per ogni risposta sbagliata;
  • 0 punti per ogni risposta non data.

Al punteggio del test (massimo 90 punti) vanno aggiunti dei punti (massimo 10) in relazione al proprio percorso scolastico.

Per i corsi di Ingegneria il test è composto da:

  • 18 quesiti di matematica in 40 minuti;
  • 6 quesiti di comprensione verbale in 12 minuti;
  • 6 quesiti di logica in 12 minuti;
  • 12 quesiti di fisica in 26 minuti;

per un totale di 42 quesiti in 90 minuti, valutati con i seguenti criteri:

  • 1 punto per ogni risposta esatta;
  • -0,25 punti per ogni risposta sbagliata;
  • 0 punti per ogni risposta non data.

Se il punteggio risulta maggiore o uguale al 50% del punteggio massimo il test è superato ed è possibile immatricolarsi a qualunque corso, mentre se è inferiore si dovrà aspettare la graduatoria e quindi i posti disponibili. [1]orienta.polito.it].


Nell'anno accademico 2010/2011 risultano i seguenti corsi di laurea di primo livello:

Architettura modifica

Interfacoltà di Architettura (dal 2010) modifica

  • Sede di Torino:
    • Architettura
    • Architecture (laurea in lingua inglese)

I Facoltà di Architettura modifica

  • Sede di Torino:

Corsi di Laurea di 1º Livello (triennale)

"Per gli immatricolati nell'A.A. 2010/11"

  • Design e comunicazione visiva

"Per gli immatricolati prima dell'A.A. 2010/11"

  • Disegno industriale
  • Progetto grafico e virtuale
  • Scienze dell'architettura

Corsi di Laurea Specialistica 2º Livello (biennale)

"Per gli immatricolati prima dell'A.A. 2010/11"

  • Architettura (costruzione)
  • Architettura (progettazione urbana e territoriale)
  • Design del prodotto ecocompatibile

Corsi di Laurea Magistrale 2º Livello (biennale)

"Per gli immatricolati nell'A.A. 2010/11"

  • Architettura costruzione città
  • ECODESIGN (laurea in lingua inglese)

II Facoltà di Architettura modifica

  • Sede di Torino:
    • Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale

Per gli immatricolati prima dell'A.A. 2010/11

  • Sede di Torino:
    • Architettura per il progetto
    • Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale
    • Storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali
  • Sede di Mondovì:
    • Architettura per il progetto

Ingegneria modifica

I Facoltà di Ingegneria modifica

Per ogni facoltà e indirizzo d'ingegneria del politecnico di Torino, il primo anno è propedeutico e consta delle seguenti materie:

Corsi I° anno crediti CFU
Analisi Matematica I 10
Chimica 8
Fisica I 10
Informatica 8
Geometria 10
Inglese 3
Esame a scelta 6

Per gli immatricolati prima dell'A.A. 2010/11

Ingegneria dell'Informazione modifica

Per gli immatricolati prima dell'A.A. 2010/11

Organizzazione d'impresa e Ingegneria Gestionale modifica

Per gli immatricolati prima dell'A.A. 2010/11

Corsi di Laurea modifica

Strutture interne modifica

LABINF - Laboratorio Didattico di Informatica Avanzata modifica

Il LABinf è utilizzato dagli studenti, di anni successivi al primo, che seguono insegnamenti dei corsi di laurea della Facoltà di "Ingegneria dell'Informazione" e solo previa iscrizione e successivo ottenimento delle credenziali. Vi si svolgono le esercitazioni al calcolatore, in genere con l'assistenza di un docente, delle materie informatiche più complesse.

I 70 computer, dislocati in due sale separate, offrono la possibilità di utilizzare i più diversi software, anche su piattaforma Unix. È disponibile un impianto audio/video con 6 schermi al plasma da 42 pollici divisibili in 3 zone.

I server del laboratorio (macchine da rack in un'apposita sala server climatizzata autonomamente) sono esclusivamente su base UNIX (Linux, Solaris) e gestiscono i vari servizi utili al funzionamento del laboratorio (autenticazione degli utenti, aree personali e condivise, posta elettronica, accesso ssh remoto, stampa, sito web del laboratorio e homepage degli utenti) oltre ad un servizio di VM-provisioning per conto del Dipartimento di Automatica e Informatica.

Il LABinf gestisce anche l'Iniziativa HPC del DAUIN[4]. La DAUIN HPC Initiative fornisce risorse computazionali e conoscenza tecnica sia a progetti di ricerca che a corsi didattici avanzati. La precedenza è data ai gruppi di ricerca del Dipartimento di Automatica e Informatica, ma l'iniziativa si rivolge anche ad altri dipartimenti e strutture del Politecnico di Torino. L'iniziativa possiede attualmente un cluster da circa 0.5 TFLOPS basato su CPU Intel Nehalem, interconnessione InfiniBand, sistema operativo UNIX e scheduler SGE.

Il LABinf occupa il primo piano della manica d'approdo nord della "Cittadella Politecnica" presso la sede centrale di Torino e la gestione è affidata al "Dipartimento di Automatica e Informatica". Il LABinf possiede un portale istituzionale consultabile anche dall'esterno dell'Ateneo.

Museo Virtuale del Politecnico di Torino modifica

Il Museo Virtuale del Politecnico di Torino è uno spazio Internet dedicato a tutte quelle attività che nel corso degli anni hanno permesso l'evoluzione del Politecnico di Torino.

Il Museo Virtuale è stato istituito grazie ai finanziamenti richiesti secondo quanto previsto dalla Legge L.113/91 del 1998, che promuove il finanziamento ministeriale di strutture culturali e di formazione. Venne quindi istituito il Centro Museo e Documentazione Storica del Politecnico di Torino, che sviluppa il progetto del museo, inaugurato il 29 marzo 1999. Lo spazio espositivo virtuale offre al visitatore un percorso multimediale, che parte dalla fondazione nel 1859 della Scuola di applicazione per gli ingegneri al Castello del Valentino, snodandosi attraverso illustrazioni, descrizioni dettagliate di macchine, strumentazione scientifica, luoghi e personaggi, fino alla definizione dell'odierna città politecnica.

Personalità illustri modifica

Rettori modifica

Scuola di applicazione modifica

Politecnico di Torino modifica


Professori modifica

Studenti modifica

Laureati ad honorem ed honoris causa modifica

Note modifica

  1. ^ Dati dell'ufficio di statistica del MUR al 07/04/2012
  2. ^ SIR - SCImago Institutions Rankings
  3. ^ Le classifiche di Censis e Repubblica 2011-2012 delle Università italiane. URL consultato in data 19-05-2012.
  4. ^ DAUIN HPC Initiative
  5. ^ Comunicato stampa del 21 febbraio 2012
  6. ^ SquadraCorse PoliTo
  7. ^ Morì a soli due esami dalla laurea fu però insignito della laurea ad honorem

Voci correlate modifica

Altri progetti modifica

Collegamenti esterni modifica