Pomarolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pomarolo
comune
Pomarolo – Stemma
Pomarolo – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Sindaco Massimo Fasanelli (lista civica) dal 09/05/2005
Territorio
Coordinate 45°56′00″N 11°03′00″E / 45.933333°N 11.05°E45.933333; 11.05 (Pomarolo)Coordinate: 45°56′00″N 11°03′00″E / 45.933333°N 11.05°E45.933333; 11.05 (Pomarolo)
Altitudine 206 m s.l.m.
Superficie 9 km²
Abitanti 2 384[1] (31-12-2010)
Densità 264,89 ab./km²
Frazioni Chiusole, Savignano
Comuni confinanti Aldeno, Cimone, Nomi, Rovereto, Villa Lagarina, Volano
Altre informazioni
Cod. postale 38060
Prefisso 0464
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022144
Cod. catastale G808
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Pomarolesi
Patrono san Cristoforo
Giorno festivo 26 luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Pomarolo
Sito istituzionale

Pomarolo è un comune italiano di 2.298 abitanti in provincia di Trento.

Il toponimo dipende dal latino pomarium, "frutteto", con suffisso diminutivo ("piccolo meleto"). Proprio per questo lo stemma tradizionale, derivante da sigilli del 1700 e adottato il 1º settembre 1980, rappresenta un meleto con frutti d'oro. Sulle montagne presso Pomarolo sono presenti numerosi sentieri turistici.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Tradizionimodifica | modifica sorgente

Il filòmodifica | modifica sorgente

Tra le tradizioni locali non si può tralasciare il filò, tipica usanza rurale veneto-trentina. Consiste in una riunione serale alla quale, in passato, intervenivano persone anziane e giovani che raccontavano le ultime novità, infiorandole naturalmente con la fantasia e quel pizzico di malizia che rendeva interessanti le conversazioni. La sede più adatta a tali riunioni era senz'altro la stalla, il luogo più caldo della casa rurale, che era costituita da enormi stanzoni per i bachi da seta, spesso aperti in modo tale che passasse il vento di tramontana che le lunghe sere invernali portavano con sé.
L'usanza del filò si è protratta fino alla fine della seconda guerra mondiale, ma con la quasi totale scomparsa delle stalle adiacenti alle case, dell'economia agricola diffusa ed il contributo non irrilevante dell'avvento della televisione, è del tutto scomparsa.

Variazionimodifica | modifica sorgente

Nel 1967 i confini del territorio comunale hanno subito una modifica in seguito al distacco della frazione Piazzo, aggregata al comune di Villa Lagarina (Censimento 1961: pop. res. 219).[2]

Storiamodifica | modifica sorgente

Complice la sua collocazione sulla strada che costeggia la riva occidentale dell’Adige, Pomarolo è sempre stato il centro più importante della Val Lagarina sia durante l’epoca romana che nell’Alto Medioevo. Il villaggio venne distrutto nel 1136 dall'imperatore Lotario III del Sacro Romano Impero. Dalle ceneri dell’incursione imperiale, il villaggio risorse come un piccolo libero comune valligiano, la cui sfera d’influenza comprendeva tutti i villaggi tra Isera, Aldeno e Cimone. Parallelamente, presso la vicina rocca di Castel Barco si originava una famiglia di milites di grande importanza nella storia del Trentino, i Castelbarco. Occupato dalla Repubblica di Venezia nel XV secolo, il castello venne distrutto per ordine di Massimiliano I d'Asburgo nel 1508.


Il paese ha una famosa chiesa del XIII secolo dedicata a S. Cristoforo, il cui parroco è Don Enrico Setti, e sul monte vicino a Pomarolo ci sono bellissime vigne, numerosi sentieri (che portano verso paesi tra cui Castellano, Pedersano e Villalagarina) inoltre si gode di una magnifica vista della Val Lagarina e dei monti circostanti. Il municipio è un edificio risalente al XVII secolo.

La strada principale è la via 23 novembre, che percorre il paese per un lungo tratto. Lungo questa strada, che termina alla chiesa di San Cristoforo (patrono del paese), si affacciano piccoli negozi con numerosi cibi tradizionali e il pub Malibù, detto "di Corrado" ritrovo degli anziani del paese. Il Negozio di Ivano è un famoso negozio in paese, vi si vendono famosi prodotti locali e persino prodotti artigianali dei filò; pur essendo molto assortito, è assai piccolo e perciò non è dotato di una adeguata capacità di soddisfare i turisti.

L'ingresso al paese è garantito da un largo viale detto dagli autoctoni "La Pontera", al termine del quale, si può trovare la residenza "La Màsera". Proseguendo si continua su via Masi su cui si affacciano graziose villette; da lì si arriva in via Case Sparse.

Nel piazzale Angheben si trovano l'asilo nido Sovracomunale, la scuola dell'infanzia e le scuole elementari Remo Galvagni.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[3]

Persone legate a Pomarolomodifica | modifica sorgente

Felice Fontana
  • Felice Fontana, fisico e tossicologo
  • Gregorio Fontana, fratello di Felice, studioso di matematica e fisica. Ai due fratelli Fontana è dedicato l’istituto tecnico di Rovereto, la piazza comunale e la banda musicale di Pomarolo, fondata nel 1886.
  • Adamo Chiusole, pittore, poeta, letterato e collezionista di opere d’arte di Chiusole. Tra le sue opere artistiche si ricordano la pala dell’Annunciata nella chiesa di Savignano e la pala dell’altare della chiesa di Chiusole.
  • Girolamo Tartarotti, ricercatore, storico, studioso appassionato bibliotecario a cui è dedicata la biblioteca di Rovereto. A lui è anche dedicata la via del centro storico di Pomarolo. Tra i suoi testi si ricordano: “Memorie antiche di Rovereto e luoghi circonvicini”, “Rima scelte” e “Del congresso notturno delle Lammie”.

Fotomodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente








Creative Commons License