Pompei

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Pompei
comune
Pompei – Stemma Pompei – Bandiera
Pompei – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma.png Napoli
Sindaco Claudio D'Alessio (centrosinistra) dal 08/06/2009 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 40°45′0″N 14°30′0″E / 40.75°N 14.5°E / 40.75; 14.5 (Pompei)Coordinate: 40°45′0″N 14°30′0″E / 40.75°N 14.5°E / 40.75; 14.5 (Pompei)
Altitudine 14 m s.l.m.
Superficie 12,4 km²
Abitanti 25 620[1] (31-12-2010)
Densità 2 066,13 ab./km²
Frazioni Mariconda, Messigno, Ponte Nuovo, Treponti, Fontanelle, Parrelle, Ponte Izzo, Ponte Persica, Fossavalle, Chiesa della Giuliana
Comuni confinanti Boscoreale, Castellammare di Stabia, Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Scafati (SA), Torre Annunziata
Altre informazioni
Cod. postale 80045
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063058
Cod. catastale G813
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Pompeiani
Patrono Madonna del Rosario
Giorno festivo 8 maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Pompei
Posizione del comune di Pompei nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Pompei nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Pompei è un comune italiano di 25.671 abitanti[2] della provincia di Napoli in Campania.

Indice

Storiamodifica

La città di Pompei ha origini antiche quanto quelle di Roma, la migrazione di abitanti della Valle del Sarno discendenti dai mitici Pelasgi formarono un primitivo insediamento la futura Pompei, ai piedi del Vesuvio: forse non un abitato vero e proprio, ma più probabilmente un piccolo agglomerato intorno al nodo commerciale che vedeva l'incrocio di tre importanti strade, ricalcate in piena epoca storica dalle vie provenienti da Cuma, Nola, Stabia e da Nuvkrinum.

In quanto luogo di passaggio obbligatorio tra nord e sud, presto Pompei divenne una preda per i potenti stati confinanti, data la sua importanza come nodo viario e portuale. Venne conquistata una prima volta dalla colonia di Cuma tra il 525 e il 474 a.C. Strabone riporta che Pompei fu conquistata dagli Etruschi ed unita alla dodecapoli (l'insieme delle dodici città più importanti)sotto il controllo di Nuvkrinum, notizia che alla luce dei recenti scavi diventa sempre più attendibile. Nell'area del tempio d'Apollo e presso le Terme Stabiane sono stati rinvenuti numerosi frammenti di bucchero, alcuni addirittura con iscrizioni nucerine in graffite; sempre nella zona delle Terme, inoltre, è venuta alla luce una necropoli del VI secolo a.C.

Le prime tracce di un abitato a Pompei d'una certa importanza risalgono al VI secolo a.C., anche se in questo periodo la città, ancora piuttosto piccola, non rivela l'esigenza di servirsi d'un piano regolatore e sembra il risultato di un aggregarsi d'edifici piuttosto disordinato e spontaneo.

La battaglia persa dagli Etruschi nelle acque di fronte a Cuma contro Cumani e Siracusani (metà del V secolo a.C.), portò Pompei sotto l'egemonia dei sanniti. La città fu partecipe della Lega nucerina, confederazione che comprendeva Nuceria Alfaterna, Ercolano, Stabia e Sorrento, utilizzò inoltre un particolare alfabeto alfabeto nucerino, basato sull'alfabeto greco e su quello etrusco. Probabilmente a questo periodo risale la fortificazione dell'intero altopiano con mura di tufo che racchiudevano oltre sessanta ettari, anche se la città vera e propria non raggiungeva nemmeno i dieci ettari d'estensione.

Fu ostile ai Romani durante le guerre sannitiche. Sconfitta, divenne alleata di Roma con la condizione di socia dell'Urbe, conservando comunque autonomia linguistica ed istituzionale. È al IV secolo che risale il primo regolare impianto urbanistico della città la quale, intorno al 300 a.C., ricevette la nuova fortificazione in calcare del Sarno.

Durante la seconda guerra punica Pompei sotto il controllo di Nuceria Alfaterna rimase fedele a Roma, al contrario di Capua e molte altre città campane, e poté così conservare la sua parziale indipendenza.

Nel II secolo a.C. la coltivazione intensiva della terra e la conseguente massiccia esportazione di vino ed olio portarono nella città grande agiatezza ed un alto tenore di vita: basterebbe ricordare la ricchezza di alcune case ed il loro lussuoso arredamento. La Casa del Fauno, ad esempio, può rivaleggiare in ampiezza (quasi 3000 m²) persino con le più famose dimore reali ellenistiche.

Allo scoppio della guerra sociale (91 a.C.) Pompei fu ostile a Roma. Ma era impossibile resistere alla superiore forza militare di Roma: nell'89 a.C. Silla, dopo aver fatto capitolare Stabia, partì alla volta di Pompei, che tentò una strenua difesa rinforzando le mura cittadine ed avvalendosi dell'aiuto da un gruppo di celti capitanati da Lucio Cluenzio. Ogni tentativo di resistenza risultò vano e ben presto la città cadde ma grazie all'appartenenza alla lega nucerina ottenne la cittadinanza romana, ed inserita nella Gens Menenia. Nell'80 a.C. entrò completamente e definitivamente nell'orbita di Roma e Silla vi trasferì una colonia di veterani che prese il nome di Colonia Venerea Pompeianorum Sillana. L'assegnazione di terre ai veterani avvenne certo a danno delle gentes che avevano più aspramente avversato Silla. Ciò nonostante, le vicende politiche e militari non influirono in maniera determinante sul benessere e sull'intraprendenza commerciale dei pompeiani (volta soprattutto all'esportazione dei vini campani) che interessava zone anche molto remote. Per la salubrità del clima e l'amenità del paesaggio, la città ed i suoi dintorni costituirono anche un piacevole luogo di villeggiatura per alcuni ricchi Romani, compreso Cicerone che vi possedeva un fondo.

Eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ricostruzione grafica

Le fonti sono piuttosto avare di notizie riguardo alla vita di Pompei nella prima età imperiale. Solo Tacito ricorda come un fatto clamoroso la rissa avvenuta tra Nucerini e Pompeiani nel 59 d.C. nell'anfiteatro di Pompei, che spinse Nerone a proibirvi, per dieci anni, ogni spettacolo gladiatorio.

Nel 62 la città viene scossa da un forte terremoto.

Eruzione del 79 d.C.modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eruzione del Vesuvio del 79.

Nell'estate del 79 d.C. (I° anno di regno dell'imperatore Tito, cfr. Cassio Dione V) Pompei fu vittima di una forte eruzione del Vesuvio. La città fu sommersa da una pioggia di cenere e lapilli (e non di lava, come spesso si legge) che, salvo un intervallo di alcune ore, cadde ininterrotta fino a formare uno strato di oltre tre metri. Al momento dell'eruzione del 79, molti edifici erano in ricostruzione a causa di un sisma verificatosi pochi giorni prima e non del sisma del 62, come precedentemente creduto, i cui danni erano già stati completamente riparati anni prima.

Calco in gesso di uno dei cadaveri ritrovati durante gli scavi

La data di questa eruzione ci è nota in base a una lettera di Plinio il giovane e dovrebbe corrispondere al 24 agosto. Tuttavia non tutti gli studiosi concordano, anche perché di questa lettera non esiste l'originale, ma esistono solamente delle trascrizioni effettuate nel corso degli anni seguenti. In alcune di esse si parla del del nono giorno avanti alle calende di novembre corrispondente al 24 di ottobre. Altri indizi vengono dal ritrovamento di frutta secca, come noci e fichi, oppure di sorbe, frutto tipico autunnale, ma la prova, forse più importante, è il ritrovamento di una moneta d'argento con impressa la scritta IMPXV, ovvero la quindicesima acclamazione di Tito a imperatore, acclamazione che avvenne il giorno 8 settembre del 79 d.c. Nella cenere solidificata furono ritrovati i vuoti corrispondenti a corpi; detti vuoti, riempiti con colate di gesso (o altro), ci forniscono i calchi esatti delle vittime dell'eruzione.

Pompei dopo l'eruzionemodifica

Dei reperti bizantini forniscono la prova che esisteva anche un piccolo insediamento nel Medioevo; gli abitanti nel medioevo erano concentrati in località Cività Giuliana, a nord della città antica, praticamente nella zona alta in quanto salubre dato la presenza di paludi e di forte umidità nella zona centro sud, nelle vicinanze del fiume Sarno che causava malattie e morte; ci fu un periodo infatti in cui il fiume Sarno fu deviato ad opera del Principe di Scafati causando la morte di quasi tutti gli abitanti della valle di Pompei. Successivamente furono realizzate opere idrauliche ad opera dei Borbone e la foce del fiume fu interamente bonificata con gli argini costruiti in pietra. Ad inizio ottocento fu anche realizzata l'antica Chiesa della Giuliana, ora in un monumentale stato di abbandono.

La Pompei moderna fu fondata dopo la costruzione del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. Il Santuario fu consacrato nel 1891.

Personaggio di assoluto rilievo fu Bartolo Longo, proclamato beato il 26 ottobre 1980 da papa Giovanni Paolo II. Per volontà sua fu eretto il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, ora Basilica Pontificia, ricca di ex voto, la quale costituisce una delle mete italiane più frequentate "per grazia ricevuta", in esso è conservata la tela seicentesca della scuola di Luca Giordano raffigurante la Madonna di Pompei. Un intenso pellegrinaggio si verifica in occasione delle due suppliche alla Madonna l'8 di maggio e la prima domenica di ottobre. Si devono a lui altre due opere a favore di persone bisognose, due strutture destinate all'accoglienza dei figli e figlie di persone carcerate.

Ebbe forte risalto internazionale, la registrazione in audio e video, avvenuta tra il 4 e il 7 ottobre 1971, del concerto della progressive rock band Pink Floyd pubblicato nel 1972 con il titolo di Live at Pompeii. Il concerto fu tenuto in assenza di pubblico, alla presenza del solo staff tecnico, e per questo resta tuttora un passaggio memorabile della storia del rock, sia per l'esecuzione in uno spazio vuoto, sia per gli effetti audio-visivi utilizzati.

Pompei è ancora oggi un importante centro strategico commerciale, tant'è che sono presenti un Ipermercato Auchan ed un centro commerciale caratteristico "La Cartiera" realizzato riconvertendo appunto una vecchia Fabbrica di Carta.

Per il decreto firmato il 9 gennaio 2004, dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Pompei è stata elevata al rango di città.

Sono almeno otto milioni all'anno i turisti di Pompei: circa quattro milioni vi giungono per visitare gli Scavi ed oltre quattro per visitare il Santuario (stima molto prudente: infatti è più attendibile una tra cinque e sei milioni per il solo Santuario)[3].

Gli scavimodifica

Una strada dell'antica Pompei
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scavi archeologici di Pompei.

Nell'area degli scavi archeologici è stata portata alla luce l'antica città romana distrutta tragicamente a seguito dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. L'improvvisa pioggia di cenere e lapilli e lo spesso strato di polvere che ne è risultato hanno cristallizzato nel tempo l'intera città e la sua tragedia preservandoli nei secoli. Riportata in superficie è diventata il secondo sito archeologico più visitato al mondo[4].

Pompei Patrimonio Mondiale dell'Umanitàmodifica

Nel 1997, l'UNESCO ha dichiarato Pompei Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Il Comitato ha deciso di iscrivere tale area sulla base dei criteri culturali considerando che gli straordinari reperti delle città di Pompei, Ercolano e delle città limitrofe, sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79, costituiscono una testimonianza completa e vivente della società e della vita quotidiana in un momento preciso del passato, e non trovano il loro equivalente in nessuna parte del mondo.

Crollo della Schola armaturarummodifica

Nel primo mattino del 6 novembre 2010, è crollata la Schola armaturarum, la scuola dei gladiatori, a causa di gravi cedimenti strutturali. I lavori per la ristrutturazione sarebbero dovuti iniziare a breve visto che in molti ne iniziarono a denunciare il pericolo crollo da qualche tempo.

Cedimento di due murimodifica

Il 1 dicembre 2010 cedono due muri della casa del Moralista, fortunatamente entrambi senza affreschi. Gli esperti affermano che tali eventi siano imputabili alle insistenti precipitazioni e che purtroppo possono accadere dato che gli edifici hanno più di 2000 anni.

Evoluzione demograficamodifica

Abitanti censiti[5]

Infrastrutture e trasportimodifica

Ferroviemodifica

La città di Pompei è attraversata da 3 linee ferroviarie: Napoli – Poggiomarino e Torre Annunziata – Sorrento della Circumvesuviana e la Napoli – Salerno delle FS. Su queste linee sono dislocate diverse stazioni che servono varie zone della città.

Le stazionimodifica

Stazione Pompei Scavi - Villa dei Misteri della Circumvesuviana
  Stazioni
Nome Gestore Stato attuale Servizio
Pompei
FS
In uso
Passeggeri
Pompei Scavi
FS
Dismessa
Passeggeri
Pompei Santuario
Circumvesuviana
In uso
Passeggeri
Pompei Valle
Circumvesuviana
Dismessa
Passeggeri
Pompei Scavi – Villa Dei Misteri
Circumvesuviana
In uso
Passeggeri
Moregine
Circumvesuviana
In uso
Passeggeri

Autostrademodifica

La città di Pompei è attraversata dall'autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno. Su questa linea sono dislocati 3 caselli che in direzione Nord-Sud sono rispettivamente:

  • Pompei ovest
  • Castellammare di Stabia (sebbene nel territorio di Pompei)
  • Pompei est - Scafati (il casello vero e proprio è nel territorio del comune di Pompei)

Aeroportimodifica

Aereo Gli aeroporti più vicini sono:

Sportmodifica

Calciomodifica

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Città di Pompei[6], che milita nel girone B dell'Eccellenza. Per il campionato 2012-2013 la squadra del Città di Pompei di fatto non esiste più dato che giocherà con l'attuale denominazione ma sarà spostata ad Ercolano, e dal campionato 2013-2014 cambierà denominazione in Ercolanese.

Personalità legate a Pompeimodifica

Amministrazionemodifica

Gemellaggimodifica

Patti Di Amiciziamodifica

CAPmodifica

Con la riforma del 2006 il codice 80040 è stato soppresso. L'unico codice ora in uso è 80045 per tutte le località postali che ricadono nel comune: Pompei, Pompei Scavi, Mariconda, Messigno, Tre Ponti, Ponte Nuovo.

Curiositàmodifica

Notemodifica

Voci correlatemodifica

Altri progettimodifica

Collegamenti esternimodifica

Articolimodifica

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