Ponte Cestio

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Coordinate: 41°53′24.8″N 12°28′38″E / 41.890222°N 12.477222°E41.890222; 12.477222

Ponte Cestio
2012-05-15 Roma ponte Cestio da ponte Garibaldi 2.jpg
Stato Italia Italia
Città Roma
Tipologia Ponte ad arco
Materiale materiale di recupero
Lunghezza 80,4 m
Costruzione 46-44 a.C. - ricostruito nel 370
 
L'isola e le sue mole nella Nvova pianta del Falda, del 1676
Piranesi, 1758.

Ponte Cestio, noto anche come pons Aurelius, pons Gratiani, ponte di San Bartolomeo o ponte Ferrato, è un ponte che collega il lungotevere degli Anguillara a piazza di San Bartolomeo all'Isola, a Roma, nei rioni Ripa e Trastevere.

Storiamodifica | modifica sorgente

Il ponte fu costruito simmetricamente al ponte Fabricio, dal pretore Gaio Cestio nel 46 o 44 a.C. (titolare dell'omonima piramide), oppure da Lucio Cestio l'anno successivo. Subì un primo restauro nel 152, ma fu completamente ricostruito nel 370 con materiali di reimpiego, provenienti anche dal vicino Teatro di Marcello, dagli imperatori Valentiniano I, Valente e Graziano; quest'ultimo diede al ponte il nuovo nome di Pons Gratiani.

Un altro restauro, documentato da un'epigrafe, si ebbe nel 1191-93 da parte di Benedetto Carushomo, senatore unico di Roma nel 1191[1].

Altri interventi si ebbero nel XV secolo sotto Eugenio IV e nel XVII sotto Innocenzo XI. Dal XV secolo prese il nome di ponte di San Bartolomeo, dal nome della principale chiesa dell'Isola Tiberina.

Nei secoli XVIII e XIX ebbe anche il nome di ponte Ferrato, per le numerose catene che fissavano i mulini sul fiume.

A causa dell'ampliamento del lato destro del Tevere, il ponte venne semidemolito nel 1888 (fu salvata l'arcata centrale) e ricostruito nel 1892 con parte del materiale lapideo originale.

Descrizionemodifica | modifica sorgente

Il ponte è costituito da tre arcate, con una lunghezza complessiva di ottanta metri e quaranta. Il ponte romano misurava quarantotto metri e mezzo, con una sola grande arcata affiancata da due fornici minori.

Sul lato di Trastevere sbocca su piazza in Piscinula, di fronte alle case dei Mattei e alla piccola chiesa di san Benedetto.

Trasportimodifica | modifica sorgente

Metropolitana di Roma C.svg
Sarà raggiungibile, al termine dei lavori, dalla stazione Venezia.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Per Benedetto Carushomo si veda la voce in Dizionario biografico Treccani, a cura di Sofia Boesch Gajano.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Romolo A. Staccioli, Guida Insolita ai Luoghi, ai Monumenti e alle Curiosità di Roma Antica, Newton & Compton, Roma 2000, pp. 290
  • Willy Pocino, Le Curiosità di Roma, Newton & Compton, Roma 2004, pp. 309-311
  • Carmelo Calci, Roma Archeologica, AdnKronos Libri, Roma 2005, pp. 298
  • Roma. Guida Rossa, Touring Club Italiano, Milano 2004, p. 713
  • Piranesi. Le antichità Romane. Paris, 1835. T. 4. Tav. XXI.

Immagini d'epocamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente








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