Porto Viro

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Porto Viro
comune
Porto Viro – Stemma Porto Viro – Bandiera
Il palazzo municipale
Il palazzo municipale
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Rovigo-Stemma.png Rovigo
Sindaco Geremia Giuseppe Gennari (PdL) dall'8/06/2009
Data di istituzione 1º gennaio 1995
Territorio
Coordinate 45°01′00″N 12°13′00″E / 45.016667°N 12.216667°E45.016667; 12.216667 (Porto Viro)Coordinate: 45°01′00″N 12°13′00″E / 45.016667°N 12.216667°E45.016667; 12.216667 (Porto Viro)
Altitudine 2 m s.l.m.
Superficie 133,37 km²
Abitanti 14 762[1] (31-03-2012)
Densità 110,68 ab./km²
Frazioni Ca' Cappellino, Ca' Cappello, Porto Levante, Villaregia (vedi sezione)
Comuni confinanti Loreo, Porto Tolle, Rosolina, Taglio di Po
Altre informazioni
Cod. postale 45014
Prefisso 0426
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 029052
Cod. catastale G926
Targa RO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti portoviresi
Patrono santa Maria Madre della Chiesa
Giorno festivo 11 ottobre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Porto Viro
Posizione del comune di Porto Viro nella provincia di Rovigo
Posizione del comune di Porto Viro nella provincia di Rovigo
Sito istituzionale

Porto Viro è un comune italiano di 14 762 abitanti[1] della provincia di Rovigo in Veneto.

Il comune fu istituito per la prima volta durante il regime fascista nel 1928, con il nome di Taglio di Porto Viro, e sciolto nel 1937. Il 1º gennaio 1995 il comune è stato ricostituito, in seguito a referendum, accorpando i comuni di Donada e Contarina.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Il comune di Porto Viro si trova nel delta del fiume Po e si trova racchiuso tra il ramo principale del Po di Venezia, il Po di Maistra, un ramo del Po di Levante ed il Mare Adriatico.

Il territorio del comune si trova in parte sotto il livello del mare e include molta campagna, fertile per la sua natura alluvionale, valli palustri, lagune e formazioni chiamate scanni (isolotti sabbiosi che si creano per deposito dei detriti del fiume).

Il comune fa parte della zona climatica E.

Storiamodifica | modifica sorgente

Il comune, nato ufficialmente solo nel 1995, prende il nome dal luogo in cui venne realizzato il taglio del Po, alla foce del Gaurus, uno dei numerosi canali che si sviluppavano nella zona.

I primi insediamenti dei Veneti viene fatto risalire al 1000 a.C. Sotto il controllo di Adria ne seguì tutte le vicissitudini, passando per il controllo degli etruschi, dei greci e dei romani che qui fecero passare la Via Popilia-Annia.

Durante l'epoca medievale, sempre sotto il controllo del Vescovo di Adria, con il nome di Ostium Carbonaire, la zona subì uno sconvolgimento per la rottura degli argini del Po. In questo periodo la Repubblica di Venezia guadagnò il controllo della zona e la pose sotto il controllo del castello di Loreo. Qui i due nobili veneti Donà e Contarini costruirono le loro ville intorno alle quali si svilupparono i borghi di Contarina e Donada. Con la scoperta delle Americhe nel 1492 si modificarono le vie commerciali che avevano reso ricca Venezia; per Venezia iniziò il declino. I patrizi veneti decisero perciò di creare nuove fonti di reddito impiegando gli enormi capitali guadagnati con il commercio, investendo in terreni agricoli. Tra queste anche la famiglia Contarini. I Contarini furono una nobile casata ascritta al patriziato veneziano, compresa fra le antichissime famiglie apostoliche. La leggenda ne fa risalire l'origine agli Aurelii Cotta di Roma che, essendo prefetti nella regione del Reno, venivano detti Cotta Rheni o Conti del Reno, da cui il cognome Contarini. Certamente rappresentò una delle più fiorenti famiglie veneziane. Divisa in diciotto rami, diede alla Serenissima ben otto dogi e diverse altre personalità di rilievo come ecclesiastici, politici e militari. A conferma dell'ampiezza del casato, Marin Sanudo, nei suoi Diarii, descrisse il trambusto che i suoi esponenti facevano nell'uscire dalla sala del Maggior Consiglio ogniqualvolta si trattasse di votare per uno di loro. I Contarini dal Naso furono così soprannominati da un Andrea (da alcuni detto Giacomo), che ferì con un pugno il doge Francesco Foscari all'uscita dalla Basilica di San Marco, perché gli era stata negata da questi la nomina a capitano del Golfo, per tale motivo il 21 marzo 1430 venne decapitato fra le colonne della piazzetta San Marco. Altro ramo notabile furono i Contarini di San Trovaso detti dai Scrigni, per i forzieri colmi di ricchezze che custodivano nella loro villa di Piazzola. La loro villa fu l'unica del periodo a non essere fortificata in quanto erano così ricchi da imprestare denaro a mezza Europa, perciò nessuno aveva il coraggio di attaccarli. Tra le loro proprietà sono da annoverare, oltre a villa carrer contarini, villa contarini di Piazzola del Brenta, palazzo contarini del bovolo a Venezia, palazzo contarini fasan, cà d'oro.

Alla fine del Cinquecento l'idrografia del Delta cambiò; il ramo del Po di Tramontana divenne quello principale e la sua corrente portava i sedimenti del fiume nella Laguna minacciando di interrarla. Venezia incolpava di questo il duca d'Este, per aver distaccato dal Po il ramo dell'Abate all'altezza di Pomposa. È ipotizzabile che, perdurando questa situazione, il Delta si sarebbe sviluppato in direzione nord-est, chiudendo nella Laguna la bocca di Chioggia e forse quella di Malamocco. II duca di Ferrara Alfonso II morì nel 1597 senza lasciare eredi diretti e l'anno successivo il territorio ferrarese fu incamerato dallo stato pontificio. Venezia intavolò trattative con il Papato per l'esecuzione del taglio. Dal marzo del 1599 al giugno del 1600 si svolsero visite al Delta e incontri tra veneziani e pontifici per definire il taglio. Il 10 maggio 1600 il cardinale Blandrata, emissario del pontefice, incontrò l'inviato veneziano Alvise Zorzi a Papozze e il 7 giugno fu concordato che i veneziani non potessero chiudere il Po delle Fornaci, che gli argini del taglio fossero costruiti robusti e che i lavori non sconfinassero. I termini della "Convenzione di Papozze" furono ratificati a Roma dal papa Clemente VIII e a Venezia dal doge Marino Grimani. I contarini approfittarono dei nuovi cambiamenti geografici e continuarono ad arricchirsi facendosi assegnare anche i terreni che sarebbero emersi dalle acque del mare (cosa che avvenne nel corso dei secoli sviluppando i territori oggi chiamati delta del Po). Così nasce attorno alla villa il paese di Contarina, che ovviamente prende il nome da questa famiglia, che vi costruisce pure l'attuale chiesa parrocchiale dedicata a san Bartolomeo, che secondo la leggenda veniva costruita con le pietre rimaste dopo la costruzione del palazzo. In seguito alle vicende napoleoniche, alla fine della Repubblica Veneta, con il trattato di Campoformido (1797) e il Congresso di Vienna (1815) Contarina subì le vicende del territorio della Serenissima e fece parte dell'impero austriaco. In questo periodo villa carrer contarini passò alla famiglia Nicoletti che nel 1817 la ristrutturò come oggi la vediamo, diventando un edificio neoclassico con influenze romantiche. durante il risorgimento italiano la villa fu rifugio per molti carbonari che preparavano le rivoluzioni in Emilia ed in veneto. I padroni dell'epoca, i Nicoletti, furono infatti una famiglia di grande cultura liberale e parente del santo e filosofo Rosmini che nel 1821 prese i voti sacerdotali a Chioggia (infatti la parrocchia di Contarina era sotto la giurisdizione del vescovo di Chioggia) Attraverso la figura del Beato Rosmini, cugino della Nicoletti qui ospite abituale, orbitavano Mazzini, Garibaldi e la famiglia Savoia. Villa carrer era quindi il punto d'incontro degli spiriti liberali dell'epoca grazie alla sua collocazione di confine tra lo stato veneto-austriaco e lo stato pontificio.

Successivamente Gina Nicoletti sposò Gaetano Carrer a cui passò la proprietà della villa, che ne prese il nome. Ai lati vennero costruite due barchesse, una volta dimora di famuli, stallieri, artigiani curtensi, personale di fiducia, dove venivano fatte essiccare erbe aromatiche e custoditi gli animali da soma.

All'inizio del Seicento iniziarono i lavori che la Serenissima Repubblica realizzò per evitare l'interramento della laguna di Venezia; i due centri conobbero una notevole crescita che portò il Vescovo di Adria a renderli autonomi: Contarina nel 1665, Donada nel 1680.

L'arrivo degli Asburgo portò anche la bonifica e la costruzione di quelle fornaci che ancora caratterizzano il territorio del basso polesine.

Nel 1928 le due cittadine vennero unificate per iniziativa dell'ammiraglio Luigi Arcangeli ed il loro sviluppo prese nuova energia tanto che nel 1937, probabilmente sotto la spinta di Adria, che ne cominciava a temere l'importanza, per Regio Decreto vennero nuovamente divise.

L'ultima tragedia che colpì il comune di Porto Viro fu la tremenda alluvione che nel 1951 sommerse il Polesine per la rottura degli argini del fiume Po. L'alluvione causò una massiccia emigrazione. In quegli stessi anni, inoltre, la campagna di estrazione del metano provocò un abbassamento del suolo tale da compromettere la sicurezza idraulica della zona, tanto che l'estrazione stessa venne fermata.

Con decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, datato al 12 novembre 2001, Porto Viro si può fregiare del titolo di città[2] in virtù dell'importanza storica o civica.

Simbolimodifica | modifica sorgente

« Partito: nel PRIMO, di verde, alla banda ondata di azzurro, fluttuosa di argento; nel SECONDO, di rosso, al leone d'oro, allumato di rosso, linguato dello stesso, sormontato dalle lettere maiuscole C e D ordinate in fascia, d'oro. Ornamenti esteriori da Città »
(Descrizione araldica dello stemma)
« Drappo giallo, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro: "Città di Porto Viro". Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto giallo, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro »
(Descrizione araldica del gonfalone)

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[3][4]

Ambientemodifica | modifica sorgente

Con la legge regionale n.36 dell'8 settembre 1997, la Regione del Veneto ha istituito il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, un ambiente unico, dove la vita del fiume si presenta nel pieno del suo splendore: la flora e la fauna delle valli da pesca e delle rive rimangono intatte. Porto Viro ne rappresenta il maggiore centro abitato.

Particolarmente caratteristico lo Scanno Cavallari, isolotto alluvionale situato di fronte a Porto Levante, conserva un ambiente naturale e incontaminato (accesso in battello € 5), mentre un tempo ospitava poderi, abitazioni e fabbricati rurali, il tutto abbandonato sessant'anni fa a seguito dell'abbassamento del suolo e conseguente parziale sommersione[5].

Luoghi di cultomodifica | modifica sorgente

Il territorio fa parte della diocesi di Chioggia, sede della Chiesa cattolica suffraganea del patriarcato di Venezia appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto.

Altri monumentimodifica | modifica sorgente

Monumento ai caduti della seconda guerra mondiale realizzato con frammenti di bombe di quel periodo. Raffigura un soldato che protegge un bambino. Esiste inoltre un altro monumento per i caduti in mare. Il teatro più importante della città è la sala ERACLE, luogo di incontri, conferenze e rappresentazioni scolastiche. Villa Contarini-Carrer, il più antico palazzo di Porto Viro, costruito nel XVII secolo dalla nobile famiglia dei Contarini.

Museimodifica | modifica sorgente

Il comune di Porto Viro è sede di due musei:

Frazionimodifica | modifica sorgente

Secondo lo statuto, il comune riconosce come tali cinque frazioni (capoluogo incluso), ma si precisa che alcune di esse comprendono più località distinte:

  • Porto Viro: Contarina, Donada, Fornaci, Murazze, Portesin, Scalon, Taglio di Donada (quartieri); Ca' Giustinian, Ca' Pesara, Mea (località);
  • Ca' Cappellino: Veniera;
  • Villaregia: Ca' Cornera, Ca' Pisani, Scanarello;
  • Porto Levante;
  • Ca' Cappello.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Il palazzo comunale in Piazza della Repubblica.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Giovanni Franchi centrosinistra Sindaco
1999 2004 Doriano Mancin centrodestra Sindaco
2004 2009 Doriano Mancin centrodestra Sindaco
2009 in carica Geremia Giuseppe Gennari centrodestra Sindaco

Gemellaggimodifica | modifica sorgente

Porto Viro è gemellato con:

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Dati ISTAT - Popolazione residente al 31 marzo 2012
  2. ^ Fonte dal sito Araldica Civica
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ fino al 2001 ed esclusi 1931 e 1936, il dato è la somma degli abitanti dei comuni di Contarina e Donada.
  5. ^ www.provincia.rovigo.it/cultura

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Gustavo Cristi. Storia del Comune di Ariano Polesine Padova, 1934, ristampa Ariano nel Polesine 2008; contiene riferimenti anche a Porto Viro;
  • Aldo Tumiatti. Il Taglio di Porto Viro. Aspetti politico-diplomatici e territoriali di un intervento idraulico nel delta del Po (1598-1648) - Taglio di Po, 2005.
  • Autori vari. Guida Turistico Stradale del Parco Regionale Veneto del Delta del Po - Lugo (RA), 2006.
  • Autori vari. Enciclopedia del Polesine. Il Basso Polesine: Atlante polesano del Delta del Po - Rovigo, 2007.

Altri progettimodifica | modifica sorgente








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