Qamar-ud-din Khan, Asaf Jah I

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Qamar-ud-din Khan, Asaf Jah I
Qamar-ud-din Khan, Asaf Jah I
Ritratto di Qamar-ud-din Khan I e del suo seguito
Nizam di Hyderabad
In carica 31 luglio 1720 – 1º giugno 1748
Incoronazione 31 luglio 1720
Predecessore
Successore Nasir Jang Mir Ahmad
Nascita Agra, 20 agosto 1671
Morte Burhanpur, 1º giugno 1748
Luogo di sepoltura Khuldabad
Dinastia Asaf Jahi

Qamar-ud-din Khan, Asaf Jah I (Agra, 20 agosto 1671Burhanpur, 1º giugno 1748) fu il primo nizan di Hyderabad dal 1720 al 1748.

Biografiamodifica | modifica sorgente

I primi annimodifica | modifica sorgente

Quamar-ud-din Khan nacque da Ghazi ud-Din Khan Feroze Jung e dalla sua prima moglie, Wazir un-nisa Begum ad Agra, il 20 agosto 1671[1]. The name was given to him by the Mughal Emperor Aurangazeb[2]. I suoi nonni paterni furono entrambi importanti generali moghul e cortigiani; Kilich Khan II e Jumlat-ul-Mulk Allami Sa'adullah Khan, furono primi ministri dell'imperatore Shah Jahan[1]. Egli venne educato privatamente[1].

All'età di sei anni, Mir Qumaruddin Siddiqi accompagnò suo padre alla corte moghul nel 1677. Il gran mogol Aurangzeb lo ricompensò a Mansab, dopo che questi aveva dimostrato profonde doti di abilità di guerriero e già prima dell'adolescenza egli venne affidato a seguire il padre come scudiero in battaglia. Nel 1688 all'età di 17 anni condusse col padre l'assalto al forte di Adoni e venne promosso di rango con disponibilità di 2000 zat e 500 cavalli.

All'età di 19 anni l'imperatore gli conferì il titolo di "Chin Fateh Khan", ricevendo in dono una femmina d'elefante ed all'età di 20 anni ottenne il titolo di "Chin Qilich Khan" (spadaccino giovane) per il grande valore dimostrato nell'attacco del forte di Wakinhera. Dopo la cattura del forte stesso venne onorato con 5000 cavalli di dono, una spada ingioiellata e un terzo elefante. A 26 anni venne nominato Comandante in Capo e Viceré, dapprima a Bijapur, poi a Malwa e successivamente a Deccan[2].

Secondo solo all'Imperatoremodifica | modifica sorgente

Dopo la morte di Aurangzeb egli venne nominato governatore di Oudh, ma dopo la morte di Bahadur Shahs egli optò per la conduzione di una vita privata a Delhi. Il suo ritiro sabbatico, ad ogni modo, ebbe termine nel 1712 quando il sesto successore di Aurangzeb, Farrukhsiyar, lo convinse a prendere il posto di viceré del Deccan col titolo di Nizam ul-Mulk (governatore del reame) Fateh Jung.

Diwanmodifica | modifica sorgente

Nizam ul-Mulk iniziò con questa sua posizione a costruire il proprio centro del potere indipendentemente dal gran mogol, a Delhi, mentre continuava in facciata a prestare giuramento all'imperatore ed a versare regolarmente i tributi per l'area da lui governata. Egli venne chiamato da Farrukhsiyar per aiutarlo nel combattimento contro i fratelli Saiyid. Farrukhsiyar però venne ucciso durante questa operazione ma Nizam ul-Mulk riuscì comunque a sconfiggere i Saiyids e ricevette il titolo di Diwan (primo ministro) alla corte di Muhammad Shah, successore di Farrukhsiyar.

Nizam ul-Mulk tentò di riformare il corrotto Stato moghul che era governato dai molti intrighi che concubine e consiglieri avevano creato. Il suo progetto era quello di riportare a corte l'etichetta e la disciplina, fatto che portò molti consiglieri dell'imperatore ad avvelenare la mente di quest'ultimo contro la figura del Diwan.

Viceré del Deccanmodifica | modifica sorgente

Altro ritratto di Qamar-ud-din Khan I

Nel 1724 Nizam ul-Mulk rinunciò al proprio posto disgustato e si concentrò sulla reggenza del Deccan riassumendo la dignità di viceré, anche se qui trovò l'opposizione di Mubariz Khan il quale era stato nominato governatore dall'imperatore Farrukhsiyar nove anni prima dopo la dipartita del Nizam alla volta della corte reale. Mubariz Khan si rifiutava di rinunciare alla propria posizione dal momento che era riuscito a restaurare la legge e l'ordine nel Deccan ma nel contempo aveva suddiviso molte cariche minori dello Stato privatizzandole per i propri figli, per suo zio e per alcuni dei suoi schiavi eunuchi. Per nulla impressionato dall'occupante, Nizam ul-Mulk guidò le proprie forze verso Shakarkhelda nel Berar per un primo scontro con l'esercito di Mubariz Khan. L'incontro fu breve ma decisivo dal momento che Mubariz Khan vi trovò la morte capovolgendo subito le posizioni.

Per questa ennesima vittoria, Nizam ottenne dall'imperatore un elefante, gioielli ed il titolo di Asaf Jah il che gli conferiva potere sull'area con l'intento di reprimere le eventuali rivolte, punire i ribelli e occuparsi attivamente della popolazione. Asaf Jah era un titolo corrispondente a quello di Gran Visir ed era il titolo più alto che poteva essere conferito nell'impero moghul. La cerimonia dell'intronizzazione del Nizam avvenne senza cerimonie trionfali e stabilì di fatto la nascita della dinastia Asaf Jahi nel 1724, anche se egli non si dichiarò mai indipendente dal gran mogol anche se di fatti lo era. I Nizam non ebbero mai né un trono, né una corona, né un simbolo di sovranità. Le monete continuarono ad essere coniate col nome dell'imperatore sino al 1858 ed era sempre in nome del gran mogol che i Nizam leggevano il tradizionale sermone del venerdì.

Come Viceré del Deccan, il Nizam era di fatti a capo dell'esecutivo e del giudiziario come poteri statali ed era la maggiore autorità civile e militare del Deccan dopo l'imperatore. Tutti gli ufficiali erano da lui nominati o in suo nome ed attraverso un Diwan egli aveva la possibilità di fare proprie leggi e levare una propria bandiera.

Tutto questo era reso possibile anche dalla profonda ricchezza portata al paese da miniere d'oro e diamanti presenti a Golconda che formavano gran parte della ricchezza dello Stato e della corte, contribuendo a renderla pareggiabile con quella del gran mogol.

Egli inoltre divise il nuovo territorio in tre parti: un terzo divenne di sua amministrazione privata come il Sarf-i-Khas, un terzo divenne di proprietà dello Stato e venne amministrato dai Diwan da lui scelti e il restante terzo venne suddiviso tra i nobili musulmani a lui sottoposti (Jagirdar, Zamindars, Deshmukh), con l'obbligo di pagare annualmente un tributo al Nizam per i villaggi sotto la loro sovranità. Questi signori locali erano però perlopiù assenti dalle terre in loro dominio, il che lasciava comunque al Nizam ampia possibilità di governo su quelle terre.

Gli ultimi annimodifica | modifica sorgente

Nel marzo del 1742, gli inglesi giunsero a colonizzare l'area e posero la loro sede nel Fort St George di Madras e impegnandosi ad inviare subito un dono a Nizam ul-mulk in riconoscimento delle sue capacità di comando in quanto governante del più importante degli Stati dell'impero moghul. Tra questi doni era compreso un trono d'oro, oltre a stoffe e velluti preziosi, broccati, tappeti persiani e oggetti cerimoniali in oro, due cavalli arabi.

Malgrado questo, alcuni anni prima di morire nel 1748, quando redasse il proprio testamento, il Nizan raccomandò ai propri futuri successori la fedeltà al gran mogol malgrado la crescente influenza degli inglesi sul territorio.

Nizam ul-mulk morì all'età di 76 anni. Egli ebbe quattro figli ed una figlia, Mir Ahmed Ali Khan Nasir Jung, Mir Ghazi uddin Khan Bahadur Firuz jung, Nawab Syed Mohammed Khan Salabath Jung, Nawab Mir Nizam Ali Khan Bahadur Nizam Ul Mulk Azaf Jah II, Sahibzadi Khair unisa Begum.

Egli morì a Burhanpur, il 1º giugno 1748 e venne sepolto nel mausoleo di Shaikh Burhan ud-din Gharib Chisti, Khuldabad, presso Aurangabad.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c The Asaf Jahi Dynasty : Genealogy.
  2. ^ a b Hyderabad on the Net : The Nizams.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • * Zubrzycki, John. (2006) The Last Nizam: An Indian Prince in the Australian Outback. Pan Macmillan, Australia. ISBN 978-0-330-42321-2.
Predecessore Nizam di Hyderabad Successore Asafia flag of Hyderabad State.png
Titolo inesistente 1720-1748 Nasir Jang Mir Ahmad

Controllo di autorità VIAF: 122299638 LCCN: n84207311








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