Quarta Divisione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Quarta Divisione fu il quarto livello del campionato di calcio italiano. Fu istituito nel 1922 in seguito a un'importante riforma dei campionati: il Compromesso Colombo.

Strutturamodifica | modifica sorgente

Era strutturato in tornei locali amministrati dai Comitati Regionali. Le migliori squadre di ogni campionato regionale, al termine del girone di finale, venivano poi promosse in Terza Divisione.

Nel tempo la Quarta Divisione ha poi però variato la sua lontananza dalla massima divisione. Se dal 1922 al 1926 era il quarto livello, dal 1926 al 1928 divenne il quinto. Dal 1928 non si disputa più[1].

Storia minimamodifica | modifica sorgente

Fu istituito per succedere alla soppressa Terza Categoria ed inserire in una categoria inferiore le squadre nuove affiliate a partire dalla stagione 1922-23 e tutte quelle società che, a richiesta, avessero preferito rinunciare alla Terza Divisione a causa degli elevati costi di gestione che il calcio regionale aveva a quell'epoca. La divisione, in ogni caso, non venne relegata allo stretto ambito provinciale come succede attualmente con la retrocessione dalla Prima Categoria alla Seconda Categoria. I gironi venivano stabiliti a seconda della distribuzione geografica delle società iscritte.

Non esisteva reciprocità tra le due divisioni regionali: le squadre di Terza non retrocedevano in Quarta Divisione. Eppure nelle stagioni 1922-23 e 1923-24 queste continuarono ad aumentare considerevolmente costringendo la F.I.G.C. a nominare più commissioni di studio per poter rendere omogenea la situazione fino a quando, all'inizio della stagione 1925-26, si istituì la Lega delle Società Minori che stabilì le retrocessioni dalla Terza Divisione in misura proporzionale al numero delle squadre partecipanti alla Terza ed alla Quarta Divisione che variava da regione a regione.

Quando la Federazione si accorse che molte società preferivano disputare dei tornei invece di iscriversi alla Quarta Divisione, a causa della pessima qualità dei campi che comunque rientravano nelle misure minime richieste per l'omologazione (90x45), decise di proporre la cancellazione della categoria che fu attuata soltanto dai tre saggi che compilarono la Carta di Viareggio.

Con questo documento si stabilì il passaggio di tutte le squadre alla Terza Divisione, ma nelle regioni in cui questo non fu possibile per ovvi motivi di adeguamento delle strutture e dall'anzianità delle squadre iscritte (non potevano essere ripescate squadre con un solo anno di vita), due regioni, la Lombardia e l'Emilia-Romagna, furono costrette a usufruire del termine massimo (la fine del campionato 1927-28) consentito.

Il passaggio alla categoria superiore implicava comunque il pagamento delle tasse di iscrizione alla Terza Divisione e molte società preferirono rinunciare all'attività ufficiale a carattere regionale e continuare l'attività giovanile con l'U.L.I.C. a livello locale usufruendo dei più che dimezzati costi di gestione.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Elenco schematico delle categorie F.I.G.C. con le principali variazioni temporali
calcio Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio







Creative Commons License