Querelle des Bouffons

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Querelle des bouffons (letteralmente: disputa dei bouffons), nota anche come guerre des coins, è il nome convenzionalmente dato a un particolare momento delle controversie settecentesche che avevano per oggetto il ruolo e l'importanza del teatro musicale francese.

Bouffons è termine intraducibile con cui, fra il polemico e l'ironico, i parigini indicavano i cantanti-attori di piccole compagnie itineranti italiane che, nei teatri della capitale francese, rappresentavano intermezzi, pasticci e opere comiche, in Francia dette appunto bouffes. Il primo impiego del termine risale al 1729, quando fu allestito all'Académie royale de Musique (il futuro Opéra National de Paris) l'intermezzo in tre parti Baiocco (originariamente Bacocco) e Serpilla di Giuseppe Maria Orlandini, interpreti il tenore Antonio Ristorini e il soprano Rosa Ungarelli.

Benché già dibattuta fin dall'inizio del secolo nell'ambito dei salotti d'élite, la polemica scoppiò nel 1752: occasione fu la seconda rappresentazione a Parigi[1] della Serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi. Nella stessa serata fu allestita anche Acis et Galatée, una pastorale héroïque di Jean-Baptiste Lully rappresentata per la prima volta nel 1686.

I fautori della supremazia del teatro musicale italiano (fra i quali v'erano i futuri enciclopedisti) sostennero vivacemente la validità del proprio assunto: La serva padrona, dicevano, è ammirevole per la piacevolezza dell'invenzione melodica, per la semplicità e la freschezza del soggetto, mentre per la sua complessità e la sua grandiosità il lavoro di Lully risulta di difficile fruizione presso il grande pubblico.

In seguito si formarono due fazioni che presero nome dai settori della sala ove abitualmente si riunivano: il coin du roi comprendeva i sostenitori della musica francese, che sedevano sotto il palco del re; nel coin de la reine confluirono invece gli "italianisti". Dopo un anno di polemiche, espresse in numerosi libelli, la questione si era alquanto sopita, ma a soffiare sulle braci pensò Jean-Jacques Rousseau pubblicando la Lettre d'un Symphoniste de l'Académie royale de Musique à ses Camarades de l'Orchestre (divulgata nel settembre 1753) e la Lettre sur la Musique Française (apparsa due mesi più tardi), con l'intento di dare un colpo decisivo a «quelli del coin du roi». La reazione di questi ultimi (fra i quali Jean-Philippe Rameau, che però non prese parte alla contesa benché violentemente attaccato dal filosofo ginevrino) non riuscì a opporre argomentazioni valide alle tesi di Rousseau: esse finirono dunque con il rivoluzionare il tradizionale concetto dell'opera francese.

Nel 1754 Luigi XV, stanco delle polemiche, troncò la querelle decretando il bando dei bouffons dai teatri francesi.

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  1. ^ La prima era andata in scena nel 1746, con scarso successo.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • La querelle des bouffons, 3 voll. (ristampa in facsimile dei 61 scritti relativi alla querelle pubblicati a Parigi e L'Aia fra 1752 e 1754) a cura di Denise Launay, Ginevra, Minkoff, 1973.
  • Enrico Fubini, Gli Enciclopedisti e la musica, Torino, Einaudi, 1991 (1ª ed. 1971).

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