R. Bemporad & figlio

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R. Bemporad & figlio
Stato Italia Italia
Fondazione 9 luglio 1889 a Firenze
Fondata da Roberto Bemporad
Settore Editoriale
Note nel 1964 associata alla Casa Editrice Barbèra

L'editore Roberto Bemporad acquisì dai fratelli Paggi la Libreria Editrice Felice Paggi di Firenze il 16 giugno 1889. La Società Roberto Bemporad & Figlio si costituì il 9 luglio 1889 e dette vita alla casa editrice R. Bemporad & figlio. A Roberto Bemporad, successe il figlio Enrico nel 1890.

La copertina di Alberto Della Valle per un libro di Emilio Salgari

La Bemporad esordì, tra l'altro, con le pubblicazioni delle Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, di Carlo Collodi, Il giornalino di Gian Burrasca di Luigi Bertelli detto Vamba, La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, il settimanale per bambini Giornalino della domenica, le varie raccolte delle Novelle per un anno di Luigi Pirandello, opere edite dalla Libreria Editrice Felice Paggi, che il Bemporad ebbe in eredità: queste opere costituirono per molto tempo i pezzi forti della Bemporad. Successivamente, la casa editrice pubblicò libri di avventura di Emilio Salgari[1]

Fu molto attiva nell'editoria scolastica per le scuole elementari, come il libro di lettura curato da Leopoldina Zanotti

Enrico Bemporad, insieme ad Attilio Vallecchi, fu tra i creatori della "Fiera Internazionale del Libro", la cui prima edizione si svolse nel 1924 presso l'Istituto Statale d'Arte di Firenze di Porta Romana. Nel 1927 Bemporad, insieme al Barbèra, fece parte del comitato promotore della Sezione fiorentina del sindacato fascista degli editori, sezione alla quale aderiva anche Ettore Salani.

Successivamente, Bemporad fu messo in disparte dal fascismo, ancor prima delle leggi razziali del 1938, con una denigratoria campagna di stampa, che lo additava come responsabile della morte di Salgari, che si era suicidato a causa di dissesti finanziari, così l'editore ebreo fu tacciato di esosità[2]

Enrico Bemporad morì nel 1944, dopo essere stato escluso dal suo lavoro, in seguito alle leggi razziali, tanto che la sua casa editrice aveva dovuto cambiare nome. Nel secondo dopoguerra Renato Giunti rilevò l'azienda, alla quale fu dato il nome di Bemporad Marzocco. A quest'ultima fu associata, nel 1964, la casa editrice Barbèra, acquistata da Renato Giunti nel 1960.

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  1. ^ Op.cit.Cantagalli, pag.362
  2. ^ Op.cit.Cantagalli, pag.362

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Roberto Cantagalli, Cronache fiorentine del ventennio fascista, Cadmo editore, Roma 1981







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