Raimondo VI di Tolosa

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Raimondo VI
Raimondo VI
Statua di Raimondo che annuncia ai cittadini la morte di Simone di Montfort
Conte di Tolosa
In carica 1194 - 1222[1]
Predecessore Raimondo V
Successore Raimondo VII
Nascita Saint-Gilles, 27 ottobre 1156[2]
Morte Tolosa, 2 agosto 1222
Luogo di sepoltura Notre Dame de Nîmes (Nimes)
Padre Raimondo V
Madre Costanza di Francia
Coniugi Ermessinda di Mauguio
Beatrice di Trencavel
Borgogna di Lusignano
Giovanna d'Inghilterra
la Signorina di Cipro
Eleonora d'Aragona
Figli Costanza, di secondo letto
Raimondo
Giovanna e
maschio, di quarto letto
Bertrando
Guglielmina e
Raimonda, illegittimi

Raimondo VI di Tolosa[3], detto Raimondo il Vecchio (Saint-Gilles, 27 ottobre 1156[2]Tolosa, 2 agosto 1222), fu conte consorte dal 1172, e poi conte effettivo dal 1176, di Melgueil e conte di Tolosa, duca di Narbona e marchese di Provenza, dal 1194, alla sua morte.

Originemodifica | modifica sorgente

Figlio maschio primogenito del conte di Tolosa, marchese di Provenza e duca di Narbona, Raimondo V e di Costanza di Francia (come risulta dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium,[4] e dalla Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes, Tome IV[5]), figlia del re di Francia, Luigi VI detto il Grosso[6], e di Adelaide di Moriana[7], figlia di Umberto II[7](10651103), conte di Savoia, detto il Rinforzato, e di Giselda di Borgogna, figlia di Guglielmo I di Borgogna.
Raimondo V di Tolosa era il figlio primogenito del conte di Rouergue o di Rodez, conte di Tolosa, duca di Settimania o di Narbona e marchese di Provenza, Alfonso Giordano e di Faydide o Faydive (come risulta dalla Histoire Générale de Languedoc, Notes, Tome IV,[8] e dalla Histoire de Montpellier[9]), figlia di Raimondo Decano II, signore d'Uzès e Posquiêres.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Sigillo di Raimondo VI

Secondo il documento CCXXIV, datato 1171, delle Notes de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, Raimondo, in quel periodo fu fidanzata a Dolce II, Contessa titolare di Provenza ed erede della contea di Melgueil, figlia del defunto Conte di Provenza, [[Raimondo Berengario II di Provenza|Raimondo Berengario II][10] e della nipote dell'imperatore, Enrico IV, Richenza di Polonia[11], (1130/1140-1185).
Dolce II, però, l'anno successivo, a circa dieci anni di età, morì.

Raimondo, nel settembre 1072, sposò la zia di Dolce, Ermessinda di Pelet[12] (?-1176), che da poco era vedova di pietro Bermondo, signore di Sauve, ed era figlia del signore d'Alais, Bernardo Pelet e della contessa di Mauguio, Beatrice (1124 - dopo il 1190), che in prime nozze aveva sposato il Conte di Provenza, Berengario Raimondo I[13] (i nonni paterni di Dolce II). La contessa di Melgueil, Beatrice di Mauguio, il 12 dicembre 1172, secondo il documento CCXXIX, delle Notes de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, abdicò in favore della figlia, Ermessinda, che divenne contessa di Melgueil e, nel contempo riconobbe come conte anche il genero Raimondo[14].
Nel 1176, prima di morire, Ermesinda redasse un testamento, che è riportato nel documento CCXXXVII, delle Notes de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, in cui lasciava tutti i suoi titoli ed i suoi beni al marito, mentre alla madre, Beatrice riservava un lascito annuale finché fosse vissuta[15].

Rimasto vedovo, verso il 1178[16], secondo la Historia Albigensium di Petrus Vallis Caernaii sposò Beatrice di Beziers e Carcassonne (1155 circa- dopo il 1193), figlia di Raimondo Trencavel I (?-1167, assassinato), visconte di Béziers e Carcassonne e della sua seconda moglie, Saura e sorella del visconte di Beziers, Ruggero[17]ponendo fine ai dissidi con la famiglia Trencavel. Sempre la Historia Albigensium di Petrus Vallis Caernaii ricorda che divorziarono nel 1193[17]. Secondo il documento XVIII, delle Notes de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome V, il visconte Ruggero, dopo il divorzio, sempre nel 1193, donò a Beatrice il castello di Mèze[18]. Beatrice dopo il divorzio, si ritirò nel convento di Cathar[12].

Sempre nel 1193, secondo le Europäische Stammtafeln[19], libro III, 764 (non consultate), Raimondo sposò Borgogna di Lusignano[12], figlia del futuro re di Cipro e futuro re titolare di Gerusalemme, Amalrico II (1145-1205) e di Eschiva di Ibelin (c. 1160 - Cipro 1197), figlia di Baldovino di Ibelin. Questo terzo matrimonio viene confermato anche dalla Historia Albigensium di Petrus Vallis Caernaii[17], che ci conferma che Raimondo, poi divorziò o ripudiò (dismissam) Borgogna[17], che, tornò in Palestina e si sposò, in seconde nozze, verso il 1205, con Gualtiero de Montbeliard, come ci conferma il libro XXVI del Recueil des historiens des croisades. Historiens occidentaux[20].
Secondo alcuni storici questo matrimonio è dubbio, in quanto Borgogna di Lusignano non lasciò mai il mediterraneo orientale e sia le Europäische Stammtafeln che la Historia Albigensium di Petrus Vallis Caernaii abbiano fatto confusione con una delle mogli successive, la figlia dell'imperatore di Cipro, Isacco Comneno, detta la Signorina di Cipro.

Nel 1194, alla morte del padre, Raimondo V, gli successe come Raimondo VI, nei titoli di conte di Tolosa, duca di Narbona e marchese di Provenza[12].

Nel 1196 sposò Giovanna d'Inghilterra (1165-1199), la settima figlia del re d'Inghilterra Enrico II Plantageneto (1133-1189) e di Eleonora, duchessa d'Aquitania (1122-1204). Giovanna era vedova dal 1189, del re di Sicilia Guglielmo II il Buono. Con questo matrimonio Raimondo VI pose fine alle difficili relazioni tra la contea di Tolosa e Riccardo I Cuor di Leone, che, dal 1189, era re d'Inghilterra, duca di Normandia, conte del Maine, d'Angiò e di Turenna, duca d'Aquitania e Guascogna e conte di Poitiers; infatti Giovanna d'Inghilterra era la sorella prediletta di Riccardo I Cuor di Leone. La promessa di matrimonio del 1196, tra Giovanna (soror regis Ricardi Johanna quæ et regina exstiterat Siciliæ) e Raimondo (comiti Sancti Ægidii) viene riportato nel Radulphi de Coggeshall Chronicon Anglicanum[21] e nel Annales de Margan tra (Johanna relicta Willelmi regis Apulia) e (comiti Sancti Egidii)[22]; mentre il matrimonio, sempre nel 1196, è ricordato dagli Annales de Burton[22].
Secondo la Histoire Générale de Languedoc, Tome VI, Preuves, Giovanna morì a Rouen il 24 settembre 1199[23]. dato il suo stato di gravidanza avanzato, dopo la sua morte, le fu aperto il ventre e fu estratto un maschio che visse solo poche ore[23].

Rimasto vedovo, nel 1200, sposò la figlia dell'imperatore di Cipro, Isacco Comneno (1155-1196, avvelenato), detta la Donzella o Signorina di Cipro (1177- dopo il 1204), come ci conferma il libro XXVIII del Recueil des historiens des croisades. Historiens occidentaux che la definisce la fille de l'empereor de Chypre[24]. Laa Historia Albigensium di Petrus Vallis Caernaii su citata per i terzo matrimonio potrebbe riferirsi a questo matrimonio[17] e non a quello tra Raimondo e Borgogna.
Sempre secondo il Recueil des historiens des croisades. Historiens occidentaux la figlia dell'imperatore di Cipro fu ripudiata e cacciata dalla contea (mist hors de sa terre)[24] e, dopo la separazione, avvenuta nel 1202, a Marsiglia incontrò Teodorico di Fiandra, che nel Recueil des historiens des croisades. Historiens occidentaux viene chiamato Baldovino (un chevalier.....Bauduins avoit noim), uno degli organizzatori della quarta crociata[24] e che sposò, nel 2003, come secondo marito[24].

Nel 1202, Raimondo si allontanò dall'alleanza col regno d'Inghilterra, dopo che a Riccardo I, sul trono, nel 1199, era succeduto Giovanni Senza Terra.

Nel 1203 infine sposò Eleonora d'Aragona (1182-1226), figlia del re Alfonso II d'Aragona (1157-1196) ponendo fine ai dissidi con la casa d'Aragona.

Governò con molta liberalità, mantenendo le libertà comunali ed estendendo le esenzioni fiscali. Fu, inoltre, un raffinato poeta che non amava la guerra, ma che dimostrava sufficiente energia, quando la situazione lo richiedeva. L'alterco con il legato del papa, Pierre de Castelnau[25] (1770-1208), lo dimostrò ampiamente.

Quando Pierre de Castelnau istituì una lega di pace per far fronte all'eresia catara, ottenne numerose adesioni ma non quella di Raimondo, che sosteneva così implicitamente i Catari. Il conte fu immediatamente scomunicato dal legato pontificio, e il Vescovo di Roma confermò la scomunica il 29 maggio.[26]

Pierre de Castelnau fu assassinato all'alba del 14 gennaio 1208, e Raimondo venne messo sotto accusa dalla Chiesa. Il pretesto tanto atteso per scatenare la Crociata contro gli albigesi era stato trovato, e Innocenzo III emise il 10 marzo una bolla infuocata che incitava a liberare il mezzogiorno francese dalla minaccia eretica.

Raimondo si vide revocare la scomunica a seguito dell'umiliazione, subita il 18 giugno 1209, di fronte al nuovo legato del papa, Arnaud Amaury, abate di Cîteaux, che guidava l'armata crociata.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crociata albigese.
Miniatura rappresentante la cacciata degli Albigesi da Carcassonne nel 1209.

Raimondo, di fronte all'ostilità del legato del papa ed alla brutalità dei crociati, che dall'agosto 1209 erano guidati da Simone di Montfort[27], prima cercò l'appoggio dell'ex cognato, Giovanni Senza Terra[28], e poi cambiò nuovamente campo e nel 1211 fu nuovamente scomunicato dal concilio di Montpellier. Tentò, invano, di organizzare una resistenza contro i Crociati.

Pietro II,[29] re d'Aragona e fratello di Eleonora, dopo aver rivolto invano un appello al pontefice, scese in campo al suo fianco, a capo di una coalizione formata dai conti di Tolosa, di Foix e di Comminges e dal visconte di Béarn ma fu ucciso nella battaglia di Muret il 12 settembre 1213, e Raimondo VI fu costretto a fuggire in Inghilterra.[30]

Quando Giovanni senza Terra fu scomunicato e dichiarato decaduto dal trono d'Inghilterra da Innocenzo III ed era minacciato da un'eventuale invasione di una crociata guidata dal re di Francia, Filippo Augusto, Raimondo non riuscì ad aiutarlo[31].

Raimondo, all'inizio del 1214, assieme a Ferdinando del Portogallo, conte delle Fiandre, coordinò l'alleanza antifrancese, che portò alla sconfitta di Bouvines.

Nel novembre 1215 Raimondo fu a Roma a perorare la propria causa davanti al Concilio Lateranense IV, che condannò l'eresia dei Catari ed appoggiò incondizionatamente la crociata. Simone di Montfort fu riconosciuto conte di Tolosa, mentre le pretese del re di Francia di rendere la contea di Tolosa sua vassalla andarono deluse. Inoltre, al concilio lateranense, a Raimondo furono tolti anche i territori che egli possedeva entro i confini dell'impero e senza consultare l'imperatore[32], Ottone, che dopo il disastro di Bouvines, dell'anno prima, si era ritirato nei suoi feudi, Avignone ed il Contado Venassino, furono assegnati a colui che aveva guidato la crociata, Simone di Montfort. Comunque a Raimondo VI, privato dei suoi possedimenti, fu assegnata una rendita annua di 400 marchi d'argento ed i territori non ancora conquistati dai crociati, sarebbero stati conservati dalla chiesa e consegnati al figlio di Raimondo VI, anche lui di nome Raimondo, al raggiungimento della maggiore età.

Nell'aprile 1216, mentre Simone si trovava a Parigi, Raimondo, con l'appoggio del figlio Raimondo, il futuro Raimondo VII, sbarcò a Marsiglia dando inizio alla guerra di liberazione, sino a riconquistare Tolosa, il 12 settembre 1217[33]. Simone di Montfort mise subito l'assedio, che alla sua morte, nel 1218, fu continuato dal figlio Amaury di Montfort. Dopo la morte di Simone di Montfort, Raimondo VI governò una parte della contea, che era stata riconquistata.

Raimondo VII morì nel 1222[34]lasciando al figlio Raimondo i titoli di conte di Tolosa e marchese di Provenza ed il peso della guerra contro i crociati, che successivamente contò anche sull'apporto dei re di Francia, Luigi VIII e poi Luigi IX, e che, pur terminando nel 1229 con il trattato di Parigi, non fece cessare gli abusi contro gli albigesi, delegati dopo la fine del conflitto all'Inquisizione, che mise al rogo in un secolo intero meno Catari di quanti ne avesse fatti bruciare in un anno Simone di Montfort.[35]

Discendenzamodifica | modifica sorgente

Raimondo ebbe una figlia da Beatrice:

tre figli da Giovanna:

  • Raimondo VII (1197-1249), conte di Tolosa e marchese di Provenza.
  • Giovanna
  • un figlio maschio, che morì poco dopo la nascita

e tre figli naturali:

  • Bertrando I (1198-1249), visconte di Bruniquel, che diede origine alla casa dei visconti di Bruniquel
  • Guglielmina,
  • Raimonda.

Mecenate e trovatoremodifica | modifica sorgente

Patrono e mecenate, tra gli altri, di Ademar lo Negre, della opera del Coms de Toloza ci resta solo uno scambio di coblas con Porcier (Porcier cara de guiner) in una tenso dove figura come interlocutore anche un certo Folquet.[36]

            Porcier, cara de guiner,
            nas de gat , color de fer,
            a pauc tang no t sotter,
            car anc en tu s' en pacet,
            car meil degra cercar e cher
            per plan e per poig e per ser,
            e demandar o anet
            lor truoia ab vostre ver.[37]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dal 1215 al 1218 fu deposto a favore di Simone di Montfort
  2. ^ a b (LA) Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, Preuves, cap- 10, Chronicon Sancti Saturnini Tolosæ, col. 50
  3. ^ In lingua occitana conosciuto anche come Coms de Toloza
  4. ^ (FR) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1162, pag. 846
  5. ^ (FR) Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes, Tome IV, cap- XII, par. VI, pag. 329
  6. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XIII, Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, par. 2, pag 252 e nota 6
  7. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XIII, De Genere Comitum Flandrensium, Notæ Parisienses, pag 258 e nota 12
  8. ^ (FR) Histoire Générale de Languedoc, Notes, Tome IV, documento n° L, par. XV, pag. 224
  9. ^ (FR) Histoire de Montpellier, pag. lvii
  10. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus IV, doc. CCXXIV, III par. pagina 522
  11. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 377, nota b
  12. ^ a b c d (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Conti di Tolosa - RAYMOND de Toulouse
  13. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus IV, pagine 415 - 417
  14. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus IV, documento CCXXIX, pagine 527 e 528
  15. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus IV, documento CCXXXVII, pagine 534 e 535
  16. ^ (EN) #ES Genealogy : Tolosa - Raimund VI
  17. ^ a b c d e (LA) Petrus Vallis Caernaii Historia Albigensium, Patrologia Latina Vol. 213, Chap. IV, Col. 552
  18. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus V, documento XVIII, pag. 543
  19. ^ Le Europäische Stammtafeln sono una raccolta di tavole genealogiche delle (più influenti) famiglie europee.
  20. ^ (FR) Historia Rerum in partibus transmarinis gestarum, Continuator, libro XXVI, capitolo XXI, pagina 208
  21. ^ (LA) Radulphi de Coggeshall Chronicon Anglicanum, pag. 70
  22. ^ a b (LA) Annales Monastici Vol. I, Annales de Margan, pag. 23
  23. ^ a b (FR) Histoire Générale de Languedoc, Tome VI, Preuves, pag. 190
  24. ^ a b c d (FR) Historia Rerum in partibus transmarinis gestarum, Continuator, libro XXVIII, capitolo V, pagina 256
  25. ^ Pietro di Castelnuovo (o di Castelnau; in lingua autoctona Pierre de Castelnau), nel 1203, era stato inviato nella contea di Tolosa ed in altre contee e viscontee del sud della Francia da papa Innocenzo III, a capo di una delegazione di missionari, muniti di poteri legatizi, cioè erano Legati pontifici, ovvero rappresentanti del papa presso i conti (tra cui Raimondo VI) e presso i vescovi delle varie città interessate (Tolosa, Narbona, ecc..).
  26. ^ M.Roquebert, «La croisade albigeoise: guerre sainte ou de conquête?» in Historia, n.570, 1994, ora in AA.VV., Les Cathares. La croisade albigeoise, Paris, Tallandier, 1999, pp.21-22
  27. ^ Il re di Francia, Filippo Augusto, a cui il papa Innocenzo III, aveva chiesto di guidare la crociata, aveva rifiutato di impegnarsi, in quanto non intendeva interferire con nobili che non erano suoi vassalli, anche se Raimondo gli aveva procurato dei guai. Solo se il conte di Tolosa fosse stato riconosciuto eretico, Filippo disse «Allora saprò come comportarmi». Infatti chiese al figlio, Luigi di intervenire nella crociata solo nel 1222.
  28. ^ Giovanni Senza Terra non fu in grado di aiutarlo in quanto si trovava colpito dall'interdetto e si trovava impegnato nella controversia che lo opponeva al papa Innocenzo III.
  29. ^ Pietro II, il 16 luglio del 1212, era stato uno dei re cristiani vincitori della Battaglia di Las Navas de Tolosa, contro i mori di al-Andalus.
  30. ^ M.Roquebert, pp.23-24
  31. ^ Giovanni Senza Terra fu costretto a riconciliarsi con Innocenzo III, accettando le sue richieste, onde evitare la crociata contro i suoi possedimenti.
  32. ^ L'impero in Provenza subì un duro colpo, perché i territori che erano entro i confini dell'impero perduti da Raimondo VI, nel 1215, poi, col trattato di Parigi, del 1229, il nuovo conte di Tolosa Raimondo VII fu obbligato a cederli definitivamente alla chiesa.
  33. ^ (LA) Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, Preuves, cap- 10, Chronicon Sancti Saturnini Tolosæ, col. 51
  34. ^ (LA) Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, Preuves, cap- 10, Chronicon Sancti Saturnini Tolosæ, col. 52
  35. ^ M.Roquebert, p.25
  36. ^ Trobar, Coms de Toloza {PC 186}. URL consultato il 16 marzo 2013.
  37. ^ (FR) François-Just-Marie Raynouard, Choix des poésies originales des troubadours, vol. 5, 1820, p. 148. URL consultato il 16 marzo 2013.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Fonti primariemodifica | modifica sorgente

Letteratura storiograficamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Predecessore Conte di Tolosa Successore Armoiries Languedoc.png
Raimondo V 1194–1215 Simone I
Simone 1218–1222 Raimondo VII II
Predecessore Marchese di Provenza Successore Armoiries Languedoc.png
Raimondo V 1194–1222 Raimondo VII

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