Randolph Frederick Churchill

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Randolph Frederick Churchill durante la Seconda guerra mondiale

Randolph Frederick Edward Spencer Churchill (Londra, 28 maggio 19116 giugno 1968) è stato un ufficiale, giornalista e politico inglese.

Randolph Churchill insieme al celebre padre e al figlio Winston jr.

Egli era figlio dello statista inglese Winston Churchill (18741965) e della di lui consorte Clementina Hozier (18851977).

Gli inizimodifica | modifica sorgente

Educato ad Eton College ed al Christ Church College di Oxford, divenne giornalista. Nel 1931 condivise l'appartamento di abitazione con il poeta inglese John Betjeman.

La seconda guerra mondialemodifica | modifica sorgente

Durante la seconda guerra mondiale servì nel reggimento che era stato quello del padre Winston, il 4° Ussari della Regina, e fu aggregato per un certo periodo di tempo al reparto di nuova formazione Special Air Service (SAS), accompagnandone il fondatore, colonnello David Stirling, in numerose missioni dietro le linee nemiche nel deserto libico. Nel 1944 andò in Jugoslavia in una missione diplomatico-militare, quale parte del contingente inglese di aiuto ai partigiani iugoslavi. Lui ed Evelyn Waugh giunsero il 10 luglio di quell'anno a Vis, ove incontrarono Tito che aveva semplicemente cercato di sottrarsi ai tedeschi dopo la loro Operazione Rösselsprung. Nel settembre Churchill e Vaugh conclusero la loro missione in Tuposko.[1][2] Durante il servizio militare Randolph raggiunse il grado di maggiore.

Carriera politicamodifica | modifica sorgente

La carriera politica di Randolph Churchill, come quella del figlio Winston, non vide il successo né di quella del padre, Winston Churchill, né di quella del nonno Lord Randolph Churchill. Nelle elezioni generali che si svolsero in Inghilterra nel 1935 egli si candidò delle file del Partito Conservatore come indipendente, causando un temporaneo contrasto con la politica del padre. Nelle elezioni straordinarie del 1936 si schierò contro la coalizione denominata National Government, il cui candidato al governo era Malcolm MacDonald. Durante la seconda guerra mondiale divenne membro del Parlamento sostituendo il primo eletto che aveva lasciato vacante il posto, ma perse il seggio nelle elezioni generali del 1945. In ciascuna delle successive elezioni cui si presentò fu bocciato.[3]

Randolph fu spesso descritto come la pecora nera della famiglia Churchill: irascibile, con un pessimo carattere e con seri problemi di alcolismo. Tuttavia egli aveva ereditato dal padre l'inclinazione per la letteratura e si creò una carriera propria in questo campo. Egli iniziò nel 1966 una biografia ufficiale del padre, ma arrivò a terminarne solo i primi due volumi prima di morire.[4] Scrisse anche un libro autobiografico dal titolo Twenty-One Years (Vent'anni).

Il padre aveva rifiutato la Parìa alla fine della seconda guerra mondiale e di nuovo al momento del suo ritiro a vita privata nel 1955 (quando gli fu offerto il titolo di Duca di Londra), così da non compromettere le possibilità di carriera politica del figlio, poiché fin dal 1911 il Primo Ministro veniva tradizionalmente scelto fra gli eletti alla Camera dei Comuni. Se egli avesse infatti accettato la parìa, il figlio sarebbe dovuto necessariamente spostarsi alla Camera dei Lord alla morte del padre, poiché egli sarebbe divenuto il 2º duca di Londra. (Nel 1963 i pari di parìa ereditaria potevano disconoscere il loro titolo, sebbene l'unico che lo abbia fatto per diventare Primo Ministro fu Sir Alec Douglas-Home)

La finemodifica | modifica sorgente

Randolph Churchill morì di attacco cardiaco all'età di 57 anni. La sua salma fu tumulata insieme a quella dei suoi genitori e fratelli nella chiesa di San Martino a Bladon presso Woodstock nell'Oxfordshire.

Matrimonio e figlimodifica | modifica sorgente

Randolph Churchill sposò in prime nozze il 4 ottobre 1939

e dalla quale divorziò nel 1945

Sposò successivamente in seconde nozze

  • June Osborn, dalla quale ebbe una figlia

Egli ebbe inoltre nel corso degli ultimi venti anni della sua vita una relazione con Natalie Bevan (nata Ackenhausen), la moglie dell' amico e vicino di casa Bobby Bevan, un pubblicitario figlio del noto pittore inglese Robert Bevan.[6]

Operemodifica | modifica sorgente

  • What I Said About the Press (1957)
  • The Rise and Fall of Sir Anthony Eden (1959)
  • Lord Derby: King of Lancashire (1960)
  • The Fight for the Tory Leadership (1964)
  • Winston S Churchill: Volume One: Youth, 1874–1900 (1966)
  • Winston S Churchill: Volume One Companion, 1874–1900 (1966, in due parti)
  • Winston S Churchill: Volume Two: Young Statesman, 1901–1914 (1967)
  • Winston S Churchill: Volume Two Companion, 1900–1914 (1969, in tre parti. Pubblicato postumo con la collaborazione di Martin Gilbert, che scrisse anche i successivi volumi della biografia)

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Sulla esperienza vissuta fu scritto un formidabile rapporto dettagliato sulle persecuzioni del clero da parte di Tito. Esso fu tenuto celato dall'allora Ministro degli Affari Esteri (Foreign Office) Anthony Eden, che cercò persino di diffamare Waugh, allo scopo di evitare l'imbarazzo che avrebbe creato nei rapporti diplomatici con Tito, che era visto allora come un prossimo alleato dell'Inghilterra ed ufficialmente quindi un “amico”.
  2. ^ Vedi:
    • Christopher Sykes, Evelyn Waugh - a Biography.,Collins, Londra, 1975, p. 273
    • Michael Davie (ed.), The Diaries of Evelyn Waugh, Penguin, 1982. (Articoli da marzo fino a settembre 1944)
  3. ^ Risultati delle elezioni generali nel Regno Unito del 1951 (in lingua inglese)
  4. ^ La biografia fu completata e pubblicata postuma da Sir Martin Gilbert
  5. ^ Nota in Italia per la sua burrascosa ed intensa relazione sentimentale con Gianni Agnelli, durata dal 1948 al 1952
  6. ^ Anita Lesile, Cousin Randolph – Life of Randolph Churchill, 1985. Vedi anche: Jonathan Aitken, Heroes and Contemporaries, 2006, pagg. 36-37

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Controllo di autorità VIAF: 91296029 LCCN: n50041183

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