Renato Cattaneo (1903)

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Renato Cattaneo
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Attaccante
Carriera
Giovanili
Alessandria Alessandria
Squadre di club1
1922-1935 Alessandria Alessandria 304 (146)
1935-1937 Roma Roma 35 (6)
1937-1938 Asti Asti 20 (2)
1938-1939 Alessandria Alessandria 3 (2)
1939-1940 Sanremese Sanremese 3 (0)
Nazionale
1931 Italia Italia 2 (1)
Carriera da allenatore
1937-1938 Asti Asti
1938-1939 Alessandria Alessandria
1939-1940 Sanremese Sanremese
1942-1943 Entella Entella
1945-1946 Alessandria Alessandria
1946-1947 Parma Parma
1947-1948 Savona Savona
1948-1949 Parma Parma
1951-1952 Vogherese Vogherese
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Renato Cattaneo (Alessandria, 26 ottobre 1903Alessandria, 25 giugno 1974) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo attaccante.

«Ala destra di buon talento e dal gol facile»[1], è ricordato come uno dei calciatori-simbolo dell'Alessandria per l'alto numero di presenze e per essere il calciatore più prolifico nella storia della società[2][3].

Biografiamodifica | modifica sorgente

Iniziò a giocare a calcio adolescente ed entrò nelle giovanili dell'Alessandria nel 1919; intraprese dunque la carriera di calciatore. Militò a lungo nella prima squadra del club grigio e disputò alcune gare in Nazionale[4].

Negli anni Trenta giocò nella Roma; diventato allenatore, per motivi di salute lasciò la carriera[5]. Lavorò poi come impiegato[6].

Morì nel 1974, a 70 anni, per un collasso cardiaco[7]. A lui è dedicato il campo sportivo di via Monteverde, ad Alessandria, terreno di gioco delle squadre giovanili dell'Alessandria.

Caratteristiche tecnichemodifica | modifica sorgente

Giocatoremodifica | modifica sorgente

Cattaneo è stato ricordato dal giornalista alessandrino Franco Marchiaro come «un'ala destra veloce e tecnica, un attaccante tanto estroso»[8], mentre lo storico del calcio Carlo Felice Chiesa lo ha descritto «attaccante rapidissimo dal dribbling fulminante»[4]; Ugo Boccassi lo considera «il più caratteristico, il più estroso, il più personale nel suo gioco tra gli attaccanti alessandrini»[9].

Per i suoi «scarti imprevedibili»[4] fu soprannominato "Ciaplén"; l'origine di questo nomignolo è incerta. Secondo Carlo F. Chiesa e Mimma Caligaris fu coniato da Adolfo Baloncieri (che osservandolo esclamò in dialetto alessandrino «U smeja 'n ciaplén», "assomiglia a un ciaplén"), con riferimento al sasso nel gioco del rimbalzello[4] o ai salti di un cagnolino[10], mentre per Marchiaro deriverebbe dal cognome dell'attore Charlie Chaplin, con riferimento al dinamismo del personaggio di Charlot[8].

Erberto Levi lo elogiò particolarmente dopo una gara dell'Alessandria contro la Juventus, nel 1933, nella quale Cattaneo segnò una rete decisiva: «Come ha potuto partire un pallone così forte dal piede di un uomo così piccino? Cattaneo non è alto certamente, ma poderoso come un torello. E non ha più vent'anni; ma in velocità come in precisione ha dato molti punti ai ventenni sul campo»[11].

Carrieramodifica | modifica sorgente

Giocatoremodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

La militanza nell'Alessandriamodifica | modifica sorgente

Entrò adolescente nelle giovanili dell'Alessandria; debuttò in prima squadra il 7 gennaio 1923, a 19 anni, nella partita Alessandria-Andrea Doria terminata 3-0[12]. Allenatori in quella stagione erano Carlo Carcano e Béla Révész[13]; Cattaneò esordì come centravanti e, nella stessa gara, mise a segno la sua prima rete in carriera[12]. Disputò le successive due gare di campionato, per poi tornare in prima squadra solamente nell'ottobre 1924, a causa del servizio militare[4].

Non vi è certezza riguardo ad una possibile militanza nella Lazio a metà anni Venti; il Dizionario del calcio italiano lo identifica col Cattaneo che nel 1925, assieme ad Ezio Sclavi ed Antonio Vojak, aveva fatto richiesta alla società di un sussidio economico per potersi stabilire a Roma, dove aveva svolto servizio militare e fatto parte della compagine biancoceleste. Al rifiuto, legato alla rigida politica della dirigenza riguardo al dilettantismo, sarebbe tornato nella città natale[1]. Risulta però che Renato Cattaneo abbia giocato regolarmente, nella stagione 1924-1925, con l'Alessandria, autrice peraltro di un campionato positivo, con una squadra dall'età media piuttosto bassa[14][15].

Una formazione dell'Alessandria 1927-1928; Cattaneo è seduto in prima fila, il primo da sinistra.

A partire da quel torneo, Cattaneo fu titolare nell'Alessandria per oltre 10 anni, e contribuì al raggiungimento di diversi traguardi sportivi; nel 1926 segnò due reti al Novara decisive per la permanenza in Divisione Nazionale[16]; l'anno successivo segnò al Casale nel ritorno della finale di Coppa CONI[17]. Nella stagione 1927-1928 contribuì con un alto numero di gol (a seconda delle fonti, tra le 21 e le 24[18]) al buon campionato dell'Alessandria, che sfiorò la vittoria del titolo. Le 67 reti messe a segno in Serie A tra il 1929 ed il 1935 lo rendono ancora oggi miglior marcatore della squadra nei tornei a girone unico[19].

Cattaneo è ricordato per aver segnato l'ultima rete dell'Alessandria sullo storico Campo degli Orti, il 10 giugno 1929, nella gara vinta per 3-1 contro il Modena[20], oltre che per i duelli ingaggiati con vari portieri dell'epoca come Giuseppe Cavanna, che ricordava in particolare una sua «stupenda rete di testa» del 22 febbraio 1925[8], e Gianpiero Combi, che il 18 settembre 1932, durante un'Alessandria-Juventus (3-2), dopo aver ordinato a Bertolini di marcare più stretto Cattaneo (autore nell'occasione di una doppietta), si sentì rispondere da questi «Invece di protestare, vieni a tenerlo tu!»[8]. Secondo cronache dell'epoca, un suo violento tiro-gol in una gara contro la Triestina costò al portiere alabardato, colpito al volto, sette denti[2].

Il trasferimento alla Romamodifica | modifica sorgente
Una formazione della Roma 1935-1936; Cattaneo è il quinto in piedi da sinistra.

Nella primavera 1935, a 32 anni, fu richiesto dalla Roma. Alla notizia dell'avvenuto trasferimento, scrisse una lettera alla presidenza romanista, pubblicata su Il Littoriale: «Illustre sig. Commissario, sono veramente lieto di aver ricevuto oggi la sua lettera la quale mi conferma il passaggio nella famiglia giallo-rossa, che io difenderò con grande passione e onore come ho fatto per ben 17 anni nella famiglia grigia, e mi permetto di pregarla di porgere i miei vivi saluti ai miei compagni e agli sportivi romani»[21].

Debuttò in maglia giallorossa in Coppa dell'Europa Centrale, nella gara del 16 giugno 1935 contro il Ferencváros, segnando una rete[22]. In campionato, l'addio di Enrique Guaita garantì al nuovo acquista la titolarità: nel 1935-1936 disputò 28 gare, mettendo a segnando 6 reti.

È ricordato soprattutto per tre segnature importanti: decise i derby del 13 ottobre 1935 e del 16 febbraio 1936[23]. Del valore del gol che determinò l'esito della gara di ritorno scrisse Fidia Mengaroni sul Littoriale: «Ci accorgiamo oggi qual è stato il dramma dell'alessandrino. Era diventato il peggior uomo in campo per antonomasia. Lo raggiungevano ovunque ironie [...], la bilancia era sempre ferocemente sfavorevole [...]. Ventimila persone domenica hanno visto il miracolo della resurrezione di Cattaneo, quel goal risolutore, e l'alessandrino issato in trionfo sulle spalle dei compagni romanisti [...]. È Cattaneo che ha battuto due volte la Lazio [...]. Domenica sera, alle Grotte del Piccione, le maggiori feste sono toccate all'ala destra»[24]; i tifosi lo ricondussero a casa sua, al Testaccio, in trionfo[4].

Il successivo 15 marzo firmò poi un contestato "gol fantasma" che decise a pochi minuti dal termine lo scontro diretto contro il Bologna e lanciò i giallorossi nella corsa al vertice[23]. La Roma chiuse seconda, ad un solo punto dal Bologna campione.

Nella stagione successiva Cattaneo disputò solo una parte di campionato in maglia giallorossa; giocò l'ultima gara il 20 dicembre 1936, sul campo del Milan (1-0 per i rossoneri), per poi rescindere alla fine del mese il contratto con la società, che ingaggiò nel suo ruolo Gastone Prendato, e tornare ad Alessandria, dove si allenò con la prima squadra dei grigi senza poter scendere in campo per il resto della stagione, a causa delle norme dell'epoca[25][26].

Le ultime stagioni e i record in maglia grigiamodifica | modifica sorgente

Nella stagione 1937-1938 venne assunto dall'Asti, in Serie C, in qualità di giocatore-allenatore[27]. A partire dalla fine di quel torneo giocò saltuariamente, dedicandosi soprattutto all'attività di allenatore.

Giocò alcune gare con l'Alessandria nella stagione 1938-1939, raggiungendo le 319 gare in maglia grigia e 146 reti (o 145, a seconda delle fonti). Cattaneo risulta perciò il calciatore più prolifico nella storia della società ed il secondo giocatore più presente in partite ufficiali: mantenne il record per oltre quarant'anni, venendo superato dall'attuale primatista Antonio Colombo[28]. Come già detto, risulta ancora oggi il calciatore con più presenze in maglia grigia in gare di Serie A[19].

A fine stagione passò alla Sanremese, con cui risulta aver disputato alcune gare di campionato.

Nazionalemodifica | modifica sorgente

Cattaneo conta due presenze con l'Italia, allenata da Vittorio Pozzo. La prima risale al 25 gennaio 1931; pur infortunatosi nel corso della partita, fu tra i protagonisti della vittoria sulla Francia in amichevole a Bologna[29]. Cattaneo servì due assist a Giuseppe Meazza e siglò la rete del definitivo 5-0, ricordata come «il goal dello zoppo»[3][4][8].

Negli anni successivi fu chiuso, come ala destra, da Costantino e poi da Guaita; tornò a vestire la maglia azzurra quasi cinque anni dopo, il 27 ottobre 1935, contro la Cecoslovacchia[30].

Vanta anche tre presenze e due reti con la Nazionale B[31]. Il debutto avvenne il 6 aprile 1930, a Genova, contro il Lussemburgo (vittoria 8-1), accanto ad altri quattro alessandrini (Avalle, Banchero, Bertolini e Ferrari)[32].

Allenatoremodifica | modifica sorgente

Nel 1938, terminato il campionato di Serie C con l'Asti, venne chiamato sulla panchina dell'Alessandria, a campionato di Serie B ancora in corso, per sostituire Rudolf Soutschek dopo una crisi di risultati che era costata alla squadra il primato[33]; i cinerini persero gli spareggi per la promozione in A contro Novara e Modena[28]. Fu riconfermato per la stagione successiva[34], chiusa all'ottavo posto. Tornò ad allenare la squadra nell'immediato dopoguerra, quando coadiuvò l'allenatore Mario Sperone nel vittorioso campionato B-C 1945-1946[35].

Nella stagione 1939-1940 allenò la Sanremese[36]; lasciò la squadra nell'estate 1940, alla scadenza del contratto, dopo la retrocessione della squadra ligure in C[37]. Seguì poi l'Entella, il Savona e il Parma; nel corso della stagione 1948-1949, mentre allenava i ducali, fu colpito da un infarto e interruppe l'attività tra i professionisti[5]. Passò a seguire negli anni successivi la Vogherese, tra i dilettanti[38].

Statistichemodifica | modifica sorgente

Presenze e reti nei clubmodifica | modifica sorgente

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe europee Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1922-1923 Italia Alessandria 1ª Div 3 1 3 1
1923-1924 1ª Div 0 0 0 0
1924-1925 1ª Div 20 9 20 9
1925-1926 1ª Div 25 14 25 14
1926-1927 DN 15 9 CONI+CI 12+1 1+8 28 30
1927-1928 DN 31 21 31 21
1928-1929 DN 28 12 28 12
1929-1930 A 33 9 33 9
1930-1931 A 22 9 22 9
1931-1932 A 32 12 32 12
1932-1933 A 31 10 31 10
1933-1934 A 34 12 34 12
1934-1935 A 29 16 29 16
giu. 1935 Italia Roma CEC 2 1 2 1
1935-1936 A 28 6 CI 2 0 CEC 4 0 34 6
set.-dic. 1936 A 7 0 CI 0 0 7 0
Totale Roma 35 6 2 0 6 1 43 7
1937-1938 Italia Asti C 20 2 CI  ?  ? 20+ 2+
1938-1939 Italia Alessandria B 3 2 CI 0 0 3 2
Totale Alessandria 306 136 13 9 319 145
1939-1940 Italia Sanremese B 3 0 CI 0 0 3 0
Totale carriera 364 144 15+ 9+ 6 1 385+ 154+

Cronologia presenze e reti in Nazionalemodifica | modifica sorgente

Carriera da allenatoremodifica | modifica sorgente

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Totale Vittorie %
Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
1937-1938 Italia Asti C 30 14 6 10 CI 2 1 0 1 32 15 6 11 46,87
mag.-giu. 1938 Italia Alessandria B 2+2 1 0 1+2 4 1 0 3 25,00
1938-1939 B 34 14 7 13 CI 1 0 0 1 35 14 7 14 40,00
Totale Alessandria 36+2 15 7 14+2 1 0 0 1 39 15 7 17 38,46
1939-1940 Italia Sanremese B 34 6 9 19 CI 1 0 0 1 35 6 9 20 17,14
1942-1943 Italia Entella C 20 9 4 7 20 9 4 7 45,00
1946-1947 Italia Parma B  ?  ?  ?  ?  ?  ?  ?  ?  ?
1947-1948 Italia Savona C 30 24 4 2 30 24 4 2 80,00%
1948-1949 Italia Parma B  ?  ?  ?  ?  ?  ?  ?  ?  ?
1951-1952 Italia Vogherese Prom. 34 20 4 10 34 20 4 10 58,82%

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Giocatoremodifica | modifica sorgente

Alessandria: 1927

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Sappino, op. cit., p. 140
  2. ^ a b 100 volte Grigi, op. cit., p. 6
  3. ^ a b Boccassi Dericci, op. cit., p. 52
  4. ^ a b c d e f g Chiesa, Il secolo azzurro, op. cit., p. 211
  5. ^ a b Si veda il profilo di Renato Cattaneo in: Vincenzo Barberis, Carlo Guarona, Alberto Ravetti. 90 th. Passione e storia dei grigi. Alessandria, Cral, 2002.
  6. ^ Da una testimonianza di Amilcare Savojardo: «Vedi quello coi capelli bianchi? È Renato Cattaneo [...]. Ora fa l'impiegato». Si veda: Gianni Piganata, Da Baloncieri al ragazzino Rivera, da Stampa Sera, 31 ottobre 1962, p. 10
  7. ^ I grigi immutati?, da La Stampa, 26 giugno 1974, p. 15
  8. ^ a b c d e Franco Marchiaro, E allora Cattaneo segnò il «gol dello zoppo», da La Stampa, 4 marzo 1987, p. 35
  9. ^ Boccassi Dericci, op. cit., p. 91
  10. ^ Caligaris, Grig100, op. cit., p. 29
  11. ^ Erberto Levi, Per l'Alessandria, una vittoria che vale 10 vittorie!, da La Domenica Sportiva, 39 (XX), 24 settembre 1933, pp. 8-9
  12. ^ a b Boccassi Dericci, op. cit., p. 26
  13. ^ Boccassi Dericci, op. cit., p. 25
  14. ^ Boccassi Dericci, op. cit., p. 35
  15. ^ Caligaris, Grig100, op. cit., p. 28-29
  16. ^ Caligaris, Grig100, op. cit., p. 30
  17. ^ Caligaris, Grig100, op. cit., p. 33
  18. ^ Caligaris, Grig100, op. cit., p. 35
  19. ^ a b Melegari, Almanacco... 2004, op. cit., p. 588
  20. ^ Caligaris, Grig100, op. cit., p. 37
  21. ^ Cattaneo scrive, da Il Littoriale, 133 (IX), 1º giugno 1935, p. 4
  22. ^ Pier Luigi Tagiuri, La Roma rafforzata dai nuovi innesti e brillantissima..., da Il Littoriale, 147 (IX), 17 giugno 1935, p. 1
  23. ^ a b Cacciari, op. cit., p. 5
  24. ^ Fidia Mengaroni, Lazzaro oppure la resurrezione di Cattaneo, da Il Littoriale, 42 (X), 18 febbraio 1936, p. 3
  25. ^ Cattaneo, da Il Littoriale, 319 (X), 31 dicembre 1936, p. 4
  26. ^ L'Alessandria aspetta la Roma allenandosi intensamente, da Il Littoriale, 31 (XI), 5 febbraio 1937, p. 4
  27. ^ La Divisione Nazionale C: girone C, da Lo Sport Illustrato, 24 (I), settembre 1937, p. 41
  28. ^ a b Caligaris, Grig100, op. cit., p. 56
  29. ^ Melegari, Almanacco... 2004, op. cit., p. 654
  30. ^ Melegari, Almanacco... 2004, op. cit., p. 657
  31. ^ Melegari, Almanacco... 2004, op. cit., p. 750
  32. ^ Boccassi Dericci, op. cit., p. 97
  33. ^ Società e calciatori, da La Stampa, 13 maggio 1938, p. 6
  34. ^ Bruno Slawitz, La Serie B presenta i suoi 18 campioni, da «Il Calcio Illustrato», n. 37 (VIII), 1938, pp. 6-8
  35. ^ Boccassi Dericci, op. cit., p. 127
  36. ^ La Sanremese ha iniziato gli allenamenti, da Il Littoriale, 199 (XIII), 25 luglio 1940, p. 3
  37. ^ A. Galletti, La Sanremese non smobilita, da Il Littoriale, 182 (XIV), 25 luglio 1940, p. 3
  38. ^ Paolo Bertoldi, La Juventus gioca a Voghera, da Stampa Sera, 21 maggio 1952, p. 5

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Ugo Boccassi, Enrico Dericci, Marcello Marcellini. Alessandria U.S.: 60 anni. Milano, G.E.P., 1973.
  • Patrizio Cacciari. 101 gol che hanno fatto grande la Roma. Roma, Newton Compton, 2010.
  • Mimma Caligaris (a cura di). 100 volte Grigi. Supplemento al Piccolo, 17 febbraio 2012.
  • Mimma Caligaris. Grig100. Un secolo di Alessandria in cento partite. Alessandria, Il Piccolo, 2012.
  • Carlo F. Chiesa. Il secolo azzurro. Bologna, Minerva, 2010.
  • Fabrizio Melegari (a cura di). Almanacco illustrato del calcio 2004. Modena, Panini, 2003.
  • Marco Sappino (a cura di). Dizionario del calcio italiano - Vol. 2. Milano, Baldini, Castoldi & Dalai, 2000.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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