Renato Fucini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Renato Fucini

Renato Fucini (Monterotondo Marittimo, 8 aprile 1843Empoli, 25 febbraio 1921) è stato un poeta e scrittore italiano, noto anche con lo pseudonimo e anagramma di Neri Tanfucio.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Figlio di Giovanna Nardi e David Fucini, un medico della commissione governativa delle febbre malariche, trascorse gli anni della fanciullezza a Campiglia Marittima, in Maremma. Frequentò le scuole elementari dai Barnabiti a Livorno. Difficoltà finanziarie spinsero la famiglia a ritirarsi nell'abitazione avita di Dianella. In seguito, quando il padre ottenne la condotta a Vinci, Renato poté studiare privatamente a Empoli. Nel 1863 si laureò in Agraria all'Università di Pisa, dopo aver lasciato gli studi di Medicina, e iniziò a lavorare come aiuto nello studio tecnico di un ingegnere fiorentino. Nello stesso periodo cominciò a frequentare uno storico locale, oggi scomparso, il Caffè dei Risorti, dove, prendendo spunto da vari episodi tragicomici narrati da alcuni frequentatori, iniziò a comporre sonetti.

Grazie a questi componimenti cominciò a farsi conoscere come poeta e nel 1871 uscirono i suoi "Cento sonetti in vernacolo pisano". Esordì come prosatore nel 1877 con un reportage su Napoli ("Napoli a occhio nudo: Lettere ad un amico"). In seguito al successo letterario, si dedicò all'insegnamento, diventando professore di Belle Lettere a Pistoia e successivamente ispettore scolastico. A quest'ultima attività sono legate le novelle della raccolta "Le veglie di Neri: paesi e figure della campagna Toscana" (1882)[1], ambientate prevalentemente in Maremma; come pure le successive raccolte "All'aria aperta" e "Nella campagna toscana". I motivi prediletti sono quelli della vita agreste nelle zone che Fucini conosceva meglio: la Maremma e i borghi dell'Appennino pistoiese.

Dopo aver lavorato alcuni anni presso la Biblioteca Riccardiana di Firenze, nel 1906 fu messo in pensione, trascorrendo gli ultimi anni della sua vita tra la residenza di Dianella e quella di Castiglioncello, intrattenendo fitti e stretti legami con amici ed ex colleghi. Nel 1916 venne eletto socio dell'Accademia della Crusca[2]. La morte lo colse il 25 febbraio del 1921. L'ultima opera curata dall'autore, edita poco dopo la sua morte, "Acqua passata: storielle e aneddoti della mia vita" (1921), contiene degli scritti brevissimi, generalmente autobiografici.

Renato Fucini inoltre dedicò a Giacomo Puccini una poesia per la prima della "Madama Butterfly"; il testo della poesia si trova nella villa Puccini, a Torre del Lago.

"E s'addormentano nelle culle d'oro
gli angeli biondi, gli angeli di Dio.
Dormi, dormi anche tu dolce tesoro
Fa' la nanna anche tu bambino mio.
E sognano dormendo gli angiolini
sognano fiori, farfalle e mandarini.
Sogna, sogna anche tu gotine gialle.
I mandarini, i fiori e le farfalle"

Operemodifica | modifica sorgente

Busto di Renato Fucini a Monterotondo Marittimo
  • Cento sonetti in vernacolo pisano di Neri Tanfucio (1872)
  • Napoli a occhio nudo: Lettere ad un amico (1878)
  • Le veglie di Neri: paesi e figure della campagna Toscana (prima edizione: 1882)
  • All'aria aperta (1897)
  • Le poesie di Neri Tanfucio con l'aggiunta di 50 nuovi sonetti in vernacolo (1882)
  • Il mondo nuovo: Libro di Lettura per la Terza classe elementare (1901)
  • Il mondo nuovo: Libro di Lettura per la Quarta classe elementare (1904)
  • Il bambino di gommelastica: racconto, traduzione libera di Renato Fucini dal russo di D. V. Grigorovitch (1910)
  • Nella campagna toscana: tre nuovi racconti: Castore e Polluce, Tigrino, Il signor colonnello (1908)
  • Acqua passata: storielle e aneddoti della mia vita (1921)
  • Foglie al vento (postumo, 1922)
  • Il ciuco di Melesecche: storielline in prosa e in versi (postumo, 1922)
  • La maestrina: Novella (postumo, 1922)
  • Lettere all'amico dei fichi d'India (postumo, 1943)

Curiositàmodifica | modifica sorgente

  • Giacomo Puccini musicò due poesie di Fucini: "E l'uccellino", dedicato a un bambino, e "Avanti Urania", per il varo di un piroscafo.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Le veglie di Neri raccoglie racconti pubblicati dal 1877 al 1881 sulla "Rassegna settimanale", rivista diretta da Sidney Sonnino, eccetto Dolci ricordi, apparso su "La domenica del Fracassa" (16 gen. 1885), e Scampagnata, composto appositamente per l'edizione completa, realizzata presso la Casa Editrice Barbèra di Firenze nel 1882.
  2. ^ Cfr. la Scheda su Renato Fucini del sito dell'Accademia della Crusca URL consultato il 7 giugno 2009

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Targa a Pisa, via Giordano Bruno
  • Domenico Proietti, «FUCINI, Renato». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Volume L, Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 1998
  • Giorgio Batini, Album di Pisa, Firenze: La Nazione, 1972.
  • Gianpiero Caglianone, Renato Fucini (Neri Tanfucio). Per una bibliografia fuciniana: opere raccolte in volume (1872 - 1997), Massa Marittima, 2002.
  • Gian Antonio Cibotto, «Introduzione». In: Renato Fucini, Le veglie di Neri, Milano: Tascabili Economici Newton, 1993.
  • Giuseppe Centonze, «Con Renato Fucini a Castellammare e a Sorrento». In: Stabiana, Castellammare di Stabia e dintorni nella storia, nella letteratura, nell'arte, Castellammare di Stabia: N. Longobardi ed., 2005 (ISBN 88-8090-223-7), pp. 213-234.
  • Renato Fucini, Opere, a cura di Davide Puccini, Firenze: Le Lettere, 2011.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








Creative Commons License