Riesame

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Nel diritto processuale penale italiano, il riesame, previsto e disciplinato dall'art. 309 del c.p.p., è un mezzo d'impugnazione concesso al solo destinatario di una misura cautelare coercitiva e al suo difensore. Segue ad una richiesta dall'indagato o dal suo difensore. L'organo competente è il Tribunale del riesame. Funge da Tribunale del riesame una sezione apposita (peraltro non costituita nei capoluoghi più piccoli) del Tribunale del capoluogo del distretto di Corte d'appello nel caso di misura cautelare personale (di regola custodia cautelare) ovvero, nel caso di misura cautelare reale (sequestro di beni) il Tribunale territorialmente competente in base alla Procura della Repubblica che ha emesso il provvedimento di sequestro. Il termine per presentare la richiesta di riesame è in entrambi i casi di 10 giorni.

La presentazione dei motivi è solo eventuale (è un mezzo d'impugnazione totalmente devolutivo). I motivi comunque, se proposti, possono essere presentati sia contestualmente alla richiesta sia successivamente, prima dell'apertura della discussione: in questo caso possono essere anche nuovi rispetto a quelli già presentati.

Gli atti relativi al procedimento devono essere trasmessi dall'autorità giudiziaria procedente al tribunale entro 5 giorni, il quale decide entro 10 giorni dalla ricezione degli atti. Si tratta di termini perentori: qualora non siano rispettati, la misura cautelare disposta perde efficacia.

Il provvedimento sulla misura è immediatamente efficace.

Riferimenti normativimodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Siracusano et al., Diritto processuale penale, Torino, Giuffrè editore, 1996. ISBN 88-14-05694-3.







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