La Rinascente

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La Rinascente
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1865 a Milano
Sede principale Milano
Filiali 11 negozi
Persone chiave Gabriele D'Annunzio, Marcello Dudovich, Giò Ponti, Max Huber, Bruno Munari, Giorgio Armani, Gioacchino Luigi Mellucci, Franco Albini, Franca Helg
Settore grandi magazzini
Prodotti abbigliamento, casa, profumeria
Fatturato 435.5 mln di €
Sito web www.rinascente.it

La Rinascente è un'azienda italiana di grandi magazzini operanti nel settore della vendita di prodotti di abbigliamento e per la casa. Attualmente dispone di un network di un concept store e 11 negozi presenti nelle principali città italiane (Milano, Torino, Genova, Monza, Padova, Firenze, Roma, Cagliari, Catania, Palermo)

La storiamodifica | modifica sorgente

Originimodifica | modifica sorgente

Nel 1865 i fratelli Luigi e Ferdinando Bocconi aprirono in via Santa Radegonda a Milano il primo negozio italiano in cui erano venduti abiti pre-confezionati. Viene seguito l'esempio di Le Bon Marché, il grande magazzino aperto a Parigi nel 1838 che aveva spopolato oltralpe.

L'iniziativa riscosse un enorme successo anche in Italia, tanto che un grande magazzino venne aperto nella vicina Piazza Duomo (1877), seguito da altri negozi in tutta la nazione agli inizi del XX secolo.

Il palazzo Rinascente a via del Corso a Roma negli anni 10

Nel 1917 Senatore Borletti rilevò l'attività, puntando sull'eleganza dei grandi magazzini e impegnandosi immediatamente ad aumentare la qualità della merce venduta, pur senza alzare eccessivamente i prezzi. Lo scopo annunciato era un approccio "democratico" al mercato, ossia attirare sia clienti delle classi alte sia di quelle medio-basse. Per aumentare la fruibilità del grande magazzino di piazza Duomo, questo venne arricchito di numerose attività di uso comune, fra cui una banca e un ufficio postale.

Gabriele D'Annunzio nel 1917 l'aveva ribattezzata La Rinascente dopo la ricostruzione seguita all'incendio che l'aveva completamente distrutta e l'azienda divenne un luogo di ritrovo di molti artisti. Ad esempio la pubblicità veniva realizzata da Marcello Dudovich, mentre una linea di mobili fu firmata da Gio Ponti.

Tra il 1919 e il 1921 si aprono i magazzini di Genova, Torino, Roma, Firenze, Bologna, Napoli e Palermo, alcuni di questi progettati dall'ingegnere Gioacchino Luigi Mellucci, compreso quello di Milano.

Il magazzino della Rinascente a Roma, piazza Fiume

Il 16 novembre 1925, a Bari, inaugura il bel palazzo nella centralissima via Sparano angolo via Piccinni, trasferendosi dai locali ubicati nella stessa via Sparano angolo via Nicolai, aperti solo un paio d'anni prima.

Gli effetti della crisi del 1929, pesanti anche in Italia, furono superati dalla catena senza troppi problemi, tanto che nel 1931 viene inaugurata la sede di Cagliari in un bel palazzo sul lungomare di via Roma.

Negli anni cinquanta la Rinascente cercò di cavalcare il miracolo italiano con iniziative innovative per la penisola italica. Venne ad esempio aperto un ufficio per le ricerche di mercato e avviata la vendita di frigoriferi, che arrivavano direttamente dagli USA. Nacque poi un'azienda per la produzione di abbigliamento femminile e furono organizzate mostre con abbigliamenti tipici di Paesi stranieri.

Nel 1954 la Rinascente fondò il premio Compasso d'Oro per premiare gli oggetti con il migliore disegno industriale, che nel 1964 venne conferito all'Associazione per il Disegno Industriale.

Acquisto da parte del Gruppo FIATmodifica | modifica sorgente

Nel 1969 la proprietà passò al gruppo Fiat, vivendo una crisi progressiva di profitti. Il gruppo comunque continuò ad ampliarsi.
Nel 1970 il gruppo contava 5 magazzini Rinascente, 150 magazzini Upim e 54 supermercati Sma.
Nel 1972 il gruppo aprì il primo ipermercato a marchio CittàMercato e nel 1983 aprì il primo "Brico Center" centri specializzati per il bricolage.
Nel 1977 il gruppo acquista i magazzini italiani della catena americana JC Penney, decretando l'uscita di questi ultimi dalla distribuzione italiana.

Nel 1997 venne stipulato un accordo finanziario e tecnico con Auchan (Eurofind Textile S.A. 50% IFIL, 50% Auchan) la quale prenderà il controllo della parte alimentare del gruppo nel 2005) in seguito al quale cominciò un processo di riconversione dei 23 CittàMercato e dei 2 Joyland in Auchan.

Acquisto da parte di Gruppo Investitori Associatimodifica | modifica sorgente

Nel 2005 in seguito a uno scorporo del gruppo, La Rinascente viene rilevata per 888 milioni di euro da una cordata di aziende denominata Tamerice S.r.l. composta da Investitori Associati, Pirelli Real Estate, Deutsche Bank Real Estate Global Opportunities IB L.P. e la famiglia Borletti. Rinascente/UPIM S.p.A. nello stesso anno si fonde con la controllante dando origine a La Rinascente S.p.A.[1]. In questo periodo il gruppo operò un risanamento nelle attività dell'azienda, vivendo una buona ripresa.non chiaro

A fine 2005 La Rinascente contava 2000 dipendenti, 80% dei quali di sesso femminile, con un fatturato di 365,5 milioni di euro.

Nel triennio 2007-2010, a seguito del riposizionamento dell'azienda nel mercato, sono state chiuse le filiali di Bari, Bergamo, Grugliasco (TO), Lodi, Napoli e Milano (Viale Certosa). Invece quella di Palermo è stata trasferita in via Roma (ex Upim) dove ha riaperto al pubblico a fine febbraio 2010 la nuova sede di 4.500 m². Nel dicembre 2009 ha chiuso anche la filiale di Roma (Via Del Corso), dove alcuni mesi dopo è venuto alla luce un negozio Zara. Nell'attesa del nuovo sito a via del Tritone[2], il magazzino si è trasferito dal 18 febbraio 2010 nei locali occupati dal Jamstore nella Galleria Alberto Sordi.

Acquisto da parte di Central Group of Companiesmodifica | modifica sorgente

Nel maggio del 2011 la Central Retail Corporation, una sussidiaria della società thailandese Central Group of Companies, ha rilevato il 100% della Rinascente. Tos Chirathivat, CEO di Central Retail, ha annunciato in una conferenza stampa di voler rendere il marchio Rinascente noto a livello globale e conosciuto in tutta l'Asia. Central Retail ha in progetto la realizzazione di nuovi negozi Rinascente in Italia, e si aspetta di raggiungere il break even point entro otto anni. Chirathivat ha dichiarato che non ci sarà nessun cambio nel management team della Rinascente, che è attualmentequando? guidata da Vittorio Radice.[3]

L'8 marzo 2013 il gruppo annuncia di aver rilevato il department store Illum di Copenhagen.[4]

Contestazioni etiche e ambientalimodifica | modifica sorgente

Nel maggio 2007 La Rinascente ha firmato e reso pubblica una politica aziendale "fur-free", cioè esente dalla vendita di capi in pelo animale o pellicce. Questo dopo tre anni di contestazioni e proteste da parte di animalisti di Campagna AIP (Attacca l'Industria della Pelliccia). Dal 2009 tutti i negozi Rinascente sono privi di capi in pelliccia.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ ilsole24ore.com
  2. ^ Articolo su repubblica.it. URL consultato il 22 marzo 2010.
  3. ^ La Rinascente to go global, Thai Central Retail says. URL consultato il 28 luglio 2011.
  4. ^ Rinascente rileva department store Illum di Copenhagen. URL consultato l'8 marzo 2013.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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