Riziero Fantini

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Riziero Fantini (L'Aquila, 16 aprile 1892Roma, 31 dicembre 1943) è stato un operaio e anarchico italiano.

Le originimodifica | modifica sorgente

Riziero Fantini nasce a L’Aquila, Coppito, il 16 aprile 1892 da Adolfo e Maria Apollonia. Di umili origini, frequenta la scuola elementare fino alla terza classe. Giovanissimo, milita nel circolo socialista di Coppito, per passare successivamente all’anarchismo. In questi anni, il movimento anarchico nell’aquilano è animato da un gruppo composto da attivisti e giovani artigiani e studenti, che adottano la linea malatestiana ed il Programma socialista-anarchico.[1]

L’emigrazionemodifica | modifica sorgente

Per ragioni di lavoro, nel 1910 Fantini è costretto ad emigrare, e raggiunge gli USA, stabilendosi a Boston. Trova lavoro come terrazziere, frequenta scuole serali, conosce Luigi Galleani e partecipa alle attività del movimento anarchico di lingua italiana, nonché al periodico locale «La Scintilla», e per firmare i suoi articoli usa lo pseudonimo ‘Jack’[2].

All'Aquilamodifica | modifica sorgente

Si trasferisce all'Aquila per qualche tempo, dove entra in relazione con i militanti del gruppo comunista-anarchico aquilano Sorgiamo! aderente all’UAI e alla Federazione Anarchica Abruzzese (FAA) [3].

Per la vita di Sacco e Vanzettimodifica | modifica sorgente

Si sposta quindi nelle Marche, dove fonda un comitato per salvare Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Intraprende un giro di comizi e conferenze attraversando alcune cittadine e piccoli centri della regione, che gli costa la schedatura della polizia: "lui era amico di Sacco e Vanzetti - ricorda Adolfo Fantini - mio fratello ancora conserva una lettera di Sacco e Vanzetti che gli scrissero dal carcere perché lui tornò in Italia nel 1922 proprio per questa campagna per salvare Sacco e Vanzetti e fece una serie di comizi nelle Marche che era una zona di anarchici e loro gli scrissero per ringraziarlo…".

Compila un resoconto sull’attività svolta, pubblicato sulle colonne di Umanità Nova con il titolo Note retrospettive ad un giro di conferenze, da cui si legge:

« È strano ma vero. Un nome può diventare un simbolo, una bandiera. Strana e singolare efficacia quella di un simbolo. La mobilissima psicologia delle folle sfugge all’analisi coordinata. Un grido, un inno, un colore, e il popolo combatterà una guerra, scriverà un’epopea, farà una rivoluzione. E nell’ora grigia e manchevole, nell’ora in cui la vigliaccheria sembra prevalere; nell’ora di maggiore disperazione, in un nome fatto simbolo, il popolo è capace di ritrovare se stesso e… risorgere. Sacco e Vanzetti! Simbolo e bandiera! [...] »

Di Nicola Sacco, Fantini conserverà alcune lettere, che saranno ritrovate dai figli e pubblicate nel dopoguerra.

Contro il fascismo e la Resistenzamodifica | modifica sorgente

Per la sua attività antifascista viene prima arrestato e schedato, quindi dopo il rilascio si trasferisce nel quartiere Montesacro di Roma, dove sarà tra gli organizzatori della resistenza.[4] Arrestato a causa di una delazione e torturato dai nazisti, lo fucilarono a Forte Bravetta con Italo Grimaldi e Antonio Feurra nel dicembre 1943[5].

La memoriamodifica | modifica sorgente

La sezione del partito comunista di Coppito viene a lui intitolata. Un ricordo di Riziero Fantini appare su Umanità Nova nel 1983:

« Ricordiamo volentieri il compagno Fantini Riziero. Anarchico e combattente nelle formazioni comuniste, dietro la delazione di una spia, fu catturato da 15 SS e fucilato all’alba del 31 dicembre ‘43 al Forte Bravetta a Roma. Al quartiere Montesacro, appena passato il ponte sull’Aniene, un marmo ricorda anche il suo sacrificio. Dopo aver vissuto in una comunità anarchica ai confini del Messico ed aver attraversato a piedi tutta l’America Centrale sino all’Equador, tornò in Italia per prendere parte alla campagna pro Sacco e Vanzetti, parlando in loro difesa in numerose conferenze per l’Italia. Per queste notizie ringraziamo cordialmente il nostro compagno Levino Ciavatta, lettore di U.N. fin da quando era quotidiano, con i nostri migliori auguri per il suo 86º compleanno. [...] »

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • ACS, CPC, b. 1951, f. ad nomen
  • AS L’Aquila, Fondo Questura cat. A8, b. 95, f. 31
  • AA.VV., La Resistenza sconosciuta. Gli anarchici e la lotta contro il fascismo, Zero in Condotta, Milano 2005.
  • A. Portelli, L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, Donzelli, Roma 1999.
  • Appunti per una storia dell’anarchismo italiano negli Stati Uniti d’America, in L. Bettini, Bibliografia dell’anarchismo. Vol. I, tomo 2. Periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana all’estero (1872-1971) , Crescita Politica Editrice, Firenze 1976.
  • R. Fantini, Per Sacco e Vanzetti. Note retrospettive ad un giro di conferenze, «Umanità Nova», Quotidiano Anarchico, a. III, n. 50, Roma, 28 febbraio 1922.
  • Ricordo di un compagno: Fantini Rizieri, «Umanità Nova», 29 settembre 1983.
  • E. Puglielli, Dizionario degli anarchici abruzzesi, CSL Camillo Di Sciullo, Chieti, 2010.
  • E. Puglielli, Il movimento anarchico abruzzese 1907-1957, Textus, L’Aquila, 2010

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dal 1901 al 1909 risultano attivi a L’Aquila i seguenti gruppi anarchici: Studi Sociali (1901-1904), Luise Michel (1904-1905), Gruppo anarchico aquilano (1909).
  2. ^ ecn.org
  3. ^ alla federazione ragionale aderiscono in questi anni anche i gruppi di Avezzano (Umanità Nova), Bussi, Castellamare Adriatico (Carlo Pisacane), Castel di Sangro, Chieti, Giulianova (La Luce), Guardiagrele, Ortona, ('Iconoclasta), Paterno di Celano (Studi Sociali), Pratola Peligna, Raiano, San Benedetto dei Marsi, Sulmona (I Liberi), Tocco Casauria (Umanità Nova) e Torre de’Passeri.
  4. ^ Mario Avagliano, Generazione ribelle: diari e lettere dal 1943-1945, Einaudi, 2006, p.183; Capitolivm, Volume 39, 1964, p.408
  5. ^ Filippo M. Tuena, Tutti i Sognatori, Fazi Editore, 1999, p.106

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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