Robert Oppenheimer

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Julius Robert Oppenheimer

Julius Robert Oppenheimer (New York, 22 aprile 1904Princeton, 18 febbraio 1967) è stato un fisico statunitense. Diede importanti contributi nel campo della fisica moderna, in particolare alla meccanica quantistica, ma la sua fama è legata soprattutto alla costruzione della prima bomba atomica nell'ambito del progetto Manhattan e alla successiva crisi di coscienza che lo indusse a rifiutare di lavorare per quella all'idrogeno. È stato inoltre il primo a capire l'effetto tunnel quantistico, ad avvicinarsi con le sue ricerche alla scoperta del positrone, a portare avanti la teoria sulle piogge di raggi cosmici e a verificare il collasso di grandi stelle causato dalla forza gravitazionale.

Biografiamodifica | modifica sorgente

I suoi genitori, entrambi tedeschi di religione ebraica, erano emigrati negli Stati Uniti d'America da Hanau nell'Assia. Dopo essersi laureato ad Harvard nel 1925, lavorò come studente ricercatore, per un breve periodo a Cambridge, presso il laboratorio di Joseph Thomson, un celebre fisico sperimentale. Oppenheimer continuò le sue ricerche in vari altri centri di fisica europei, fra cui quelli di Leida, Gottinga e Zurigo.

Nel 1926 decise di continuare gli studi alla Georg-August e nel dicembre dello stesso anno spedì l'articolo La teoria quantistica degli spettri continui alla autorevole rivista tedesca Zeitschrift für Physik. Tre mesi dopo ottenne il dottorato e strinse amicizia con importanti fisici europei. Questo fu un periodo di svolta per gli studiosi di fisica che furono costretti a rivedere tutti i modelli tradizionali classici del passato. Nel biennio 1927-1928 Oppenheimer si mise in evidenza con le sue ricerche atte a semplificare l'indagine degli spettri molecolari e assieme a Born scrisse un trattato noto come l'approssimazione di Born - Oppenheimer che assurse come punto di riferimento per gli scienziati occupati nel settore molecolare. [1]

Il 1928 fu soprattutto l'anno della scoperta dell'effetto tunnel che fu resa nota nel mese di marzo con un articolo di Oppenheimer per conto dei Proceedings of the National Academy of Sciences, in cui spiegò che anche un debole campo elettrico fosse in grado di liberare gli elettroni dal nucleo originario. L'effetto tunnel è alla base del funzionamento di non pochi dispositivi elettronici quali giunzioni Josephson (1963), SQUID (1964), memorie non volatili allo stato solido quali EPROM, EEPROM, memorie flash, ma anche i dispositivi a punti quantici quali i transistor a singolo elettrone (Single Electron Transistor, SET). Un'altra importante applicazione di tale effetto è il microscopio a scansione a effetto tunnel (STM) inventato e realizzato per la prima volta presso il laboratorio IBM di Zurigo da Gerd Binnig e Heinrich Rohrer (1981).

Nei primi sei mesi del 1929, assieme a Wolfgang Pauli si fermò a Zurigo, prima di vagliare le offerte arrivate dall'America. La questione dibattuta, in quel frangente, era La teoria quantistica dell'elettrone di Paul Dirac, che oltre a suscitare consensi scatenò qualche critica per le contraddittorietà dello stato degli elettroni. Oppenheimer partecipò al dibattito e formulò le sue osservazioni alle teoria di Dirac, ed in questa occasione sfiorò la scoperta dei positroni, indicando che le lacune positive non potevano certo essere protoni, bensì particelle aventi una massa uguale a quella dell'elettrone.[1]

Tornato in patria nel 1929, divise i suoi impegni fra l'Università di Berkeley e il California Institute of Technology, distinguendosi sia come ricercatore che come insegnante di fisica teorica. Fu impegnato, per lo più, dagli studi sull'acceleratore di particelle e sulle conseguenze dell'utilizzo dei deuteroni nel bombardamento di nuclei pesanti.[1]

Nel 1939 pubblicò La contrazione gravitazionale con il quale gettò le basi teoriche sulle ultime fasi dei processi stellari, ipotizzando la presenza delle stelle di neutroni e dei buchi neri.

Oppenheimer (a destra) con il generale Leslie Groves, capo militare del Progetto Manhattan

Oppenheimer eccelleva per chiarezza di idee, capacità di sintesi, intuizione e doti organizzative. Perciò, nel 1942, il Governo degli Stati Uniti lo chiamò a dirigere il Progetto Manhattan. A tal fine, Oppenheimer si circondò dei migliori fisici nucleari del mondo, costituendo il gruppo di ricerca più importante che sia mai esistito in tutta la storia della scienza. Ma, a differenza di molti suoi colleghi, fu sempre consapevole della propria parte di responsabilità per il lancio dell'atomica su Hiroshima e Nagasaki: I fisici hanno conosciuto il peccato fu il suo sconsolato commento dopo l'esplosione della bomba di Hiroshima. Appena venti giorni prima durante il Trinity test aveva pronunciato un'altra terribile frase, ripresa dal Bhagavadgita: Sono diventato Morte, il distruttore di mondi.

Edward Teller

Il suo dramma si manifestò nel dopoguerra quando, come presidente del comitato consultivo della commissione per l'energia atomica, si oppose alla costruzione della bomba all'idrogeno, ritenendo che un'arma di tale potenza non avrebbe risolto i problemi strategici degli USA ma piuttosto ne avrebbe abbassato il livello etico; sosteneva piuttosto l'utilità della realizzazione di armi nucleari tattiche. [2] Le sue posizioni furono quindi in antitesi con l'indirizzo dell'USAF, la cui componente prevalente era l'aviazione strategica e si scontrarono con le ambizioni di scienziati come Teller e politici come McCarthy, che colpì nel 1954 con un'inchiesta al termine della quale gli fu vietato l'accesso ai segreti atomici poiché in passato aveva manifestato simpatie comuniste. Fu grazie alla comunità scientifica che insorse per questa decisione con Einstein alla guida che nel giro di pochi mesi fu confermato nel ruolo di direttore e professore dell'Institute for Advanced Studies di Princeton, carica che mantenne fino alla morte.[1]

Il Premio Enrico Fermi, conferitogli nel 1963, volle essere il segno di una "riabilitazione" ufficiale, anche se tardiva, che gli Stati Uniti d'America concedevano allo scienziato che più di ogni altro aveva mostrato le contraddizioni laceranti dell'uomo di scienza di fronte all'impiego bellico dell'energia nucleare. Gli sono stati dedicati un asteroide, 67085 Oppenheimer e un cratere di 208 km di diametro sulla Luna, il cratere Oppenheimer.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c d "Il contributo di Oppenheimer alla fisica moderna", di John S. Rigden, pubblicato su "Le Scienze" (Scientific American), n. 325, sett. 1995, pp. 62-67
  2. ^ Hallgarten, Storia della corsa agli armamenti Roma, Editori Riuniti, 1972

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Kai Bird e Martin J. Sherwin, Robert Oppenheimer, il padre della bomba atomica, 1ª ed. Milano, Garzanti Libri (Collezione storica), 2007. ISBN 978-88-11-74019-3.
  • Abraham Pais, Oppenheimer. Dalla bomba atomica alla guerra fredda: la tragedia di uno scienziato, Milano, Mondadori, 2007.
  • Ivan Supek, Il processo del secolo.
  • Julius Robert Oppenheimer e H. Snyder. "On Continued Gravitational Contraction", Physical Review, 1939, 56, pp. 455-459. (introduzione all'articolo in inglese)

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