Roman Abramovič

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Roman Abramovič

Roman Arkad'evič Abramovič (in russo: Рома́н Арка́дьевич Абрамо́вич[?]; Saratov, 24 ottobre 1966) è un imprenditore e politico russo.

Nel marzo 2008 viene indicato dalla rivista Forbes come uno dei più ricchi della Russia e la quindicesima persona più abbiente nel mondo con un capitale di 23,5 miliardi di dollari. Tuttavia, l'anno successivo la stessa rivista, a seguito della grave crisi finanziaria mondiale, lo pone 51º nella versione aggiornata della lista degli uomini più ricchi del mondo, con un capitale di 8,5 miliardi. Al 2012, con un patrimonio stimato di 12,1 miliardi di dollari, è al 68º posto tra i più ricchi del pianeta.[1]

Roman Abramovič è famoso al di fuori della Russia per essere il proprietario del Chelsea Football Club, squadra di calcio della Premier League, per i suoi movimenti nel mercato calcistico in tutta Europa e per i suoi contributi alle comunità ebraiche in Israele e nel resto del mondo, che riflettono espressamente le sue radici ebraiche.

Vita e carrieramodifica | modifica sorgente

Abramovič all'età di 18 mesi perse la madre e all'età di 4 anni suo padre, rimasto ucciso in un cantiere. Venne cresciuto dallo zio paterno e più tardi da un secondo zio a Mosca.

Frequentò l'Istituto Tecnico Industriale nella città di Uchta prima di essere arruolato nell'esercito sovietico. Deve tutta la sua fortuna alla privatizzazione dei sistemi produttivi e industriali dell'ex URSS.

Abramovič avviò le sue attività imprenditoriali alla fine degli anni ottanta, all'epoca in cui il presidente Gorbachov avviò una riforma che consentiva la nascita di piccole imprese private. Tra il 1992 e il 1995 Abramovič fondò cinque diverse compagnie di import/export specializzandosi sempre più nel settore del commercio di petrolio e prodotti petroliferi. Nel 1995 insieme a Boris Berezovskij acquistò la quota di controllo del colosso petrolifero russo Sibneft. Complessivamente per questa operazione i due imprenditori russi spesero diverse decine di milioni di dollari, ottenendone in prestito circa 100 milioni in cambio di alcune quote azionarie. La compagnia aumentò enormemente il proprio valore nel giro di breve tempo consentendo ai due magnati di diventare ricchissimi. Questo portò molti a pensare che in realtà Sibneft era stata svenduta per una piccola frazione del suo valore.

Durante gli anni novanta, attraverso la sua holding Millhouse Capital, Abramovič e il suo partner Eugene Shvidler acquistarono una consistente quota della compagnia aerea di bandiera Aeroflot ed entrarono nell'azionariato della Trans World Group, che si fuse con le aziende di Oleg Deripaska creando il colosso dell'alluminio Rusal.

Nel 2002 Abramovič vendette il suo stock di Sibneft a Gazprom per 13 miliardi e la sua quota di Rusal a Deripaska per 2 miliardi, reinvestendo il tutto in Evraz Group.

Nell'estate 2003, il miliardario acquistò il Chelsea Football Club per una cifra pari a 60 milioni di sterline; da allora, e grazie a un ulteriore dispendio di ingenti somme di denaro da parte del neo-patron per una faraonica campagna acquisti e per l'ingaggio dell'allenatore José Mourinho, il club londinese riprese a vincere (nel 2005 la Premier League) e nel 2012 la Champions League.

Roman ha cinque figli e nel 2007 ha divorziato dalla moglie Irina; questo divorzio poteva essere il più costoso della storia perché la moglie di Roman aveva chiesto metà del patrimonio totale del marito (5,5 miliardi di sterline, quasi 9 miliardi di dollari sui 18,2 totali) ma alla fine Abramovič è riuscito a spuntarla pagando alla moglie 300 milioni di dollari[2]. Ora la sua compagna ufficiale è la modella russa Daria Zhukova.

Roman Abramovič nel 2007

È stato il governatore, dal 2001 al 2008, del Distretto autonomo di Čukotka (Russia) e da ottobre 2008 a giugno 2013 è stato presidente del parlamento della Čukotka.[3]

Dall'estate 2008 pare abbia perso gran parte del suo capitale in borsa a seguito della grande crisi finanziaria (sui precedenti ventitré miliardi e mezzo di dollari stimati, si parla di una perdita di addirittura venti). A causa di ciò, erano in molti a pensare (tra cui l'autorevole Sunday Times) che il miliardario russo avesse intenzione di vendere il Chelsea a qualche personalità di spicco degli Emirati Arabi (similmente a quanto successo mesi prima al Manchester City); subito però è arrivata la smentita del patron, che ha pure sporto querela agli autori dell'articolo esposto sul giornale inglese. Il suo club vince finalmente la Champions League nel 2012 grazie a Roberto Di Matteo, allenatore che aveva sostituito André Villas-Boas.

Controversiemodifica | modifica sorgente

Nel dicembre 2011 il Times rivela la richiesta di un'inchiesta alle autorità britanniche formulata da un ex generale del KGB, Alexander Korkhazov, negli anni novanta responsabile della sicurezza del presidente Boris Eltsin, secondo il quale Abramovich avrebbe costruito la sua improvvisa fortuna con l'acquisto del gruppo petrolifero Sibneft grazie a corruzione e atti criminali. Nel 2002 cedette a Gazprom la sua quota di Sibneft per 13 miliardi di dollari e l'anno successivo per 60 milioni di sterline acquistò il Chelsea.[4]

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Ordine d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ordine d'Onore
«Per il contributo eccezionale allo sviluppo socio-economico della regione autonoma di Čukotka»
— 3 gennaio 2006

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ (EN) Roman Abramovich, forbes.com. URL consultato il 4 ottobre 2012.
  2. ^ Goodnight Irina: Abramovich settles for mere £155m | UK news | The Guardian
  3. ^ La Stampa - Russia, Abramovich lascia la politica
  4. ^ Ex generale del KGB accusa Abramovich in Extra Time, 20 dicembre 2011, p. 6.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Controllo di autorità VIAF: 62665183 LCCN: nb2007006335








Creative Commons License