Romeo Anconetani

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Romeo Anconetani (Trieste, 27 ottobre 1922Pisa, 3 novembre 1999) è stato un dirigente sportivo, giornalista e imprenditore italiano. È noto per essere stato Presidente del Pisa Sporting Club.

Gli studi e la guerra (1930-1945)modifica | modifica sorgente

Diplomatosi a Trieste in Disegno Artistico nel 1939[1], Romeo Anconetani lavorò in aziende milanesi e si trasferì successivamente a Firenze alla fine dello stesso anno.

Durante la Seconda guerra mondiale fu arruolato in fanteria, e venne inviato in alcuni presidi militari in Sicilia.[2]

Da segretario a dirigente (1947-1959)modifica | modifica sorgente

Dopo la guerra si avvicinò al calcio, divenendo, nel 1947, Segretario della società Le Signe di Signa, militante nel campionato di IV Serie.

Dal 1950 al 1953 venne assunto dal Presidente dell’Empoli Rigatti come Dirigente. Qui Romeo fu il primo in Italia a introdurre la prevendita ai botteghini, facendo in modo che i tifosi acquistassero il biglietto diversi giorni prima della partita.[3]

Fu poi ingaggiato da Frati, Presidente del Prato, squadra che militava in Serie C. Per il Prato, Anconetani ricoprì il ruolo di dirigente fino alla fine degli anni ‘50. Anconetani fu anche tra i primi in Italia a istituire treni speciali per i tifosi.[4]

La radiazione dal calcio (1959-1960)modifica | modifica sorgente

Alla fine degli anni ‘50, da dirigente del Prato, Anconetani venne radiato dalla federazione per una vicenda di illecito sportivo. Al termine della Stagione 1959-60, rimasto al Prato come consulente, venne coinvolto in un’altra vicenda di illecito sportivo, questa volta come parte lesa, in una situazione che coinvolse soprattutto la società calcistica di Pisa. Anconetani testimoniò alla Federazione su un tentativo, da parte del Pisa, di influire sul risultato della gara esterna Prato - Pisa (terminata 1-0 per il Prato), e la squadra neroazzurra venne penalizzata di 10 punti.[4][5][6]

Attività di giornalista (anni ’50-’60)modifica | modifica sorgente

Durante l’arco degli anni '50 e negli anni '60 Anconetani divenne anche giornalista pubblicista scrivendo di calcio sul Giornale del Mattino di Firenze, firmandosi con lo pseudonimo di Franco Ferrari.[7]

Attività di consulente-mediatore (1959-1978)modifica | modifica sorgente

Attività di consulentemodifica | modifica sorgente

Poiché la radiazione gli impediva di ricoprire incarichi dirigenziali nel mondo del calcio italiano, Anconetani si reinventò consulente-mediatore di squadre di calcio, aprendo un ufficio a Livorno nel 1959. Per anni fece consulenza per società come Torino, Napoli, Salernitana, Fiorentina, Palermo, Pisa, Avellino e Taranto. Supervisionò e mediò alcuni trasferimenti tra i quali il passaggio di proprietà di Claudio Sala dal Napoli al Torino per 600 milioni nel 1969.[8] Nel 1973 si trasferì a Pisa, dove proseguì l’attività di consulente, soprattutto quando il figlio Adolfo Anconetani divenne Direttore Sportivo della Lucchese nel 1976.

L’Archivio Anconetanimodifica | modifica sorgente

A Livorno e Pisa Anconetani diede vita a quello che è stato definito “Archivio Anconetani”. Usando una rete di persone fidate, calcolando le medie dei voti dati ai giocatori dai giornali di tutto il mondo, compilò un enorme archivio con schede dettagliate di oltre 40mila calciatori. Inizialmente le schede trattarono calciatori italiani, mentre successivamente, soprattutto durante il periodo in cui Anconetani era presidente del Pisa, l’archivio incluse anche calciatori del Nord Europa, dell’Est Europa e del Sudamerica, grazie alla rete di osservatori della squadra toscana.[9][10][11]

Il signor 5%modifica | modifica sorgente

Le consulenze per squadre di tutta Italia nei trasferimenti dei giocatori e nella mediazione nelle trattative, fecero guadagnare ad Anconetani, nei primi anni ’60 l’appellativo di “Signor 5%”, poiché percepiva una piccola commissione per ogni consulenza riguardante calciatori consigliati ad altri direttori sportivi o trasferiti alle società sulla base dei dati redatti nelle schede del suo archivio. Viene definito il precursore della figura calcistica del procuratore.[12][13][14][15][16]

La Presidenza del Pisa (1978-1994)modifica | modifica sorgente

Presidentissimomodifica | modifica sorgente

Anconetani è ricordato soprattutto per essere stato il Presidente del Pisa di maggior successo nella storia della squadra, che acquistò nell’estate del 1978 per 300 milioni[17] dal Presidente Rota. È stato spesso definito con l’appellativo di “Presidentissimo” dai suoi tifosi e dalla stampa nazionale.[18][19] Prima di Anconetani, il periodo più florido del Pisa risaliva agli anni ’20, e in seguito la squadra aveva avuto una sola partecipazione alla Serie A nella modalità a girone unico, nel 1968/69. Tra il 1978 e il 1994 il Pisa disputò 6 campionati di Serie A sotto la guida di Anconetani, facendo spesso l’altalena tra la massima serie e il campionato di Serie B.

Un merito riconosciutogli dalla stampa italiana è quello di essere stato Presidente di una squadra ai vertici del calcio italiano pur non avendo alcuna attività imprenditoriale se non quella, per l’appunto, di Presidente di una squadra di calcio, a differenza di altri colleghi presidenti, immobiliaristi, petrolieri e imprenditori di successo.[20]

Ufficialmente l’acquisto del Pisa nel 1978 fu concluso dal figlio Adolfo Anconetani, che figurò Presidente del Pisa fino al 1982. A seguito della vittoria dei Mondiali da parte della nazionale italiana, Romeo Anconetani poté beneficiare della grazia assieme a tutti i personaggi che erano stati precedentemente radiati dal calcio italiano, e poté finalmente comparire come Presidente del Pisa a tutti gli effetti.

In sole 4 stagioni, Anconetani riuscì a portare il Pisa dalla Serie C alla Serie A. Centrò subito la promozione in Serie B al suo primo anno di presidenza, nel 1978/79. Successivamente due annate di transizione attestarono la squadra toscana in posizioni di medio-alta classifica. Infine centrò la promozione in Serie A con un’annata record nel 1981-82. Sotto la direzione tecnica di Aldo Agroppi, il Pisa chiuse il campionato con 24 risultati utili consecutivi e 23 pareggi in 38 partite.

Nel primo anno di Serie A, il 1982-83, il Pisa di Anconetani ottenne il primo posto in classifica dopo 3 giornate e l’undicesimo posto finale, miglior risultato nella storia della società nella massima serie a girone unico. Dall’anno dopo iniziò l’altalena tra la Serie A e la Serie B. Nel 1983-84 il Pisa retrocedette in B per poi fare ritorno in A alla fine della stagione successiva. Nel 1985-86 il Pisa retrocedette nuovamente per poi vincere, l’anno dopo, il campionato di Serie B.

Il Pisa visse un nuovo biennio di Serie A nelle annate 1987/88 e 1988/89, per poi retrocedere e far ritorno, per l’ultima volta, nella massima serie, nel campionato 1990/91. Anconetani centrò un altro record con il Pisa, portando per la prima volta la società toscana alle Semifinali di Coppa Italia nel 1988/89, perdendo solamente contro il Napoli di Maradona. La gestione Anconetani si concluse al termine della stagione 1993/94, dopo 3 campionati di Serie B. La sconfitta nello spareggio per la salvezza contro l’Acireale a Salerno poi determinò la retrocessione del Pisa in Serie C. Diverse vicissitudini societarie causarono il fallimento del Pisa Sporting Club dopo 85 anni di storia dalla sua fondazione, per una cifra di 27 miliardi di lire.[21][22] Fu la fine di quella che è passata alla storia, per quanto concerne il calcio pisano, come “Era Anconetani[23]

Fede e scaramanziamodifica | modifica sorgente

Anconetani alternò spesso fede e scaramanzia, facendo parlare di sé la carta stampata e le televisioni. Uomo molto religioso, autodefinitosi “Vescovo mancato”,[24] portò spesso i calciatori del Pisa, durante i ritiri, alle funzioni religiose.

Assieme alla squadra fece anche diversi pellegrinaggi, tra i quali un pellegrinaggio con tutti i giocatori al Santuario di Montenero, a piedi scalzi,[25] e un altro con una comitiva della squadra al Santuario della Madonna di Lourdes, per propiziare, dopo la promozione del 1986/87, il successivo campionato di Serie A.[26].

Anconetani era anche profondamente scaramantico, e spargeva d’abitudine il sale in campo,[27][28] arrivando a spargerne anche 26 chili prima di partite importanti.[20]

Cacciatore di talentimodifica | modifica sorgente

Grazie al suo archivio e alla sua rete di osservatori, tra i quali Noris Schamous e Franco Meciani, Anconetani, durante la Presidenza del Pisa, fece esordire diversi giocatori che poi sarebbero diventati di fama nazionale e internazionale:

Anconetani portò a Pisa anche calciatori già famosi a livello internazionale come la Scarpa d'oro della Stagione 1981-82 Wim Kieft, e contribuì a lanciare allenatori, come ad esempio Mircea Lucescu, la cui prima esperienza italiana fu allenare il Pisa, e che, anni dopo, coronò la carriera con la vittoria della Coppa Uefa 2008/2009, alla guida dello Shakhtar Donetsk.

Anconetani spesso acquisì calciatori a cifre basse, rivendendoli poi a cifre molto superiori:[29]

Anconetani fece esordire anche calciatori sconosciuti, rimasti tali nell’ambito calcistico italiano e mondiale, come per esempio Jorge Caraballo, che è ricordato ancora oggi come uno dei più deludenti acquisti del calcio italiano.[30]

I ritiri punitivimodifica | modifica sorgente

Si ricorda Anconetani per il suo atteggiamento dispotico nei confronti di giocatori e staff, che venivano magnificati quando tutto andava bene e criticati con toni ai limiti dell’eccesso in seguito a sconfitte. A volte Anconetani organizzava nel mezzo della settimana, nei giorni che intercorrevano tra le gare decisive, dei ritiri punitivi per motivare e portare i calciatori al massimo della forma.[31]

Licenziamenti ed esonerimodifica | modifica sorgente

Nella stagione 1979-80, dopo avere cambiato 4 allenatori nel giro di pochi mesi, Anconetani si guadagnò l’appellativo di “ammazza allenatori”. In 16 anni, in totale, cambiò 22 allenatori della prima squadra.[32][33]

Spesso licenziò e riassunse parte del suo staff per puri capricci o a seguito di sfuriate dopo scarsi risultati.[34]

Nella stagione 1991-92 esonerò l’allenatore Luca Giannini solamente perché colpevole di avere comunicato al Presidente che la squadra secondo lui non era all’altezza delle aspettative.[35]

Rapporti e amichevoli internazionali, il Torneo Anglo-Italianomodifica | modifica sorgente

Anconetani si preoccupò di curare rapporti internazionali tra il Pisa e altre società estere, sfruttando queste collaborazioni per cercare nuovi talenti. Organizzò diverse amichevoli e tournée in tutto il mondo, ad esempio contro la nazionale dell’Arabia Saudita nel 1982, o contro il Lyngby, squadra danese, diverse volte, dove scoprì, tra i tanti, Klaus Berggreen.[36]

Organizzò trasferte in Romania, Giamaica e nei Caraibi[37] per promuovere il calcio pisano. Per due volte ottenne di partecipare con il Pisa al prestigioso Torneo Anglo-Italiano, nelle edizioni 1978/79 e 1993/94.[38]

Mitropa Cupmodifica | modifica sorgente

Anconetani ottenne dalla Lega il mandato di ridare lustro alla Mitropa Cup, divenuta competizione per vincitrici dei campionati nazionali di seconda divisione, ospitandone le fasi finali a Pisa in diverse occasioni. Il Pisa vinse la competizione europea per due volte, nel 1985 e nel 1988.[39].

Anconetani organizzò anche una Supercoppa Mitropa, nel 1989, tra le vincitrici dell’edizione 1988 e 1989 della Mitropa Cup. Vi parteciparono le squadre di Pisa e Banik Ostrava, quest’ultima vincendo la competizione.[40]

Nell’edizione 1991, a seguito della sconfitta del Pisa nella finale di Torino, Anconetani reagì contro l’organizzazione inveendo per presunti torti arbitrali, proclamando che il Pisa non avrebbe più partecipato a tale competizione.[41] L'anno successivo si disputò l'ultima edizione della Mitropa Cup, poiché l'UEFA decise di riformare le competizioni europee.

Comunicazione e media TV: Parliamo con Romeomodifica | modifica sorgente

Anconetani fu l’unico Presidente calcistico, escluso Silvio Berlusconi, ad avere un ruolo di rilievo nel panorama delle TV private. La trasmissione condotta da Massimo Marini per 50 Canale, “Parliamo con Romeo”, fino al 1994, fu l’unico esempio di un Presidente ospite ma in realtà co-conduttore televisivo. Anconetani rispondeva in diretta alle telefonate dei tifosi, spesso istituendo veri e propri giochi a premi. La trasmissione fu per anni strumento di comunicazione tra il Presidente e la tifoseria, arrivando ad essere tra le più seguite della Toscana.[42][43]

Il Pisornomodifica | modifica sorgente

Nella stagione 1991/92, Romeo Anconetani ebbe l’idea di fondere il Pisa con il Livorno, creando una società di nome Pisorno, con un virtuale bacino di utenza dalle enormi potenzialità e che avrebbe potuto, secondo lui, concorrere ai vertici del calcio italiano. La nuova squadra avrebbe giocato a metà strada tra le due città ma in territorio pisano, con un progetto per costruire un nuovo stadio in una struttura da 40 000 posti, con ristorante, centro commerciale e varie attività per il tempo libero. Il Presidente decise di far disputare, a questo proposito, una gara di Coppa Italia interna del Pisa allo Stadio Armando Picchi di Livorno. Una grande protesta dei tifosi pisani nelle settimane precedenti e diversi scontri avvenuti fuori dallo stadio convinsero Anconetani dell’impossibilità di realizzare il progetto.[44][45]

Dopo il Pisa: Gli ultimi anni (1994-1999)modifica | modifica sorgente

Dopo il fallimento del Pisa Sporting Club, Romeo Anconetani si chiuse in un silenzio mediatico. In questo periodo venne contattato da Silvio Berlusconi, il Presidente del Milan, che lo ingaggiò come consulente, grazie al suo archivio rimasto intatto negli anni.[46]. Ebbe una collaborazione anche con il Genoa di Aldo Spinelli.

L’ultima apparizione pubblica prima della morte, il 3 novembre del 1999, fu per la festa dei 90 anni di Storia del calcio a Pisa, che si svolse il 26 maggio del 1999.[47]

Arena Garibaldi, Stadio Romeo Anconetanimodifica | modifica sorgente

Il 9 dicembre del 2001 il Comune di Pisa ha cointestato a Romeo Anconetani lo Stadio di Pisa, precedentemente denominato Arena Garibaldi. Successivamente, il 14 luglio del 2002 è stata apposta una targa commemorativa.[48]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 37
  2. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 39
  3. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 41
  4. ^ a b R. Castelli, M. Marini, p. 44
  5. ^ A. Carli, C.Fontanelli, p. 184
  6. ^ M. Bufalino, J.Piotto, p. 99
  7. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 45
  8. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 49
  9. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 47
  10. ^ M. Bufalino, J.Piotto, p. 140
  11. ^ R.Stefanelli, p. 90
  12. ^ M. Bufalino, J.Piotto, p. 232
  13. ^ S.Carlesi, p. 113-117
  14. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 48
  15. ^ A. Carli, C.Fontanelli, p 31-34
  16. ^ Ass. Cento p. 42
  17. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 57
  18. ^ da Archivio Quotidiano Nazionale del 3 novembre 1999
  19. ^ Sport & Sport n.151, Puntata Speciale per i 10 anni della scomparsa di Romeo Anconetani, dall'archivio Reporter di VideoNewsTV
  20. ^ a b da collana Campionato Io Ti Amo, La Gazzetta Dello Sport, DVD 1982/83, RCS Sport, 2008
  21. ^ Articolo de “Il Tirreno”, del 3 aprile 2008
  22. ^ A. Carli, C.Fontanelli, p. 295
  23. ^ R.Castelli, p. 286
  24. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 35
  25. ^ M.Viviani, p. 30
  26. ^ M.Viviani, p. 59
  27. ^ da Archivio Quotidiano Nazionale del 4 novembre 1999
  28. ^ M. Bufalino, J.Piotto, p. 194-201
  29. ^ M.Bufalino, J.Piotto, p. 460
  30. ^ C.Vitali, articolo su Jorge Caraballo
  31. ^ M. Bufalino, J.Piotto, p. 196-197
  32. ^ A. Carli, C.Fontanelli, p. 244
  33. ^ M. Bufalino, J.Piotto, p. 236
  34. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 140-141
  35. ^ M.Viviani, p. 105
  36. ^ da archivio di Giovanni Armillotta (Member of Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation), tratto dal «neroazzurro», fondato nel 1921 e diretto da Paolo Terreni, Pisa, IV (2002), N. 1 (20 maggio), p. 4
  37. ^ M.Viviani, p. 100-103
  38. ^ M. Bufalino, J.Piotto, p. 222-229
  39. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 95
  40. ^ M. Bufalino, J.Piotto, p. 342
  41. ^ V. M. Bufalino, J.Piotto, p. 343
  42. ^ da archivio Pisanellastoria di Michele Bufalino, Parliamo con Romeo, puntata del 19 dicembre 1989
  43. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 24
  44. ^ M.Viviani, p. 46
  45. ^ M. Bufalino, J.Piotto, p. 309
  46. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 122
  47. ^ R. Castelli, M. Marini, p. 125
  48. ^ Ass. Cento p. 146

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Michele Bufalino, Jacopo Piotto, Pisa 1909, 100 Pisa, un punto per ripartire, CLD Libri, 2009
  • Sergio Carlesi, Oltre la rete, Pacini editore, 1982
  • Alessio Carli, Carlo Fontanelli, Un secolo di calcio a Pisa, Geo Edizioni, 2008
  • Renzo Castelli, Il sogno nerazzurro, Tacchi editore, Pisa, 1982 e supplementi di Renzo Castelli e Aldo Gaggini del 1985-88
  • Renzo Castelli, Massimo Marini, Romeo Anconetani, un uomo di calcio, Pacini Editore, 2009 (biografia ufficiale)
  • Cento (Associazione), 100 anni di calcio neroazzurro a Pisa, Edizioni ETS, 2009
  • Roberto Stefanelli, Il Pisa fa 90,Mariposa Editrice, 1999
  • Mauro Viviani, Il signor Nessuno e il Presidente, Geo Edizioni, 2005
  • Cristian Vitali, Calciobidoni, non comprate quello straniero, Piano B Edizioni, Giugno 2010

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