Ruggero Mortimer, I conte di March

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La regina Isabella e Ruggero Mortimer davanti all'esercito

Ruggero Mortimer (Castello di Wigmore, 25 aprile 1287Tyburn, 29 novembre 1330) fu il terzo barone di Wigmore, dal 1304 e il 1º Conte di March dal 1328 fino all'ottobre del 1330, quando dal parlamento fu privato di tutti i suoi titoli e di tutti i suoi beni. Inoltre dal 1327, fu l'amante della regina madre, Isabella di Francia (figlia del re di Francia, Filippo IV il Bello e della regina di Navarra, Giovanna I), per tre anni resse le sorti (re senza corona) del regno d'Inghilterra.

Originemodifica | modifica sorgente

Era il figlio di Edmondo Mortimer, II barone di Wigmore (1251-1304) e di Margaret de Fiennes (1269-1333). Quindi Roger Mortimer, I barone di Wigmore (1231-1282), era suo nonno, mentre Roger Mortimer di Chirk era suo zio (il fratello di suo padre).

Biografiamodifica | modifica sorgente

Gli anni giovanilimodifica | modifica sorgente

Ruggero sposò, nel 1301, Giovanna de Geneville, II baronessa di Geneville, divenendo così l'erede dei Geneville oltre che dei Mortimer. Nel 1304, alla morte del padre Edmondo, venne affidato dal re Edoardo I al suo favorito Pietro di Gaveston[1]. Comunque, nel 1306 fu fatto cavaliere e, nel 1308, si recò in Irlanda dove venne a contatto con la famiglia de Lacys, che era sostenitrice di Edward Bruce, fratello del re di Scozia, Roberto I.
Nel 1314, alla morte del nonno di sua moglie, ereditò territori e titoli, che, uniti a quelli già in suo possesso, gli permisero di mettere insieme un certo numero di territori e contee sul confine tra il Galles e l'Inghilterra, che fu definita marca del Galles (March of Wales).
Ruggero fu nominato Lord Luogotenente d'Irlanda e, nel 1316, tornò in Irlanda con un possente seguito e costrinse Edoardo Bruce, autonominatosi re d'Irlanda a ritirarsi a Carrickfergus e la famiglia de Lacys nel Connaught.
Tornato in Galles si occupò dei problemi inerenti ai suoi possedimenti.

La ribellionemodifica | modifica sorgente

Nel 1318, Ruggero prese parte alla rivolta contro i Despenser[2], che approfittando della loro posizione a corte, esercitavano una tirannia senza limiti (Ugo si era accaparrato le terre gallesi ereditate dalla moglie, ignorando le pretese dei suoi due fratellastri e di altri feudatari).
Nel 1321, il Despenser si era ormai guadagnato molti nemici in ogni strato della società, dalla Regina Isabella ai baroni e alla gente comune e, alla fine, i baroni prevalsero e Re Edoardo II fu costretto ad esiliare Ugo Despenser il giovane e suo padre, Hugh le Despenser, I conte di Winchester.
Ma la coppia fece ritorno l'anno seguente e Re Edoardo restaurò rapidamente Ugo come favorito reale. Edoardo e i Despenser sconfissero i baroni loro avversari, che furono esiliati o giustiziati, Tommaso Plantageneto fu impiccato il 22 marzo, mentre Ruggero Mortimer, fu chiuso nella torre di Londra.
Nell'agosto del 1323, Ruggero riuscì a fuggire dalla torre e si rifugiò in Francia, allora in guerra con l'Inghilterra.

Conquista del poteremodifica | modifica sorgente

Nell'aprile 1325, su consiglio di papa Giovanni XXII la regina Isabella si recò in Francia dal fratello, Carlo IV il Bello, ed ottenne una tregua sino a luglio e poi riuscì a convincere i due sovrani a un compromesso: Carlo prendeva possesso della Guascogna che poi avrebbe restituito a Edoardo II dopo che quest'ultimo gli aveva reso omaggio. Edoardo mancò ancora una volta di onorare l'impegno e Carlo accettò che fosse suo figlio, Edoardo, il futuro Edoardo III a sostituirsi a lui. Ma Edoardo II alla fine si oppose e richiamò in patria la moglie, Isabella, e figlio, Edoardo.
Allora nacque il sodalizio politico tra la regina e Ruggero, che suggerì a Isabella di disobbedire al marito Edoardo II che nel contempo era raggiunto da voci che parlavano di una relazione scandalosa tra la moglie e Ruggero. Ruggero nel 1326, suggerì alla regina di preparare un esercito di invasione e, nello stesso anno, Ruggero e la Regina, invasero l'Inghilterra, Ugo Despenser il Vecchio venne giustiziato e Re Edoardo e Ugo Despenser il giovane vennero catturati. Ugo venne condannato e impiccato ancora nello stesso anno. Il parlamento si riunì a Westminster il 7 gennaio 1327, si pronunciò per la regina e il figlio, mentre al re vennero rivolte diverse accuse: tra cui l'offesa alla chiesa la perdita di Scozia, Irlanda e Guascogna per il malgoverno, ma soprattutto avere infranto il giuramento dell'incoronazione. Il 21 gennaio il re accettata la sua deposizione fu imprigionato e sostituito dal figlio, Edoardo III che da poco aveva compiuto 14 anni; il governo fu esercitato da Mortimer e da sua madre, la regina Isabella, che decisero di porre fine alla guerra contro la Francia e, il 31 marzo 1327, stipularono un nuovo trattato di Parigi, dove L'Inghilterra otteneva il Ponthieu e la Guascogna, molto ridotta, mentre la Francia si tenne Agen e il suo circondario, Bazas e i suoi dintorni e ottenne un risarcimento di 50.000 marchi d'argento.
Nel corso dell'anno, Edoardo II riuscì a fuggire, con l'aiuto dei suoi sostenitori, ma dopo poco fu nuovamente catturato e nel settembre morì, nel castello di Berkeley, dove era stato rinchiuso, di morte naturale, secondo i responsabili del governo, ma molto più probabilmente fu ucciso perché non fosse liberato una seconda volta dai suoi partigiani.

Gli anni di regno e cadutamodifica | modifica sorgente

Ruggero e Isabella cercarono di risolvere il problema scozzese conducendo una disordinata campagna che non produsse nessun risultato, a parte la devastazione delle contee inglesi settentrionali, per cui fu negoziato un trattato (il trattato di Northampton[3]) che riconobbe Roberto Bruce, re di una Scozia indipendente, senza dare garanzie ai baroni che erano stati spossessati delle loro terre, fu inoltre concordato il fidanzamento del figlio di Bruce, Davide, di quattro anni con la figlia di Isabella, Giovanna, di sette anni.

L'albero di Tyburn

Nel frattempo la cupidigia[4] e l'arroganza di Ruggero finirono per dividerlo da alcuni nobili della sua coalizione, tra cui il conte Enrico Plantageneto (1281-1345) e lo zio del giovane re, Edmondo di Woodstock, conte di Kent, che riversarono tutte le loro speranze sul giovane re, Edoardo III. Egli, peraltro, non aveva mai dimenticato il destino di suo padre, o come egli stesso era stato trattato. In un primo momento Mortimer ebbe la meglio, riuscendo tra il 1328 e il 1330 a sconfiggere i suoi avversari[5]. Ma a 18 anni, Edoardo era pronto a prendere la sua vendetta. Il 19 ottobre 1330, Ruggero e Isabella stavano dormendo nel castello di Nottingham. Col favore della notte, un gruppo fedele al giovane re, formato da suo cugino, Enrico Conte di Lancaster, e da parecchi dei suoi signori, entrò nella fortezza attraverso un passaggio segreto e catturò Ruggero. Lo svolgimento di tale arresto fu fatto nel nome del "re di Inghilterra" e Mortimer fu rinchiuso nella Torre di Londra. Spogliato dei suoi possedimenti e titoli, fu accusato di aver assunto il potere sull'Inghilterra, dopo aver estromesso il re Edoardo II e la regina Isabella e di avere tramato la morte del re Edoardo II. Ruggero Mortimer fu condannato a morte, pare senza processo, un mese dopo l'arresto; fu condotto a Tyburn, dove fu impiccato. Dopo l'esecuzione di Mortimer, Isabella fu esiliata nel Castello di Rising in Norfolk, pur conservando la propria libertà e la sua dote originaria. nel 1336, la moglie di Ruggero Giovanna ottenne il perdono e fu reintegrata nei suoi titoli.

Matrimonio e figlimodifica | modifica sorgente

Ruggero da Giovanna de Geneville, II baronessa di Geneville ebbe undici figli[6]:

Ascendenzamodifica | modifica sorgente

Ruggero Mortimer Padre:
Edmund Mortimer, II barone Wigmore
Nonno paterno:
Roger Mortimer, I barone di Wigmore
Bisnonno paterno:
Ralph de Mortimer
Trisnonno paterno:
Roger de Mortimer
Trisnonna paterna:
Isabel de Ferrers
Bisnonna paterna:
Gwladus Ddu
Trisnonno paterno:
Llywelyn il Grande
Trisnonna paterna:
Giovanna del Galles
Nonna paterna:
Matilde de Braose, baronessa Wigmore
Bisnonno paterno:
Guglielmo di Braose
Trisnonno paterno:
Reginald de Braose
Trisnonna paterna:
Grecia de Briwere
Bisnonna paterna:
Eva Marshal
Trisnonno paterno:
Guglielmo il Maresciallo
Trisnonna paterna:
Isabella di Clare, IV contessa di Pembroke
Madre:
Margaret Mortimer, Baronessa Wigmore
Nonno materno:
William de Fiennes, Baron di Tingry e Fiennes
Bisnonno materno:
Enguerrand II de Fiennes
Trisnonno materno:
William I de Fiennes
Trisnonna materna:
Agnes de Dammartin
Bisnonna materna:
Isabelle de Conde
Trisnonno materno:
Jacques de Conde
Trisnonna materna:
Agnes de Roeux
Nonna materna:
Blanche de Brienne, Baronessa Tingry
Bisnonno materno:
Jean de Brienne
Trisnonno materno:
Giovanni di Brienne
Trisnonna materna:
Berenguela di León
Bisnonna materna:
Jeanne, Dame de Chateaudun
Trisnonno materno:
Geoffrey VI, Visconte de Chateaudun
Trisnonna materna:
Clémence des Roches



Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Pietro di Gaveston era cresciuto assieme all'erede di Edoardo I, Edoardo, che appena salito al trono, nel 1307, lo nominò conte di Cornovaglia e lo fece suo consigliere di fiducia.
  2. ^ Hugh le Despenser, I conte di Winchester era stato un collaboratore di Edoardo I e aveva aumentato le fortune della famiglia, mentre il figlio Ugo Despenser il giovane, aveva frequentato Edoardo II durante la sua giovinezza, quando Edoardo era principe di Galles ed avevano fatto amicizia (erano stati fatti cavalieri lo stesso giorno) ed era diventato ciambellano reale nel 1318, rimpiazzando il precedente favorito del re, Ruggero d'Amory.
  3. ^ Il trattato è conosciuto come trattato di Northampton in quanto a Northampton venne approvato dal parlamento, nel maggio 1328
  4. ^ Ruggero Mortimer era divenuto il più grande proprietario terriero, soprattutto nel Galles e nel Cambridgeshire (nel settembre del 1328 si era fatto nominare conte della marca del Galles o March, divenendo anche pari del regno d'Inghilterra) e nel Galles era giudice a vita.
  5. ^ Edmondo di Woodstock, conte di Kent, fu mandato a morte da Ruggero, il 19 marzo 1330.
  6. ^ (EN) http://fmg.ac/Projects/MedLands/ENGLISH%20NOBILITY%20MEDIEVAL2.htm#_Toc196023995

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Hilda Johnstone, "Francia: gli ultimi capetingi", cap. XV, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 569–607
  • Hilda Johnstone, "Inghilterra: Edoardo I e Edoardo II", cap. XVIII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 673–717
  • Bernard L. Manning, "Inghilterra: Edoardo III e Riccardo II", cap. XIX, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 718–783

Voci correlatemodifica | modifica sorgente








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