Rush

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Rush
I Rush in concerto a Milano il 21 settembre 2004 (da sinistra: Lifeson, Lee e Peart)
I Rush in concerto a Milano il 21 settembre 2004 (da sinistra: Lifeson, Lee e Peart)
Paese d'origine Canada Canada
Genere Rock progressivo[1]
Hard rock[1]
Heavy metal[2][3][4][5]
Arena rock[1]
AOR[1]
Periodo di attività 1968in attività
Album pubblicati 33
Studio 19 + 1 EP
Live 10
Raccolte 8
Sito web

I Rush sono un gruppo rock canadese formatosi nel 1968 nella città di Toronto, Ontario, Canada. Il gruppo è composto da Geddy Lee (basso/tastiere/voce) Alex Lifeson (chitarra) e Neil Peart (batteria e testi). Tra il 1968 e il 1974, la band ha subìto alcune trasformazioni, fino ad arrivare alla attuale formazione quando nel luglio 1974 Peart ha sostituito il batterista iniziale John Rutsey due settimane prima del loro primo tour negli Stati Uniti.

Nel corso degli anni i Rush hanno saputo rinnovare di continuo il loro stile, lasciando che nella loro musica confluissero anche le tendenze musicali del tempo. Con il loro primo album sono partiti da un genere vicino all'heavy metal basato sul blues fino ad arrivare alla mescolanza tra hard rock e rock progressivo, durante gli anni ottanta hanno fatto largo impiego di sintetizzatori, successivamente sono ritornati verso sonorità hard rock. La loro discografia può essere sommariamente divisa in un certo numero di cicli, solitamente scanditi dalla pubblicazione di live album che chiudono un ciclo e riaprono il successivo; ogni ciclo mantiene in genere determinate caratteristiche di stile che poi lentamente si modificano confluendo in una nuova fase.

Dall'uscita del loro primo album intitolato proprio Rush, i Rush sono diventati famosi per la loro abilità musicale, per le loro composizioni, e per i loro testi generalmente basati su fantascienza, fantasia e filosofia ma anche su temi umanitari come situazioni sociali, emotive ed ambientali. Hanno ispirato molti artisti tra cui Metallica, Primus, Rage Against the Machine, Smashing Pumpkins e anche band progressive metal come Dream Theater e Symphony X.

I Rush hanno vinto numerosi Juno Award e nel 1994 sono stati inseriti nella "Canadian Music Hall of Fame", nel corso degli anni sono anche stati riconosciuti come alcuni dei più grandi musicisti di sempre in base ai premi vinti da ognuno dei membri e dai sondaggi di alcune riviste. Hanno vinto 24 dischi d'oro e 14 di platino, trovandosi così al terzo posto come band rock che ha ricevuto più dischi d'oro e di platino consecutivamente, secondi solo a Rolling Stones e Beatles. Sono anche nella posizione 79° per la maggior vendita di album negli Stati Uniti con circa 25 milioni di copie vendute[6].

Nel 2012 la band ha pubblicato un nuovo album da studio, Clockwork Angels, seguito da una serie di esibizioni live, il Clockwork Angels Tour. I Rush sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2013.

Storiamodifica | modifica sorgente

Gli esordimodifica | modifica sorgente

Il primo nucleo dei Rush si forma nell'estate 1968, quando Alex Lifeson e John Rutsey con il bassista e cantante Jeff Jones, formano un gruppo, chiamato The Projection, che suona cover blues/hard rock, sullo stile di Led Zeppelin e Jimi Hendrix. Nel settembre dello stesso anno Jones viene rimpiazzato da Geddy Lee, un compagno di classe di Lifeson, proprio quando la band aveva appena adottato il nuovo nome Rush. Il gruppo così composto prosegue con l'attività concertistica nei licei e nei locali di Toronto[7].

Verso la fine del 1968 nel gruppo entra anche il polistrumentista Lindy Young, più maturo ed esperto dei compagni. In questo periodo il nome della band, che comincia ad appoggiarsi ad un giovane manager per l'organizzazione dei concerti (Ray Daniels, ancora oggi manager del gruppo), diventa Hadrian. La fama degli Hadrian cresce considerevolmente, ed i concerti cominciano ad attirare un pubblico piuttosto vasto[8].

In questo periodo Rutsey convince i compagni a rimpiazzare Lee con un nuovo bassista ritenuto più idoneo al ruolo: Joe Perna. Lee, uscito dagli Hadrian, forma un nuovo gruppo, i Judd, ai quali benpresto si aggiunge anche Lindy Young, e costringe così Lifeson e Rutsey, unici superstiti degli Hadrian (nel frattempo anche Perna aveva lasciato), a sciogliere la band. Nel settembre del 1969 tuttavia anche i Judd di Lee si sciolgono, così lo stesso Lee con Lifeson e Rutsey ricostituiscono il vecchio gruppo riutilizzando in maniera definitiva il nome Rush[9].

Da quel momento il gruppo, deciso e determinato, si impegna in una intensa attività live a livello locale, inserendo di tanto in tanto in scaletta, accanto alle cover, anche qualche composizione propria. Nel 1971 i tre tentano di inserire in organico un secondo chitarrista, Mitch Bossi, il quale dopo appena tre mesi lascia il gruppo, ritenendo i compagni troppo impegnati nel progetto musicale. I concerti e gli ingaggi da parte dei locali contianuano ad aumentare spingendo Geddy ed Alex ad abbandonare la scuola per dedicarsi esclusivamente alla musica, proseguendo con una sempre più intensa attività concertistica fino a tutto il 1973, tentando anche di ottenere un contratto discografico presentando a varie compagnie un demo autoprodotto[10], che non riesce tuttavia a suscitare l'interesse sperato.

Prima Fase: 1973-1976modifica | modifica sorgente

Nonostante tutto il gruppo prosegue la propria attività sia con tournée che con registrazioni in studio, quando incise nel 1973 il primo singolo autoprodotto, Not Fade Away, una cover di Buddy Holly. Il loro primo album, Rush (1974), in un primo tempo autoprodotto anch'esso ma in seconda battuta ripubblicato attraverso la etichetta Mercury Records, richiama lo stile dai Led Zeppelin, e per questo risulta non molto originale, anche se i brani risultano comunque gradevoli e si possono trovare pezzi di bravura, come Finding My Way. Dopo questo primo album il batterista John Rutsey dovette abbandonare il gruppo per problemi di salute, oltre che per divergenze stilistiche con il resto della band[11].

Dopo l'arrivo del suo sostituto, Neil Peart, nel 1974, la formazione non ha più subìto cambiamenti. È interessante notare che, mentre Lee canta tutte le canzoni, quasi tutti i testi sono stati scritti da Peart. Neil diventa la spina dorsale del gruppo e il suo stile si può già notare dal secondo lavoro in studio Fly by Night (1975) con Anthem, brano energico che mette in risalto la sua ottima tecnica, o con la lunga suite By-Tor & The Snow Dog, primo tra i brani suddivisi in più capitoli realizzato dalla band.

Lo stesso anno esce il suggestivo Caress of Steel. La canzone d'apertura, Bastille Day, continua il discorso iniziato con il primo disco, ma the Professor (così viene chiamato Peart dai suoi fans) comincia a portare le sue modifiche: i testi di quel periodo cominciarono ad essere pesantemente influenzati dalla fantascienza, delle opere di Tolkien, e, in alcuni casi, dagli scritti e dalla filosofia di Ayn Rand, come verrà anche mostrato nei futuri lavori 2112 (1976) e Hemispheres (1978). Notevole e onirica la suite The Fountain of Lamneth, presente sulla seconda facciata di Caress of Steel. Questi lavori iniziali, sono una miscela di hard rock e progressive, simili a Yes o Genesis, e dal punto di vista visivo dimostrano la nascita del gruppo nel breve periodo del glitter rock, quello di artisti come Iggy Pop o David Bowie, fatto di costumi e spettacoli scintillanti. Caress of Steel è stato tuttavia un album "sconfessato" dal gruppo: negli anni a seguire non verranno più proposti dal vivo brani di questo disco, nemmeno i brani più importanti ed immediati, come Lakeside Park o Bastille Day.

Il 1976 è l'anno di uscita di 2112, da molti considerato il loro primo gioiello, la prima opera con una forte base che li potesse distaccare definitivamente dal ruolo di gruppo-scia dei Led Zeppelin. All'omonima suite (basata su una novella di Ayn Rand nella quale un giovane scopre la musica – sotto forma di una chitarra – in un'epoca in cui un regime totalitario ha tolto all'uomo ogni spazio di libertà creativa), si alternano canzoni più brevi ma non meno intense, come l'esotica A Passage to Bangkok, l'acustica Lessons, la triste e romantica Tears, la cadenzata The Twilight Zone e la splendida, conclusiva, Something for Nothing, che rappresenta la summa delle tematiche più care ai Rush.

Si chiude così la prima fase con un disco dal vivo, All the World's a Stage, sempre del 1976.

Seconda Fase: 1977-1981modifica | modifica sorgente

Nel 1977 e nel 1978 escono i loro lavori più complessi, A Farewell to Kings e Hemispheres, strettamente collegati fra loro soprattutto perché il brano finale del primo disco (Cygnus x-1 Book I the voyage) si collega con la suite iniziale del secondo (Cygnus x-1 Book II hemispheres), in una serie di sonorità che sembrano lasciare più spazio alla melodia tipica del progressive, attraverso chitarre acustiche e soprattutto i sintetizzatori (suonati da Lee anche dal vivo alternandosi con il basso). La tecnica e il suono di questi due dischi superano quindi tutti gli altri lavori precedenti, soprattutto con brani come Xanadu o La Villa Strangiato. In una conferenza stampa durante il tour europeo del 1977, a causa soprattutto delle tematiche contenute nei testi di 2112, i Rush furono apertamente accusati di fascismo; la band smentì categoricamente le accuse visto che proprio in 2112 si evidenzia il rifiuto della band di qualunque regime totalitario. Tra l'altro, entrambi genitori di Geddy Lee erano ebrei scampati ai campi di concentramento nazisti. Sempre nello stesso anno il management della band fonda, sulle ceneri della Moon Records che aveva curato la pubblicazione dell'album d'esordio del gruppo nel 1974, la Anthem Records[12], etichetta indipendente che curerà tutte le pubblicazioni dei Rush (ed anche la loro distribuzione nel territorio canadese).

Erano gli anni della svolta verso il punk, anni in cui comunque proporre un certo tipo di musica poteva diventare anacronistico. È forse anche per questo che nel 1980 l'album Permanent Waves cambia drasticamente le cose. Anche se la musica era ancora basata su uno stile hard rock, vennero introdotte sempre più le tastiere. I temi delle canzoni cambiarono di molto, e divennero molto più simili a quelli del rock alternativo che a quelli del rock progressivo. Una canzone in particolare, The Spirit of Radio (che prende il titolo da una emittente radio di Toronto, la CFNY), divenne un grosso successo del circuito alternativo, e fu anche la prima canzone dei Rush ad inserire trame reggae sulla scia di un altro power trio, ovvero i Police. In Permanent Waves, tuttavia, le classiche strutture prog dei Rush anni '70, formalizzate in 2112, A Farewell to Kings ed Hemispheres sopravvivono nelle splendide Jacob's Ladder e Natural Science.

L'album successivo, Moving Pictures (1981), ribadisce ulteriormente questa svolta. L'album, ritenuto da molti il capolavoro del gruppo, non abbandona ancora strutture prog-rock ma contiene una serie di canzoni rock oriented dalla durata maggiormente concisa. Sebbene siano ancora contraddistinte da arrangiamenti complessi, esse li avvicinano sempre di più ad un sound tipicamente anni '80 per via di un uso dei sintetizzatori ancora più deciso e ad un suono di chitarre più classico e meno hard rock. L'album esordisce con una canzone, che è ancora oggi tra le favorite delle stazioni americane di rock classico, Tom Sawyer. Anche la seconda fase viene salutata con uno dei loro live più belli, Exit...Stage Left.

Terza Fase: 1982-1988modifica | modifica sorgente

In Signals (1982) è la volta dell'esordio nel synth-pop, o meglio nel rock elettronico, (si ascoltino Digital Man e New World Man), con le tastiere di Geddy Lee in primo piano rispetto alla chitarra di Alex Lifeson e del drumming di Neil Peart. Signals è sintomatico di un'evoluzione propria anche ad altri gruppi prog rock degli anni '70, come i loro coetanei Yes, che uscivano con il 90125 di Owner of a Lonely Heart, o i King Crimson di Discipline e Beat.

Le tematiche di Signals vengono meglio definite nel successivo Grace Under Pressure (1984), in cui spiccano, fra gli altri, brani come Distant Early Warning, The Body Electric, Red Sector A. Sia il design della copertina che le tematiche dell'album, talvolta ispirate ad un'apocalisse futuribile e post-industriale, sia il prominente utilizzo dei pad elettronici e delle tastiere segnano un momentaneo abbandono delle sonorità hard rock degli anni '70, avvicinando i Rush alla new wave britannica. Lo stile chitarristico di Lifeson si fa più rarefatto e si concentra maggiormente sulla ritmica, analogamente a quanto effettuato da Andy Summers dei Police o da The Edge degli U2.

Seguono nell'ordine gli album Power Windows (1985), in cui sono presenti pezzi notevoli come Marathon, Manhattan Project, Mystich Rythms e la rockeggiante The Big Money, e Hold Your Fire (1987), con Force Ten, Mission e Turn the Page, dalla sgargiante copertina rossa. Entrambi i lavori sono caratterizzati da arrangiamenti particolarmente fastosi: oltre alle percussioni elettroniche ed ai sintetizzatori, sempre presenti, molti dei brani sono arricchiti da cori e orchestrazioni.

Quarta Fase: 1989-2001modifica | modifica sorgente

Il loro terzo disco dal vivo, A Show of Hands (1989), chiude la terza fase dei Rush e ne apre una nuova dove il trio lascia da parte il rock elettronico e con Presto (1989), prima pubblicazione del gruppo con la nuova etichetta Atlantic, si avvicina ad una forma di pop/rock pulito e moderno. Le chitarre tornano ad essere protagoniste, seppur con un rock melodico, e i sintetizzatori hanno un ruolo più di secondo piano. Questo periodo in realtà durerà solo un altro album: è Roll the Bones del 1991, che mostra anche influenze rap e funk.

Dopo questo breve periodo (che potrebbe essere considerato più che altro un periodo di passaggio) i Rush decisero con Counterparts (1993) di ritornare verso una forma di hard rock moderno che trae qualche leggera influenza dal grunge. Nel 1996 viene rilasciato Victor, album di debutto solista di Alex Lifeson. La band torna con l'album Test for Echo, sempre del 1996, e conferma ulteriormente la svolta iniziata con Counterparts. Segue un triplo live, Different Stages (1998), che chiude nuovamente un ciclo, questa volta, a dire il vero, per motivi purtroppo non solo di natura musicale. La figlia di Neil Peart, Selena, morì in un incidente stradale nell'agosto 1997, seguita dalla moglie Jacqueline che morì di tumore nel giugno 1998. Per queste tragedie il gruppo decise di sospendere l'attività musicale e Peart si imbarcò in un viaggio guaritore in motocicletta, nel quale percorse migliaia di chilometri attraverso il Nord America. Successivamente descrisse il suo viaggio nel libro Ghost Rider: Travels on the Healing Road. È questo il momento di pausa più lungo del gruppo: si pensava che ormai, anche a seguito di queste gravi vicende, i Rush avessero chiuso la loro attività come band. A sostegno di questa tesi probabilmente contribuì la pubblicazione del lavoro solista di Geddy Lee My Favorite Headache nel 2000, il quale in precedenza non aveva mai suonato al di fuori del marchio della band.

Quinta Fase: 2002-oggimodifica | modifica sorgente

Il gruppo è invece ritornato a suonare nel 2002 con un album sorprendentemente pesante, Vapor Trails, che contiene tra l'altro la canzone Ghost Rider sui viaggi del batterista. Il disco ha ottenuto modesti elogi al suo debutto, ed è stato supportato dal primo tour del gruppo, dopo anni di inattività. Il loro tour, dopo sei anni di pausa, è iniziato con una serie di concerti (di oltre tre ore di lunghezza ciascuno) in Canada e Stati Uniti, a Città del Messico e concluso da tre date in Brasile. L'ultimo show del trionfale tour, la data di Rio De Janeiro, è stata pubblicata nel 2003 come triplo CD e doppio DVD sotto il nome di Rush in Rio. Il 30 luglio dello stesso anno i Rush si esibiscono a Toronto, di fronte a poco meno di mezzo milione di spettatori, nell'ambito della manifestazione rock benefica Molson Canadian Rocks for Toronto, organizzata per raccogliere fondi per contrastare la crisi economica conseguente alla diffusione della SARS nella zona di Toronto. Alla manifestazione partecipano inoltre i Rolling Stones, gli AC/DC, Justin Timberlake e altri.

Nel 2004, per celebrare il trentesimo anniversario della loro carriera, i Rush hanno dato alle stampe un disco intitolato Feedback, che raccoglie delle cover di gruppi che i tre ascoltavano quando iniziavano a muovere i primi passi nel mondo della musica, come: The Who, The Yardbirds, Cream, Buffalo Springfield ed altri. Il tour celebrativo del trentennale di carriera li ha portati a suonare per la prima volta in Italia, con un concerto tenutosi a Milano il 21 settembre. Dalla data di Francoforte sul Meno del 24 settembre è tratto il DVD R30: 30th Anniversary World Tour, pubblicato il 28 novembre 2005.

Nel maggio 2007 i Rush pubblicano un nuovo studio album di inediti, il diciottesimo per l'esattezza, dal titolo Snakes & Arrows. Il trio canadese inizia così il tour mondiale in giugno, cominciando dall'America per poi arrivare in Europa in ottobre. Passano per l'Inghilterra, Norvegia, Germania, Svezia, Finlandia, e si fermano per la seconda volta nella loro carriera, per il secondo tour consecutivo, in Italia, con il concerto tenutosi il 23 ottobre a Milano, con più di tre ore di musica e uno spettacolo laser eccezionale.

Il 15 aprile 2008 esce un altro disco live: è Snakes & Arrows Live, che documenta l'evento tenutosi a Rotterdam il 16 e 17 ottobre 2007.

L'11 maggio 2008, invece, arriva la triste notizia della morte del primo storico batterista della band, John Rutsey. Egli aveva 55 anni ed era da tempo malato di diabete, malattia che lo costrinse a lasciare la band dopo appena un album.

Il 25 novembre 2008 i Rush pubblicano il triplo DVD Snakes & Arrows Live contenente nei primi due dischi il concerto di Rotterdam del 16 e 17 ottobre 2007. Il terzo DVD intitolato Oh,Atlanta!The Authorized Bootlegs comprende 4 brani (2112, The Trees, Red Barchetta e Ghost of a Chance) dalla seconda parte del tour nordamericano 2008 della band.

Il 2009 è un anno di pausa per i Rush: sul fronte delle uscite da segnalare la raccolta Retrospective III che raccoglie in CD e DVD il meglio dell'era Atlantic del trio canadese, il DVD tributo a Buddy Rich a cui ha partecipato Neil Peart e la prima biografia in italiano "Rush" di Jon Collins a cura della Tsunami Edizioni, versione di "Chemistry" per il nostro paese.

In uscita nel 2010 il documentario Rush: Beyond the Lighted Stage, curato dagli stessi autori di Metal: A Headbanger's Journey e Flight 666: The Movie sugli Iron Maiden. Durante l'estate 2010, i Rush s'imbarcano per il Time Machine Tour in Nord America con una setlist che prevede l'esecuzione, per la prima volta nella loro storia, dell'album Moving Pictures per intero, oltre che la presentazione in sede live di alcuni nuovi brani, Caravan e BU2B, già disponibili come singoli dal 1º giugno 2010; si tratta di due anticipazioni del nuovo album previsto per il 2012.

Nel corso del 2011 la band è impegnata nella seconda parte del Time Machine Tour. Risale all'8 novembre 2011 la pubblicazione del CD Time Machine 2011: Live in Cleveland, tratto dalla data di Cleveland del 15 aprile 2011 e disponibile anche in versione video, si tratta della prima pubblicazione con la nuova etichetta del gruppo, la Roadrunner Records. Il nuovo album Clockwork Angels, apprezzato sia dalla critica che dal pubblico, e pubblicato il 12 giugno 2012, segna il ritorno della band canadese con il suo 20° lavoro in studio. Il tour promozionale a sostegno del disco è stato documentato con album e video pubblicati nel novembre 2013.

Stile musicale ed influenzemodifica | modifica sorgente

Lo stile musicale dei Rush è cambiato notevolmente nel corso degli anni. Il loro album di debutto è stato fortemente influenzato dal blues e dal rock britannico da gruppi rock come Cream, Led Zeppelin e Deep Purple. Nei primi album il loro stile è rimasto sostanzialmente hard rock, con influenze pesanti da gruppi come gli Who ed i Led Zeppelin, ma è anche sempre più influenzato da band britanniche di rock progressivo. Questa fusione di hard rock e progressive rock è continuata fino alla fine degli anni settanta. A partire dal 1980, i Rush fondono progressivamente il loro sound con le tendenze di questo periodo, la sperimentazione di new wave, reggae e pop rock. Questo periodo comprende un uso più ampio di strumenti quali sintetizzatori, sequencer e percussioni elettroniche. Con l'arrivo degli anni '90, il suono base dei Rush è ancora intatto, anche se la band ha trasformato ancora una volta il suo stile, influenzandolo con del rock alternativo. Il nuovo millennio li ha visti tornare ad un sound più orientato verso sonorità hard rock e progressive rock, come nei primi album, supportato dalla moderna attrezzatura e spesso utilizzando anche strumenti acustici.

Composizionemodifica | modifica sorgente

Nel debutto omonimo dei Rush Lee e Lifeson si occupavano delle musiche e Lee dei testi; in origine il ruolo di paroliere era svolto dal primo batterista del gruppo, John Rutsey, ma esso, poco prima della registrazione dell'album, a causa di insicurezze e ripensamenti, si disfò dei testi, così il vocalist e bassista Geddy Lee fu costretto a dedicarsi alla riscrittura di tutti le liriche dei brani[13]. Unico brano nel catalogo dei Rush a portare la firma di Lee (musica) e Rutsey (parole) risulta pertanto essere You Can't Fight it, il primo singolo pubblicato nel 1973.

Tuttavia, con l'arrivo di Peart le cose cambiarono: a lui venne affidato quasi sempre il compito della stesura dei testi. Molto rari sono stati i casi dell' introduzione di compositori esterni (Peter Talbot o Pye Dubois), o della scrittura di testi da parte degli altri componenti del gruppo, cosa peraltro avvenuta solo nella prima parte della carriera (un esempio si può trovare in Lessons scritta da Lifeson o Cinderella Man firmata da Lee). In un solo caso, nel pezzo Chemistry, il testo porta la firma di tutti i componenti del trio.

Nella quasi totalità dei casi Lee e Lifeson provvedono alla scrittura della parte puramente musicale; anche in questo caso le eccezioni sono davvero rare: sono occasionali le partecipazioni del batterista nella scrittura delle musiche (con l'esclusione di tutti gli assoli di batteria, firmati sempre da Peart) come ad esempio nei pezzi A Farewell to Kings o La Villa Strangiato, così come l'accreditamento del solo Lee o del solo Lifeson nella scrittura dei brani, come nello strumentale Hope (Lifeson) o nel pezzo Best I Can (Lee).

Nel 2010 i Rush (e cinque dei loro brani) sono stati introdotti nella Canadian Songwriters Hall of Fame[14][15].

Curiositàmodifica | modifica sorgente

  • Esistono degli studi sulla connessione tra i testi dei Rush e gli stati di dissociazione mistica dovuti al consumo di droghe come l'LSD. Pare difatti che il principale autore delle liriche del gruppo, Neil Peart, abbia fatto uso di queste sostanze per un lungo periodo all'inizio della carriera e per questo all'interno dei suoi testi sarebbero presenti varie allusioni a quel tipo di allucinazioni mentali date dal consumo di sostanze psicotrope. Non ci sono comunque prove che dimostrino quest'associazione con le droghe e lo studio rappresenta un'interpretazione soggettiva dell'autore.
  • In alcune versioni live del brano Tom Sawyer (per esempio quella di A Show of Hands[16]) Geddy Lee canta catch the fish al posto di catch the spit. Questa particolare variante è dovuta ad un evento che segnò il tour di Moving Pictures. I roadies erano infatti soliti prendersi gioco di Neil Peart lasciando del pesce sulla batteria. Un giorno decisero di squartare un pesce e inserirlo sopra una macchina telecomandata. Durante uno show, il pesce fu guidato a distanza fino sul palco. Alex Lifeson e Geddy Lee non seppero resistere e si piegarono per le risate, mentre Neil Peart addirittura smise di suonare per lo stupore. Da questo scherzo deriva la variante.
  • Il gruppo fa un cameo nel film I Love You, Man interpretando se stessi che suonano in concerto mentre i 2 protagonisti, grandi fan dei Rush, sono tra il pubblico.

Formazionemodifica | modifica sorgente

Attualemodifica | modifica sorgente

Ex-componentimodifica | modifica sorgente

Collaboratori occasionalimodifica | modifica sorgente

Discografiamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Rush.

Attività livemodifica | modifica sorgente

Librimodifica | modifica sorgente

Premimodifica | modifica sorgente

Juno awardsmodifica | modifica sorgente

I Rush hanno ottenuto i seguenti Juno awards[17]:

  • 1975 Gruppo più promettente dell'anno
  • 1978 Gruppo dell'anno
  • 1979 Gruppo dell'anno
  • 1991 Miglior album Heavy Metal – Presto
  • 1992 Miglior album Hard Rock – Roll the Bones
  • 1994 Inserimento nella "Canadian Music Hall of Fame"
  • 2004 Miglior DVD – Rush in Rio
  • 2011 Miglior DVD – Rush: Beyond the Lighted Stage
  • 2013 Album Rock dell'anno - Clockwork Angels

Grammy awardsmodifica | modifica sorgente

  • 1982 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale
    • YYZ – battuta da Behind my Camel dei The Police.
  • 1992 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale
    • Where's My Thing? – battuta da Cliffs of Dover di Eric Johnson.
  • 1995 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale
    • Leave That Thing Alone – battuta da Marooned dei Pink Floyd.
  • 2004 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale
    • O Baterista – battuta da Mrs. O'Leary's Cow di Brian Wilson.
  • 2008 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale
    • Malignant Narcissism – battuta da Once Upon a Time in the West di Bruce Springsteen.
  • 2009 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale
  • 2011 Finalisti per la categoria miglior Video musicale a lunga durata

Altri riconoscimentimodifica | modifica sorgente

Premi delle riviste musicalimodifica | modifica sorgente

Geddy Leemodifica | modifica sorgente

  • Bass Hall of Fame – Guitar Player Magazine
  • 6 volte vincitore: "Miglior Bassista Rock" – Guitar Player Magazine
  • 1993 – "Miglior Bassista Rock", classifica stilata dai lettori di Bass Player
  • Miglior album di basso (Snakes & Arrows) - Bass Player Magazine
  • "Più bella linea di basso in una canzone" ("Malignant Narcissism") - Bass Player Magazine

Alex Lifesonmodifica | modifica sorgente

  • "Miglior talento Rock" per la rivista Guitar for the Practicing Musician nel 1983
  • "Miglior chitarrista Rock" per Guitar Player nel 1984 e nel 2008
  • In corsa per "Miglior chitarrista Rock" per Guitar Player nel 1982, 1983, 1985, 1986
  • Inserito nella Hall of Fame di Guitar for the Practicing Musician, 1991
  • Miglior disco "ferocemente brillante" di chitarra (Snakes & Arrows) - Guitar Player 2007
  • "Miglior articolo" per "Different Strings" – Guitar Player (edizione di settembre). 2007

Neil Peartmodifica | modifica sorgente

Peart ha ricevuto i seguenti riconoscimenti dalla classifica dei lettori della rivista Modern Drummer:

  • Hall of Fame: 1983
  • Migliore batterista Rock: 1980, 1981, 1982, 1983, 1984, 1985, 1986, *2006, *2008 (*vinse alla conta dei voti, ma ineleggibile)
  • Migliore multi-percussionista: 1983, 1984, 1985, 1986
  • Miglior percussionista: 1982
  • Migliore batterista emergente: 1980
  • Miglior percussionista in generale: 1986
  • 1986 Honor Roll: batterista Rock, multi-percussionista
(* - Come membro dell'Honor Roll in queste categorie, non è più eleggibile nelle suddette.)

Peart ha ricevuto i seguenti riconoscimenti dalla rivista DRUM! magazine per il 2007:

Peart ha ricevuto i seguenti riconoscimenti dalla rivista DRUM! magazine per il 2008:

  • Batterista dell'anno
  • Secondo classificato Miglior batterista Progressive rock
  • Miglior batterista live
  • Secondo classificato Miglior batterista Pop

Peart ha ricevuto i seguenti riconoscimenti dalla rivista DRUM! magazine per il 2009:

  • Batterista dell'anno
  • Miglior batterista Progressive rock

Peart ha ricevuto i seguenti riconoscimenti dalla rivista DRUM! magazine per il 2010:

  • Batterista dell'anno
  • Secondo classificato Miglior batterista Progressive rock
  • Secondo classificato Miglior live performer

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c d allmusic.com - Rush
  2. ^ Robert Walser. Running with the Devil: power, gender, and madness in heavy metal music. Wesleyan, 1993, ISBN 0-8195-6260-2. p. 10
  3. ^ Charles Snider. The Strawberry Bricks Guide to Progressive Rock. Strawberry Bricks, 2008, ISBN 0-615-17566-X. p. 221
  4. ^ Kevin Holm-Hudson. Progressive rock reconsidered. Routledge, 2001, 0815337159. p.190
  5. ^ articolo sul Billboard magazine risalente al 16 novembre 1985
  6. ^ RIAA - Recording Industry Association of America
  7. ^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, pag 25, 26. ISBN 978-88-96131-03-9
  8. ^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, pag 27. ISBN 978-88-96131-03-9
  9. ^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, pag 27, 28. ISBN 978-88-96131-03-9
  10. ^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, pag 29, 30, 31. ISBN 978-88-96131-03-9
  11. ^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, pag 44, 45. ISBN 978-88-96131-03-9
  12. ^ About Anthem
  13. ^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, pag 38. ISBN 978-88-96131-03-9
  14. ^ 1
  15. ^ 2
  16. ^ The Rush Frequently Asked Questions on the Internet File
  17. ^ Artist Summary | The JUNO Awards

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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