San Diego Chargers

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San Diego Chargers
Football americano American football pictogram.svg
San Diego Chargers logo.png
The Bolts; San Diego Super Chargers
Segni distintivi
Uniformi di gara
Helmet
Left arm Body Right arm
Trousers
Socks
Casa
Helmet
Left arm Body Right arm
Trousers
Socks
Trasferta
Helmet
Left arm Body Right arm
Trousers
Socks
Terza divisa
Colori sociali                    
Blu, Oro, Azzurro, Bianco
Inno San Diego Super Chargers
Jerry Marcellino e David Sieff
Dati societari
Città Flag of San Diego, California.svg San Diego (CA)
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Lega Stati Uniti National Football League
Conference AFC
Division AFC South
Fondazione 1960
Denominazione Los Angeles Chargers (1960)
San Diego Chargers (1961-presente)
Presidente Stati Uniti Dean Spanos
Proprietario Stati Uniti Alex Spanos
General manager Stati Uniti Tom Telesco
Capo-allenatore Stati Uniti Mike McCoy
Stadio Qualcomm Stadium
(70561 posti)
Sito web www.chargers.com
Palmarès
AFLlogo.pngAmerican Football Conference logo.svg
Campionati AFL 1
Titoli AFC 1
Titoli divisionali 15
Apparizioni ai playoff 18

I San Diego Chargers (detti anche Bolts o Super Chargers) sono una squadra di football americano della NFL con sede a San Diego. Competono nella West Division della American Football Conference.

Fondati nel 1960 con il nome di Los Angeles Chargers la franchigia all'inizio giocò nella American Football League. Dopo un anno passato a Los Angeles, nel 1961 si spostò stabilmente a San Diego ove risiede tuttora, cambiando denominazione nell'attuale San Diego Chargers.

Storiamodifica | modifica sorgente

1959-1969: American Football Leaguemodifica | modifica sorgente

I Chargers diedero vita all'American Football League insieme ad altre sette franchigie nel 1959. Nel 1960, i Chargers giocarono la prima stagione della AFL a Los Angeles[1]. Il loro primo proprietario fu l'ereditiere degli hotel Barron Hilton, figlio del fondatore della Hilton Hotels Conrad Hilton.

Secondo il sito ufficiale della Pro Football Hall of Fame, Barron Hilton acconsentì dopo che il suo general manager, Frank Leahy, prese il nome dei Chargers quando acquisì la franchigia per Los Angeles. I Chargers disputarono lì una sola stagione, prima di trasferirsi a San Diego nel 1961. I primi anni di vita dei San Diego Chargers furono caratterizzati soprattutto dalla grandi giocate del wide receiver Lance Alworth, il quale concluse le proprie undici stagioni tra AFL e NFL con 543 ricezioni per 10.266 yard ricevute. Inoltre, egli stabilì il record per il football professionistico di gare consecutive con almeno una ricezione (96)[2].

Negli anni sessanta, i Chargers vinsero cinque volte il titolo della AFL West, la loro division (1960, 1961, 1963, 1964, 1965), conquistando il campionato AFL nel 1965.

Hilton vendette i Chargers a un gruppo guidato da Eugene Klein e Sam Schulman nell'agosto 1966[3]. L'anno successivo i Chargers giocarono una gara di pre-stagione, perdendola, contro una franchigia della più antica NFL, i Detroit Lions. I Chargers in seguito sconfissero i vincitori del Super Bowl III, i New York Jets, 34–27 di fronte a una folla da record al San Diego Stadium, gremito di 54.042 presenze il 29 settembre 1969. Sid Gillman, un membro della Pro Football Hall of Fame e l'unico allenatore che la squadra avesse mai avuto, si fece da parte per problemi di salute e Charlie Waller fu promosso al suo posto dopo la fine della stagione regolare. Gillman rimase operativo all'interno della franchigia come general manager.

1970-1978: periodo post-fusionemodifica | modifica sorgente

Nel 1970, i San Diego Chargers furono inseriti nella AFC West a seguito della fusione tra NFL e AFL[4]. Da quel momento, i Chargers affrontarono annate difficoltose: Gillman si ritirò anche dal ruolo di general manager nel 1971 e molti dei giocatori dei Chargers del decennio precedente si erano ritirati o erano stati scambiati[5]. La squadra acquisì veterani come Deacon Jones[6] e Johnny Unitas[7] ma, giunti ormai agli sgoccioli delle proprie carriere, non furono di aiuto alla squadra che si piazzò sempre tra il terzo e quarto posto nella AFC West dal 1970 al 1978.

1979-1988: Dan Fouts e Air Coryellmodifica | modifica sorgente

Il 1979 fu un anno di svolta per i Chargers che vinsero per la prima volta la loro division dalla fusione tra AFL e NFL. Guidati dai futuri Hall of Famer Dan Fouts e Kellen Winslow rispettivamente come quarterback e tight end, e dall'allenatore Don Coryell (con un attacco soprannominato "Air Coryell"), i Chargers vinsero la division per tre anni consecutivi fino al 1981. Nel 1982 i Chargers raggiunsero ancora i playoff ma uscirono al primo. Fu quella l'ultima partecipazione della squadra ai playoff per dieci anni, fino alla stagione 1992.

Nel 1988 Fouts si ritirò dopo 15 anni di carriera dove stabilì sette diversi record NFL e 42 primati di franchigia dei Chargers, diventando l'allora secondo passatore più profilifico della storia della lega con 43.040 yard. Il numero 14 di Fouts fu ritirato nell'intervallo della gara giocata nel "Dan Fouts Day" a San Diego.

1989-2003modifica | modifica sorgente

Nel 1989, Dan Henning un ex quaterback e allora assistente allenatore dei Washington Redskins, divenne l'ottavo allenatore della storia dei Chargers.

Il 1989 fu anche l'anno del record messo a segno dal rookie Marion Butts che, in una partita contro i Kansas City Chiefs, riuscì a ricevere 176 yard nella vittoria dei Chargers per 20-13.

Il mandato di Henning durò tre stagioni, terminando nel 1992 quando fu sostituito da Bobby Ross che, tra le prime mosse, fece acquisire il quarterback Stan Humphries dai Redskins. Dopo un inizio segnato da quattro sconfitte consecutive, la squadra vinse 11 delle ultime 12 partite rimaste, riuscendo a qualificarsi per i Playoff. In quella stagione Ross vinse il premio di allenatore dell'anno ma la squadra, dopo aver superato il primo turno dei playoff, fu eliminata dai Miami Dolphins della leggenda Dan Marino.

Nel 1993, i Chargers conclusero con un record di 8-8 (ultimi nella propria division), non qualificandosi per i playoff.

Nel 1994, la franchigia si qualificò nuovamente ai playoff, giungendo a disputare il primo Super Bowl della loro storia, perso contro i San Francisco 49ers di Steve Young.

LaDainian Tomlinson fu l'MVP della stagione 2006

Dalla stagione 1996 a quella 2003, i Chargers non riuscirono più a qualificarsi per i playoff.

2004-2009:l'era di Drew Brees e l'era di Philip Riversmodifica | modifica sorgente

La stagione 2003 terminò a pari merito con altre tre squadre per il peggior record della lega ma i Chargers ottennero la prima scelta nel Draft NFL 2004. La scelta cadde su Eli Manning, quarterback proveniente dall'Università del Mississippi.

Prima del Draft, Eli dichiarò pubblicamente che si sarebbe rifiutato di giocare con la franchgia di San Diego[8], così i Chargers lo selezionarono come primo assoluto ma lo scambiarono immediatamente con i New York Giants in cambio di Philip Rivers, il quale sarebbe diventato il giocatore simblo dei Chargers per gli anni a venire.

Nella sua stagione da rookie, Rivers si vide preferire come quarterback titolare Drew Brees.

Nel 2004, grazie alle giocate di Brees, la squadra ottenne la prima insperata qualificazione ai playoff dal 1995, dove furono eliminati al primo turno dai Giants di Manning. A fine stagione, nonostante la precoce eliminazione dai playoff, Drew vinse il premio NFL Comeback Player of the Year e l'allenatore Schottenheimer il premio di miglior allenatore della stagione.

Nel 2005, Brees fu ceduto ai New Orleans Saints di cui sarebbe diventato l'icona e Rivers ne prese il posto come titolare, portando la squadra ai playoff per quattro anni consecutivi dal 2006 al 2009. In quegli anni però, la stella della squadra fu il running back LaDainian Tomlinson che nel 2006 stabilì il record di touchdown segnati nella stagione regolare (31) e fu premiato come MVP della NFL, il primo giocatore dei Chargers a ricevere tale onore.

2010-presentemodifica | modifica sorgente

2010modifica | modifica sorgente

La stagione 2010 fu la prima senza Tomlinson, passato ai New York Jets per gli ultimi due anni di carriera. La stagione iniziò con un record di 2-5. Ripresasi, la squadra terminò la stagione con un record di 9-7 ma non riuscì a qualificarsi ai playoff per la prima volta dal 2005. Essi terminarono la stagione come l'ottava squadra della storia della NFL a classicarsi al primo posto sia in attacco (395,6 yard a partita) e difesa (271,6 yards concesse a partita) e solo la seconda di esse a non qualificarsi per i playoff (con gli Eagles del 1953 che terminarono 7–4–1)[9].

2011modifica | modifica sorgente

I Chargers iniziarono la stagione 2011 con una sola sconfitta per mano dei New England Patriots di Tom Brady e quattro vittorie nelle prime 5 partite. Dopo la vittoria per 38-26 contro gli Oakland Raiders nell'ultima settimana della stagione regolare, i Chargers terminarono l'annata con un record di 8-8, alla pari proprio coi Raiders e i Denver Broncos, che vinsero tuttavia la division, escludendo San Diego dai playoff per il secondo anno consecutivo.

Logo ed uniformimodifica | modifica sorgente

Il logo nella AFL
Il logo dal 1966 al 1969
Le maglie: blu scuro, oro e bianco.
Grafica del casco: è di color bianco con una saetta gialla dai bordi celesti.

Ad eccezione dei colori i Chargers hanno sempre utilizzato come simbolo della propria franchigia, sin dal debutto nel 1960, una saetta a forma di arco. Durante la permanenza nella AFL, l'effigie dei bolts era rappresentata da uno scudetto ove campeggiavano un fulmine, la testa di un cavallo e la scritta "CHARGERS".

Dal 1960 al 1973, i giocatori indossarono divise bianche e blu elettrico con fiammeggianti fulmini color oro sulle spalle. Il casco era di color bianco, con numero del giocatore e fulmine ad arco di color oro. Fino al 1966 i pantaloncini furono di color bianco, per poi divenire anch'essi oro fino al 1973.

Nel 1973 il blu elettrico fu abbandonato in favore di un blu più scuro (dark royal blue). Il casco divenne anch'esso blu scuro ed i nomi dei giocatori furono rimossi. Dal 1978 al 1983, i Chargers indossarono una maglia bianca per le partite in casa per poi tornare definitivamente al blu nel 1984. Le uniche eccezioni per quanto riguarda le partite in casa riguardano la stagione 1991 e altre sporadiche partite.

Nel 1985, i bolts tornarono a vestire pantaloni bianchi e ad usare divise nelle tonalità del blu scuro. Il fulmine raffigurato sul casco e sulle magliette divenne di colore bianco con bordi oro.

Nel 1990 vi fu ancora un cambiamento. I chargers vestirono pantaloncini blu navy con magliette bianche. Nel 1997 e nel 2001 sfoggiarono una divisa completamente bianca, con l'unica eccezione per i pantaloncini dei cornerback, di colore blu.

Nell'ottobre 2003, in occasione della partita contro i Miami Dolphins, la franchigia di San Diego indossò per la prima (e finora solo in quella occasione) pantaloncini e maglietta blu scuro.

Dalla fine degli anni ottanta al 2000, i Chargers hanno indossato uniformi bianche nei due match casalinghi della pre-season per poi utilizzare le divise blu nella stagione regolare. Dal 2001 hanno invece utilizzato uniformi blu per la preseason e bianche per gli home-match del mese di settembre. La ragione sembra essere nel fatto che gli incontri prestagionali sono giocati di notte, mentre quelli di settembre sono giocati di giorno. È quindi un grosso vantaggio poter indossare, nei mesi più caldi, magliette di color bianco (più fresco), soprattutto nei match disputati di giorno.

Come uniforme alternativa, dal 2002, i Bolts hanno scelto un design molto simile a quello utilizzato nel 1960. Ciò è dovuto anche al desiderio dei fan di rievocare le origini e la storia della franchigia.

Il 9 marzo 2007, i Chargers hanno mostrato sul loro sito web una riedizione della prima uniforme realizzata nel 1988. La nuova divisa è stata inaugurata, in un match riservato alla squadra, il 14 marzo successivo. Il blu navy è rimasto il colore principale per i match casalinghi. Lo storico arco di fulmine ha assunto i toni del giallo con bordi blu (così come i nomi dei giocatori). Come ulteriore rievocazione del passato il casco è talvolta di color bianco con protezioni facciali di colore blu.

Risultati stagione per stagionemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stagioni dei San Diego Chargers.

Giocatori importantimodifica | modifica sorgente

Membri della Pro Football Hall of Famemodifica | modifica sorgente

Fino alla classe 2013, 9 giocatori e un membro dello staff sono stati indotti nella Pro Football Hall of Fame.

Hall of Famer dei San Diego Chargers
N. Giocatore Ruolo Anni
19 Lance Alworth WR 1962–1970
71 Fred Dean DE 1975-81
14 Dan Fouts QB 1973–1987
- Sid Gillman Allen. 1960-71
18 Charlie Joiner WR 1976-86
75 Deacon Jones DE 1972-73
89 John Mackey TE 1972
74 Ron Mix OT 1960-69
19 Johnny Unitas QB 1973
80 Kellen Winslow TE 1979-87

Numeri ritiratimodifica | modifica sorgente

Numeri ritirati dai San Diego Chargers
N. Giocatore Ruolo Anni
14 Dan Fouts QB 1973–1987
19 Lance Alworth WR 1962–1970
55 Junior Seau LB 1990–2002

La squadramodifica | modifica sorgente

Lo staffmodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ (EN) Chargers Chronology.
  2. ^ (EN) LANCE ALWORTH.
  3. ^ (EN) NFL History: 1961–1970.
  4. ^ (EN) NFL Franchise Year-by-Year Genealogy.
  5. ^ (EN) Chronology 1970–1979.
  6. ^ (EN) Deacon Jones – 'Secretary Of Defense'.
  7. ^ (EN) Legendary Quarterback Johnny Unitas Dies at 69.
  8. ^ (EN) We hardly knew ye, Eli, thankfully so.
  9. ^ (EN) Chargers have become the NFL's star of statistics, not standings.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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