Frumenzio d'Etiopia

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San Frumenzio
St Frumentius.jpg

Vescovo

Morte IV secolo
Venerato da Chiesa cattolica, Chiesa copta
Ricorrenza 20 luglio

San Frumenzio (fl. IV secolo; Tiro, ... – Axum, IV secolo) è stato un vescovo romano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Cittadino romano, mentre ritornava da un viaggio in India con il fratello minore Edesio e il parente Meropio (un filosofo di Tiro che aveva intrapreso il viaggio seguendo l'esempio di Metrodoro) venne catturato dalla popolazione del Regno di Axum in un porto del mar Rosso [1].
Tutti i compagni di viaggio vennero uccisi tranne i due fratelli, che vennero risparmiati dalla compassione delle genti locali e condotti al cospetto del re d'Etiopia. Il re fece di Edesio il proprio coppiere, mentre Frumenzio, ritenuto perspicace e prudente, divenne amministratore dei beni del regno. Dopo la morte del re d'Etiopia, i due giovani furono liberi di tornare in patria, ma la vedova li pregò di rimanere per aiutare lei e l'erede, non ancora adulto, Ezana, a governare il paese. Durante questo periodo Frumenzio cominciò ad interessarsi della comunità cristiana presente nel regno e composta principalmente de mercanti romani. Grazie a Frumenzio fu concesso a costoro il permesso di edificare chiese cristiane per i mercanti di passaggio e di evangelizzare la popolazione.[2]
Dopo che Ezana raggiunse la maggiore età, Edesio e Frumenzio furono lasciati liberi di tornare a casa. Edesio tornò a Tiro in Libano; Frumenzio invece si recò ad Alessandria d'Egitto per mettere al corrente quello che stava succedendo in Etiopia. Qui, dopo aver radunato un concilio di vescovi del patriarcato di Alessandria, il patriarca d'Alessandria sant'Atanasio disse:

(LA)
« Et quem alium invenimus virum talem, in quo sit spiritus dei in ipso sicut in te, qui haec ita possit implere? »
(IT)
« Quale altra persona potremmo noi trovare, nella quale sia lo Spirito di Dio come è in te, e sia in grado di condurre a termine quest'opera? »
(Rufino, Storia ecclesiastica,I,10,380-382.)

Così Frumenzio fu consacrato vescovo[3] e, dopo aver raccolto un nutrito numero di missionari, ritornò in Etiopia per continuare l'evangelizzazione. Al suo arrivo in Etiopia venne chiamato " rivelatore della luce " e Abuna Selama cioè "padre pacifico". Gli Etiopi, scrive Rufino, " Si convertirono in numero infinito".[4] Nel 357, dopo la condanna e la fuga di Atanasio, Costanzo II scrisse una lettera al re di Etiopia Ezana e a suo fratello Sazana, chiedendogli di inviare Frumenzio ad Alessandria d'Egitto presso il nuovo patriarca Giorgio di Cappadocia (di confessione semi-ariana), che avrebbe esaminato il caso, ricordando che la nomina a vescovo di Frumenzio era stata voluta da Atanasio, "uomo colpevole di più di diecimila colpe" già deposto durante il primo concilio di Tiro nel 335.[5]

Sembra che a Frumenzio si debba la prima traduzione della Bibbia e l'introduzione della liturgia nella lingua locale. La fonte principale della vita di Frumenzio è Rufino d'Aquileia, da cui derivano tutte le altre fonti, che nella sua Storia Ecclesiastica ci dice:

(LA)
« Quae nos ita gesta non opinione vulgi, sed ipso Edesio Tyri presbytero postmodum facto, qui Frumentii comes prius fuerat, referente cognovimus. »
(IT)
« Questi fatti non li abbiamo appresi dalle dicerie della gente, ma a Tiro ci sono stati raccontati proprio da Edesio, che in seguito era diventato presbitero, lui che prima era stato compagno di Frumenzio. »
(Rufino, Storia ecclesiastica,I,10,388-390.)

Altre fonti indipendenti sono: una lettera che Atanasio scrive a Costanzo II in sua difesa[6] e una lettera che Costanzo II inviò al re di Etiopia Ezana e a suo fratello Sazana.[7] Nel Martirologio Romano è scritto: In Etiopia, san Frumenzio, vescovo, che fu dapprima prigioniero e, ordinato poi vescovo da sant’Atanasio, propagò il Vangelo in questa regione.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Rufino, Storia ecclesiastica, I,9,338-342.
  2. ^ Rufino, Storia ecclesiastica, I,9,343-369
  3. ^ La consacrazione avvenne in una data compresa fra il 328, inizio del patriarcato di Atanasio, e il 356, anno in cui Atanasio fu costretto alla fuga. Rufino dice che avvenne all'inizio del patriarcato di Atanasio, è più probabile però che essa avvenne almeno una quindicina di anni dopo la spedizione di Metrodoro del 326.
  4. ^ Rufino, Storia ecclesiastica,I,10,385.
  5. ^ P., Schaff, Athanasius: Select Works and Letters by Athanasius, New York 1892, pp.571-572.
  6. ^ P., Schaff, Athanasius: Select Works and Letters by Athanasius, New York 1892, p. 569.
  7. ^ P., Schaff, Athanasius: Select Works and Letters by Athanasius, New York 1892, pp.571-572

Fontimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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