San Gillio

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San Gillio
comune
San Gillio – Stemma San Gillio – Bandiera
Panorama dalla cresta NE del Musinè
Panorama dalla cresta NE del Musinè
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Sindaco Stefano Cavallero (lista civica) dal 14/06/2009
Territorio
Coordinate 45°09′00″N 7°32′00″E / 45.15°N 7.533333°E45.15; 7.533333 (San Gillio)Coordinate: 45°09′00″N 7°32′00″E / 45.15°N 7.533333°E45.15; 7.533333 (San Gillio)
Altitudine 320 m s.l.m.
Superficie 8 km²
Abitanti 3 035[1] (31-12-2010)
Densità 379,38 ab./km²
Comuni confinanti Alpignano, Druento, Givoletto, La Cassa, Pianezza, Val della Torre
Altre informazioni
Cod. postale 10040
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001243
Cod. catastale H873
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sangilliesi
Patrono sant'Egidio
Giorno festivo 1º settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
San Gillio
Localizzazione del Comune di San Gillio nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di San Gillio nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

San Gillio (San Gili in piemontese) è un comune italiano di 3035 abitanti [2] della provincia di Torino.

Situato a nord-ovest del capoluogo, il territorio del paese è attraversato dal torrente Casternone, affluente della Ceronda.

Il toponimo nasce dalla italianizzazione di Saint Gilles, corrispondente al latino Egidio, santo al quale è ancor oggi dedicata la parrocchiale.

Climamodifica | modifica sorgente

Il clima sul territorio sangilliese è temperato sub-continentale, caratterizzato da inverni freddi, prevalentemente soleggiati con nevicate abbastanza abbondanti; rara presenza di nebbia, malgrado la posizione sulla pianura. Estati calde, con presenza di brezza proveniente dalla Valle di Susa, poco distante.

Storiamodifica | modifica sorgente

Secondo un'ipotesi sostenuta dal Casalis e ripresa in seguito da diversi studiosisenza fonte, nelle terre vicine all'attuale comune era situato un monastero dipendente dal priorato templare di Sant'Egidio a Testona (dal quale nacque poi Moncalieri). Di parere diverso era invece il teologo Giacone (autore di una breve storia di San Gillio) il quale ha sostenuto la tesi che fossero stati i monaci benedettini dell'abbazia di Casanova a costruirvi una chiesa dedicata a Sant'Egidio. Negli anni successivi alla costruzione dell'edificio, attorno ad esso si sarebbe sviluppato un insediamento urbano.

Gli studiosi attuali, fra cui Tournour, rifiutano tali ipotesi perché non suffragate da documenti. È probabile che un primo insediamento abitativo esistesse già nella seconda metà del XIII secolo, ma allo stato attuale delle ricerche è impossibile dire quando esso abbia avuto origine. Le prime testimonianze dell'esistenza di San Gillio risalgono infatti all'inizio del XIV secolo: una vendita operata nel 1306 dai visconti di Baratonia e una convenzione stipulata nel 1324 tra Filippo di Savoia-Acaia e gli abitanti di San Gillio per la costruzione di una Villanova, che nel 1331 risultava già ultimata.

La cappella di San Rocco

La nuova sede abitativa sorse distante dalla precedente. Quest'ultima si trovava infatti su un poggio diverso da quello ove sorge l'attuale abitato. Parrocchia del paese rimase comunque la piccola chiesa medioevale dedicata a Sant'Egidio (architettonicamente rispondente alla tipologia della Mansio templare) tuttora esistente e in discreto stato di conservazione. All'interno della Villanova venne edificata un'altra chiesa, dedicata alla Santa Croce.

La storia feudale di San Gillio è abbastanza complessa. Nel 1327 (forse l'anno in cui venne ultimata la costruzione della Villanova) il principe Giacomo d'Acaia lo infeudò a Guillaume de Montbel, dal quale nel 1366 giunse a Berardo Roero. Il centro non rimase a lungo in possesso della potente famiglia astigiana, poiché già nel 1409 passò ai Romanzone e da questi, nel 1472, a Domenico Ambrogio Vignati, un celebre giurista di Lodi che aveva ricoperto importanti incarichi per il duca di Savoia. Il feudo di San Gillio rimase possesso dei suoi discendenti, trasferitisi stabilmente a Torino, sino alla loro estinzione avvenuta nel 1821. Nel 1835, per iniziativa di Carlo Alberto, il titolo di conte di San Gillio venne attribuito a Felice Maffei (1790-1870), primo segretario di stato agli affari esteri.

Dopo la seconda guerra mondiale parte crescente della popolazione ha trovato impiego nelle industrie di centri vicini e dalla fine degli anni settanta la popolazione del comune ha conosciuto, in virtù soprattutto della vicinanza con Torino, un forte incremento, giungendo sino a triplicare la propria entità numerica.

Monumenti e luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

Chiesa parrocchiale di Sant'Egidiomodifica | modifica sorgente

Le prime attestazioni dell'esistenza della Parrocchiale di Sant'Egidio risalgono al 1323: si tratta però di un edificio differente dall'attuale, che sorge nel punto in cui sino al principio del Settecento era la chiesa della Santa Croce.

Le condizioni di quest'ultima dopo il passaggio dei francesi erano assai critiche: venne allora decisa la costruzione di una nuova chiesa da intitolare al santo patrono. I lavori, iniziati nel 1738, vennero affidati al Nicolis di Robilant, il cui progetto però venne abbandonato per mancanza di fondi. Dopo un periodo di incertezza i lavori furono allora affidati al padre [Romualdo], priore della chiesa di San Pancrazio, che aveva già realizzato altre opere nella zona (fra cui la facciata della chiesa di San Sebastiano a Druento). I lavori si svolsero sotto il patrocinio dei conti Vignati, i quali fecero porre il loro stemma sull'altar maggiore.

Nel 1887, per venire incontro alle esigenze della popolazione, la chiesa venne ampliata con la costruzione di due cappelle laterali all'altar maggiore.

Il campanile della parrocchia, originariamente torrione d'avvistamento parte della struttura difensiva della Villanova, fu abbattuto per esigenze di viabilità negli anni sessanta.

Castellomodifica | modifica sorgente

L'antico castello, del quale negli anni trenta era ancora visibile un torrione, a partire dal Cinquecento era stato progressivamente trasformato in dimora signorile, e si sa che nel XVIII secolo vi erano stati realizzati dei vasti giardini alla francese. Perso il carattere di dimora signorile dopo il 1870, nel Novecento è stato trasformato in casa privata frazionata in alloggi.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[3]

Economiamodifica | modifica sorgente

La principale risorsa economica del centro è stata sempre rappresentata dall'agricoltura, a proposito della quale va segnalata la scomparsa delle vigne nel decennio precedente l'ultimo conflitto mondiale.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Stefano Cavallero lista civica Sindaco
2009 in carica Stefano Cavallero lista civica Sindaco II mandato

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ http://demo.istat.it/bil2010/index.html
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progettimodifica | modifica sorgente


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