San Leucio del Sannio

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San Leucio del Sannio
comune
San Leucio del Sannio – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Sindaco Nascenzio Iannace (PdL) dal 27/05/13
Territorio
Coordinate 41°05′00″N 14°46′00″E / 41.083333°N 14.766667°E41.083333; 14.766667 (San Leucio del Sannio)Coordinate: 41°05′00″N 14°46′00″E / 41.083333°N 14.766667°E41.083333; 14.766667 (San Leucio del Sannio)
Altitudine 369 m s.l.m.
Superficie 10 km²
Abitanti 3 207[1] (31-12-2010)
Densità 320,7 ab./km²
Frazioni Amicoli, Ariarelli, Cavuoti, Ciardelli, Confini, Facchiani, Feleppi, Fievo, Maccabei, Merici, Piano Alfieri, Pietrizolli, Rizzi, San Leucio, San Marcello, Santa Maria, Valle, Vardaro-Alvanelle, Verdini, Vigne, Zolli
Comuni confinanti Apollosa, Benevento, Ceppaloni, Sant'Angelo a Cupolo
Altre informazioni
Cod. postale 82010
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062060
Cod. catastale H953
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti sanleuciani
Patrono San Leucio d'Alessandria
Giorno festivo 11 gennaio e 10 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
San Leucio del Sannio
Posizione del comune di San Leucio del Sannio nella provincia di Benevento
Posizione del comune di San Leucio del Sannio nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

San Leucio del Sannio è un comune italiano di 3.226 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Ha una superficie agricola utilizzata (ha) aggiornata all'anno 2000, di 459,48.[2].

Sorge su una verde collina, che si erge fra la valle del fiume Sabato e la valle del torrente Serretelle a circa 9 km dal capoluogo Benevento.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[3]

Storiamodifica | modifica sorgente

In origine il paese si chiamava Casale de' Collinari (XII secolo), successivamente prese il nome di S. Leucio de Collina (XIII secolo), dal nome della chiesa dedicata a San Leucio vescovo che sorge sul punto più alto del paesee e intorno alla quale vennero sorgendo le abitazioni e giù per i pendii le odierne frazioni.

Dal 1077 al 1861 fu, dunque, casale di Benevento appartenente allo Stato Pontificio. Agli inizi del XVII secolo, sorse una lite sulla spettanza di una contrada di confine detta Esquito[4], che il Viceré di Napoli pretendeva essere territorio del regno, aggregata a Ceppaloni. La lotta fu aspra, ma alla fine vide la vittoria della Santa Sede[5].

Fu luogo di villeggiatura di Papa Pecci, quando era delegato apostolico di Benevento.

Il cardinale Stefano Borgia, governatore di Benevento, vi dimorò e scrisse la sua pregevole storia su Benevento. Dal 1861 è comune autonomo.


Antichità e monumentimodifica | modifica sorgente

  • Chiesa di San Leucio Vescovo. Esistente al XIII secolo, fu ricostruita dopo il terremoto del 1688;
  • Chiesa di San Giovanni;
  • Chiesa Maria SS. della Misericordia, sita alla contrada Cavuoti. Dopo anni di completo abbandono è stata restaurata e riaperta al culto grazie alla volontà di tanti fedeli e al concreto interessamento dell'allora ministro Ferdinando Facchiano;
  • Palazzo Zamparelli. Costruito nel 1761 da Achille Bartolomeo Zamparelli, giurista e insegne notaio, consigliere di Carlo III di Borbone. Ospitò Papa Pecci quando era delegato apostolico di Benevento.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Porcaro Carmine, La collina delle querce: San Leucio del Sannio fra cronaca e storia, Napoli. ed.Spazio 2000, 1980.
  • Zerella Pietro, San Leucio del Sannio. Frammenti di Storia, POligrafica S. Giorgio del Sannio, 1994.
  • Zerella Pietro, Stefano Borgia: Governatore del Ducato Pontificio di Benevento nel XVIII secolo, Benevento, ed. Mediapress Publishing, 2010.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ (Camera di Commercio di Benevento, dati e cifre, maggio 2007)
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Traduzione spagnola del toponimo Schito.
  5. ^ Alfredo Rossi, Ceppaloni. Storia e società di un paese del regno di Napoli, Ceppaloni, 2011, p. 173 e sgg. ISBN 978-88-906209-0-4.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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