San Martino di Lupari

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San Martino di Lupari
comune
San Martino di Lupari – Stemma San Martino di Lupari – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Sindaco Gerry Boratto (Lega Nord) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°39′0″N 11°51′0″E / 45.65°N 11.85°E / 45.65; 11.85 (San Martino di Lupari)Coordinate: 45°39′0″N 11°51′0″E / 45.65°N 11.85°E / 45.65; 11.85 (San Martino di Lupari)
Altitudine 40 m s.l.m.
Superficie 24,27 km²
Abitanti 13 233[1] (31-12-2010)
Densità 545,24 ab./km²
Frazioni Borghetto, Campagnalta, Campretto, Lovari, Monastiero[2]
Comuni confinanti Castelfranco Veneto (TV), Castello di Godego (TV), Galliera Veneta, Loreggia, Loria (TV), Rossano Veneto (VI), Santa Giustina in Colle, Tombolo, Villa del Conte
Altre informazioni
Cod. postale 35018
Prefisso 049
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028077
Cod. catastale I008
Targa PD
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti luparensi, sanmartinari
Patrono san Martino
Localizzazione
San Martino di Lupari è posizionata in Italia
San Martino di Lupari
Posizione del comune di San Martino di Lupari all'interno della provincia di Padova
Posizione del comune di San Martino di Lupari all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

San Martino di Lupari (San Martìn de Lùpari in veneto) è un comune italiano di 13.061 abitanti[3] della provincia di Padova.

Indice

Storia modifica

San Martino di Lupari è una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.

Onorificenze modifica

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Cittadina dell'alta padovana, durante le tragiche giornate della Guerra di Liberazione, subì la perdita di suoi cinquantacinque concittadini, caduti eroicamente vittime di una delle più feroci rappresaglie da parte delle truppe naziste. Ammirevole esempio di coraggio, di spirito di libertà e di amor patrio.»
— San Martino di Lupari (PD), 29 aprile 1945

Luoghi di interesse modifica

Edifici religiosi modifica

Chiesa di San Martino e Casa Canonica: situate nella piazzetta del paese, la Chiesa è stata progettata nella prima metà del '700 dal veneziano Giorgio Massari è affiancata da un alto campanile di origini seicentesche (1603). La facciata è semplice, ottocentesca, decorata solo da lesene ed è sormontata da un frontone sobrio. L'interno riflette la semplicità della facciata ma di notevole interesse storico sono le iscrizioni in latino poste sui muri che sono testimonianza dell'antica storia dell'edificio. La Casa Canonica presenta un'elegante facciata che ricorda, nella struttura e nei delicati decori, le tradizionali ville venete. È opera dell'architetto Giorgio Massari[4].

Chiesa di Cristo Re e di San Martino: la sua realizzazione è relativamente recente, fu iniziata infatti nel 1927 e consacrata nel 1958. Fu realizzata da Luigi Candiani che gli diede un aspetto basilicale e maestoso. L'interno, diviso in tre navate con absidi, è stato decorato prevalentemente a mosaico. Nelle navate laterali sono conservati due altari settecenteschi decorati da sculture e marmi, appartenenti alla chiesa preesistente. La chiesa possiede diverse cappelle, la Cappella del Sacro Cuore decorata da un affresco di Bruno Saetti, la Cappella del Crocifisso che Pino Casarini abbellì con i suoi affreschi nel 1949 e la Cappella della Tempesta: decorata dai graffiti dell'artista Angelo Gatto. Lo stesso artista che ha decorato quest'ultima cappella è autore anche dei mosaici che decorano l'abside (Cristo Re e Teoria di Santi), le navate laterali (la Via Crucis). Il tempio contiene, inoltre, un grande organo Mascioni del 1924[4].

Musei modifica

Il Museo Civico di Arte Contemporanea custodisce un centinaio di opere della corrente costruttivista risalenti al periodo tra il 1970 e 1980.

Museo Umbro Apollonio È una mostra permanente di pittura unica in Italia per il suo indirizzo preciso: il movimento artistico del Costruttivismo dal 1960 ai nostri giorni. Il museo è sorto nel 1981 per volonta' dell'Amministrazione Comunale che acquisi' le opere che si erano affermate alle "Biennali d'Arte Contemporanea" organizzate a San Martino di Lupari. La denominazione "Umbro Apollonio" venne scelta in omaggio al critico d'arte che maggiormente aveva legato il suo nome all'approfondimento di questa tendenza artistica e che ne aveva divulgato le idee, sia come docente universitario che come critico militante e direttore della Biennale di Venezia. La Collezione conta 96 opere di 77 artisti italiani tra i quali il luparense Edoer Agostini. Tra gli artisti stranieri figurano i francesi Yves Millecamps e Francois Morellet, lo svizzero Hans Jorg Glattfelder, gli argentini Hugo Demarco, Antonio Asis e Horacio Garcia Rossi e lo spagnolo Francisco Sobrino. La Collezione ha sede nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale. Le Vae de Campretto e I Fionchi de Lovari aree di particolare interesse paesaggistico. Le Motte in località Campagnalta sono resti di un antico insediamento dell'età del Bronzo; alcuni studiosi lo ipotizzano un osservatorio.

Società modifica

Evoluzione demografica modifica

Abitanti censiti[5]

Cultura modifica

Persone legate a San Martino di Lupari modifica

Economia modifica

A San Martino di Lupari ha sede la OZ s.p.a., azienda italiana leader mondiale nella produzione di cerchi in lega leggera per automobili e motocicli.

San Martino di Lupari fin dai primi anni 60 è stata la patria di tante band musicali, piccoli complessini, che magari sopra un carro agricolo si esibivano nel cortile della Tegola Verde Dancing dei primi anni 60 dove centinaia di giovani si ritrovavano per trascorrere alcune ore spensierate.

Nel 2011 nella nuova rotonda di fronte al Graffiti Dance di Monastiero, il professor d'arte Andrea Zanella, ha realizzato per il comune di San Martino un'opera che raffigura la storia musicale di Monastiero dalla Tegola verde, passando per la storica Arena 2000 e arrivando alla storia più recente che ha visto nascere nel 1989 Radio Birikina ed il Graffiti Dance.

Amministrazione modifica

Note modifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Comune di San Martino di Lupari - Statuto.
  3. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/05/2007 [1].
  4. ^ a b C. Miotto, P. Miotto, Il complesso architettonico monumentale di San Martino di Lupari fra storia e arte, San Martino di Lupari 1998.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Sito ufficiale Team Zalf Desirèe Fior

Voci correlate modifica

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